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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

MARIO MONTI BOCCIATO IN ECONOMIA REALE

Pubblicato su 11 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Credo che il professor Monti debba essere rimandato in “economia reale”, visto i risultati nefasti conseguiti a distanza di un anno dal suo incarico al governo, ma sono sicuro che si rincuorerà con gli apprezzamenti ricevuti dai suoi veri “datori di lavoro“, rappresentati non dai cittadini italiani, bensì dalle banche e dagli speculatori di Wall Street
 
 
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Aumento delle tasse, della disoccupazione e del debito pubblico; questi sono i dati principali del governo Monti. Il dato sconcertante è il finanziamento alle banche italiane, liquidità che non è finita nell’economia reale, ossia nelle casse di famiglie ed imprese.
Analizziamo un anno di governo “tecnico” guidato da Monti, rappresentazione dell’anti-democrazia per eccellenza, che tipo di risultati abbia portato agli italiani.
Non voglio spezzare una lancia a favore del governo Berlusconi-Tremonti (durato fino a novembre 2011) che ha comunque le sue pecche, vorrei invece frenare gli animi di coloro che appena un anno fa esultavano irrazionalmente per la caduta dell’era Berlusconi, senza rendersi conto di finire direttamente tra le fauci del leone, di accogliere una banda di ladri in “casa nostra” e di perire di recessione violenta.

SPREAD:
“Grazie a Monti è abbassato lo Spread” si sente spesso dire. E’ vero, con l’iniziale insediamento di Monti lo spread si abbassò a 465, ma dovremmo anche ricordare che sotto il governo Monti lo spread ha toccato picchi di 519 (21 dicembre 2011) e 537 (24 luglio 2012).
DISOCCUPAZIONE e PIL:
La disoccupazione sale dal 9,30% al 10,80% e le previsioni dicono che l’occupazione continuerà a contrarsi anche l’anno prossimo, dovve la percentuale dei senza lavoro arriverà all’11,4%.
Intanto la ricchezza del Paese è bloccata e perde circa 2 punti percentuali, passando dal -0,51 al -2,56.
DEBITO PUBBLICO E DEFICIT:
Il rapporto debito/pil passa dal 120% al 126% (stimato). Questo è dovuto anche al contestuale calo del PIL. Il nostro debito è salito da 1.916 miliardi di euro a 1.975 miliardi di euro, ossia un aumento di oltre il 3% rispetto a novembre 2011. Peggiora anche il deficit/Pil che varia dal -2,5% al -2,8%.
CONSUMI e TASSE:
I consumi sono bloccati; la gente spende sempre di meno poichè a stento riesce ad arrivare alla fine del mese. I dati confermano uno scivolone dei consumi consumi dal -1,59% di un anno fa a -3,69%. In compenso, se non si spende si pagano più tasse: +10,627 miliardi di euro di entrate tributarie rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
MUTUI:
Per gli italiani comprarsi un’abitazione principale diventa un lusso per pochi. Le garanzie richieste in banca per concedere un mutuo sono sempre più elevate rispetto alla somma richiesta e, infatti, in un anno l’erogazioni dei mutui è crollata del 50%, così come sono finiti al ribasso prestiti sia rivolte alle imprese che alle famiglie.
FINANZIAMENTI ALLE BANCHE ITALIANE: 254 miliardi di euro
La BCE, attraverso le 2 aste L.T.R.O., ha prestato oltre 1000 miliardi di euro al tasso dell’1% in 3 anni alle banche senza vincolarle a investire tutti quei soldi nell’economia reale, cioè facilitando l’accesso al credito a famiglie e imprese. Le banche hanno usato quei soldi per continuare a speculare sui titoli di stato.
Alle banche italiane di quei soldi sono andati 254 miliardi di euro. La realtà dimostra che le banche concedono sempre meno prestiti e per lo più fanno a tassi sempre maggiori, distinguendosi IN PEGGIO nel panorama europeo, poichè sono diventate non solo le più tirchie nel concedere denaro, ma anche le più care del sistema.
Dopo questa breve ma spero lucida e chiarificatrice analisi, supportata dai dati, credo che il professor Monti debba essere rimandato in “economia reale”, visto i risultati nefasti conseguiti a distanza di un anno dal suo incarico al governo, ma sono sicuro che si rincuorerà con gli apprezzamenti ricevuti dai suoi veri “datori di lavoro“, rappresentati non dai cittadini italiani, bensì dalle banche e dagli speculatori di Wall Street.



Tratto da:  www.informarexresistere.fr

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