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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

MUSEI " BUONI " E MUSEI " MENO BUONI"

Pubblicato su 10 Aprile 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

I crimini sono crimini, da qualunque parte vengano, per questo rifiutiamo il comune pensiero dei crimini " cattivi " e dei crimini " buoni". Se veramente vogliamo restare umani debbono essere condannati tutti e con eguale durezza.
Pubblichiamo volentieri questa raccolta fatta da Joe Fallisi per avere memoria di tutte, tutte, le vittime di questi massacri che certamente dovrebbero far "sparire" dalla faccia della terra, per la vergogna ed il disonore, i loro artefici in quanto non degni di appartenere al genere umano, "sparire" significa ignorarli completamente, non dargli più nessuno spazio, relegarli al fondo della memoria e cancellarli dalla nostra concezione di genere umano. Claudio Marconi
missili-israeliani-con-dediche.jpg
Visto che ci siamo...

A QUANDO UN MUSEO, per ricordare i milioni di vittime innocenti delle quotidiane stragi perpetrate dall’Entità xenofobo-razzista israeliana in Palestina e nei Paesi arabi circostanti, dal 1948 al 2008?

Come quelle dell’Hotel King David di Gerusalemme (22 Luglio 1946); di Al-Kheasa (19 Dicembre 1947); di Bab Al-Amoud (29/30 Dicembre 1947); di Baldat al-Shaikh (30/31 Dicembre1947/1 Gennaio 1948); di Al-Tira (12 Dicembre 1947); di Yehida (13 Dicembre 1947); di Khisas o Khisasa
(18 Dicembre 1947); di Qazaza (19 Dicembre 1947); di Saraya Jaffa (4 Gennaio 1948); dell’Albergo Semiramis (5 Gennaio 1948); Sallah Aldine Street ad Haifa (16 Gennaio 1948); Sassa’ (14 Febbraio 1948); Al- Salam Building (20 Febbraio 1948); Jallil Villane di Al-Husayniyya (13 Marzo 1948); ferrovia/treno Cairo-Haifa 31 Marzo 1948); di Al-
Lagiun (4 Aprile 1948); di Deir Yassin (9 Aprile 1948); di Qaluniya (12 Aprile 1948); di Al-Lagiun (13 Aprile 1948); Nasser Ed-Din (14 Aprile 1948); di Abu Shusha (1948); di Salha (1948); massacri, tutti effettuati prima della Dichiarazione di indipendenza della Stato d’Israele, il 15 Maggio 1948.

Come le stragi di Tantura (15 Maggio 1948); di Beit Daras (21 Maggio 1948); della Moschea di Dahmash (11 Luglio 1948); di Dawayma (27/29 Ottobre 1948); di Salha (1948); di Hula (17 Ottobre 1948); di Safsaf (29 Ottobre 1948); di Saliha (30 Ottobre 1948); di Arab-al-Mawasi (2 Novembre 1948); di Sharafat (7 Febbraio 1951); di Beith-Lehim (6
Gennaio 1952); di Qabiya o Qibya (14/15 Ottobre 1953); del Villaggio di Nahaleen (28 Marzo 1954); di Al-Sheja’iah (28 Febbraio 1955); di Gaza City (5 Aprile 1956); di Qulqiliah (10 Ottobre 1956); di Kafr Qasem (29 Ottobre 1956); di Khan Yunis (3 Novembre 1956); di Rafah City (12 Novembre 1956); di Sammou’ (13 Novembre 1966); di Ausay (15
Dicembre 1966); di Kawinin (Libano, 15 Ottobre 1975); di Tel Ez-Zatar (Libano, 1975); di Aithurn (Libano, 15 Ottobre 1975); di Hanin (Libano, 16 Ottobre 1976); di Bint Jbeil (21 Ottobre 1976); di Ausay (15 Marzo 1978); di Adlun (17 Marzo 1978); di Abbasieh o Abbasyyah (Libano, 15/17 Marzo 1978); di K! hiam (Marzo 1978); di Saida (Libano, 4 aprile 1981); di Fakhani (17 Luglio 1981); di Beirut (Libano, 17 Luglio 1981); di Sabra e Shatila (Libano, 16 Settembre 1982); oppure, quelle di Jibshit (Libano, 27 Marzo 1984); di Suhmur o Sohmor (19 Settembre 1984); di Maarakah (5 Marzo 1985); di Zrariyah (11 Marzo 1985), di Homin Al-Tahta (21 Marzo 1985); di Sir El-Gharbiya (23 Febbraio 1985); di Gibaa o Jubaa (30 Marzo 1985); di Yohmor (13 Agosto 1986); di Tiro (Libano, 17 Agosto 1986); le stragi nei campi profughi palestinesi di Al-Naher Al-Bared (11 Dicembre 1986); i massacri di Ayn Al-Hillweh o Hilwa (5 Settembre 1987); quelli di Oyon Qara (20 Maggio 1990); di Siddiquin (25 Luglio 1990); della Beqaa (29 Dicembre 1990); della Moscha Al-Aqsa (8 Ottobre 1990); i massacri di Kafararman (9 Gennaio 1991 e 29 Giugno 1992); della Moschea di Abramo (Hebron, 25 Febbraio 1994); di Nabatiyyah (Sud Libano, 21 Marzo 1994); di Giabalya o Jabalya (28 Marzo 1994); di Aramta (15 Aprile 1994); d! el Chek Point di Eretz (17 Luglio 1994); di Deir Al-Zahrani (5 Agosto 1994); di Nabatiyeh (Sud Libano,
18 Aprile 1996); di Mansuria o Mnsuriah (13 Aprile 1996); di Qana (18 Aprile 1996); di Trqumia (10 Marzo 1998); di Gianta o Janta (22 Dicembre 1998); di Beirut (Libano, 24 Giugno 1999); della Bekaa (Libano, 29 Dicembre 1999); di Rafah (18 Ottobre 2002); senza contare quelli più recenti o recentissimi di Genin o Jenin (10/11 Aprile 2002), Nablus, Tulkarem, Ramallah, Betlemme, Qalqilya, Tubas, Tamun e
Tiasir, di nuovo Rafah (18 Maggio 2004), ecc. (per maggiori dettagli, vedere: 


A QUANDO UN ALTRO MUSEO, per commemorare le vittime russe dei Gulag sovietici (più di 80 milioni di morti!) organizzati e gestiti dai Giudei Matvei o Matvej Berman, Naftali Aronowitsch Frenkel, Lev Inzhir, Aron Soltz, Jakov Rappaport, Lazar Kogan, ecc. ?

Per saperne di più sui Gulag sovietici, vedere:
Victor Kravchenko, Ho scelto la libertà, Longanesi, Milano, 1948; David Dallin e Boris Nikolaevskij, Il lavoro forzato nella Russia sovietica, Sapi, Roma 1949; Evgenija Ginzburg, Viaggio nella vertigine, Mondadori, Milano, 1967; Andrej Amal'rik, Viaggio involontario in Siberia, Coines, Roma, 1971; Alexandre Solgenitsin, Arcipelago Gulag, Vol. I, II, III, IV, Mondadori, Milano, 1974; Alexander Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago, 1918-1956; An Experiment in Literary Investigation, I-IV, Harpercollins, 1978; Alexandre Zinoviev, L'antichambre du paradis, traduit du russe par Wladimir Berelowitch, L'Age d'homme, Lausanne, 1980; Evgenija
Ginzburg, Viaggio nella vertigine 2, Mondadori, Milano, 1981;
Alexandre Solgenizin o Aleksandr Solzhenitsyn, The Gulag Archipelago,1918-1956, Harper and Row, New York, 1985; Karlo Stajner, 7000 giorni in Siberia, edizioni Pironti, Napoli, 1985; Varlam Tikhonovich Shalamov, Kolyma Tales, Penguin Book Ltd, London, 1994; David Rousset, Ber! nard Théo, Gérard Rosenthal, L'universo concentrazionario, Baldini & Castoldi, Milano, 1997; Jurij Brodskij, Solovki. Le isole del martirio, La Casa di Matriona, Milano, 1998; AA. VV., Gulag - Il sistema dei lager in URSS, Mazzotta, Milano, 1999; Marcello Flores e Francesca Gori, a cura di, Gulag, il sistema dei lager in URSS, Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1999; Vladimir Bukovskij, Gli archivi segreti di Mosca, Spirali, Milano, 1999; Anne Applebaum, Gulag. Storia dei campi di concentramento sovietici, Mondadori, Milano, 2004; Tomasz Kizny, Gulag: Life And Death Inside The Soviet Concentration Camps 1917-1990, Firefly Books Ltd, 2004 ;
Oleg Khlevniuk The History of the Gulag: From Collectivization to the Great Terror (Annals of Communism Series), Yale University Press, 2004.


A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per ricordare le carneficine della Setta Giudaica contro le popolazioni dell'Impero romano, come quelle avvenute nella città di Cirene (nel -87 e nel 115), in quella di Seleucia (nel 37-41), in quella di Alessandria (nel 70), nell’Isola di Cipro (nel 115 – dove furono sgozzati all’incirca 240.000 tra greci e romani); oppure, nelle diverse province dell'Impero, all'epoca di Domiziano (tra l'81 ed il 96), all'epoca di Traiano (tra il 97 ed il 117), all’epoca di Adriano (117-138), ecc.

Qualche informazione a proposito delle “buone maniere” dei membri di questa setta:

- Dione Cassio (Historia): "(…) essi mangiavano le carni delle loro vittime, si facevano cinture con i loro intestini, si vestivano con la loro pelle, segavano a metà il corpo di molti altri, (alcuni) venivano dati in pasto alle belve o costretti a combattere con esse” (riportato da Ariel Toaff, Pasque di sangue. Ebrei d’Europa e omicidi rituali, Bologna, Il Mulino, 2007, pag. 126).

- Williams D. Morrison: "In tutti i luoghi in cui avevano raggiunto uno stato di supremazia, gli ebrei si conducevano come orde di cannibali, nutrendosi della carne delle loro vittime e spalmandosi del loro sangue" (“Gli Ebrei sotto la Dominazione Romana”, Fratelli Bocca, Milano, 1911, pag. 245).


A QUANDO UN ALTRO MUSEO ANCORA, per commemorare gli stermini indiscriminati ed i genocidi generalizzati della medesima Setta Giudaica contro gli Amalekiti (Popolo ampiamente descritto dalla Torà: Genesi 14, 7; Esodo 17, 14; Numeri 13, 29; 14, 25, 45; 24, 20;
Deutoronomio 25, 17; Giudici 5, 14; 6, 3, 33; 7, 12; 10, 12; 1 Salmi 15; 27, 8; 30; 2 Salmi 1, 1, 8; 1 Cronache 4, 43) ed i Madianiti (Numeri 10; 25; 31; Giudici 6; 7)? Oppure, contro la maggior parte dei popoli della Terra di Canaan?

Come precisa la Bibbia: ..."tu destinerai totalmente al massacro l'Hittita, l'Amorrita, il Cananeo, il Perizzita, l'Hivita, il Gebusita, come il Signore Dio tuo te lo ha ordinato" (Deuteronomio XX, 16, 17). Oppure: "Ora dunque, colpisci gli Amalekiti , Voi dovrete destinare al massacro tutto quello che appartiene loro. Tu non li risparmierai. Tu li metterai tutti a morte, uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli ed asini" (I. Samuele, XV, 3)]?

Per altri riferimenti biblici a proposito delle restanti Shoah,
vedere: Deuteronomio 3, 6; 7, 2; 13, 15; Numeri 21, 2; Giosuè 10, 28; 11, 21; 1 Samuele 15, 3; 1 Re 20, 43; Isaia 4, 4; 10, 7; 10, 22-23; 14, 22; 28, 22; 34, 2; Geremia 51, 3; Salmi 10, 16.

A PROPOSITO DI RAZZISMO...

Come al solito, il bue che dice cornuto all’asino.

Leggere per credere:

“Maledetto sia Canaan! Sia servo dei servi de’ suoi fratelli!” (Genesi 9, 25); “Così saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla terra” (Esodo 33, 16); “Guardati dal far lega con gli abitanti del paese nel quale stai per andare” (Esodo 34, 12); “Guardati dal far lega con gli abitanti del paese” (Esodo 34, 15); (Ndr: “non prenderai in moglie”) “le loro figliole per i tuoi figliuoli” (Esodo 34, 16); “separati dagli altri popoli” (Levitico 20, 26); “un popolo che resta a parte e che non può essere pensato tra le (altre) Nazioni” (Numeri 23, 9) ;“Non ti imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli” (Deuteronomio 7, 3); “Perché, se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni che sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con esse ed esse con voi, allora sappiate che il Signore vostro Dio non scaccerà più queste genti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, una trappola, un flagello ai vostri fianchi; diventeranno spine nei vostri occhi, finché non siate periti e
scomparsi da questo buon paese che il Signore vostro Dio vi ha dato” Giosuè 23, 12-13); rifiuto dei popoli indigeni che sono qualificati di “immondizia” (Esdra 9, 11); selezione razziale (Esdra 10, 10-11); espulsione dei “meticci” (Esdra 9, 14) e delle ex-mogli di Israeliti, in quanto appartenenti a “popoli abominevoli” (Esdra 10, 44); interdizione di avere rapporti con stranieri (Nehemia 13, 30), ecc.
Questo, senza parlare del Talmud o dello Choul’han Aroukh.

A cura di  Joe Fallisi
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