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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA VERITA' SUL PREZZO DELLA BENZINA IN ITALIA

Pubblicato su 17 Gennaio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri

Il Governo Monti presenterà nelle prossime settimane un decreto legge volto all’abbassamento del prezzo della benzina, svincolando i singoli distributori dall’acquisto obbligato del carburante dalla propria compagnia petrolifera di riferimento.

Mi sono quindi chiesta:
in che modo può incidere questa liberalizzazione sul reale costo della benzina a noi consumatori?
Ho cercato il dettaglio che definisce il prezzo dei carburanti in Italia, per capire quanto il margine delle compagnie petrolifere incida davvero sul prezzo finale.
La maggior parte degli articoli ripetevano i soliti dati con le accise della guerra in Abissinia o il disastro del Vajont. Ma queste sono solo alcune delle accise che negli anni sono state gravate sulla produzione dei carburanti. Ho così raccolto dati da varie fonti, arrivando alla seguente conclusione, come sempre suscettibile a migliorie grazie al vostro contributo.

Come si determina il prezzo della Benzina?

Il primo passo per iniziare a comprendere quali fattori influiscono sul prezzo finale dei carburanti per autotrazione (benzina e diesel) in Italia è sicuramente quello di scomporre il costo alla pompa in due principali COMPONENTI: vi è infatti un componente INDUSTRIALE ed uno FISCALE.
1 - COMPONENTE INDUSTRIALE
Il componente industriale è a sua volta scomponibile in due macroaree di facile comprensione:
Il costo della MATERIA PRIMA
Occorre ora specificare che il costo della materia prima non è legato, come molti credono, all’andamento del costo del Greggio, bensì esso è fortemente correlato all’andamento della c.d. quotazione Platts Cif High Med del relativo prodotto raffinato. Tale indice rappresenta infatti il valore a cui le raffinerie possono vendere una tonnellata di benzina o di gasolio in quel dato giorno. Platts è una compagnia americana fondata nel 1909, che oggi fa parte del gruppo McGraw Hill. Il suo business è quello di determinare il prezzo di mercato delle principali materie prime raffinate, quali benzina, gasolio, metalli, energie elettrica, carbone, etc. etc. Tanto per dare da pensare ai teorici del complotto, l’agenzia di rating Standard & Poor's è anch’essa detenuta dalla McGraw Hill ed è dunque strettamente legata all’indice Platts. Per chi volesse acquistare tale fonte di informazione ecco il link:

http://www.platts.com/Products/europeanmarketscan/Oil/ALL/PriceAssessmentIndices
Faccio presente che l’indice Platts espone i prezzi in dollari per tonnellata metrica ($/mt). Occorre dunque tenere a mente anche l’andamento del tasso di cambio €/$ al fine determinare il costo della materia prima. Inoltre, sappiate che 1tonnellata metrica è pari a 1000kg, che la densità media della benzina è pari a 710Kg/m3 e che 1m3 è pari a 1000litri, ricordatevi di convertire il costo per tonnellata metrica (1000kg) in costo al litro. Io l’ho fatto nell’esempio più avanti partendo da un bollettino “sample” trovato sul sito della Platts che riportava un valore pari a 1044 $/mt che secondo i miei calcoli risulta pari a 0,5825 €/lt
Il MARGINE LORDO
Il margine lordo è solitamente pari a circa il 7-15% del prezzo finale del carburante ed è l’aumento di prezzo che serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera… distribuzione, erogazione, etc. Per intenderci, il guadagno del singolo benzinaio è una parte del margine lordo.
2 – COMPONENTE FISCALE
Il componente fiscale si suddivide anch’esso in due sottocategorie:
ACCISE sui carburanti, Nazionali e Regionali IVA – essendo un imposta sul valore e quindi sul prezzo di un bene viene applicata anche sull’importo dell’accisa, determinando l’odioso fenomeno della tassa sulla tassa.
Attualmente l’accisa Nazionale sui carburanti risulta pari ad euro 704,20 per ogni 1000 litri di benzina e pari a euro 593,20 per ogni 1000 litri di gasolio. L’aliquota IVA da applicarsi sui carburanti è pari al 21%.
IL PREZZO ALLA POMPA
Se consideriamo dunque tutti questi costi, potremmo scomporre il costo finale di un litro di benzina nel seguente modo:

Quotazione PLATTS (Materia Prima): €/lit 0,5826*
Margine Lordo: €/lit. 0,1254
ACCISE: €/lit. 0,7042
IRBA Puglia: €/lit. 0,0258**
IVA 21%: €/lit. 0,3020
Totale: €/lit. 1,74


*Fonte: European Marketscan Bollettino Platts del 11/07/2011 per Premium Unleaded Gasoline 10ppm Italy. 1044,00 $/mt - Tasso di cambio €/$ del 07.01.2011 a 1,272 - Densità benzina 710Kg/mc
**Ho preso come riferimento l’imposta della mia regione, la Puglia: http://tributi.regione.puglia.it/web/guest/irba-approfondimento

Possiamo notare che il componente fiscale pesa per un buon 59,31% sul prezzo finale della benzina.
Il costo della materia prima invece solo il 33,48%, mentre il margine lordo risultante condiziona il prezzo finale solo per il 7,21%.
Tengo a precisare che questo 7,21% serve a remunerare tutti i restanti passaggi della filiera da quando la benzina esce dalla raffineria fino a quando giunge a noi (stoccaggio, distribuzione primaria e secondaria, costi di commercializzazione nonché il margine del gestore e il margine industriale).

A cosa serve la proposta di Monti?
La manovra del Premier vuole andare ad incidere principalmente sul margine lordo, consentendo ai singoli distributori di poter scegliere quale compagnia di volta in volta riesca a garantire il costo di distribuzione più basso, e residualmente sul costo della materia prima, consentendo ai distributori di andare a scegliere la compagnia che offre il prezzo più basso. Ricordiamoci che l’indice Platts è un valore consigliato del prezzo di mercato, suppongo possa sempre avvenire una contrattazione che preveda un prezzo di vendita diverso da quello consigliato. In altri termini, credo che sia sempre possibile che vi siano sconti per i propri fornitori privilegiati.
CONCLUSIONI
Volendo essere ottimisti, di quanto mai potrà essere ridotto il costo della benzina se il margine lordo consiste del 7,21% e il costo della materia prima è legato all’indice Platts dal quale è difficile che si discosti? Facciamo un 3 o 4% al massimo? Ammetto che mi sembra un valore ottimistico, comunque benissimo che vada, il 4% porterebbe ad un risparmio pari a 6,96 cent. Ultima mia considerazione, ammesso che tale risparmio avvenga sarebbe però certamente contestuale ad un notevole abbassamento del servizio offerto dai distributori, tradotto in ulteriori licenziamenti tra i benzinai.
Il self service, al gestore, costa molto meno del servito.
Fonte: viVENDOLApugliapompa-benzina-04_jpg6d3359d4-9766-44b8-83e6-cf48ef4f974fLar.jpg
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