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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO SCACCIA L'ECONOMIA CIVILE

Pubblicato su 17 Agosto 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Credere che una fabbrica possa chiudere per i danni ambientali che provoca, è come credere che si possano fare guerre per motivi umanitari. E infatti c'è sempre chi è disposto a credere all'una ed all'altra cosa.
Nel caso della chiusura dell'Ilva di Taranto, c'è stato anche chi ha parlato di successo della "lobby ambientalista", il che è altrettanto attendibile che parlare di una lobby dei clochard o di una lobby dei Rom. In realtà, neppure il declino del nucleare può essere attribuito al rischio ambientale in sé, ma è dovuto al fatto che ormai nessuna compagnia assicurativa è più disposta ad assumersi il rischio della copertura dei costi dei risarcimenti. [1]
Il lobbismo vero è invece indissociabile dal potere del denaro e delle complicità occulte, e nella vicenda dell'Ilva ha fatto la sua comparsa con la rivelazione delle relazioni tra il lobbista Archinà ed il ministro per l'Ambiente Clini. Il ministro si è trovato così immediatamente messo all'angolo. In effetti, in tutto ciò che riguarda l'industria in Italia, i governi sembrano ridotti al rango di spettatori o, ancora peggio, di tifosi. [2]
La recente decisione del Tribunale del Riesame di Taranto colloca la sorte dell'Ilva nel limbo dell'incertezza, con l'unico effetto sicuro di disperdere la resistenza operaia nel labirinto delle speranze e delle aspettative, come accadde a Bagnoli negli anni '80. Nel frattempo potrebbero arrivare i fondi dell'Unione Europea per finanziare la delocalizzazione in Romania o in Polonia.
Il caso dell'Ilva di Taranto ha anche dimostrato che il gruppo sociale di riferimento per molti progressisti non è più la classe operaia, ma la magistratura. Sembrerebbe una materializzazione degli slogan della propaganda della destra, che individuano nei magistrati il nuovo partito leninista. Bisogna però, anche qui, distinguere la realtà dal fumo mediatico, ricordandosi che il potere della magistratura si trova di fronte ad un limite invalicabile, che è quello della extraterritorialità, giuridica o di fatto, delle basi NATO ed USA.
La Direzione Investigativa Antimafia ha accertato che dalla base aeronautica USNavy di Sigonella sono stati versati rifiuti radioattivi nelle discariche siciliane, con gravi effetti sulla salute delle popolazioni; ma ciò, ovviamente, non solo non ha comportato alcun provvedimento di chiusura della stessa base di Sigonella, ma non c'è stata neppure alcuna inchiesta delle Procure. Sui rifiuti tossici di Sigonella la magistratura non ha mosso un dito, ed anche i media hanno ignorato le notizie a riguardo. Anzi, l'edizione palermitana del quotidiano "La Repubblica" ha persino avuto l'improntitudine di infliggere ai suoi lettori un servizio fotografico sugli eroici marines di Sigonella intenti a ripulire i siti archeologici. Forse vogliono usare anche quelli come discariche. [3]
Che la crescente militarizzazione del Porto di Taranto conducesse ad un inesorabile restringimento degli spazi per le attività produttive e civili, costituiva un dato scontato, sperimentato in numerose altre occasioni. Ad esempio, in Sicilia la base militare aeronautica di Sigonella è diventata la capitale mondiale dei droni, gli aerei senza pilota.[4]
Le aggressioni della NATO alla Libia ed alla Siria hanno determinato un'intensificazione non soltanto di questi voli senza pilota, ma anche dei voli militari in genere, ovviamente senza nessuna preoccupazione per la sicurezza del territorio. Gli effetti sul traffico aereo civile sono stati disastrosi. L'aeroporto civile di Fontanarossa chiude in continuazione con i più vari pretesti ufficiali. L'aeroporto di Comiso, ufficialmente divenuto una struttura civile dal 2007, non riesce ancora ad avviare la sua attività, confermando i sospetti di chi riteneva che gli USA non sarebbero mai stati disposti a mollare davvero la loro base aereo-missilistica. I giganteschi investimenti in infrastrutture dell'aeroporto di Comiso rischiano quindi di essere riconvertiti ad uso militare. [5]
Le storie si somigliano. Il Molo Polisettoriale del Porto di Taranto è una struttura avveniristica, attuata con enormi finanziamenti pubblici, ufficialmente finalizzati allo sviluppo della Regione Puglia. Di fatto oggi l'insediamento militare della NATO nel Molo Polisettoriale ha già tolto ogni prospettiva alla sopravvivenza dell'acciaieria Ilva, e chissà a cos'altro ancora. [6]
Nel febbraio di quest'anno era anche arrivata la notizia dell'investimento di quattrocento milioni per effettuare dei dragaggi nel Porto di Taranto, il tutto condito dalle solite promesse di sviluppo commerciale dell'infrastruttura. Ma già nel 2005 si parlò di dragaggi, facendoli passare con motivazioni ecologiche, quando in realtà era stata la Marina Militare a sollecitarli per accertare l'esistenza della capienza utile ad ospitare i sommergibili nucleari americani. [7]
A questo punto anche la notizia che nel Porto di Napoli sia in atto un ammodernamento ed allargamento delle banchine, con i soliti fondi pubblici, non fa altro che ricordarci che già ora la maggioranza delle banchine è sotto il controllo della USNavy. Oggi le spese militari italiane non figurano neanche più a livello ufficiale, ma risultano come "finanziamenti allo sviluppo". [8]
C'è anche a riguardo una propaganda che cerca di far credere che le basi militari portino "sviluppo" al territorio che le ospita. Sviluppo di discariche di rifiuti tossici, quello sicuramente; non per niente in Campania le discariche sono già considerate aree di interesse strategico nazionale e poste sotto disciplina militare.[9]
Porti ed aeroporti sono infrastrutture costose, giustificate con necessità civili; alla fine però, chissà come, è l'uso militare a prevalere, e l'utilizzatore finale è sempre a stelle e strisce. E, come ci ha spiegato l'avvocato Ghedini, l'utilizzatore finale non paga mai di tasca propria.

[1] http://www.rassegna.it/articoli/2011/05/11/74193/disastri-nucleari-le-assicurazioni-se-ne-lavano-le-mani
[2] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-04/caso-ilva-taranto-azienda-182610.shtml?uuid=AbZbWcJG
[3] http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/sicilia-bambini-che-muoiono-di.html#more
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/06/24/foto/i_militari_di_sigonella_in_campo_per_ripulire_i_siti_archeologici-37818021/1/
[4] http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/21-maggio-2012/sigonella-arriva-smart-defensela-nato-schiera-droni-antiterrorismo-201273206591.shtml
[5] http://www.agoravox.it/Aeroporto
[6] http://www.tarantoporto.com/logistica/polisett.htm
[7] http://tarantobuonasera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8903:accordo-per-i-dragaggi-subito-i-lavori&catid=36:giorno-e-notte&Itemid=1028
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/13856.html
[8] http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=212218&sez=NAPOLI
[9] http://www.altalex.com/index.php?idnot=41693

 Fonte: comidad.org   statua della guerra preventiva

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