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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

MICROFISICA DEL MONDIALISMO

Pubblicato su 11 Febbraio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Con questo intervento apriamo una rubrica con la quale intendiamo dare alcune indicazioni sui possibili filoni di studio che mirino ad una accettabile identificazione della natura del Mondialismo. Nulla di completo, nulla di definitivo…solo elementi disomogenei frutto di osservazioni, studi e attente letture. Il tutto può essere considerato al pari di una approssimativa scaletta di studio ancora tutta da sistemare. Per comodità dei lettori, e per una più facile ricerca, inseriremo questi interventi nella sezione pagine.

Fronte di liberazione dai banchieri

MICROFISICA DEL MONDIALISMO

Noi sosteniamo che il Mondialismo è una ideologia,un progetto ed una tendenza.

Che questa ideologia è parte integrante di progetti variamente formulati da diverse organizzazioni ( tipo Trilateral) tra di loro alleate e concorrenti al tempo stesso; che il Governo mondiale è un progetto perseguito e non realizzato; che comunque queste organizzazioni hanno un potere enorme e controllano diversi paesi attraverso mezzadri insediati nei governi, attraverso l’Alta finanza, il sistema bancario, il sistema creditizio, l’infiltrazione in organismi come l’Onu, l’Unicef, ect.- esse controllano inoltre la quasi totalità dei mezzi di informazione ( sia su carta stampata che radiotelevisi) e cercano di agire in modo discreto, ridicolizzando tutti coloro che disvelano la loro reale natura e il loro reale obiettivo.

Il fatto è che, da un po’ di tempo, del fenomeno mondialista come fenomeno negativo, come progetto di sterminio di civiltà e cultura si sono messi a parlare un po’ tutti, a proposito e a sproposito.

MICROFISICA DEL MONDIALISMO

Il Mondialismo ha una fisiologia complessa che non può essere studiata attraverso la lente ideologica. D’altra parte, per combattere il mondialismo bisogna conoscerlo in tutte le sue componenti e considerare quali sono le parti aggredibili da forze che teorizzano, progettano e coltivano politica con seguito ( consenso sociale ) e consistenza minime ( la  forza e la consistenza che può avere un singolo segmento del fronte antimondialista; frazionato fin tanto che una qualche “ energia” scaturita da un qualche evento non riesca a fonderlio collegarli organicamente – se mai tale evento avrà a prodursi).

Possiamo dire che il Mondialismo può essere studiato, osservato, capito analizzando nei suoi due sistemi vitali principali: macrofisico e microfisico.

Al sistema macrofisico corrisponde la politica internazionale condizionata dai megasistemi economici, dall’Alta finanza, dal controllo geopolitico di zone ricche o strategicamente importanti per l’approvvigionamento di materie prime e fonti di energia….Insomma, i livelli dove agiscono organizzazioni come la Trilateral per contrastare l’azione della quale occorrerebbe dispiegare una corrispettiva organizzazione capace di agire agli stessi livelli nei medesimi segmenti. Si tratta, ovviamente, di un piano inaccessibile all’attuale fronte antimondialista.

Ma il lavoro di quelle mega-organizzazioni, del governo mondiale così come attualmente si compone, interagisce sul sistema microfisico, cioè sulle cellule terminali che sono a nostro contatto perennemente, giorno dopo giorno, notte dopo notte. E qui che le piccole realtà come le nostre possono giocare la loro partita, è qui che può agire il Partigiano, l’Anarca, il Ribelle…insomma chiunque sia alieno dalle tossine mondialiste o comunque le combatta scientemente.

Tanto per cominciare, non è che questa microfisica sia da intendersi come cosa semplice, schematica. Ha una complessità enorme e si articola in diversi livelli – tutti comunque compresi tra il clan di mezzadri al potere ( e quelli che tentano di sostituirli) e noi. Da questi livelli, migliaia di filamenti collegano il sistema microfisico a quello macrofisico. L’esistenza dei mezzadri e delle loro guerre ( quella dei cosiddetti partiti politici e dei cosiddetti uomini politici) distolgono, tra l’altro, l’attenzione dall’effettiva struttura del vero potere.

Un esempio per meglio comprenderci

Negli anni ’60 i supermarket ed i centri commerciali erano, nel nostro Paese, una rarità. Pullulavano i negozi. Le nostre mamme e le nostre nonne facevano la spesa presso l’ortolano, il panettiere e il salumiere di fiducia. In certi casi, una volta alla settimana c’era la spesa al mercato. Come vedremo subito, quel che sta scomparendo ( il rapporto umano, la dimensione umana e “ culturale” tra chi vende e chi compra) è si grave e colpisce al cuore la sensibilità dei romantici e dei tradizionalisti, ma non è nulla se paragonato a ciò che a tale scomparsa si sostituisce. Oggi quei negozi sono quasi spariti, come pian piano stanno sparendo i commercianti al dettaglio. Crescono come funghi i supermarket e gli ipermercati. Strutture indubbiamente comode: abbiamo sempre premura e l’offerta di servizio corrisponde alle nostre attuali esigenze.

Ora, non vogliamo analizzare in questa sede, per esempio, il tipo di cultura dell’alimentazione sollecitato dagli ipermercati; ne indagare se e come il sorgere degli ipermercati sia stato pianificato dal mondialismo.

Osserviamo solo i dati di fatto.

Poniamoci cioè di fronte a fatti certi e solo in un secondo momento proviamo ad ipotizzare lo scenario futuro verso cui tutti questi singoli fatti tendono.

Stabilito che non esiste coincidenza, che questi fatti corrispondono a precise volontà che agiscono direttamente o indirettamente sugli individui, stabilito altresì che questa volontà ha alle spalle un progetto ben preciso mutuato da un altrettanto precisa ideologia, avremo una prima percezione morfologica del Mondialismo.

I modernisti diranno che gli ipermercati rispondono meglio alle esigenze del mondo moderno, cioè ad una migliore organizzazione del lavoro, alle leggi di mercato, alle necessità della gente etc. Già qui potremmo soffermarci per analizzare come e perché esistono queste esigenze, come siano sorte o se siano state provocate e da chi, e a cosa portino. Ma andiamo avanti, vediamo nella sostanza cosa si produce con la cultura dell’ipermercato.

Ricordiamo che esigenza essenziale del Mondialismo è il dominio totale degli individui, il controllo di tutte le loro operazioni, la capacità di teleguidarli in vari modi.

PRIMA, una persona che acquistava ed una che vendeva erano solo in minima parte controllabili; chi vendeva concordava un prezzo con chi acquistava. Sulla loro contrattazione nessuno interveniva. Lo Stato interveniva con il fisco sugli individui ed i loro beni, ma non interferiva nel loro agire. Con il tempo si è arrivati a controllare in buona misura l’azione dei due individui. Da una parte attraverso il potere di acquisto dell’acquirente ( il potere intrinseco conferito alla moneta prima dallo Stato, oggi dall’Alta Finanza; lo spessore del salario, ect. ) dall’altra attraverso il sistema di controllo fiscale ( registratori di cassa, prezzi fissi, controllo delle entrate e delle uscite, ect.) .

Tutto ciò ha condizionato e limitato la libertà dei due soggetti in questione, ma non consente il loro totale controllo, non premette la possibilità ( per esempio )di vietare quella semplice azione della compravendita. Quindi, in questo frangente, premessa la disponibilità del prodotto e il denaro per l’acquisto di esso, il sistema non può interferire nell’operazione, non la può proibire: questa azione è libera.

Ma cosa sta già accadendo e accadrà sempre più pesantemente in futuro se si tiene presente la tendenza in corso ? Noi sappiamo che il potere d’acquisto della moneta di un qualsiasi Stato è determinato dall’Alta Finanza attraverso i suoi vari meccanismi internazionali; sappiamo che di fatto già esistono due monete internazionali ( il dollaro e l’euro ); sappiamo altresì che la carta moneta viene via via sostituita dall’impiego sempre più massiccio della carta magnetica ( il bancomat, la carta di credito, la spesa negli ipermercati o nei negozi, il pieno di benzina, il pedaggio autostradale ed oggi, con l’ultima trovata del governo Monti anche per riscuotere la pensione).

Bene se queste sono le tendenze non è difficile immaginare che presto si potranno effettuare acquisti solo mediante queste carte magnetiche ( e la limitazione dell’uso del contante, voluta sempre dal governo Monti, va sempre più pesantemente verso questa tendenza ); e che per ovvie ragioni gli sportelli atti alla ricezione si troveranno presso gli ipermercati, i grandi magazzini, i negozi,ect. A questo punto, il sistema sarà in grado di controllare qualsiasi operazione economica di qualsiasi individuo, e quindi di proibirla imprigionando un individuo in qualsiasi parte del mondo esso si trovi ( quando il sistema funzionerà totalmente così). Paradossalmente, un individuo potrà morire di fame all’inetrno di un ipermercato colmo di cibi d’ogni genere. Perché la carta è personalizzata, e la carta collegherà l’individuo ad una banca e questa banca sarà controllata dal sistema che potrà bloccare il deposito o comunque controllarne l’uso fin nel minimo dettaglio.

Qualcuno penserà che questa è fantascienza. Se si pensa a come funzionavano le banche 40 o 50 anni fa e a come funzionano ora, a come si sia sempre più legati alla banca e come tutte le banche siano collegate ad un grande circuito internazionale, ci si potrà rendere conto agevolmente che di fantastico c’è ben poco. Di come questo sistema abbinato ai sistemi di informazione ( televisione e banche dati), di condizionamento (omologazione a vario livello, dal modo di vestirsi al modo di comportarsi in pubblico per essere accettati o respinti ), di appiattimento Etnico-culturale, appartenga a pieno diritto all’economia del progetto mondialista.

Questo sistema di osservazione delle dinamiche sociali, le inclinazioni, le tendenze, il mutamento di usi e costumi, può essere applicato a qualsiasi struttura e/ o livello della vita. Potremmo citare esempi che riguardano la questione dell’alimentazione, dei trasporti, della sanità, della giustizia, dell’economia, ect. Ci accorgeremo di come tutti questi settori svolagno un ruolo di collegamento tra il progetto mondialista e l’instaurarsi nel sociale di ciò che fa il gioco di questo progetto. Ci accorgeremo quindi di come ai grandi sistemi, ai grandi progetti corrispondano terminali che toccano da vicino ( e fin’anco penetrano ) ognuno di noi – di come esista, oltre che a una “ macrofisica”, una “ microfisica”.

E’ possibile, allora, provocare dei cortocircuiti per alterare queste tendenze?

Sul piano teorico sì; dal punto di vista pratico si tratta di una scommessa quasi impossibile. Non si tratta di pessimismo, ma di consapevolezza della realtà.

A livello mondiale il fronte antimondialista si compone di realtà variegate ma assolutamente disomogenee che per questo entrano in conflitto tra loro facendo il gioco dei mondialisti. Si pensi al panarabismo, ideologia geopolitica che potrebbe rappresentare un boccone assolutamente indigesto per il mondialismo, che pure è permanentemente in conflitto fra le sue varie componenti. Si pensi al panislamismo, anch’esso afflitto da contrasti interni sulle posizioni da assumere nei confronti del mondo occidentale. Si pensi all’Oriente  e alle sue culture poste le une contro le altre in una sorta di autodisintegrazione così da renderle meglio digeribili al Mondialismo.  Si pensi a cosa rappresentano i miliardi di diseredati della terra che popolano il sud del globo…Si pensi infine alla cultura europea e alle sue potenzialità cui non corrisponde una sufficiente sensibilità da parte degli europei.

E si guardi a quello che dovrebbe essere il fronte antimondialista in Italia, alle mille realtà che è impossibile ricucire tra di loro per farle agire in modo omogeneo.

Al di là di tutto, questo è l’effetto più deleterio e difficilmente attaccabile del Mondialismo.

Ovviamente, a proposito dell’esempio illustrato, non si può sperare di contrapporsi al Mondialismo ponendosi semplicemente dalla parte dei commercianti al dettaglio ,invitando la gente a non andare negli ipermercati e a rifiutare l’uso della tessera magnetica. Una simile battaglia è persa in partenza. Per coerenza, chi può dovrebbe evitare gli ipermercati e la carta magnetica senza pensare con ciò di recare danno o fastidio.

Il Mondialismo può essere combattuto solo se lo si anticipa nelle mosse che deve compiere, non cercando di recuperare quel che ha già conquistato.

Il crollo verrà da sé, se si arresta il progetto nella sua marcia poiché, per non fallire, esso deve rispettare una certa cadenza. Esistono, nel genere umano, memorie che possono essere addormentate, ipnotizzate, drogate, ma non cancellate. Se si ridestano l’esigenza del recupero dello stato originario porterebbe quel che resta dei popoli ad una resa dei conti con il Mondialismo.

Per questa ragione la pressione del Mondialismo sulle “ coscienze” ha da essere costante. Per questo deve continuare a mantenere fuori gioco questa memoria conquistando sempre nuovi traguardi che impegnino gli individui a continui adattamenti nel segno della “ modernità” e del “ progresso” contro la barbarie del “ vecchio” e della “ conservazione”.

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