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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Milton Friedman: “L’Italia? E’ ancora a galla grazie al mercato nero e all’evasione”

Pubblicato su 23 Settembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Non lo disse un nemico giurato delle Fiamme Gialle, ma un premio Nobel per l’economia che non si è laureato alla Bocconi…

“L’Italia? E’ più libera di quanto crediate, grazie al mercato nero e all’evasione fiscale”. E adesso, giù con gli strali alla memoria di Milton Friedman (1912-2006) che, in tempi in cui i supermanager alla Marchionne mancano di lungimiranza, diede prova di chiaroveggenza economica di sicuro livello.

Friedman non era Monti, né la Fornero. Grazie al cielo Internet ha memoria lunga. A questo indirizzo è reperibile l’intervista integrale di Gianni Riotta all’economista che non esitò a definire le tasse “immorali”.

Era il 1994: Berlusconi aveva vinto da poco le elezioni, Casini era già al Parlamento e il Milan strapazzava il Barcellona di Crujff ad Atene (la bella Atene, non quella dilaniata dall’Euro). Friedman consigliava al neoeletto governo Berlusconi di privatizzare tutti i servizi, tranne quelli essenziali. Su questo potremmo dissentire, ma non è l’oggetto centrale della trattazione.

Dalle parole del “padre” dei Chicago Boys traspare una netta avversione alla macchina burocratica dello stato, che in nome dei servizi da offrire ai cittadini non fa altro che fagocitare risorse. In questo senso, le tasse sarebbero immorali, e l’evasore un patriota. Roba da far accapponare la pelle alla gentaglia che oggi detiene i posti di comando. D’altronde il ragionamento di Friedman non fa una piega: se a Napoli si evade il fisco bisogna esserne felici, perché vengono sottratti capitali che verrebbero divorati dalla burocrazia statale (magari con qualche festino in maschera in stile PdL Lazio? Ostriche? Sassicaia del 2001?…). E non per reinvestirli in servizi per il Welfare.

Già quasi un ventennio addietro era chiara la situazione che si prospettava allo studioso di fenomeni sociali ed economici.

La ricetta è una sola per Friedman: privatizzare sul modello della Repubblica Ceca, con i cittadini che partecipano attivamente all’operazione. Perché sono i cittadini che, col gettito fiscale, hanno pagato nel corso degli anni i giganti dell’economia statale.

E ancora, suggeriva già nel 1994 di stare alla larga da patti monetari e burocrazie europee. Peccato non avergli dato retta all’epoca.

Fonte: ioparloquantomipare.com  300px-Portrait_of_Milton_Friedman.jpg

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