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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

MILANO: PISAPIA SUBALTERNO AI GUERRAFONDAI

Pubblicato su 17 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in PAESI ARABI e IRAN

Ecco...sono in arrivo i pacifinti. C.M.

siria.jpg

La giunta comunale di Milano aderisce alla marcia internazionale di oggi che esplicita il sostegno agli agenti della guerra civile e della destabilizzazione della Siria. Una scelta sbagliata e niente affatto necessaria.

"Apprendiamo con sconcerto della mozione approvata all'unanimità nel pomeriggio di giovedì 14 marzo 2013 da parte del Consiglio Comunale con la quale il Comune di Milano aderisce alla Marcia Internazionale che si terrà a Milano il 17 marzo 2013" è quanto denuncia il Comitato contro la guerra di Milano.

Una marcia che, nei termini e nei modi, si richiama all'iniziativa analoga organizzata a Bologna il 17 novembre scorso e che aveva furbescamente millantato il sostegno di una realtà come l'Unicef per farsi pubblicità.

Entrambe, infatti, rifiutano la bandiera legittima della Siria, preferendo quella verdebiancanera dell'opposizione armata e non dialogante (un vessillo introdotto all'epoca del mandato francese e non riconosciuto da chicchessia almeno dal 1963!).

Entrambe strumentalizzano le sofferenze del popolo siriano e, soprattutto, dei bambini, per attirare più facilmente l'opinione pubblica.

E' a dir poco vergognoso il quadro che il volantino di invito alla marcia tenta di restituire della realtà siriana, tentando di far credere che non esistano opposizioni armate, elementi stranieri e crimini indicibili da questi compiuti, peraltro denunciati recentemente persino dal seppur parziale e incompleto ultimo rapporto COI presentato a Ginevra l'11 marzo scorso.

Non si chiede una fine degli scontri, perché non si ammette nemmeno che ci siano scontri in corso.

Ugualmente non si fa cenno alle nefaste ingerenze straniere che, con il loro sostegno a questi gruppi in armi, denaro e diplomazia, non fanno che incentivare questa situazione di stallo.

O alle turpi sanzioni occidentali che stanno mettendo in ginocchio la popolazione e l'economia del Paese.

Una visione così viziata, che non fa che sfruttare le sofferenze dei bambini (salvo poi scordarsi di denunciare il fatto che sono le bande del "libero esercito", che gli aderenti alla marcia stanno sostenendo, a utilizzarli per ingrossare le fila degli armati e come scudi umani) per attirare più facilmente la sensibilità pubblica, denuncia già nella sua faziosità una mancanza di limpidezza.

Ma anche la mozione del Comune di Milano, Ente per la Pace, che dice di voler "uscire dal silenzio" non sembra occuparsene.

Si parla di morti, profughi, rifugiati, atroci sofferenze, situazione tragica, emergenza umanitaria, ma non si indagano le cause che hanno portato a un simile stato di distruzione.

Ancor peggio, non si avvalla né si offre il minimo spazio alla volontà di trovare una soluzione, questa sì urgente e importante alla situazione siriana.

Del resto, solo appoggiare questo genere di iniziative è già significativo della corrente di pensiero che si vuole sostenere: quella che chiede più armi e finanziamenti, che incoraggia l'arrivo di jihadisti da ogni dove, che apre i confini siriani all'arrivo di salafiti e terroristi, che rifiuta ogni forma di dialogo, che non accetta le minoranze, che volentieri incoraggia attentati dinamitardi, massacri, rapimenti e sabotaggi.

A ben guardare, se il Premio Nobel per la Pace 2012, l'Unione Europea, sembra pronta ad armare ufficialmente questi gruppi criminali, perché il Comune di Milano, che, in fondo, è solo un Ente per la Pace, non dovrebbe fare altrettanto?

Forse perché ci si aspettava qualcosa di più dalla sensibilità di una giunta che ha scelto come slogan "il vento cambia davvero", che limitarsi a seguire la corrente. 

Almeno, però, che non si mascheri dietro la difesa dei civili e dei nobili ideali di libertà e democrazia, perché anche la nostra realtà comprende diversi siriani (cristiani, alauiti e sunniti) e tutti sono stati minacciati o aggrediti - proprio a Milano, o poco distante - anche dai membri di quelle realtà in appoggio alla marcia che dice di essere per la Siria, ma che di certo non è per i siriani che in Siria ci stanno vivendo e che non vogliono quello che questi sedicenti organizzatori vanno sbandierando.

Fonte: contropiano.org

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Orazio 03/17/2013 17:22


E' un classico modo, per far comprendere a chi ha potere, che sta dalla sua parte e spera di avere forse delle bricciole.

frontediliberazionedaibanchieri 03/17/2013 18:32



Che la sinistra stia dalla parte di chi ha potere non c'è ombra di dubbio: si tratti di banche o di esportazione della democrazia. Anche la destra, a onor del vero, non è da meno. Claudio Marconi