Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

MINSKY SPIEGATO AI NON ADDETTI AI LAVORI - Seconda parte

Pubblicato su 4 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MMT - BARNARD

Randall Wray su Economonitor   continua a spiegare Minsky: qui affronta la differenza tra moneta endogena e moneta esogena. E’ un po’ tecnico, ma facilmente comprensibile perché rappresenta ciò che accade realmente e non si fa fatica a riconoscerlo.

Dagli anni ’20 si è sviluppato un equivoco tipicamente americano, secondo il quale la quantità di riserve bancarie emesse dalla Fed sarebbe in qualche modo in grado di controllare i prestiti bancari e la creazione dei depositi. Questa è stata chiamata la teoria della “moneta esogena” (l’offerta di moneta è “esogena”, controllata dalla banca centrale attraverso la limitazione della quantità di riserve in dotazione). E’ diventato il punto di partenza per il monetarismo di Milton Friedman – che alla fine si è concluso nel disastroso Grande Esperimento Monetarista dei primi anni ’80 negli Stati Uniti e nel Regno Unito, in cui le banche centrali tentarono formalmente di controllare la crescita dell’offerta di moneta.

Non funzionò, e dal 1990 gli obiettivi monetari sono stati completamente abbandonati da tutte le banche centrali dei paesi sviluppati.

 C’era poi un’altra tradizione, che risale alla Banking School dei primi del 19° secolo, passando attraverso Marx e Keynes, fino a Schumpeter, Gurley e Shaw, Minsky, N. Kaldor, B. Moore e, infine, al sottoscritto, alla fine degli anni ’80 . Si chiama approccio della “moneta endogena” che insiste sul fatto le banche centrali non possono controllare la creazione di moneta da parte delle banche private attraverso il controllo sulle riserve.

 E’ materia troppo complicata e tecnica per questo blog. Ma in estrema sintesi l’idea funziona in questo modo. Le moderne banche centrali sono responsabili di un funzionamento regolare del sistema dei pagamenti, che tra l’altro richiede che i debiti bancari siano liquidati “alla pari” (un deposito di un dollaro alla Chase ha lo stesso valore di un dollaro depositato a Bank of America). La Fed fa in modo che gli assegni siano liquidati tra banche e che i depositanti possano utilizzare le macchinette ATM. Ciò significa che le banche devono disporre di riserve, su richiesta. Quindi il controllo della Fed si basa sul “prezzo”, non sulla “quantità”: può impostare il tasso di interesse al quale presta riserve alle banche, ma non può determinarne la quantità.

Inoltre, in pratica, i requisiti di riserva delle banche sono calcolati sulla base dei depositi creati fino a sei settimane prima. Quindi la quantità di riserve che le banche devono tenere, in sistemi come quello che usiamo negli Stati Uniti (con coefficienti di riserva obbligatoria) è sempre una funzione dei depositi storici. Anche in questo caso, il controllo della banca centrale avviene sul prezzo, non sulla quantità. Alla fine, le moderne banche centrali lavorano sugli obiettivi dei tassi di interesse (la Fed annuncia il suo obiettivo di fed funds rate1), il che significa ancora una volta che la Fed può impostare il “prezzo”, quindi fornisce le riserve necessarie per raggiungere l’obiettivo di Fed funds rate prefissato.

Eppure, i libri di testo americani ci hanno messo molto tempo ad aggiornarsi, e Krugman non è l’unico autore di libri di testo che ancora sbaglia. (Notate che continuo a riferirmi agli USA – gli autori al di fuori degli Stati Uniti hanno fatto un lavoro migliore. Ad esempio, Charles Goodhart nel Regno Unito molto tempo fa ha scritto un libro di testo corretto in materia).

Ma nel suo blog, l’errore di Krugman va ben al di là di questo comune errore dei libri di testo. Egli sostiene che le banche in realtà non creano denaro “dal nulla” – piuttosto, prendono i depositi e quindi li danno in prestito. Questo è un errore che non fa più nemmeno il peggiore dei libri di testo.

 Vorrei solo citare tre passaggi rilevanti di Krugman che riassumono il suo punto di vista:

 “I sedicenti veri “Minskyites” visualizzano le banche come istituzioni che sono in qualche modo al di fuori delle regole che si applicano al resto dell’economia, avendo dei poteri unici nel bene e /o nel male …

Prima di tutto, ogni singola banca, in effetti, deve prestare i soldi che riceve in deposito. I funzionari di banca non possono semplicemente emettere assegni dal nulla; come i dipendenti di qualsiasi intermediario finanziario, devono acquistare attività con i fondi che hanno a disposizione. Spero che questo non sia controverso, anche se, visto quello che accade di solito quando si discute di banche, suppongo che anche questa affermazione susciterà sdegno…”

Sì, un prestito di solito viene depositato in un’altra banca – ma il destinatario del prestito può, e talvolta lo fa, ritirare i fondi subito, non sotto forma di assegno, ma in contanti. E il contante è in quantità limitata – secondo il limite previsto dalle decisioni della Fed. Quindi non vi è nei fatti alcun processo automatico per cui un aumento dei prestiti bancari produce un aumento dei depositi sufficiente a coprire questi prestiti, e un fattore chiave che limita la dimensione dei bilanci delle banche è la quantità di base monetaria creata dalla Fed – anche se le banche non detengono riserve … “

Vedremo qui di seguito quanto lo stesso Minsky considerasse le banche veramente speciali. Per ora dobbiamo concentrarsi su punti di vista di Krugman: le banche non possono emettere assegni “dal nulla”, ma piuttosto devono usare “i fondi che hanno a disposizione”. E, inoltre, le banche sono limitate dal contante che “è in quantità limitata”, secondo le “decisioni della Fed”.

 Krugman riporta indietro la teoria monetaria di almeno un secolo.

 Invece, voglio dare una visione generale dell’approccio di Minsky alla natura dell’attività bancaria: che cos’è che fanno le banche?

Guardiamola in questo modo. Un deposito bancario è un debito della banca, registrato sul lato delle passività del bilancio della banca. Le banche hanno trilioni e trilioni di dollari di questi debiti nei loro bilanci (negli Stati Uniti ci sono due banche ognuna delle quali da sola ha $ 2 trilioni di questi debiti, e molte altre non sono molto più piccole). Questi debiti sono “passività potenziali”, nel senso che i creditori della banca possono insistere sul “pagamento” o “conversione in contanti” sia a vista (“deposito a vista”), o dopo un certo periodo di attesa (“deposito a tempo”) o dopo un certo determinato evento.

Krugman sbaglia là dove pensa alle banche come gli “usurai” che stanno agli angoli delle strade a Chicago – che prendono dei depositi in contanti e poi li prestano ad un tasso di interesse più alto, (usuraio). Le banche si suppone quindi che tengano una parte del denaro come riserva per soddisfare il ritiro dei depositi. Ma dal momento che la Fed limita la quantità di contante, il credito bancario è limitato.

Ma come potrebbe essere così? In primo luogo, la matematica non funzionerà. La quantità totale di denaro contante in essere è meno di un trilione di dollari – e delle stime indicano che almeno la metà di questa somma si trova fuori dagli Stati Uniti, in gran parte utilizzata per finanziare attività illecite nei mercati neri, traffico di armi, e traffico di droga (che è anche in gran parte quello per cui è utilizzato il cash all’interno degli USA). Quindi, solo una piccola parte del denaro contante totale è disponibile per le banche come depositi con cui far fronte ai prestiti. Eppure hanno trilioni e trilioni di prestiti nei loro bilanci e hanno almeno altrettanti depositi.

Pensate all’ultima volta che siete andati in una banca. Avete portato una carriola di soldi per depositarla, in modo che l’amichevole banchiere possa concedere qualche mutuo?

Onestamente, posso ricordare una sola volta negli ultimi cinque anni in cui ho fatto un deposito significativo di denaro contante. Avevo ricevuto circa $ 4000 in cash a titolo di rimborso viaggio in Colombia (in un ufficio di cambio sotterraneo, buio e un po’ inquietante), e camminavo per le strade di Bogotà con un enorme e sospetto rigonfiamento nelle tasche di Ben Franklins. Con un certo sollievo, ho fatto ritorno a casa e depositato immediatamente la somma nella mia filiale locale.

Oltre a questo, tutte le mie transazioni in contanti sono andate in altro modo – prelievi da ATM. E se ci pensate, è raro vedere qualcuno fare un grande deposito in contanti in qualsiasi banca. A meno che non abbiate un grande business in cash (spaccio di droga o raccolta della spazzatura), è solo che non ricevete abbastanza denaro contante da mantenere la vostra banca rifornita di biglietti verdi.

In realtà quello che vedo io è che quasi tutti quelli che vanno in banca ritirano cash! Le banche erogano il contante, non lo ricevono per fare prestiti. E allora come può funzionare? Perché ogni volta che le banche hanno bisogno di cash per soddisfare i prelievi, non si rivolgono ai depositi, piuttosto si rivolgono alla Fed. La Fed porta camionate di denaro contante alle banche per rifornire i bancomat. A sua volta, la Fed addebita le riserve bancarie detenute alla Fed (questi sono solo i “conti correnti” che il sistema bancario privato tiene presso la Fed).

Ora, cosa succede se una banca è a corto di riserve – la Fed si rifiuta di inviare il denaro? No. La Fed presta riserve per coprire le esigenze di cassa. In caso contrario, la banca dovrebbe chiudere i battenti – rifiutando di soddisfare le richieste di cassa – cosa che spaventerebbe gli altri depositanti e condurrebbe a una corsa agli sportelli. Dunque, salvo intoppi occasionali, non si trova il bancomat sbarrato o le porte delle banche chiuse a causa della carenza di cassa. Infatti, tutti i testi monetari e bancari, che io sappia, insistono sul fatto che il pubblico non bancario determina la fornitura di cash – nel momento in cui le banche promettono di pagare a vista, la Fed rifornisce le banche di tutto il necessario per far fronte ai prelievi.

E’ la Fed che porta le carriolate di denaro contante alle banche – NON i depositanti. E la Fed rifornisce il denaro NON per fare in modo che le banche possano concedere prestiti. Piuttosto, il contante serve a coprire i prelievi dai depositi.

Oh, e da dove la Fed ottiene le riserve che accredita sui “conti correnti” delle banche alla Fed? Dal nulla – dalla pressione di un tasto al computer. E da dove la Fed prende le banconote verdi con cui rifornisce i bancomat? Dal nulla – una pressione di tasti che ordina alla stampante di stampare di più.

Avete notato uno schema di fondo? Il denaro è sempre creato dal “nulla”.

Così Krugman ha sbagliato tutto sull’attività bancaria. Qualunque deposito voi facciate nelle banche è quasi sempre un deposito di moneta bancaria. E’ tutta moneta bancaria. Da dove proviene? Beh, dalle banche. Dove l’hanno presa? L’hanno creata. Come? Dal nulla.

Guardatela in questo modo. Potete firmare una cambiale al vostro vicino: “Io ti devo cinque dollari”. E’ una vostra passività finanziaria e un’attività finanziaria del vostro vicino. Da dove proviene? Dal nulla.

Avete dovuto procurarvi del denaro prima di scrivere la cambiale? No. Dovete avere 5 dollari in contanti in tasca per scrivere la cambiale? No.

 Ora, dovete “riscattare” il debito ad un certo punto. Il vostro vicino di casa vi presenta la cambiale per la riscossone e dovete tirar fuori i soldi, o firmare un assegno sul vostro conto bancario, o dovrete fornire qualcos’altro di valore che sia reciprocamente accettabile. Quando vi riscattate in maniera soddisfacente, il vostro vicino vi restituisce la cambiale e voi la stracciate.

In questo processo, voi “avete creato il denaro” dal “nulla”, il “denaro” era la vostra cambiale denominata in dollari. (Il denaro creato viene distrutto quando si ripaga il debito).

Ora, si potrebbe obiettare: ma come può essere questo il denaro? Era solo il mio debito detenuto dal mio vicino. E non circolava. Il vicino non poteva comprarci niente. Sì, può essere vero.

D’altra parte, è possibile che voi siate ben conosciuti e reputati degni di fiducia in tutto l’intero quartiere. In tal caso, il vicino di casa certamente potrebbe essere in grado di passare la vostra cambiale in pagamento ad un altro vicino di casa (un “terzo”). In tal caso, questo altro vicino può presentarla a voi per il riscatto. Oppure, il vostro vicino potrebbe assumere un ragazzino del psto per falciare il prato, e poi il ragazzo ve la presenta per il pagamento. Così, almeno in teoria, la vostra cambiale potrebbe circolare per pagare debiti o acquistare servizi.

Come ha sempre detto Minsky: chiunque può creare denaro, il problema consiste nel far sì che venga accettato.

Quello a cui stiamo arrivando è il grado di “liquidità”. Non pretendo che la vostra cambiale sia buona come quella di una banca – chiaramente non lo è. Le banche sono speciali. Fatta eccezione per la moneta del governo, niente svolge le funzioni del denaro come i pagherò dei depositi bancari.

Quindi, a meno che non abbiate lo zio Sam dietro di voi, le vostre cambiali saranno “meno liquide” e, quindi, “denaro inferiore” in confronto ai depositi bancari.

La posizione di Krugman è l’equivalente della fisica del 19° secolo – così superata che non solo è ingannevole, ma addirittura imbarazzante. Le sue opinioni sul controllo del credito bancario da parte della banca centrale attraverso vincoli quantitativi sulle riserve è stata respinta nel corso degli ultimi tre decenni da quasi tutti coloro che lavorano in questo campo. E la sua opinione che le banche ricevono i contanti poi fanno prestiti è stata abbandonata già nel 19° secolo.

Torniamo ad una sintesi del punto di vista di Minsky su moneta e banche. In molti dei suoi scritti, egli ha sottolineato sei punti principali:

 1. una economia capitalistica è un sistema finanziario;

 2. l’economia neoclassica non è utile perché nega che l’importanza del sistema finanziario;

 3. la struttura finanziaria è diventata molto più fragile;

 4. tale fragilità rende probabile la stagnazione o addirittura una depressione;

 5. un’economia capitalista stagnante non promuoverà lo sviluppo del capitale;

 6. tuttavia, questo può essere evitato con una riforma della struttura finanziaria, in combinazione con un utilizzo appropriato dei poteri fiscali del governo.

Centrale nella sua argomentazione è la comprensione del sistema bancario che egli sviluppò nel corso della sua carriera. Qui mi concentrerò sull’approccio generale di Minsky alle istituzioni finanziarie e alla politica economica; non mi soffermerò sulle raccomandazioni specifiche di politica economica.

Secondo Minsky “Una economia capitalista può essere descritta attraverso una serie di bilanci e conti economici correlati.” I valori attivi di un conto profitti e perdite sono o finanziari o reali, passibili di produrre un reddito o essere venduti o impegnati. Le passività rappresentano un precedente impegno a effettuare un pagamento su richiesta, a una data prestabilita, o quando si verifica un determinato evento. Attività e passività sono espresse nell’unità di conto, e l’eccedenza del valore delle attività sul valore delle passività viene conteggiata come patrimonio netto nominale.

Infatti, tutte gli operatori economici – famiglie, imprese, istituzioni finanziarie, governi – possono essere analizzate come “banche”, nel momento in cui prendono posizioni in attività mediante l’emissione di passività, con dei margini di sicurezza a scopo protettivo. Un margine di sicurezza è l’eccedenza di reddito, che ci si aspetta sia generata dalla proprietà degli assets, rispetto agli impegni di pagamento connessi alle passività. Un altro è il patrimonio netto – per un determinato flusso di reddito atteso, maggiore è il valore delle attività rispetto alle passività, maggiore è il margine di sicurezza. E un altro ancora è la liquidità della posizione: se i beni possono essere venduti rapidamente o dati in garanzia a fronte di prestiti, il margine di sicurezza è maggiore.

Se la durata temporale delle attività è superiore a quella delle passività per ciascuna unità, le posizioni devono essere continuamente rifinanziate. Questo richiede “il normale funzionamento dei diversi mercati, tra cui affidabili mercati alternativi nel caso in cui i consueti canali di rifinanziamento si interrompano o diventino troppo costosi”.

Se si verifica un’interruzione, gli operatori economici che richiedono un accesso continuo al rifinanziamento cercheranno di “aggiustare la propria posizione vendendo”- con la vendita di assets per soddisfare gli impegni di cassa. La dinamica di una svendita generalizzata è quella di guidare i prezzi delle attività verso lo zero, ciò che Irving Fisher ha definito un processo di deflazione da debito.

Le istituzioni finanziarie specializzate possono tentare di proteggere i mercati stando pronte ad acquistare o prestare a fronte delle attività, impedendo il calo dei prezzi. Tuttavia, saranno travolte dal contagio, quindi, chiuderanno bottega e si rifiuteranno di dare finanziamenti. Per questo motivo, sono richiesti gli interventi delle banche centrali come prestatore di ultima istanza per tutelare almeno alcuni istituti finanziari attraverso una temporanea erogazione di finanziamenti. Come creatore di denaro ad alto potenziale, solo il governo – banca centrale più tesoro – può acquistare o prestare a fronte di assets senza limiti, fornendo un apporto infinitamente elastico di moneta ad alto potenziale.

Queste sono affermazioni generali applicabili a tutti i tipi di operatori economici. Questo è ciò che Minsky intendeva quando diceva che ogni operatore può essere analizzato come se si trattasse di una “banca”, che assume posizioni mediante l’emissione di debito.

Eppure le istituzioni finanziarie sono “speciali”, nel senso che operano con rapporti di leva finanziaria molto elevati: per ogni dollaro di attivo potrebbero emettere 95 centesimi di passività; le loro posizioni in attivo sono veramente “finanziate”. Inoltre, alcuni tipi di istituti finanziari sono specializzati nel prendere posizioni in attività finanziarie a lungo termine mediante l’emissione di passività a breve termine – cioè, si mettono intenzionalmente nella posizione di richiedere continuamente rifinanziamenti.

 Un esempio estremo potrebbe essere una cassa di risparmio dei primi anni ’80, che detiene dei mutui a 30 anni a tasso fisso, finanziati da depositi a vista. Una tale istituzione richiede un continuo accesso al rifinanziamento a condizioni favorevoli perché il tasso di interesse che guadagna è fisso, e perché non può vendere facilmente i suoi assets. Questa può essere descritta come una posizione illiquida, che richiede l’accesso ad una fonte di liquidità – una Banca Federale per il mutuo immobiliare, o la Fed.

 Ancora altri tipi di istituzioni finanziarie – le banche d’investimento – sono specializzate nell’organizzare l’attività finanziaria piazzando nei portafogli dei clienti azioni o strumenti di debito, utilizzando i mercati. Esse contano sulle commissioni, piuttosto che sugli interessi. In circostanze normali esse non dovrebbero detenere tali attività direttamente, ma se i mercati diventano turbolenti possono trovarsi con degli assets che non possono vendere (ai prezzi che hanno promesso) e quindi avranno bisogno di accedere al finanziamento delle loro scorte di azioni e obbligazioni. Alcuni potrebbero detenere e negoziare gli assets in conto proprio, guadagnando redditi e plusvalenze, o potrebbe farlo per i clienti.

 Così ci sono molti tipi di istituzioni finanziarie. Minsky distingue tra banche commerciali tradizionali, investment banking, banche universali e modelli di holding pubbliche.

Una banca commerciale tradizionale fa prestiti solo a breve termine, che sono garantiti da beni nel campo della produzione e della distribuzione. I prestiti vanno a buon fine, non appena le merci sono vendute – questo è il vecchio modello. La posizione della banca è finanziata attraverso l’emissione di passività a breve termine quali depositi a vista e a risparmio (o, nel 19° secolo, banconote). Il collegamento tra banca,”offerta di moneta”, e produzione reale, è stretto – il tipo di relazione supposto dalla teoria quantitativa della moneta.

In sostanza, l’azienda si indebita per pagare i salari e le materie prime, con la banca che riceve i depositi bancari a vista dei lavoratori e fornitori. Quando i prodotti finiti sono venduti, le imprese sono in grado di rimborsare i prestiti. Le banche caricano degli interessi più alti sui prestiti rispetto a quello che pagano sui depositi – con il margine di interesse netto che è la fonte del profitto delle banche.

Si noti che le banche non stanno ad aspettare i depositi per poter prestare. Piuttosto il processo è esattamente l’opposto: la banca accetta la cambiale della ditta che deve pagare i salari e le materie prime, crea quindi un deposito (o ai vecchi tempi, una nota di banco) che l’impresa utilizza per i suoi acquisti. Come dice la teoria della moneta endogena: “i prestiti creano i depositi” – non in chissà quale senso metafisico, ma nel senso che la banca “compra” la cambiale dell’impresa mediante l’emissione dei suoi depositi. Essa “finanzia” la sua posizione nel debito dell’impresa rilasciando il suo proprio deposito a debito.

Una volta che l’azienda finisce la produzione e vende l’output, riceve i depositi e li usa per ritirare il suo prestito a breve termine. Seguendo la nostra discussione di cui sopra, la ditta “si riscatta” riportando alla banca i pagherò propri della banca; il rimborso del prestito “distrugge” i depositi bancari (i prestiti e i depositi sul bilancio della banca sono addebitati contemporaneamente ).

Ora è probabile che molte delle vendite dell’azienda siano fatte a consumatori che hanno qualche altra banca, in modo che la ditta riceva assegni bancari (o, ai vecchi tempi, banconote), tratti su altre banche – e li presenta alla propria banca . Ma gli assegni vengono liquidati (sia attraverso la Fed che attraverso un sistema privato di regolamento interbancario) alla pari. Quindi non è necessario che l’impresa porti alla sua banca i suoi propri titoli di credito – ma i titoli di qualsiasi banca.

 

Se i depositi devono mantenere la parità (l’uno con l’altro e con denaro contante), le perdite su attività devono essere molto piccole perché il patrimonio netto della banca commerciale deve assorbire tutte le riduzioni di valore di assets. E’ dovere del banchiere commerciale essere scettico; come Minsky amava dire, il cliché di un banchiere è “Non ho mai visto un pro forma che non mi piace”, i mutuatari presentano sempre un parere favorevole sulle loro prospettive. Questo è il motivo per cui una sottoscrizione accurata è essenziale.

Se è vero che i prestiti possono essere effettuati a fronte di garanzie (per esempio, le merci nel processo di produzione e distribuzione), una banca di successo non dovrebbe quasi mai essere costretta a prendersi la garanzia. Una banca non dovrebbe funzionare come un monte di pegni. Come dice Martin Mayer, il banking è sempre stato un business in cui i profitti vengono nel tempo man mano che i mutuatari pagano capitale e interessi. Egli allude alla moralità di un funzionario di banca, il cui successo dipende dal successo del mutuatario. Inutile dire che scommettere sul fallimento del mutuatario è una cosa contraria ai doveri di una banca commerciale. (Memo per Goldman Sachs: prestare attenzione.)

Il banchiere ha la chiave – egli èl’”Eforo del capitalismo”, come dice il consulente originale delle tesi di Minsky, Josef Schumpeter – perché non solo gli imprenditori devono essere sufficientemente ottimisti da investire, ma devono anche trovare un banchiere disposto ad anticipare il monte salari per produrre l’output dell’investimento.

Con il finanziamento della massa salariale dei lavoratori del settore dei beni di investimento, le banche commerciali stanno promuovendo lo sviluppo del capitale dell’economia, anche se in realtà non forniscono finanziamenti per prese di posizione in beni di investimento. Quindi, siamo in grado di separare la questione della produzione dei beni capitali dalla proprietà di essi.

Per Schumpeter, e per Minsky, l’”Eforo del capitalismo” spezza il semplice circuito della produzione e consumo di beni salariali – in cui le banche semplicemente finanziano la produzione di beni di consumo da parte dei lavoratori il cui consumo esaurisce esattamente la massa salariale necessaria per produrli. In altre parole, l’Eforo permette la generazione di profitti finanziando la spesa di quelli non direttamente coinvolti nella produzione di beni di consumo.

Andare oltre ci porterebbe in questioni complicate. Ma il passo successivo sarebbe quello di discutere il ruolo del banchiere d’investimento, che finanzia le posizioni a lungo termine in capitale fisso. Si tratta di un’attività molto diversa, che permette ai risparmiatori di scegliere tra detenere attività (finanziarie) liquide o posizioni in attività reali (sia direttamente attraverso il possesso di una fabbrica, o indirettamente attraverso il possesso di azioni). Glass Steagall manteneva una separazione tra le funzioni di investment banking e commercial banking. I confini sono stati confusi quando abbiamo permesso alle holding bancarie di possedere entrambi i tipi di banche, e poi svuotato ed infine abrogato la Glass Steagall. Per chi fosse interessato all’approccio di Minsky a tutto questo, vedere il mio pezzo presso l’Istituto Levy: http://www.levyinstitute.org/publications/?docid=1301

Ricapitoliamo.

 1. L’attività bancaria non deve essere descritta come un accettare depositi per fare prestiti.

 2. Piuttosto, le banche accettano delle cambiali o dei titoli di debito dai mutuatari, e quindi creano i loro depositi bancari a debito che i mutuatari possono spendere.

 3. Infatti, spesso la banca semplicemente accetta l’impegno a pagare del debitore e poi effettua il pagamento per il mutuatario, emettendo un assegno a nome di un concessionario, per esempio.

 4. Come tutti gli operatori economici, le banche finanziano le loro posizioni in attivo, (compresi i pagherò dei mutuatari) mediante emissione di loro propri pagherò (compresi i depositi a vista).

 5. Le banche utilizzano le riserve per la liquidazione dei debiti con altre banche (e con il governo, un argomento non trattato qui). Le banche inoltre possono utilizzare le riserve per soddisfare i prelievi di contanti da parte dei clienti. Quando hanno bisogno di contanti per i prelievi vengono addebitate le riserve bancarie presso la banca centrale.

 6. In alcuni sistemi, tra cui gli Stati Uniti, la banca centrale stabilisce un coefficiente di riserva obbligatoria. Ma questo non permette alla banca centrale di effettuare dei controlli di quantità sui prestiti bancari e i depositi. Piuttosto, la banca centrale fornisce riserve a vista, ma regola il “prezzo” al quale fornire le riserve quando si pone l’obiettivo di un tasso di interesse overnight. Negli Stati Uniti l’obiettivo principale è il Fed funds rate. Il controllo della Fed sulle banche riguarda soltanto sul prezzo, non la quantità, delle riserve.

Questa è una comprensione del sistema bancario del 20° secolo. Krugman potrebbe beneficiarne, dato è stato preceduto da un gigante come Minsky.

Il Federal Funds Rate è l’interesse che le banche si addebitano per prestiti di 1 giorno (overnight). Questo interesse americano di base è determinato dal mercato e non è fissato esplicitamente dalla FED. Sottraendo o aggiungendo del denaro all’offerta, la FED cerca di allineare il federal funds rate al tasso di interesse prefissato. NdT

Fonte: http://vocidallestero.blogspot.it/Tratto da: nonpiuchicchidimais 

Commenta il post