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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

MPS, LA CONSOB CONTRO PROFUMO E VIOLA ' OSTACOLANO L'ATTIVITA' DI VIGILANZA'

Pubblicato su 23 Agosto 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

"Ostacolo all'attività di vigilanza". E' la denuncia mossa dalla Consob ai vertici di Mps. Qual è la novità? I vertici sonoquelli attualie non solo quelli passati (Mussari e Vigni), già ampiamente sotto il faro della magistratura.

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La denuncia è contenuta in un esposto presentato dalla commissione presieduta da Giuseppe Vegas lo scorso 13 febbraio. Nel corso dell'attività di vigilanza, si legge sul documento, "la banca ha fornito comunicazioni, anche in risposta a specifiche richieste, rivelatesi non veritiere o quanto meno omissive".

I fatti contestati partono nel 2008, ma proseguono anche in date 23 aprile 2012, 24 aprile 2012, 10 maggio 2012, 25 giugno 2012, 6 luglio 2012, 20 luglio 2012 e 1 ottobre 2012, quando era già subentrata la gestione attuale. In queste date, la Consob avrebbe avanzato richieste sull'operazione Antonveneta e sull'affaireAlexandria. E le risposte, vista la reazione dell'Autorità, sono state vaghe.

La Consob sottolinea che, nonostante le richieste specifiche inoltrate aBanca e Fondazione, solo in seguito alle indagini della Procura è stato possibile "determinare l'esistenza di unfiduciary swap agreementta Jp Morgan e BoNy" nell'ambito della vicenda Antonveneta. Così come, solo grazie ai magistrati, Consob ha potuto conoscere "le modalità di contabilizzazione di Mps in relazione ai Fresch" emessi da BoNy. In sostanza: se non fosse stato per gli inquirenti, la Consob non sarebbe stata in grado di ottenere informazioni su Antonveneta e Alexandria. Una condotta che ha impedito "la comprensione di aspetti essenziali relativi all'operazione di finanziamento finalizzata all'acquisizione di Antonveneta".

LE CARTE DI AFFARI

Leggi l'esposto integrale della Consob

Leggi la lettera del Codacons alla Commissione Ue

"L'assenza di dati completi e veritieri- continua la Consob - non ha consentito all'Autorità di controllo di adottare tempestivamente le iniziative ritenute opportune pergarantire una corretta informazioneal mercato". E non si tratta di un caso: "La condotta ostativa non risulta circoscritta ad un singolo episodio, bensì si contraddistingue per il suo caratterecontinuativo, sistematico e reiterato".   

Il documento firmato daGiuseppe Vegasnon risparmia toni duri. "L'atteggiamento gravemente omissivo da parte della Banca sullereali condizioni economiche-finanziarie" non ha solo messo i bastoni tra le ruote alla Consob, ma ha anche "fornito al pubblico un quadro informativo non completo e distorto", nascondendo "la natura reale" dell'operazione Nomura.

Visti i rilievi della Consob,il Codacons ha inviato alla Commissione Europeala richiesta di bloccare gli aiuti di Stato (i Monti-bond) concessi a Mps perché il piano di ristrutturazione che li ha resi necessari si basa su "informazioni non veritiere". L'associazione dei consumatori auspica la rimozione degli attuali vertici dell'istituto e denuncia "il palese conflitto d'interessi" diFabrizio Saccomanni, oggi ministro dell'Economia chiamato a gestire una vicenda nella quale lo Stato è coinvolto direttamente, ieri direttore generale di un'autorità di controllo come  Bankitalia.

La notizia pesa sul titolo a Piazza Affari. Dopo una giornata per lunghi tratti positiva, le azioni del Monte chiudono a 0,228 euro, in flessione dell'1,34%

Mps ha diffuso una nota nella quale il nuovo managment si definisce "estraneo alla vicenda"

"Il nuovo management è estraneo ai procedimenti" al centro delle indagini della Procura di Siena. E' quanto afferma Banca Monte dei Paschi in una nota diffusa in replica a un comunicato del Codacons che chiamava in causa la responsabilita' degli attuali presidente e amministratore delegato.

"Banca Monte dei Paschi di Siena, per quanto possa occorrere", si legge nella nota, "dichiara che quanto asserito dal Codacons risulta destituito di ogni piu' elementare fondamento. Occorre preliminarmente ribadire", afferma l'istituto senese, "che i procedimenti amministrativi di cui la Banca e' parte non riguardano in alcun modo il nuovo management, la Banca si configura quale mera obbligata in solido al pagamento di sanzioni amministrative che sono state comminate, o saranno comminate, unicamente nei confronti di esponenti della precedente gestione. A riguardo e' chiaro ed univoco il recente procedimento di chiusura delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Siena, in merito ai fatti asseriti dal Codacons, che indaga la Banca, ai sensi e per gli effetti della Legge 231/01, unicamente con riferimento a condotte perpetrate da esponenti della precedente gestione, senza alcun coinvolgimento del nuovo management che si e' anzi contraddistinto non solo per aver avviato l'opera di risanamento in un contesto particolarmente complicato ma anche per avere collaborato, sin dal momento dell'insediamento, con le Autorita' competenti fornendo, anche di iniziativa, alle Autorita' stesse tutte le informazioni che si sono di volta in volta rese disponibili".

Peraltro, prosegue il comunicato, "con specifico riferimento alla segnalazione effettuata da Consob alla Procura della Repubblica di Siena questa non e' stata considerata rilevante e nel contempo non risulta alla Banca l'esistenza di alcuna indagine a carico del nuovo management". Infine, Banca Monte dei Paschi di Siena "non puo' non rilevare l'ingiustificata e continua aggressione che prosegue da mesi da parte del Codacons le cui 'azioni' non hanno trovato alcun accoglimento da parte di qualsivoglia autorita' e che giunge oggi a fornire notizie false, lesive e oltretutto fuorvianti e potenzialmente idonee ad influenzare il prezzo del titolo azionario". Per questo, conclude la nota, "Banca Monte dei Paschi di Siena, quale persona giuridica, nonche' il presidente Alessandro Profumo e l'amministratore delegato Fabrizio Viola, a titolo personale, intendono tutelare la corretta informativa di mercato, la propria reputazione e tutti i propri diritti innanzi alle competenti autorita' a fronte della continua ed ingiustificata attivita' di diffamazione effettuata dal Codacons che rispondera' nelle sedi opportune delle proprie gratuite ed inopinate asserzioni".

Tratto da: affariitaliani.it

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