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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LACRIME DI PETROLIERI. CHIEDONO ALLA UE DI DIRE BASTA AI SUSSIDI PER LE RINNOVABILI

Pubblicato su 12 Settembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in AMBIENTE

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Non facciamoci prendere per il naso dal grido di dolore dei petrolieri. E’ per il loro vantaggio – mica per il nostro! – che negli ultimi giorni hanno levato alti lai e digrignar di denti chiedendo all’Ue di fermare gli incentivi alle energie rinnovabili, colpevoli – a loro avviso – di rendere insopportabilmente alte le bollette dell’energia elettrica per i privati e per le imprese.

Secondo loro, la soluzione è fare come gli Usa: buttarsi anima e corpo sullo shale gas, presunta cornucopia di energia a buon mercato. Praticamente, auspicano che l’intera Unione Europea applichi la ricetta spagnola perstrozzare le rinnovabili.

Allora. Primo, le bollette dell’elettricità sono aumentate in ragione del prezzo del petrolio, dal quale l’Italia è largamente dipendente. Secondo, le nostre bollette dell’energia elettrica sono alte perchè stracariche di oneri impropri, molti dei quali vanno a favore dei petrolieri. Terzo, lo shale gas è un’effimera fiammata che lascia dietro di sè solo macerie ecologiche.

Quarto, le energie rinnovabili assicurano ormai il 28% del consumo italiano; causano la riduzione del prezzo dell’energia nella elettrica nelle ore di punta e così “ripagano” gli incentivi che ricevono. Di conseguenza diminuiscono i guadagni dei petrolieri. E’ chiaro, ora,il motivo per cui si lamentano?.

Legambiente ha recentemente pubblicato due dossier sulle bollette dell’energia elettrica in Italia. Il primo è dedicato ai sussidi dello Stato alle energie fossili, che risultano pari a 9,1 miliardi di euro all’anno (salute!) mettendoci dentro anche quelli destinati ad autotrasportatori, strade, autostrade e simili.

Di questi 9,1 miliardi, i famigerati Cip6 (incentivi a chi produce energia elettrica bruciando rifiuti, fondi di raffineria e simili) pesano sulle bollette dell’energia elettrica per 2,39 miliardi di euro (dati 2011). Pesano sulla bolletta i neonati sussidi per le vecchie ed inquinanti centrali ad olio combustibile messe Ko dalle rinnovabili, affinchè siano pronte a riaccendersi in caso di bisogno (stima per il 2013: 250 milioni di euro) e pesano i sussidi alle imprese energivore: altri 1,6 miliardi.

Il secondo dossier di Legambiente contiene le proposte per ridurre le bollette dell’energia elettricatagliando i sussidi alle fonti fossili. Contiene due tabelle illuminanti: la bolletta della famiglia media è passata nel 2003-2013 da 338 a 515 euro all’anno; i sussidi al fotovoltaico sono arrivati ora a pesare appena 50 euro circa all’anno e il resto l’ha fatto l’andamento del prezzo del petrolio. Ecco le due tabelle

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In ogni caso, l’energia fotovoltaica ripaga alla famiglia italiana media quei 50 euro di incentivi annui perchè fa scendere il Pun – il prezzo unitario dell’energia alla borsa elettrica – durante le ore in cui il consumo è massimo, che corrispondono alle ore di massima produzione degli impianti fotovoltaici. Qualenergia lo spiega dettagliatamente, anche se in modo molto tecnico.

Le energie rinnovabili ora assicurano circa il 28% del fabbisogno nazionale e hanno piallato con una certa decisione i guadagni dei petrolieri legati al picco diurno del consumo. Provate a leggere in quest’ottica gli alti lai e il digrignr di denti di cui si sono fatti protagonisti a Bruxeselles. E poi chiedetevi cosa conviene. Cosa conviene a voi, lettori: non a loro.

Foto

http://blogeko.iljournal.it/lacrime-di-petrolieri-chiedono-allue-di-dire-basta-ai-sussidi-per-le-rinnovabili/76562

Tratto da: informarexresistere.fr

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