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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LETTERA APERTA ALL'ON. DI PIETRO ovvero SCIACALLAGGIO

Pubblicato su 4 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in COMUNITA

Pubblichiamo nuovamente la Lettera Aperta all'on. Di Pietro di Rienzi con due commenti di Nuova Era che condividiamo integralmente. E' un dovere di tutti farla girare il più possibile, mettiamo più persone che possiamo a conoscenza del comportamento da " tecnocrati " di questi che dovrebbero essere i rappresentatnti del popolo ( sic! ). Claudio Marconi

 

1° Coomento Nuova Era: Caro Giovanni di Rienzi, come promesso abbiamo provveduto stamani ad inviare a tutte le sezioni di Di Pietro la tua lettera per intero, ed abbiamo aggiunto il Ns. parere cosi come si legge qui sotto, se a te ha procurato un danno sta...i tranquillo che se la rete ci da una mano, l'uomo simbolico della vergogna ne pagherà le conseguenze, uomini che tradiscono un solo cittadino sono uomini capaci di tradire l'intero popolo,, questi sono uomini di merda e vanno sputtanati, maiale, chi non aderisce all'iniziativa.
Oggi stesso scriverò ad un Movimento di Bologna Nostro collaboratore con preghiera di darci una mano, intanto continueremo a inviare la presente a tutte le sezioni di altri partiti e ai 20 mila simpatizzati di Nuova Era e tutti i giornali italiani e stranieri. . Un abbraccio Giovanni un saluto a Claudio.

PARERE DEL MOVIMENTO POLITICO NUOVA ERA
Per Vs. conoscenza qust’uomo (Giovanni Rienzi) oggi lo potete trovare in via Po a Torino dalle ore 10.00 alle 13.00 con un cartello al collo, intitolato (SCIOPERO DELLA FAME) noi del Movimento Nuova Era non solo condanniamo questo scempio che di vergogna non ha limiti, ma dal profondo del Ns. cuore diciamo se questo è l’uomo da votare per cambiare l’Italia, visto il trattamento che ha riservato ad un suo potenziale elettore, la nostra conclusione è la seguente.
MEGLIO UN MORTO IN CASA CHE DI PIETRO AL GOVERNO.
Per il Movimento Nuova Era Gianni Zurlo Presiddente.

 

Egr. On. Di Pietro,

nel 2007-08,come Lei ben sa,nella speranza di trovare una via d’uscita,ai miei problemi,mi sono aggrappato a tutto e tutti:ho tempestato di e-mail quotidiani e settimanali,segreterie di partiti ed esponenti politici,nonché i vari blog;tutto sembrava inutile,fino a quando il 18/04/2008 mi è giunto codesto fax:

Egr. Sig. Rienzi,

ricevo la documentazione relativa alla Sua pratica.

A nome del Ministro Di Pietro,sarà mia cura mettermi in contatto con Lei,al fine di affrontare in concreto la Problematica da Lei espostaci.

La prego pertanto di trasmetterci un Suo recapito telefonico,al fine di poterLa immediatamente contattare.

Prof. Alfredo Bassioni

Resp. Naz. Dip. Giustizia IDV

Dal profondo del cuore ho tirato un grosso sospiro di sollievo;finalmente,avevo qualcuno che prendeva le mie difese e potevo andare a trattare anziché genuflettermi;invece,è stato un calvario.

Al primo incontro ha chiesto danaro ( assegno €. 300,00 );poi,ho girato mezzo nord Italia per gli incontri – una volta a Milano mi è stato disdetto l’appuntamento quando ero già sul posto – due volte è venuto a Torino, anche per affari suoi,e siamo stati in direzione UniCredit ove,anziché far valere quel peso specifico che io pensavo avesse,ha fatto scena muta;le bugie,dall’aiuto economico all’incontro con la direzione a Bologna,mai avuto,sono state una costante.

A Dicembre ’08,come documentato da e-mail,stanco e sopraffatto dagli eventi,in particolare dal rapporto che si era creato con i figli ed i soci,chiedevo di chiudere con il male minore.

Telefonicamente ero stato rassicurato che avremmo avuto l’appuntamento con la direzione.

Solo bugie;infatti,agli inizi del ’09 mi viene notificato la cessione del credito;fatto che mi manda in crisi,non per la ricaduta a livello personale,ma per quello che ci sarebbe stato per i figli ed i soci.

Non vedendo vie d’uscite,decido per un’azione eclatante,dimostrativa,nei confronti di colei che in definitiva era la causa del mio stato – non dimentichiamo che è stata lei,scientemente e non per errore,a protestarmi con i soldi sul conto – ed era anche la persona con la quale era iniziato e finito il mio rapporto bancario.

Vuole la tensione,vuole la consapevolezza che stavo attraversando la linea di demarcazione dell’onestà – la minaccia a mano armata è reato – vuole che non sono un delinquente,e tengo a ribadire sono e non ero,vuole la tracotanza con la quale sono stato redarguito,purtroppo,ho perso la mia lucidità ed ho commesso un reato;reato che la perizia,data l’arma,quasi giocattolo,derringer da 6 mm,da cui si evince la volontà dell’atto dimostrativo,ha stabilito che non poteva essere mortale.

Dopo il reato,sono stato tempestato di telefonate affinché,con l’avvocato di fiducia,costituissi il collegio difensivo;il suo studio,tramite l’avv. Bonomi,penalista,aveva già pronta la strategia.

L’insistenza è stata tale che,malgrado le reticenze dell’avv. di fiducia che ha rimesso il mandato,ho dato l’assenso allo studio del prof. Bassioni. Il risultato? Sono rimasto senza difensore.

Per convincermi a conferirgli il mandato,il millantato credito ha spaziato dall’amicizia con Santoro, Travaglio,Grillo,sino all’inserimento nel collegio difensivo dell’avv. Carlo Taormina – sms ancora registrato sul cellulare – non ultimo ha influito la garanzia di un sostegno economico:ho inviato,con raccomandata A.R. il 08/08/09,effetti per €. 10.000,00 con scadenza mensile per 12 mesi e non ho visto un centesimo.

Il 06/04/’10,ormai convinto e sicuro che il sopradetto altro non fosse che uno sciacallo in contatto,a sua insaputa,con qualche mela marcia del suo staff che,sottobanco,gli passasse delle pratiche,visto anche le e-mail ed i fax rimasti senza risposta,con raccomandata A.R. lo diffido dall’utilizzo degli effetti cambiari e gli revoco mandato e deleghe,nonché decido di venire a Roma per parlarLe

A fine Settembre ’10,determinato ad incontrarLa,sempre più convinto che Lei fosse all’oscuro dell’intera vicenda,vengo a Roma e telefono all’IDV.

Lei è troppo impegnato,a nulla è servito dire che venivo da Torino,che,data la delicatezza della vicenda,dovevo conferire con Lei,che non sarei ripartito senza averLa incontrato,anche dormendo in macchina – non potevo permettermi l’albergo – e che,in definitiva,pretendevo un minimo di rispetto per un uomo,nonché cittadino,di circa 60 anni.

Alla fine,vista la mia caparbietà,mi fanno incontrare un certo Luca – sembrava,e forse lo sarà,il suo vice – il quale,ascoltata l’intera storia e fatto delle telefonate,mi dice di non conoscere il Bassioni e che i dipartimenti sono nati solo con De Magistris:ossia quel fax,a nome Di Pietro, era un falso.

A questo punto credo che sarò ricevuto,ed invece,il ministro ossia Lei,non mi riceve,non ha tempo.

Il 06/10/’10,giorno dell’incontro del popolo padano con quello romano,a base di polenta e coda alla vaccinara,La vedo nella piazza antistante il Parlamento che parla con una delegazione di sindaci; dico:”questa volta non mi scappi”,aspetto che finisca con i sindaci e mi avvicino.Riporto il dialogo:

Rienzi – Buongiorno onorevole posso disturbarLa un attimo?

Di Pietro – Buongiorno,mi dica… cosa posso fare per lei?

R. – Mi chiamo Rienzi – stretta di mano – ed è un po’ che cerco di fissare un appuntamento con Lei,ma…mi è impossibile,sono venuto apposta da Torino per incontrarLa.

D. – Rienzi….Rienzi,mi ricorda qualcosa.

R. – Probabilmente l’avv. Carlo Rienzi del Codacons,è solo omonimia…..io sono qua per una questione molto delicata….qualcuno,credo che usi il suo nome per un proprio tornaconto e nella fattispecie ha finito per rovinarmi.

Il sorriso è sparito dal suo viso,sapeva benissimo con chi stava parlando,di cosa stavo parlando e di chi stavo parlando in particolare.

D. – E’ certo di quello che dice? Ci vogliono delle prove e sa come si chiama costui?

R. – Certo.

Contestualmente Le mostro copia del fax,e,Lei,imbarazzatissimo,ha represso a malapena un gesto di stizza e senza neanche guardare il foglio ha sibilato il nome ed a denti stretti ha detto.

D. – Bassioni….lo conosco…..gli passo delle pratiche,ma se lei non è contento può scegliere un altro avvocato….e se è senza soldi c’è il patrocinio gratuito.

L’ho guardato,mentre il mondo mi cadeva addosso. Non ero preparato a questo. I fax e le e-mail erano arrivati,ma,Lei,se n’era fregato,perché ero nessuno:sconnessa dal cervello la bocca ha detto

R. – Questo lo so.

Non ho avuto il tempo di dire altro,perché Lei ha detto

D. – E poi noi non diamo soldi.

Ha girato i tacchi e con le due signore che aveva accanto si è incamminato verso il parlamento;di getto ed alzando la voce ho detto

R. – Ma chi le ha chiesto soldi?

Ho visto che la gente vicina ed i gendarmi mi hanno guardato e,tra me,ho detto: “Giovanni,vai via, di problemi gia ne hai,non aumentarli” e con la coda in mezzo alle gambe sono andato via.

A questo punto,indipendentemente dai miei problemi,è giusto fare una riflessione:

• Quanti poveri cristi,come me,cercando una soluzione ai propri problemi si rivolgono alle persone che potrebbero intervenire,per dare giustizia non favoritismi,e finiscono nelle mani di codesti sciacalli che lucrano sulle disgrazie altrui?

• Data l’insistenza ed il millantato credito sfoggiato,il motivo vero non sarà perché si è venduto alla causa dell’UniCredit,che ha tutto l’interesse che se ne parli il meno possibile,vista la marea di domande alle quali dovrebbe rispondere?

• Riporto le sue parole:”Bassioni….lo conosco….gli passo delle pratiche”mi perdoni,ma, cosa vuol dire:”gli passo delle pratiche”? Vuol forse dire che tanta gente Le chiede aiuto e,Lei,poi,le distribuisce ai suoi sodali? Se così fosse,costoro non formano una cricca? E se così fosse,qual’ è la differenza tra la cricca del quartierino (parole sue) del Presidente del Consiglio e la sua? A parte la differenza economica,sono entrambe delle cricche;in più,la seconda, non trovando polpa affossa il cittadino,trovando,comunque, l’utile,nella conoscenza di persone che possono sempre servire un domani;vendersi non è sinonimo di soldi.

Voglio ancora dirLe:

“Quando un cittadino si rivolge a Lei o ad altri come Lei,è perché è arrivato al capolinea senza risolvere il problema e,nello stesso tempo,è al 99,99% dalla parte della ragione ma sta combattendo contro i poteri forti;poteri,contro i quali neanche voi vi schierate,ma potete, grazie al posto che occupate,almeno mediare.

A Lei non ho mai chiesto soldi,ho chiesto solo e soltanto GIUSTIZIA,ricorda ancora il significato di questa parola?Ne dubito molto.

Poiché arrivavo da Torino,apposta per Lei,avrebbe,almeno,dovuto sentire il dovere morale di ascoltarmi;invitarmi in una sede ed ascoltarmi;inoltre,dato i miei scritti,visto che,comunque,è stato Lei,anche se incolpevolmente,a mettermi in contatto con quella perla di uomo,nonché di professionista,Prof. Avv. Bassioni,sarebbe stato giusto un suo intervento;non soldi.

Invece,Lei,mi ha umiliato come uomo e come cittadino,e se come uomo l’intera vicenda può essere circoscritta in un attrito tra il sig. Rienzi ed il sig. Di Pietro,la stessa,come cittadino,non si può e non si deve relegare allo stesso modo,perché,Lei,ha usato il suo potere ed il posto che occupa nella scala sociale a mò di clava,per distruggere un essere umano già agonizzante.

Si è comportato come un perfetto troglodita pieno di boria;comportamento che un cittadino nella sua posizione non avrebbe mai dovuto avere.

Aggiungo quanto segue e termino:

Tutto quanto scritto è vero e documentato;per cui se,qualcuno menzionato nella presente,si ritiene offeso o leso nella proprio onorabilità può,tranquillamente,querelarmi.

Nella situazione in cui sono,nulla può impaurirmi:partendo dall’UniCredit per finire alla sua cricca mi avete offeso,umiliato,massacrato nonché tolto,pardon rubato,l’onore,la dignità,il lavoro,la casa – se non ci fosse quella di mia madre sarei sotto i ponti – gli affetti e per ultimo mi avete spezzato;non mi avete piegato ma spezzato sì! Cos’altro potete togliermi?

Mi rimangono le idee,quelle non potete toglierle,e,se avrà il tempo di leggere il resto del sito, vedrà che possono servire per il rilancio del Paese;un Paese che io,comunque,amo e spero che qualcuna,prima che chiuda gli occhi,venga messa in cantiere.

Auguri Onorevole!

Fonte: www.webalice.it/rienzigiovanni  cappio

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