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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La Grande Depressione Vaticano-Gesuita del 2009/2012 – Parte 2/5

Pubblicato su 18 Dicembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

LA GRANDE DEPRESSIONE VATICANO-GESUITA DEL 2009/2012 – ‘IL COLLASSO GLOBALE DEL SISTEMA CREDITIZIO NEL 2009′

 

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Il mondo sta affrontando la sua più grave crisi creditizia dai tempi della Grande Depressione degli anni ’30 del Novecento - Esattamente come accadde nel 1933 (4 anni dopo il ‘crash’ di Wall Street), le banche hanno improvvisamente e universalmente cominciato a ridurre l’accesso al credito. Il settore degli affari sta saccheggiando i lavoratori e comincia a chiudere i battenti più velocemente di quanto si riesca registrarne gli eventi. Le possibilità di accesso al credito a livello globale sono al collasso ed è una certezza che stiamo affrontando una severa recessione globale – la prima Depressione ‘Globale’.

Questa è la dura realtà che il mondo affronta nel 2009. Tuttavia, pur avendo letto il primo articolo riguardante la Grande Depressione Globale Vaticano-Gesuita del 2009/2012, i dettagli riguardanti il controllo esercitato sul sistema finanziario globale ad opera del Culto Romano della Chiesa Cattolica e dei Gesuiti, e il fatto che loro siano impegnati a rendere la crisi ancora peggiore potrebbe sembrare nonostante tutto ancora ridicola.

Se parlate con qualsiasi banchiere, con uno qualunque di questi ‘Masters of the Universe’, vi ripeterà le stesse cose, ‘si tratta semplicemente del fatto che abbiano compiuto qualche errore’ non esiste alcuna cospirazione globale, nessuno sta manipolando questo evento per renderlo notevolmente più grave’.

Ma è davvero così? Improvvisamente, un problema di dimensioni limitate relativo ad un eccesso di concessione di credito si è improvvisamente trasformato in una recessione globale ed ora in una depressione globale. Com’è potuto accadere tutto questo?

In un certo senso, l’attitudine da ‘Masters of the Universe’ che ha caratterizzato Wall Street per decenni è una parte rilevante del problema. I loro arroganti dinieghi e le dichiarazioni in base alle quali la Chiesa Cattolica Romana non abbia alcuna rilevanza in una realtà caratterizzata quale quella odierna, caratterizzata da attività finanziarie sempre più sofisticate e da condotte in ambito bancario che fanno affidamento sull’elettronica e che vengono applicate a livello internazionale, rappresentano l’elemento centrale di questa singolare storia.

Anche perchè questi personaggi hanno gradualmente perso ogni consapevolezza relativa a chi abbia in effetti creato il sistema finanziario mondiale, e a proposito del fatto che, in definitiva, continuino ad essere sempre le stesse le forze a controllare il nostro destino collettivo. Per spiegare al meglio tale questione, diamo un’occhiata alle origini del moderno sistema finanziario globale.

DATA DELLA FONDAZIONE DEL MODERNO SISTEMA FINANZIARIO MONDIALE

Nel Giugno del 1944, un mese dopo lo Sbarco in Normandia, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, oltre 700 delegati delle 44 nazioni Alleate si riunirono a Bretton Woods, nel New Hampshire, a brevissima distanza da Washington DC, per discutere e trovare un accordo sul sistema finanziario da adottare per il ‘Nuovo Ordine Mondiale’.

Ai primi punti dell’agenda, c’era la proposta relativa alla formazione di nuove ‘banche internazionali’ e di un sistema monetario internazionale che avrebbe favorito la ricostruzione da parte degli alleati. Nel 1944, gli Stati Uniti, il Regno Unito, e buona parte delle potenze alleate erano decisamente sul lastrico. Nel 1944, l’unico elemento che manteneva operative le industrie del settore militare e che permetteva la produzione di armi, aerei, e carri armati erano i ‘War Bonds’ (titoli del debito pubblico creati specificatamente per appoggiare lo sforzo bellico).

Un meccanismo chiave di questo Nuovo Ordine Mondiale gestito dalla finanza globale sarebbe stato il concetto di tasso di cambio monetario – un sistema relativo a un metodo universalmente riconosciuto fondato sul valore di una data moneta rispetto ad un’altra (più o meno una certa percentuale) e sul suo valore ultimo di conversione in oro. Nel 1971, tale modello collassò, e grazie al Sistema della Federal Reserve controllato dalla Chiesa Cattolica, il sistema monetario da quest’ultima gestito - una moneta controllata da un gruppo di cartelli privati (ma comunemente ritenuta di proprietà dei cittadini degli Stati Uniti) – si trasformò nella ‘moneta di riserva’ del mondo.

In riferimento al credito, il nuovo sistema finanziario globale era stato molto chiaro. Dato che l’oro finiva col rappresentare il ‘benchmark’ di riferimento finale del valore del credito, i Gesuiti, che controllavano le più grandi riserve di oro del mondo, si erano trasformati in pratica nei primi banchieri del mondo, avendo la possibilità di servirsi delle proprie holding in grado di controllare banche private e pubbliche.

Questa rete privata ed ultra-segreta di banche a loro lealissime è rimasta (fino a tempi recenti, nel 2009) il più fidato primo livello di credito del mondo - il prestatore di credito di ultima istanza avente come corrispettivo la vasta ricchezza della Chiesa Cattolica.

Tali banche private e banche pubbliche chiave avrebbero a propria volta prestato denaro alle riserve delle banche centrali nazionali, o sottoscritto produzione di valuta (nel caso della Federal Reserve) e fatto sì che il credito potesse estendersi alla restante rete di banche.

In vigenza di tale sistema, i valori sottostanti la moneta di una nazione non erano più rappresentati dalle sue riserve di metalli preziosi ma dalla propria capacità di generare ricchezza, a sua volta rappresentata dalla quantità di tasse che ogni singolo Stato sarebbe riuscito ad estrarre dai propri cittadini, ora classificati (in termini economici) come ‘servi’ – schiavi del salario che avrebbero continuato a produrre tasse, che a loro volta avrebbero finanziato tutti i prestiti rispetto alle valute, che a loro volta sarebbero stati garantiti dalle banche di riferimento facenti capo ai Gesuiti e al Vaticano.

Tale sistema si trasformò nel secondo livello di produzione del credito nell’ambito dell’economia mondiale. Dato che le nazioni non seguivano più il ‘gold standard’ (in seguito alla condotta tenuta dai Gesuiti e dal Presidente Roosevelt nel 1933), una nazione, per creare più credito, avrebbe o dovuto ricevere in prestito denaro dai prestatori di credito del primo livello (banchieri chiave della Chiesa Cattolica) o aumentare la pressione fiscale sui propri cittadini.

Dato che tale sistema non mirava più all’equilibrio, ma alla perdita del controllo sovrano della moneta nazionale e alla crescita del debito pubblico, il sistema finanziario globale progettato dai Gesuiti ben presto si trovò impegnato a promuovere una ridicola crescita del debito pubblico nazionale, che a sua volta contribuì al collasso finanziario globale del 1971, che condusse infine al sistema monetario Gesuita della Federal Reserve degli Stati Uniti, trasformatasi in pratica nella nuova unità di credito internazionale.

Tuttavia, a partire dagli anni ’80, i computer erano divenuti talmente avanzati che la moneta elettronica era ormai una realtà. Il mondo ora aveva a disposizione un terzo livello di credito nell’ambito del quale credito ‘fittizio’ avrebbe potuto essere creato istantaneamente su un terminal computer e successivamente garantito tramite prestiti incrociati con altre banche e istituzioni.

Si tratta di quella moneta elettronica (crediti) che ha determinato la più grande esplosione di ricchezza in tutto il mondo occidentale a partire dagli anni ’80. A partire dall’inizio degli anni ’90, le antiche e segretissime banche Europee e Americane che fornivano livelli primari di credito sono state sostanzialmente emarginate, mentre il terzo livello di credito (credito elettronico) e il credito nazionale (tasse e prestiti) continuavano a finanziarsi l’uno con l’altro. La Chiesa Cattolica e i Gesuiti non avevano più il controllo diretto.

Il sistema di credito elettronico si era anche dimostrato coriaceo rispetto ad una serie di crisi di carattere regionale e globale già a partire dal 2001, anche perchè il settore dei servizi finanziari globali si era impegnato con successo a trovare nuove strade per la creazione di credito elettronico e relativi circuiti commerciali servendosi del debito già creato.

A partire dal 2002 e dal 2003, un nuovo fenomeno emerse in seguito alla promozione di strumenti finanziari deregolamentati, dalla struttura complessa e aperta, che promettevano grandi guadagni in condizioni economiche favorevoli, ma debiti tossici in quelle sfavorevoli – si trattava della nascita dei derivati e di altri ‘prodotti finanziari’ per molti versi assimilabili al gioco d’azzardo. Allo stesso tempo, il debito contratto dai consumatori era stato spinto verso nuovi livelli record, quasi senza che ci si preoccupasse delle conseguenze.

Quindi, quando il mercato dei Sub-Prime è collassato nel 2008, non ha reso semplicemente evidenti le folli pratiche creditizie applicate ai mutui per l’acquisto di abitazioni, ma una vera e propria industria impegnata nella creazione di prodotti finanziari che era finita arrogantemente fuori controllo e che aveva finito col creare sempre più imponenti livelli di debito (credito negativo).

A partire dalla fine del 2008, l’effetto domino ha cominciato a verificarsi. Le banche non potevano più garantire i ‘crediti elettronici’ delle altre banche, ovvero quei prestiti fittizi di moneta. Non solo i consumatori e il settore degli affari finirono in default in massa, ma le stesse banche finirono in default l’una rispetto all’altra. Tale evento lasciò solo due scelte – o le nazioni si impegnavano a ‘salvare’ le banche per supportare il loro ‘fittizio’ terzo livello di credito tramite una serie di crediti basati sul sistema feudale del secondo livello di credito, o il fornitore di credito di ultima istanza, ovvero la Chiesa Cattolica, avrebbe dovuto fare il proprio ingresso sui mercati per favorirne la stabilizzazione.

Come vi sarete resi conto dalle dimensioni del collasso, i Gesuiti e la Chiesa Cattolica Romana si sono ben guardati dall’operare realizzando un simile intervento. Al contrario, hanno letteralmente staccato la spina del credito fondato sull’oro anche ad alcuni dei loro più antichi e leali servitori nell’ambito del settore bancario, quali CitiGroupun gruppo di banche che per oltre 15 anni ha completamente voltato le spalle all’antica promessa fatta ai Gesuiti, gonfiandosi in termini di dimensione grazie al credito elettronico ‘fittizio’.

Il rifiuto da parte dei Gesuiti e della Chiesa Cattolica Romana di permettere che le proprie enormi riserve di oro rubato – almeno il 40% dell’oro effettivamente presente nel mondo – potessero essere utilizzate per stabilizzare i mercati del credito a livello globale, ha determinato un’assoluta devastazione che ha cominciato a manifestarsi già nei primi mesi del 2009. Questa appare solo la prima delle cattive notizie, dato che ciò che ci si presenta all’orizzonte è un ulteriore ed unico grande intervento analogo a quello che fu realizzato (in maniera molto simile) dai Gesuiti nel 1933, nella fase in cui il mondo pareva diretto verso una grande depressione.

I MITI DEGLI STANDARD DI CREDITO ASSOCIATI AI METALLI PREZIOSI

Uno dei più perversi e perduranti miti promossi dagli agenti della Chiesa Cattolica Romana ancora ai nostri giorni, è che le valute fondate sui metalli preziosi utilizzate prima del 1933 fossero intrinsecamente instabili e deleterie per l’economia globale.

Prima che Woodrow Wilson fosse manipolato fino al punto di trasferire il controllo della moneta degli Stati Uniti ad un cartello bancario privato controllato dai Gesuiti, conosciuto come Sistema della Federal Reserve degli Stati Uniti, gli stessi Stati Uniti erano senza ombra di dubbio una delle più ricche nazioni della Terra – più che in grado di sostenere i perduranti attacchi finanziari ad opera della Chiesa Cattolica.

In effetti, i Gesuiti avevano tentato non meno di 4 attacchi valutari ai danni degli Stati Uniti per metterli alla prova e spingerli alla recessione ed inoltre per imporre mutamenti politici, fino a quando un trattato (di un genere molto specifico) fu raggiunto in occasione della creazione della Federal Reserve degli Stati Uniti.

Nel 1933, il Vaticano e i Gesuiti diedero il via alla seconda parte del loro piano, utilizzando il Fratello Edmund Walsh della Compagnia di Gesù (Gesuiti), e la sua influenza decisiva su Franklin Delano Roosevelt. Nel 1933, nel bel mezzo di una crisi economica che volgeva al peggio, principalmente determinata dal fatto che le banche Cattoliche avessero sottratto credito alle banche di minori dimensioni (appunto come hanno agito nel corso dell’ultimo anno), il mondo guardò agli Stati Uniti come all’unica nazione che avesse a disposizione risorse sufficientemente grandi da competere con il Vaticano e colmare il vuoto venutosi a creare.

Tuttavia, in occasione della Conferenza Economica di Londra, Roosevelt si rese responsabile di un atto sorprendente. Non solo declinò con decisione la possibilità che le riserve di metalli preziosi degli Stati Uniti potessero trasformarsi nella moneta ‘de facto’ del mondo, ma dichiarò la fine del ‘gold standard’, ritirando prontamente gli Stati Uniti dai vigenti accordi sul valore delle monete in rapporto all’oro. A due settimane da quell’annuncio, migliaia di banche furono costrette a chiudere i battenti, centinaia di migliaia di compagnie si trovarono spalle al muro, centinaia di milioni di persone si ritrovarono senza lavoro, e milioni di queste morirono di fame in agonia.

Si trattò di uno dei più incredibili atti di tradimento compiuti nei confronti del proprio paese, del proprio popolo e di centinaia di milioni di persone affamate e senza lavoro, Franklin Delano Roosevelt trasferì il controllo in esclusiva del ‘gold standard’ ai Gesuiti e al Vaticano, contemporaneamente impegnandosi a preparare il terreno per la Seconda Guerra Mondiale sfruttando la rabbia di centinaia di milioni di persone rimaste senza lavoro.

La grande truffa perpetrata da questo criminale fu pienamente resa nota a Bretton Woods quando gli Alleati ammisero che il ‘gold standard’ non fosse in realtà mai tramontato. L’unica cosa ad essere cambiata era che ora il Vaticano non aveva più alcun avversario con cui competere.

L’elemento più triste in riferimento a questa terribile decisione presa oltre 70 anni fa, dal punto di vista politico ed economico, è che se in un qualsiasi momento le 20 maggiori economie (G20) decidessero di rigettare il ruolo dominante del Vaticano e di costruire il proprio standard valutario, a quel punto il mondo potrebbe superare rapidamente questa crisi del credito ed avviarsi sulla via del recupero economico.

Non c’è nulla che impedisca al G7 o al G20 di riprendere il controllo e di creare credito primario, fondato su metalli preziosi – ‘by-passando’ le criminali banche controllate dai Gesuiti e salvando il mondo. Purtroppo non è quello che stanno facendo, o che pianificano di fare.

COSA ACCADRA’ DOPO

C’è solo una certezza in riferimento a questa crisi del credito globale. Il sentiero lungo il quale il mondo si sta avviando è tanto ben delineato quanto prevedibile in termini di prospettive. I piani del Vaticano e dei Gesuiti possono essere interamente ricostruiti e compresi. Non vi è alcun dubbio su quelli che saranno i prossimi passi. Il 2009 rappresenta per molti versi una nuova versione del 1933. La differenza sta semplicemente nel fatto che le scadenze temporali sono destinate ad essere più brevi.

Il 2010 sarà simile alla fase 1934-35, concentrata in un unico anno, con il 2011 simile alla fase 1936-38, fino all’anno culminante rappresentato dal 2012 = 1939, di nuovo – tuttavia, in questo caso, ci saranno alleati e nemici differenti ed inoltre lo spettro delle armi nucleari.

Ora come ora, il prossimo passo prevede il ‘grande salto verso il Socialismo’ – con lo Stato che pare destinato ad assumere un controllo sempre maggiore sulle nostre vite promettendo di proteggerci (per quanto possibile) dalla piaga economica globale.

Ma in questa mossa sono celati i semi di assai più preoccupanti trasformazioni sociali, che assumono le sembianze di controlli paramilitari occulti, sommosse e disagio sociale, mentre nazioni un tempo note in tutto il mondo per la propria cultura secolare e per i propri standard di vita, priveranno progressivamente i cittadini di numerosi dei loro diritti.

 

Fonte: http://www.one-evil.org
Traduzione: Heimskringla

Tratto da: connessionecosciente.wordpress.com

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