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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA LORO LOGICA NON PUO' E NON DEVE ESSERE LA NOSTRA

Pubblicato su 11 Aprile 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

 

Ieri facevano la danza del ventre  dinanzi al Mausoleo di Lenin, oggi dinanzi alla Statua della Libertà.

Applicano alla perfezione la loro logica, che non può e non deve essere la nostra. Claudio Marconi

 

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Uno dei grandi problemi odierni è che stanno facendo passare il concetto di una società che “ deve” pensare che niente sia peggio della morte e, soprattutto la schiavitù.

Sono passate le elezioni, la “ maggioranza” sembra cambiata, ma in realtà nulla è cambiato, la concezione “ideologica” della società mercantile è rimasta la stessa. Non vi è più nessuna distinzione, ormai, la loro è una concordanza perfetta su chi sono gli amici – i tecnocrati – e chi sono gli schiavi – il popolo-.

L’ex e l’attuale maggioranza  sono cieche e sorde di fronte al malessere del popolo, non capendo ( o non volendo, sarebbe più giusto) capire che non si può uccidere un popolo con dei corsi di economia o con le curve del livello di vita, o del debito pubblico, o dello spread.

Se non si mettono in discussione i dogmi che questi saltimbanchi ci propinano ad ogni piè sospinto, se non si cambia la mentalità di affrontare le questioni, se non si comprende che, per salvarci, dobbiamo cambiare, radicalmente, questi “ principi”, si è proprio alla fine.

Cambiare i principi vuol dire uscire dalla propaganda dominante degli “ opposti” poli; significa offrire un’altra visione del mondo, un altro progetto di Civiltà, un’altra concezione dell’uomo e della vita.

La prima cosa da fare è di liberarci, una volta per tutte e per sempre, del liberalismo borghese e dell’ “occidente” americanizzato che, sia per la socialdemocrazia che per i liberali, rappresenta il “ sol dell’avvenire”, la “ terra promessa”, la “ nuova alba”.

La situazione attuale è drammatica per il semplice motivo che per il liberalismo non esistono i popoli e le nazioni, sono realtà secondarie, neanche tanto importanti; esistono solamente le ditte, il commercio, più o meno internazionale, i mercati: la vita non è altro che un commercio inter-società.

Per noi una Nazione, un Popolo dovrebbe essere il mezzo per applicare un progetto, le attività economiche dovrebbero essere messe al servizio di questi ultimi, l’economia deve ritornare ad essere uno strumento operativo del politico e deve contribuire a rinsaldare la sovranità nazionale e non a distruggerla, come stanno facendo ora, l’opera di questi ciarlatani della politica è tesa a minacciare ed annientare l’indipendenza e la sovranità nazionale tramite l’intrigo economico ed il libero scambio mondiale.

“ In una società organizzata, l’individuo è pronto a morire per gli altri, perché vive con gli altri. La società mercantile, invece, è una società per la quale nessuno vuole morire né, più generalmente parlando, accollarsi dei compiti, per l’ottimo motivo che essa non fa discendere i diritti dai doveri ed abitua i suoi componenti a pensare che niente ( e soprattutto non la dissoluzione della società ) sia peggiore della morte . In tal modo, una società si vota già alla condanna. Una società che non è più capace di pensare alla propria morte è già estranea alla vita. La società mercantile è destinata a morire,  perché nessuno vuol morire al suo posto e per essa “.

Questi camerieri, che si spacciamo per politici, hanno “ bisogno” di un padrone, non sono autonomi, hanno insisto in sé il senso del servo della gleba, hanno bisogno di abbassare la testa e gli occhi; i pseudo intellettuali, sempre più maggiordomi, più o meno “ progressisti”, hanno solo cambiato il feticcio davanti al quale danzare, come Rigoletto, per il divertimento del padrone: ieri facevano la danza del ventre  dinanzi al Mausoleo di Lenin, oggi dinanzi alla Statua della Libertà.

Applicano alla perfezione la loro logica, che non può e non deve essere la nostra.

Claudio Marconi

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