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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LE BANCHE MINACCIANO L'UNGHERIA

Pubblicato su 17 Ottobre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

rinascita.eu
perrone@rinascita.eu

Proseguono gli attacchi contro il popolo magiaro da parte di banche e banchieri, ma il premier ungherese Viktor Orban non cede agli speculatori.
L’Unicredit, gruppo fortemente impegnato nell’area centro-orientale del Vecchio Continente, ha lanciato ieri un monito all’Ungheria: i progetti del governo che garantiscono il rimborso dei debiti contratti in valuta estera a un cambio fisso agevolato minacciano contraccolpi per il settore bancario, tanto che la stessa Unicredit sta pensando al congelamento dei propri piani di espansione a Budapest e dintorni. L’avvertimento è giunto direttamente da Gianni Papa, responsabile della Divisione CEE di UniCredit, in un lungo colloquio pubblicato dal quotidiano austriaco Wirtschaftsblatt. Il dossier a Vienna è d’altronde seguito da vicino, dato che le banche austriache in Ungheria sono tra i principali erogatori di mutui e si trovano particolarmente esposte alle misure approvate dal governo di Budapest. L’esecutivo di Vienna ha alzato la voce contro il piano sostenuto dal premier Viktor Orban, definendolo una “minaccia all’esistenza” degli istituti di credito austriaci. Per questo Bank Austria, controllata da UniCredit, sta valutando anche lei il congelamento dei piani di espansione in Ungheria.
“Questo piano scatenerà onde d’urto. Non ridimensioneremo la nostra presenza in Ungheria, ma stiamo considerando il congelamento della nostra espansione”, ha dichiarato al quotidiano austriaco Papa. “Quello che è chiaro – ha proseguito il banchiere – è che queste misure hanno cambiato le regole del gioco e le conseguenze andranno al di là di quelle meramente finanziarie”. Parole profetiche quelle del responsabile dell’UniCredit che confermano quelle proferite pochi giorni fa dallo stesso primo ministro ungherese, il quale aveva testualmente dichiarato sul quotidiano Metropol che il suo governo intende chiudere “l’era dei bancari” colpevoli di aver “rovinato l’Ungheria e l’Europa”. Le esternazioni del premier erano avvenute a proposito dell’approvazione in Parlamento della legge per ripagare i crediti espressi in valute estere con un cambio agevolato, pari al 20% in meno del valore di mercato. Ma il premier magiaro non si è fermato qui. Secondo Orban, infatti, l’era dei bancari ha fatto credere alla gente negli ultimi 15-20 anni che è possibile indebitarsi senza conseguenze, che i crediti a buon mercato sono accessibili senza fine. “Il governo adesso vuole salvare la gente ingannata – ha chiosato Orban – e metterà fine a una situazione per la quale siano loro ad assumersi tutti i rischi”. Intanto, sempre ieri, anche le banche ungheresi hanno risposte di essere pronte a ricorrere alla Corte costituzionale non appena entrerà in vigore la nuova legge per il rimborso dei debiti in valuta estera a tassi di cambio agevolati, approvata martedì sera dal Parlamento magiaro. “Dopo l’entrata in vigore della legge ci rivolgeremo alla corte costituzionale”, ha dichiarato in una nota l’Associazione bancaria ungherese (MBSZ), sottolineando il convincimento che “la legge sul rimborso finale a tassi preferenziali dei debiti denominati in valuta estera sia incostituzionale”. Inoltre, secondo l’Associazione la misura, il cui onere grava esclusivamente sul sistema bancario, “comporta il deterioramento del valore del fiorino”. Ma Orban non sembra assolutamente preoccupato dalle mosse dei banchieri. Il premier preferisce assicurare un futuro alle famiglie ungheresi minacciate dagli speculatori. Il provvedimento votato dal suo governo permetterà infatti a tutti i cittadini che hanno debiti in valuta estera con le banche di saldarli in un’unica rata a un tasso di cambio fisso. Il resto dovranno pagarlo le banche, che per questo si stanno mobilitando, preoccupate soltanto di difendere i loro interessi finanziari, maturati sulla pelle dei popoli.

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