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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA VERITA' CHE NESSUNO VUOL SENTIRE: PARLANO DUE MEDICI ABORTISTI

Pubblicato su 9 Settembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Per noi quello dell'aborto è un problema di coscienza, personale. Abbiamo pubblicato questo articolo con il solo scopo di dare informazione. Ogni lettore può trarre le sue considerazioni personali, come suggerisce anche l'autrice. Claudio Marconi

 

Spero che queste due testimonianze vi facciano riflettere. Non aggiungo altro. Traete voi le conclusioni.

 

<< Dopo una vita spesa negli ospedali di tutto il mondo – oggi si divide fra la ASL di Forlì e una clinica svizzera. Valter Tarantini ha 61 anni, fa il ginecologo e dal 1978, anno in cui l’aborto divenne legge, pratica interruzioni volontarie di gravidanza. Ne ha fatte a migliaia: 300 l’anno circa. Quindi, più o meno, 10 mila in una vita. A lui la rivista Tempi ha chiesto che cosa è cambiato dall’entrata in vigore della legge.

DOTTOR TARANTINI, DALLA LEGISLAZIONE SULL’ABORTO AD OGGI SI DICE CHE LE RECIDIVE SIANO AUMENTATE. CONFERMA?
Oggi l’aborto non è più l’estrema ratio. Interrompere una gravidanza è diventato una cosa normalissima. Anzi, meno importante di altre. Prima lo si faceva per combattere la morale! Il frutto che vedo oggi è che la morale non c’è più, e che l’80% delle mie pazienti sono recidive. Ogni paziente ha avuto in media dai 3 ai 6 aborti. Ma ho incontrato anche una donna che era al quarantesimo aborto.

COME SPIEGA CHE TANTE DONNE PREFERISCANO L’ABORTO ALLA CONTRACCEZIONE?
L’aborto stesso con la 194 lo è diventato. Perciò dico che questa legge controlla le nascite, e che sbaglia chi dice che in grazia alla sua buona applicazione gli aborti sono diminuiti. Se li contiamo in rapporto ai bambini nati, si vede che non hanno fatto che aumentare.

QUINDI NON HA SENSO MIGLIORARE L’ACCESSO ALLA CONTRACCEZIONE PER LE DONNE?
Macché, le peggiori recidive sono ricche e istruite e sanno benissimo che cos’è la contraccezione. Ma per loro l’aborto è un fatto così banale, che è uguale a prendere la pillola. Ma c’è differenza! Anzi, per alcune è meglio. «Sa dottore, la pillola fa male. Mi fa ingrassare!». Siccome la contraccezione richiede impegno, l’aborto gli sembra più veloce ancora. Alcune avranno anche problemi psicologici, ma la maggior parte pensa solo alla cosa più comoda.

MA PERCHÉ, SE LE STATISTICHE MOSTRANO CHE LE RECIDIVE SONO IN AUMENTO, NESSUNO NE PARLA?
Perché sarebbe ammettere che il sistema sanitario italiano è fallito per colpa nostra. Invece, che la 194 sia un fallimento, è un’evidenza! Anche se applicassimo al meglio la prima parte potenziando la prevenzione e i consultori. Puoi cercare qualsiasi risoluzione, ma il problema è che se una non pensa che la vita del figlio sia più importante di tutti i problemi, non si risolve nulla. Prima, avere bambini, era tutto: i nostri vecchi davano la vita ed erano più contenti di noi. Mi chiedo perché sia sparito tutto questo, perché si sia perso il senso della vita. Le faccio degli esempi: una ragazza di 25 anni è arrivata con l’amica ridacchiando a chiedere l’aborto… Vedono il bambino nel monitor e iniziano a ridere. “Che carino! – dicevano – Guarda come si muove!”. Oppure, penso a una che mi disse: “Dottore, non è che mi lascia la foto dell’ecografia come ricordo?”.
Per non parlare delle domande più frequenti: «Dottore, era maschio o femmina? Quando posso avere rapporti sessuali? Quando posso mangiare?

VEDE DELLE SOLUZIONI?
Ho proposto a Gianfranco Fini e alla Lega di far pagare l’aborto, non nel privato, sennò ci speculerebbero sopra, ma restando nel pubblico. Non vedo infatti perché i contribuenti debbano pagare 1300 euro a una persona che non è malata, sta bene, non ha problemi.

COME GIUDICA LA VIA LOMBARDA DI STANZIARE FONDI PER I CENTRI DI AIUTO ALLA VITA?
Non risolve il problema! Quella economica è solo una motivazione in più, non la principale! Anzi, le ripeto, le più incallite sono le benestanti. Le extracomunitarie sono forse le uniche che sono dilaniate dal dramma. Le recidive poi, l’assistente sociale non la vogliono nemmeno vedere. Un figlio non lo tieni per un assegno, lo tieni per altro! Il problema è a monte. Il punto è il rifiuto della maternità.

SE UNA PAZIENTE RICHIEDE UN ABORTO PER MOTIVI INCONSISTENTI, LEI CHE È MEDICO NON OBIETTORE PUÒ RIFIUTARSI DI INTERVENIRE?
Se lo facessi finirei su tutti i giornali, che mi denuncerebbero, perché ho violato la legge! Formalmente una donna un motivo lo trova sempre. Tempo fa venne da me una coppia giovane e benestante che aveva deciso di abortire un figlio. Domandai perché. Mi risposero che era un po’ presto per avere figli. «E quando avete intensione di averne?», chiesi. «Mah, l’anno prossimo», risposero. E’ chiaro che in quel caso il motivo non sussisteva, ma ne hanno trovato uno. Ti dicono che sen on lo fai si buttano giù dalla finestra… che gli rovini la carriera! Per questo tanti (medici) hanno iniziato a fare obiezione. Scappano tutti!

MA LA RU486, NON PEGGIORA LE COSE?
È solo una conseguenza! L’aborto è un affare sporco che nessuno vuole più guardare! Né i medici, né la società, né le donne che non sanno più di che si tratta.

LEI AFFERMA CHE OCCORRE SCOPRIRE IL VALORE DELLA MATERNITÀ. LEI NON PUÒ AIUTARE LE DONNE CHE INCONTRA, IN QUESTO PERCORSO?
Ma non vede che sfascio? Penso che non servirebbe a nulla. Prima c’erano gli ideali. La vita si dava per qualcosa. Oggi non interessa più nulla, se non il piacere passeggero, l’edonismo sfrenato! Mia madre invece mi ha voluto bene. Si faceva il mazzo per me, e anche a suon di schiaffi mi diceva cos’era bene e cos’era male.

E ALLORA, NON SAREBBE OPPORTUNO FARLO ANCHE CON LE SUE PAZIENTI?
Non so se mi ascolterebbero. Mi darebbero del rompipalle! Non basta nemmeno quando gli dico che il figlio è un bene sempre e comunque e che è vita dall’inizio.

SE PENSA A QUESTE COSE, PERCHÉ CONTINUA A PRATICARE INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA?
Ho iniziato perché a 25 anni ho visto morire due donne per aborto clandestino. Non vorrei tornassimo a situazioni di questo genere. Lo faccio per quelle poche che mi sembrano disperate.

MA MAGARI LASCEREBBE UN SEGNO MAGGIORE SE, COME I SUOI GENITORI HANNO FATTO CON LEI, INDICASSE UN IDEALE PIÙ ALTO: QUELLO DEL VALORE DELLA VITA, INVECE CHE CORRERE AI RIPARI METTENDO A TACERE LE COSCIENZE?
Non so. Io non basto. Tutto il mondo continuerebbe a dire il contrario. Quest’epoca assomiglia all’Impero romano in decadenza con i barbari che avanzano. Noi, anziché combatterli, diventiamo come loro! Cosa posso fare io da solo, se smettessi di fare gli aborti?>>

[Fonte: BastaBugie - 16 Luglio 2010]

 

 

 

<<Mi chiamo Antonio Oriente, sono un ginecologo e, fino a qualche anno fa io, con queste mani, uccidevo i figli degli altri“. GELO. Silenzio.

La frase pronunciata è secca, senza esitazione, lucida. La verità senza falsi pietismi, con la tipica netta crudezza e semplicità di chi ha capito e già pagato il proprio conto. Di chi ha avuto il tempo di chiedere perdono. Due cose colpiscono di questa frase e sono due enormi verità: la parola “uccidevo” che svela l’inganno del termine “interruzione volontaria”, e le parola “figli”, non “embrioni”, non “grumi di cellule”, ma “figli”. Semplicemente. E questa sua pratica quotidiana dell’aborto, il dottor Oriente la riteneva una forma di assistenza alle persone che avevano un “problema”.. “Venivano nel mio studio – racconta – e mi dicevano : Dottore ho avuto una scappatella con una ragazzetta… io non voglio lasciare la mia famiglia, amo mia moglie. Ma ora questa ragazza è incinta.Mi aiuti… Ed io aiutavo. Oppure arrivava la ragazzina: Dottore, è stato il mio primo rapporto… non è il ragazzo da sposare, è stato un rapporto occasionale. Mio padre mi ammazza: mi aiuti! Ed io la aiutavo. Non pensavo di sbagliare“.>>

[Fonte: ilmegafononline - 24 Agosto 2011] -

Tratto da: losai.eu - Scritto da: Laura Caselli

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