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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA SOCIETA' DEL NULLA

Pubblicato su 19 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

La società contemporanea è la società dello schiantamento di ogni valore, della negazione di tutti i valori; della fine dell’individuo; del non essere, dell’accumulazione dell’avere. Una simile società non ha capo né coda, né inizio né fine. Non ha certezze, non ha prospettive, fondamentalmente non ha un futuro perché non ha, non vuole avere, alcun passato. Il passato è stato rifiutato dalla modernità, schiacciato, disintegrato, annullato nella quotidianità di un presente che stancamente si ripete, giorno dopo giorno, identico, immutabile, fino alla nausea.

Questo genere di società è un magma informe, caotico, sempre in movimento, una massa che si muove senza una direzione precisa, senza uno scopo definito, senza un perché. Il magma contemporaneo appare come una forza titanica, capace di rompere gli argini, disintegrando tutto ciò che le sta attorno. I primi ad essere insieme complici e vittime di questo genocidio globale sono gli stessi individui che fanno parte integrante della massa amorfa in costante attività.

Di fronte a questa inversione di tutti i valori, alla loro negazione ed al loro rifiuto, all’affermazione di un nichilismo come rappresentazione della società moderna, l’individuo moderno nasce, cresce e muore senza fini superiori, privo di alcuna forma, senza la minima capacità di comprendere ciò che avviene attorno a sé, quale sia lo scopo ultimo della vita…si lascia trasportare da una corrente che inesorabile lo sommergerà, finendo per affogarlo.

Le risposte a questa crisi sono ontologiche, di natura squisitamente etica e morale; vanno ricercate – laddove possibile – dentro di sé perché dopo l’affermazione che “Dio è morto” all’individuo occidentale non resta che l’autocoscienza, la realizzazione di una propria forma autonoma, che tenti di darsi una legge, liberamente accettata, auto-imposta e consapevolmente vissuta.

Nella società di massa contemporanea non si è liberi se non nella misura in cui questa presunta libertà è un utile espediente utilizzato dal Potere per controllare, vigilare, annullare volontà e individui.

Il problema di fondo è che la stragrande maggioranza degli individui contemporanei non sa esattamente cosa vuole dalla propria vita, cosa farne della propria vita né perché vive. Escludendo gli istinti materiali non rimane niente per cui valga la pena di vivere e difatti l’individuo-massa e massificato moderno non ha altri scopi che non siano coincidenti con la soddisfazione di questi appetiti materiali, riducendosi a mero numero tra i numeri della grande catena di sfruttamento capitalistico-consumista che alimenta quotidianamente questi desideri materiali con nuove demenziali mode di massa.

Risposte a questo schiantamento globale, perché la globalizzazione nient’altro rappresenta che l’espansione capitalistico-consumista all’intero pianeta, non ne esistono fintanto che l’essere umano non riuscirà a fuoriuscire da questa sua condizione di larva animata che esiste solo ed esclusivamente per la compensazione dei propri limiti spirituali attraverso un’esagitazione meccanicistica riflesso della sua materialità; l’unica dimensione che conosce e che gli sia rimasta per esprimere sé stesso, l’unico spazio – quello della materia – che riesca ancora ad occupare.

Qualunque altra considerazione di ordine sociale, politico, economico di fronte a questo vortice psichico che ha sconvolto le coscienze e disarticolato i rapporti umani appare, oggettivamente, infinitamente banale.

Se “Dio è morto” l’essere umano è un cadavere in putrefazione…

Lasciamo quindi che siano altri – ammesso che esista qualcuno capace di questa ricognizione –a determinare cause ed ora del ‘decesso’… lasciamo che siano altri ad effettuare questa autopsia terminale.

E soprattutto lasciamo agli altri l’illusione di ‘esistere’ e ‘vivere’.

 Fonte: freeondarevolution   113984ce07b.jpg

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