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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LO SPOT DI MONTI PER LE SCUOLE CATTOLICHE

Pubblicato su 20 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Poiché, cinquant’anni fa, si è diplomato in una scuola cattolica, il premier Mario Monti afferma ora di “conoscere il grande ruolo svolto dall’istruzione paritaria”. Che, secondo lui, è pertanto meritevole di un “necessario sostegno economico”. Per non lasciar adito a dubbi, tali dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale Tempi. Testata legata a Comunione e liberazione, e dunque anch’essa in cerca di nuovi riferimenti politici, dopo le débâcle di Berlusconi e Formigoni. Tant’è che sarà proprio il premier l’invitato più importante al Meeting di Rimini. La vicinanza del premier agli ambienti ecclesiastici non è del resto cosa recente. Il suo governo è nato includendo ben tre relatori del convegno cattolico di Todi, autorevolmente presieduto dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente Cei. E uno dei suoi primissimi “gesti” quale capo del governo è stato di andare a salutare papa Benedetto XVI all’aeroporto. La soluzione adottata per risolvere il caso Ici-Imu è stata a sua volta brillante (e guarda caso faceva seguito a consultazioni serrate con i Sacri Palazzi): far credere all’Europa che la Chiesa avrebbe cominciato a pagare, quando le scuole cattoliche hanno già detto chiaro e tondo che non lo faranno. Sì, proprio quelle scuole cattoliche che necessitano, secondo Monti, di “un sostegno economico”. Non far loro pagare l’Imu è già un indubbio sostegno: che si aggiunge ai quasi settecento milioni di stanziamenti, documentati dall’Uaar nell’inchiesta I costi della Chiesa, che lo Stato e le amministrazioni locali erogano loro ogni anno. Una cifra enorme, che Monti promette ora di non tagliare, in nome del “profondo reciproco rispetto tra stato e chiesa, tra le religioni”. C’è crisi per tanti, ma non per tutti. Liberi i cattolici, da Costituzione, di pagare di più per chiudere i propri figli in ghetti confessionali dove peraltro, dati Ocse alla mano, la qualità dell’insegnamento è inferiore. Ma liberi anche noi, da Costituzione, di ricordare al premier che ciò deve avvenire “senza oneri per lo Stato”.

Fonte: uaar.it  03740 mario monti

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