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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Moneta sovrana: facciamo tremare il vero potere mondiale

Pubblicato su 1 Gennaio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri

Oltre 700 attivisti italiani per un evento mondiale: imparare i fondamenti della Modern Money Theory direttamente dagli economisti americani che guidarono la “resurrezione” dell’Argentina dopo il disastro del 2001 provocato dalla privatizzazione neoliberista di un’economia subalterna al dollaro. Mai più denaro “privato”, prestato magari a tassi d’usura come fa la Bce dominata dalla Germania. Lorenzo Bini Smaghi, ormai in uscita dall’esecutivo della Banca Centrale Europea, ha clamorosamente smentito Mario Draghi: «E’ inutile nasconderci dietro le regole per evitare di agire», ha dichiarato al “Financial Times”: «Se c’è un pericolo di deflazione e recessione economica, la Bce deve iniettare fondi nel sistema». Esattamente quello che Draghi, sempre al “Financial Times”, ha spiegato che non farà mai: niente aiuti, fin che resterà in piedi l’euro. 

Risultato: lo spread fra i Btp decennali e l’analogo “bund” tedesco è tornato a impennarsi, nonostante la presunta credibilità del governo Monti: la soglia del 7% dei rendimenti lordi dei nostri titoli di Stato viene guardata con particolare inquietudine, scrive “La Stampa” il 23 dicembre: una volta superato quel livello, Grecia, Irlanda e Portogallo hanno dovuto chiedere aiuti. Alla Bce «sta succedendo qualcosa di serio», dice Paolo Barnard, se a lanciare l’allarme è «un ultras delle politiche neoliberiste dell’Eurozona», come Bini Smaghi, che «viene dalla notoria Scuola di Chicago del mostro neoliberista Milton Friedman». Più denaro da immettere nell’euro-sistema in crisi? Quello compiuto da Bini Smaghi è un autentico salto mortale, aggiunge Barnard nel suo blog, «se di colpo le sue vedute coincidono con le mie, cioè Modern Money Theory».

Lo stesso Barnard, che ha prenotato in Toscana nei prossimi mesi il “dream team” americano dell’economia popolare – sovranità monetaria come condizione basilare per poter avere diritti, democrazia e occupazione – ha sostenuto che la Bce dovrebbe acquistare molti più titoli di Stato dei Paesi nei guai come l’Italia, per fermare il micidiale attacco dei mercati nel panico: «Se un titolo viene molto comprato, il suo tasso d’interesse cala di colpo, e questo significa che lo Stato che lo ha emesso deve pagare molto di meno e indebitarsi molto di meno: i mercati perdono la paura che quello Stato fallisca e non li rimborsi». In una recente puntata di “Matrix” su Canale 5, Barnard ha dichiarato che la Bce poteva e doveva bloccare al 3% il tasso d’interesse pagato da Roma, costretta invece che all’attuale catastrofico 6-7%. Stessa via d’uscita ventilata ora da Bini Smaghi: «E’ importante che la Bce agisca con decisione», ha detto il banchiere al “Financial Times”. «Non escludo un intervento più energetico sul mercato dei titoli dell’Eurozona, magari bloccando i tassi d’interesse di quei titoli o lo spread coi titoli tedeschi».

Lo spread, ricorda Barnard, è una misura convenzionale espressa in punti, che indica quanto meno affidabili siano certi titoli di Stato di paesi dell’Eurozona rispetto ai titoli tedeschi, considerati come punto di riferimento per la loro affidabilità: più lo spread dei titoli non-tedeschi è alto, meno sono ritenuti affidabili. Ma non è tutto: Bini Smaghi ora conferma sostanzialmente che l’Eurozona sta precipitando in una pericolosa deflazione della ricchezza, dovuta anche alle politiche di austerità imposte dalla Bce: la banca centrale di Francoforte si rifiuta infatti di usare i propri strumenti monetari per aiutarci, cioè stampare euro per tutti. Sostenere titoli traballanti ed emettere denaro? «Su volere della Germania», aggiunge Barnard, Mario Draghi ha appena «categoricamente escluso» entrambe le opzioni, «di fatto incoraggiando il collasso dell’Eurozona che Berlino cerca ostinatamente per i propri profitti»: secondo molti critici, tra cui Barnard, la Germaniapunta alla crisiper azzoppare la concorrenza europea dell’export e trasformare l’Europa del Sud in un mercato del lavoroa basso costo.

Non per nulla, aggiunge Barnard, proprio un membro tedesco del comitato esecutivo della Bce, Jürgen Stark, si è appena dimesso facendo «un’isterica tirata contro gli attuali miserrimi acquisti di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea: figuriamoci cosa avrebbe detto della proposta Bini Smaghi». E allora, cosa sta succedendo? E’ presto per dirlo. Ma se un alto funzionario del calibro di Bini Smaghi se ne esce con parole di rottura così violente rispetto al diktat del suo “superiore”, «questo significa come minimo che alla Bce regna il panico per la linea “talebana” dell’ultra-fanatico Draghi al servizio dell’opzione “nucleare” tedesca di politica monetaria europea». A Bini Smaghi è stato affidato l’allarme, peraltro «prontamente raccolto dai mercati», che infatti hanno riportato il tasso sui Btp italiani a quasi il 7%, cioè «il livello insostenibile che in pochi mesi causa la bancarotta dello Stato».

Traduzione: è come dire che, se anche il vice-capo della centrale nucleare dichiara che bisogna raffreddare i reattori al più presto, allora scatta il “si salvi chi può”, perché significa che nella sala comando c’è una specie di pazzo pericoloso. «Guardate che mica tanti qui stanno capendo che Mario Draghi è uno psicopatico fanatico della “chemioeconomia” che distruggerà le nostre vite di famiglie per altri 40 anni», insiste Barnard: «Smettete di guardare sempre dalla parte sbagliata: non è Monti, è Draghi. E lo fermiamo solo con la Modern Money Theory, altro non c’è». In parole povere: serve una economiademocratica, «dove lo Stato spende la sua moneta sovrana a deficit per creare piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione, pieni alloggi, piene infrastrutture e piena produzione aziendale (quando necessario). Cioè: la maggior fetta della ricchezza per il 99% e non per le élite».

Questa la base teorica della Mmt, la teoria della moneta moderna che tra febbraio e marzo sarà illustrata ai 750 attivisti italiani che hanno finora risposto all’appello lanciato da Barnard, per un seminario di studio destinato a gettare le basi per una vera alternativa alla crisi: hanno già aderito economisti di fama mondiale, del calibro di Michael Hudson, Stephanie Kelton, Marshal Auerback e William Back, ispiratore di “Occupy Wall Street”, mentre Randall Wray potrebbe aggiungersi non appena sarà nota la data dell’evento – un weekend – così come il francese Alain Parguez. «Questo significa avere il “dream team” su Modern Money Theory, su mercati finanziari e Bce, sul crimine di Wall Street e sul “Goldman Sachs crime”». In agenda: il “colpo di Stato finanziario in Europa” e quello a cui stiamo assistendo giorno per giorno: la fine della democrazia reale.

La democrazia, sottolinea Barnard, non consiste solo nel poter votare in un certo modo piuttosto che in un altro, o poter manifestare, o avere una Costituzione: «La democrazia è prima di tutto avere un lavoro con reddito sicuro, servizi sicuri, case per tutti a prezzi possibili, istruzione per tutti». E, sopra ad ogni altra cosa, «uno Stato che ha una propria moneta, da spendere per tutelare noi, il 99%, senza limiti reali». Uno Stato libero dalla minaccia finanziaria dei super-gruppi privati, attuali padroni della “moneta in prestito”, e disponibile ad agire per salvare il popolo: «Questa è la vera democrazia, cioè cittadini forti, sicuri, non impauriti e dominati dal ricatto economico. Questa democrazia oggi si chiama in un solo modo: economia democratica, basata sulla Modern Money Theory».

Il “colpo di Stato finanziario” pianificato da decenni, quello che ora ci ha travolti, «mira proprio a distruggere quell’economia democratica prima ancora che possa nascere». Per Barnard, il summit sulla Mmt dev’essere «il punto di partenza per salvare l’Italia, il nostro lavoro, la nostra democrazia e i nostri figli». Il “dream team” degli economisti accademici, americani ed europei, è pronto ad animare in Italia un evento di portata mondiale: non chiedono parcelle, ma solo la copertura delle spese (per l’adesione bastano 40 euro, da raccogliere on line attraverso il sito di Barnard). «Da come si prospetta – aggiunge il giornalista, tra i fondatori di “Report” – questo potrebbe essere il maggior evento di attivismo con la Modern Money Theory mai tenuto al mondo», un evento “salva-vite” e “salva-nazione”. «Speriamo: se nascerà in Italia un serio movimento per la Mmt, sarà allora che il “vero potere” inizierà a preoccuparsi, per la prima volta in cinquant’anni».

Fonte: Libreidee

una lira

 

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