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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

NAPOLITANO: ' UE MODELLO DI SUCCESSO'. INFORMATELO MEGLIO

Pubblicato su 8 Settembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

NAPOLITANO.jpg
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affermato al Forum Ambrosetti (una sorta di Bilderberg all'italiana) di ritenere l'Unione europea un modello di successo.
"L'Unione europea rimane un modello di successo che non ha perso la sua vitalità e capacità di attrazione e lo dimostrano anche, a discapito di quanti ne lamentano le intrinseche debolezze, alcuni recenti sviluppi: l'allargamento alla Croazia, il percorso di avvicinamento all'Unione europea dei paesi balcani occidentali e l'adozione dell'euro da parte della Lettonia."
Ho già espresso le mie considerazioni su Napolitano e sul suo passato in un articolo (GIORGIO NAPOLITANO, TRADITORE DEL PCI E SERVO DELLA CIA), citandolo come uomo al servizio del Council for Foreign Relations di Rockfeller e della CIA e non intendo ripetermi. 
Vorrei solo soffermarmi sulla sua affermazione odierna che, a mio avviso, contrasta nettamente con la realtà dei fatti.
Probabilmente quando parla di "successo" inerente al modello Ue credo si riferisca ad un successo per potenze economiche quali la Germania, che dalla nascita dell'Unione Europea ne ha guadagnato notevoli interessi economici; di certo tali vantaggi competitivi non sono stati goduti da Paesi quali Italia, Portogallo, Grecia, Spagna che, invece, hanno visto peggiorare la loro produttività, hanno riscontrato aumenti di disoccupazione, blocco dei consumi, aggravi nella bilancia dei pagamenti.

Proprio l'andamento della bilancia dei pagamenti verso l'estero è un dato indicativo dell'insuccesso del modello UE: già solo confrontando i conti esteri della Germania con quelli dei paesi PIGS si evince come la prima abbia ampliato il suo surplus commerciale, mentre gli altri Paesi, proprio a partire dagli anni di formazione dell'Unione Europea, abbiano generato deficit commerciali.
Analizziamo il periodo che va dal 1999 al 2011:
- la Germania vende beni\servizi all'estero, aumenta le esportazioni e riduce le importazioni; risultato: da un moderato deficit passa ad una situazione di surplus verso l'estero superiore al 5% del PIL.
- l'Italia inverte la tendenza rispetto la Germania: passa da un surplus nei conti esteri del 1% del PIL a un deficit verso l'estero di oltre 3,5% del PIL; Spagna, Portogallo e Grecia arrivano addirittura a superare un disavanzo verso l'estero del 10% del PIL.
Di fronte a questo dato e a tanti altri un presidente della Repubblica come può affermare che l'Unione Europea sia un modello di successo? In base a quale dato favorevole, forse quello di aver convinto nuovi sventurati paesi ad entrare a far parte del circolo di eurolandia?
Possibile che nel suo staff di collaboratori non ci siano economisti in grado di informarlo sui dati economici nefasti che pesano come un macigno sulla testa degli italiani? Possibile che nessuno lo abbia informato che le politiche di austerità, unite alla vergognosa idea di applicare il pareggio di bilancio, siano ricette economiche applicabili quando si desidera mandare uno Stato in recessione economica? Oppure dobbiamo credere che il presidente degli italiani sia in malafede quando espone certe affermazioni?
Secondo me, come secondo altri economisti i cui moniti restano da tempo inascoltati ed oscurati, resta univoca la soluzione che Paesi come l'Italia devono intraprendere per salvarsi dal baratro: un paese in deficit commerciale verso l'estero non può far altro che abbandonare la moneta unica, riconquistare la sovranità monetaria (anche allo scopo di togliersi dalla morsa degli speculatori finanziari internazionali) e svalutare la moneta nazionale, allo scopo di riprendere il controllo sulla liquidità, applicare un programma di politica monetaria espansiva (tutto il contrario dell'attuale criminoso programma di austerità) e trovare all'estero nuovi sbocchi per le merci nazionali. Con una soluzione del genere un paese come l'Italia potrebbe non solo salvarsi dalla recessione economica a cui finora è destinata, ma rilanciare la sua economia come una locomotiva capace di viaggiare a tutta velocità, conseguendo benessere sociale ed individuale.
Salvatore Tamburro
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