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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

NESSUNA " RAPPRESENTANZA", NESSUN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Pubblicato su 17 Aprile 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

I politici, gli uomini dei partiti non sono ancora riusciti a prendere atto che il concetto di “rappresentanza” si è esaurito, non esiste più. La “rappresentanza”, infatti, è nata con il cristianesimo, laddove San Paolo (e in seguito i teologi) ha elaborato l’idea che nella morte del Figlio di Dio tutti i cristiani erano “rappresentati”, e perciò tutti “salvati” da Lui.

 

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Siamo dunque nell’ambito del Sacro, della metafisica del Sacro, che permette pensieri simbolici e potenze che vanno di là dalla realtà. Il concetto di rappresentanza si è poi a poco a poco trasferito, in maniera più debole e soltanto per analogia concessa dalle autorità del Sacro, ai Re, agli Imperatori, unti dal Papa, consacrati nella regalità dal Papa. Per questo un uomo della rivoluzione francese, la rivoluzione laica per eccellenza, ha voluto ricevere la corona dal Papa: Napoleone sentiva di non essere pienamente Imperatore, nella potenza di autorità e di governo che l’investitura sacra concede, senza l’intervento del Papa. Ma si trattava già di una rappresentanza di seconda categoria che si è andata sempre più sbiadendo e impoverendo fino quasi a scomparire con lo Stato laico moderno. L’uguaglianza di tutti i cittadini le ha inferto il colpo di grazia. La rappresentanza dei parlamentari e dei presidenti degli Stati, nelle varie deboli forme in cui si è configurata in Occidente, ne era un ultimo brandello e oggi è semplicemente una sopravvivenza culturale.

  La sacralità della rappresentanza dunque, adesso non esiste più tanto che i Grillini hanno affermato, entrando in Parlamento, di essere, non i rappresentanti, ma i portavoce dei cittadini. Bella idea! Ma se l’hanno pensato è perché la rappresentanza era già morta da molto tempo. (Poveri Grillini, si sono subito persi nel conformismo all’alta finanza mondialista, ma il principio rimane valido). Buona parte dello “stallo” in cui si trovano i partiti è dovuto, non a quello che pensano Napolitano, Berlusconi e Bersani, ossia che manca una maggioranza, ma al fatto che il concetto di maggioranza e minoranza è a sua volta privo di contenuto perché in un contesto del tutto laico, senza la potenza trascendente, non si vince con la forza dei numeri ma con la forza della ragione e del buon senso. Se una proposta di legge è ragionevole e utile, riceverà il consenso in base a queste qualità e non perché è stata pensata e proposta nell’ambito della sacralità delle ideologie dell’uno o dell’altro partito. Insomma il Parlamento sta per essere anch’esso superato, ma fino a quando non giungeranno a questa consapevolezza, bisogna almeno che gli attuali protagonisti si rendano conto che l’idea della politica come campo di battaglia appartiene ancora all’ambito della “potenza” dei rappresentanti, della loro forza intrinseca, insomma al Sacro.

È evidente, dunque, che non c’è più posto in uno Stato laico per un rappresentante addirittura più “rappresentante” degli altri: il Presidente della Repubblica, il quale dovrebbe “rappresentare” tutti gli italiani, l’unità d’Italia. È un’idea, un’immagine goffa, grottesca, che fa perfino ridere, adesso che ne è svanita la sacralità, quella che uno dei miseri, piccoli uomini o donne di cui si è fatto il nome, sia chiamato a “rappresentare” un popolo. Neanche il singolo individuo oggi rappresenta se stesso, perché è se stesso, e giustamente vuole essere e agire in prima persona e non essere “rappresentato” da nessuno. È anche per questo che non sopporta più e sente come offensivo nei confronti del suo voto, il vuoto legislativo che si prolunga dal giorno delle elezioni. Si dirà che la Costituzione prescrive l’esistenza di un Presidente della Repubblica ma è proprio a questo che servono le Camere: a legiferare. Si riuniscano in seduta comune e invece di nominare un presidente, abroghino il relativo articolo. Cercavamo da tanto tempo di diventare un paese normale? Senza il sacro, e senza gli immensi abusi di potere che ne sono derivati, finalmente l’Italia sarà un paese normale.

Ida Magli
Roma, 14 Aprile 2013 

http://www.italianiliberi.it/Edito13/nessuna-rappresentanza-nessun-presidente-della-repubblica.html

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