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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La Grande Depressione Vaticano-Gesuita del 2009/2012 – Parte 1/5

Pubblicato su 17 Dicembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

LA GRANDE DEPRESSIONE VATICANO-GESUITA DEL 2009/2012 – ‘LA CRISI FINANZIARIA GLOBALE DEL 2008′

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INDICE DEI PARAGRAFI
La Crisi Finanziaria Globale
‘Ground Zero’ – ‘La Crisi dei Sub-Prime’
Quanto è ricca la Chiesa Cattolica Romana?
Le Indiscutibili Prove Storiche
Storia Creativa
Contabilità Creativa
Qual è il quadro effettivo delle ricchezze della Chiesa?
Storia della gestione delle proprietà della Chiesa Cattolica
Le proprietà in oro della Chiesa Cattolica
Domanda tipica ed utilizzo dell’oro ai nostri giorni
Quanto oro è stato mai prodotto (estratto)?
Perchè tale discrepanza?
Le riserve in oro detenute dal Vaticano
Il Vaticano e i Gesuiti – Il Sistema Finanziario Globale
La storica relazione di ‘amore-odio’ tra il Vaticano e le banche
I Gesuiti e il Sistema Finanziario Globale
La Federal Reserve Bank e la Chiesa Cattolica
Costruire un quadro complessivo

***
LA CRISI FINANZIARIA GLOBALE

La tempesta perfetta caratterizzata dalla crisi senza precedenti dei mutui nel settore immobiliare, dai ‘crash’ del mercato borsistico, da una serie di bancarotte nel settore degli affari e da una progressiva erosione del credito ha ormai colpito ogni singolo paese del pianeta. Quella che inizialmente veniva definita ‘Crisi dei Sub-Prime’ si è ora improvvisamente trasformata in un mostro che con timore definiamo ‘recessione globale’. Quindi, cos’è che davvero si sta verificando? Perchè tutto sta peggiorando tanto rapidamente? E cosa ha in serbo il futuro per gli anni a venire?

‘GROUND ZERO’ – LA ‘CRISI DEI SUB-PRIME’

Quali che siano le affermazioni dei commentatori a proposito dei drammatici e minacciosi eventi che oggi siamo costretti ad affrontare, si è universalmente in accordo nel ritenere che l’origine di tutto sia da rintracciare nella ‘Crisi relativa ai prestiti concessi per i mutui Sub-Prime’, o più semplicemente nella ‘Crisi dei mutui Sub-Prime’.

Il termine ‘sub-prime’ fa riferimento alla definizione che i commentatori del settore economico e finanziario negli Stati Uniti (e successivamente nel resto del mondo) hanno adottato per indicare quei prestiti orientati all’acquisto di abitazioni concessi ai consumatori Americani pur sapendo che non sarebbero mai stati in grado di sostenere i costi relativi al pagamento di quel debito.

Ciò non significa che quei milioni di individui e famiglie siano per definizione incapaci di ripagare i prestiti concessi, significa semplicemente che tali persone siano state indotte a chiedere in prestito fondi in maniera eccessiva, ad assumersi un ammontare di debito superiore a quello che erano in grado di ripagare.

In una fase in cui i tassi di interesse sul debito stavano raggiungendo livelli bassi da record, a partire dal periodo 2000/2001, la Federal Reserve degli Stati Uniti e il Governo degli Stati Uniti guidato da George W. Bush hanno favorito il completo abbandono delle pratiche finanziarie e contabili ispirate alla prudenza, in maniera tanto estesa che, a partire dal 2003, gli Stati Uniti e buona parte del mondo industrializzato sono stati progressivamente riforniti di ‘credito facile’.

Individui che vivevano in paesi tanto diversi quali Regno Unito, Germania e Stati Uniti, che in precedenza avevano a disposizione una sola carta di credito, improvvisamente hanno avuto la possibilità di averne due o anche tre. Gli istituti di credito hanno promosso prestiti ‘senza garanzie e a basso interesse’, spingendo rapidamente alle stelle il valore delle abitazioni e gonfiando a dismisura la dimensione dei contratti relativi a mutui che i cittadini ordinari erano in grado di stipulare.

A partire dal 2007, centinaia di milioni di persone, nei paesi più ricchi della Terra, si sono trovate improvvisamente a nuotare in una marea di debiti, esattamente nella fase in cui i tassi di interesse hanno ricominciato a risalire, una rapida accelerazione legata all’altrettanto rapido aumento dei costi degli alimentari e dell’energia. La pressione combinata di più elevati costi della vita e più elevati costi riconducibili al pagamento del debito ha rappresentato semplicemente la goccia che ha fatto traboccare il vaso per milioni di famiglie impegnate a sostenerli, i prestiti sono finiti in default e le abitazioni sono state progressivamente espropriate in numeri da record.

Tale susseguirsi di eventi ha cominciato a determinare un ulteriore problema, la rapida deflazione dei prezzi associata al valore delle abitazioni nei principali mercati, quello degli Stati Uniti, quello del Regno Unito e quello Europeo. Improvvisamente, tutti coloro i quali erano ancora in grado di resistere e di ripagare il debito, hanno cominciato ad osservare, impotenti, centinaia di migliaia di dollari di deprezzamento tagliati via dal valore delle proprie abitazioni in pochi mesi.

In questa fase, la crisi veniva ancora definita ‘Crisi dei Sub-Prime’, e gli occhi di tutti erano puntati su George W. Bush e sulla Federal Reserve di proprietà privata per rendersi conto della maniera in cui avrebbero agito. Incredibilmente, non solo non hanno fatto nulla ma in effetti, quasi deliberatamente, hanno reso il problema ancora peggiore.

Detto questo, cosa mai avranno a che fare con tale situazione nel suo complesso la Chiesa Cattolica e/o i Gesuiti? A questo stadio, gli eventi sinora descritti farebbero pensare ai ben noti elementi associabili alla consueta ‘avidità’ e ‘incompetenza’ da parte di personaggi quali George W. Bush e i suoi compagni di merende del settore finanziario. Quindi, in quale maniera la Chiesa Cattolica o i Gesuiti sarebbero coinvolti in tutto questo? E quali sarebbero le prove in questo senso? Per cominciare a fornire delle risposte a queste domande, avremmo bisogno di porci un’altra semplice domanda, quanto è effettivamente ricca la Chiesa Cattolica Romana?

QUANTO E’ RICCA LA CHIESA CATTOLICA ROMANA?

Semplicemente, quanto è davvero ricca la Chiesa Cattolica Romana, i suoi diversi ordini e gli enti da essa controllati? Potrebbe, ad un primo livello di analisi, non sembrare pertinente rispetto alle questioni che stiamo analizzando, ma in realtà, una risposta a questa domanda è in grado di farci comprendere le ragioni fondamentali di ciò che è accaduto, di ciò che sta accadendo, e di ciò che accadrà nel futuro prossimo.

Ad esempio, noi conosciamo per sommi capi quale sia l’effettiva ricchezza delle principali 1000 compagnie di tutto il mondo, conosciamo inoltre la ricchezza di buona parte dei 191 stati nazione che sono membri delle Nazioni Unite, quindi, cosa dire a proposito della Chiesa Cattolica?

Se prestate attenzione ad una qualunque delle liste pubblicate negli ultimi 50 anni a proposito dei principali 100 o 500 maggiori enti economici del mondo (per ‘enti’ si intende ogni genere di ‘corporation’, ovvero compagnie, stati, religioni istituzionalizzate eccetera), vi renderete conto che la Chiesa Cattolica non figuri in neppure una di quelle liste.

Ad essere precisi, negli ultimi anni il Vaticano ha pubblicato una serie di resoconti contabili caratterizzati da una certa attendibilità. Tali resoconti finanziari decisamente infrequenti hanno rivelato alcuni valori patrimoniali legati a specifici beni immobiliari posseduti a Roma, così come entrate di cassa e relative spese associate al versamento di denaro pubblico. Tuttavia tali resoconti finanziari non includono nessuno degli organi e degli enti dal Vaticano stesso controllati.

Ad esempio, l’Arci-Diocesi di Boston, così come quella di New York, pubblicano ambedue resoconti finanziari con cadenza annuale. Anche semplicemente dando uno sguardo al contenuto di quei bilanci, già queste due singole sedi (diocesi) della Chiesa Cattolica detengono beni e dichiarano entrate per un valore di diversi miliardi di dollari.

Per spiegare tale comportamento, il Vaticano e i Rappresentanti della Chiesa Cattolica fanno ricorso a due giustificazioni essenziali: la prima è quella in base alla quale la Chiesa Cattolica consideri gli enti da essa controllati come enti ‘indipendenti’ quando si tratta di dichiarazioni finanziarie, un’aperta contraddizione tanto con il diritto quanto con la giurisprudenza della Chiesa, la quale stabilisce che tutti gli organi e gli enti controllati siano tenuti ad obbedire e a fare riferimento al potere centrale della Santa Sede a Roma.

La seconda giustificazione, quando tutto il resto fallisce, è quella in base alla quale si dichiara che il Vaticano sia dal punto vista politico uno stato sovrano indipendente che può quindi scegliere di accettare o di rigettare appelli ad una effettiva trasparenza a livello globale dei propri conti finanziari. Ad oggi, tale pretesa ‘unica vera Chiesa’ ha sempre e comunque rifiutato di cooperare con qualsivoglia modalità contabile applicata a livello globale e in grado di determinare la sua effettiva ricchezza.

Indipendentemente dal continuo rifiuto da parte della Chiesa Cattolica di dichiarare la propria ricchezza nel suo complesso, rendendola nota ai propri fedeli e al resto del mondo, l’evidente anomalia di un ente che ha a disposizione migliaia di miliardi di dollari e che risulta in grado di tenersi fuori da qualsivoglia lista pubblicata relativa agli enti più ricchi del mondo resta in ogni caso un mistero.

LE INDISCUTIBILI PROVE STORICHE

Prima che facessero la propria apparizione notiziari e media ‘mainstream’ basati sull’intrattenimento, nel caso aveste chiesto a qualunque persona istruita, 100 anni fa, quale fosse l’ente singolarmente inteso che potesse vantare le maggiori ricchezze e disponibilità economiche, quest’ultima vi avrebbe risposto, senza alcun dubbio, la Chiesa Cattolica Romana.

La chiara, indubitabile e incontestabile verità, in riferimento alla Chiesa Cattolica Romana, è che per 1000 anni essa ha rappresentato l’organizzazione dominante sul pianeta, nel corso dei quali ha virtualmente posseduto direttamente o indirettamente l’intera o la maggior parte della ricchezza dell’Europa.

Nel corso degli ultimi 400 anni, fino allo scorso secolo, era ben noto che la Chiesa Cattolica Romana possedesse e controllasse tra l’altro la vasta ricchezza, per non dire i popoli stessi, delle Americhe, oltre a una larga parte di quelle dell’Asia Meridionale e dell’Africa.

Di nuovo, vogliamo essere assolutamente chiari su questo punto. La Chiesa Cattolica, negli ultimi 1000 anni, è stata senza ombra di dubbio l’ente economico più imponente della storia umana. Nessun’altra nazione, ‘corporation’ o gruppo di famiglie gli si è neppure avvicinato lontanamente. Per secoli, la Chiesa e i Papi hanno avuto accesso diretto al saccheggio dei paesi Islamici, degli antichi Celti e Sassoni, degli antichi Greci, dell’antico Egitto, delle enormi fortune in oro delle Americhe, oltre che delle miniere e delle civiltà dell’Africa.

In qualità di ente economico più imponente della storia per oltre 1000 anni, la Chiesa Cattolica Romana ha dominato ogni singola classe di beni, non soltanto oro e minerali. Le proprietà immobiliari ad essa facenti capo erano superiori a quelle di qualunque altro ente economico d’Europa, anche senza considerare le terre progressivamente conquistate. Le sue proprietà in termini di tesori artistici e preziose opere d’arte erano e restano non eguagliabili.

La Chiesa Cattolica Romana è stata virtualmente all’origine di ogni maggiore impresa storica portata avanti nell’ambito degli stati sotto la sua influenza. Ha posseduto partecipazioni in tutte le nuove ‘corporation’, a partire dalle grandi compagnie commerciali internazionali, passando per le banche e quindi per le maggiori industrie, partecipazioni che restano ad oggi senza eguali.

E’ stata così ricca la Chiesa Cattolica Romana per oltre 1000 anni che anche se avesse assunto tutti gli abitanti del pianeta nel 1800 come dipendenti e li avesse retribuiti con monete d’oro, avrebbe avuto riserve d’oro a sufficienza tali da mantenere tutti remunerati e impiegati per secoli.

Questo dominio assoluto della Chiesa Cattolica Romana in qualità di più grande ente economico sul pianeta Terra per oltre 1000 anni, non può semplicemente essere messo da parte e trascurato. Prima delle odierne revisioni storiche, era riconosciuto come fatto indiscutibile che la Chiesa Cattolica fosse il più grande ente economico presente sul pianeta, non vi era alcun dubbio.

Come è avvenuto quindi che un ente tanto dominante all’improvviso abbia visto il proprio ruolo in termini di ricchezza patrimoniale decadere fino a trasformarsi in una ‘corporation’ da pochi miliardi di dollari che neppure viene riportata tra i più ricchi 1000 enti del mondo ai nostri giorni?

STORIA CREATIVA

Prima di tutto, con riferimento alla questione ‘storia creativa’, a partire dal tardo XX secolo, l’influenza della Chiesa Cattolica ha cominciato ad essere presentata come irrilevante.

Le ragioni fornite in relazione a questa magica ‘sparizione’ delle ricchezze della Chiesa Cattolica Romana sono numerose, ma riguardano tutte un tema costante, incompetenza di carattere politico ed economico, associata a sfortuna. La perdita dell’Inghilterra è stata inoltre presentata artificiosamente come un disastro di rilevanza assoluta per le finanze della Chiesa Cattolica, dalla quale quest’ultima non si sarebbe mai ripresa.

Le guerre svoltesi tra il XVI e il XVIII secolo sono state inoltre indicate come un elemento decisivo nel favorire il progressivo depauperamento delle ricchezze della Chiesa Cattolica, mentre l’invasione di Napoleone Bonaparte, all’inizio del secolo XIX, è stata indicata come il colpo finale in grado di trasformare quella che un tempo era stata la grande e finanziariamente potentissima Chiesa Cattolica in un ente economico fondamentalmente sul lastrico.

Tutto questo naturalmente in termini storici potrebbe essere presentato come veritiero. A partire dal periodo in cui Napoleone fece il proprio ingresso a Roma, i Gesuiti si erano effettivamente impadroniti di buona parte dell’oro del Papa.

Naturalmente, da tale approccio storico revisionista, le proprietà della Chiesa nel Sud e nel Nord America, senza considerare inoltre quelle in Africa, vengono convenientemente trascurate, così come l’influenza dei Gesuiti e di Napoleone, incluso il trattato stipulato nella prima parte del XIX secolo dopo che Napoleone fu sconfitto.

Tanto per essere certi delle conclusioni, la perdita degli Stati del Papa, alla fine del XIX secolo, viene utilizzata anch’essa come fondamento indiscutibile della storia rivista e corretta in base alla quale il Vaticano sarebbe ormai sul lastrico.

Quindi, nel giro di 80 anni, e grazie al successivo contributo dell’approccio storico revisionista, l’ente più grande ed assolutamente dominante a livello mondiale si sarebbe trasformato in un’inimmaginabile patrimonio sperperato, in massima parte andato perduto, rubato e in generale mal gestito nel corso dei secoli a causa di palese incompetenza, presentandosi infine ai nostri occhi nel misero stato in cui versa oggi.

Ricordiamo che tale tendenza, nell’ambito dell’analisi storica, sia relativamente recente. Affermare di fronte a una persona istruita del XIX secolo che la Chiesa Cattolica non fosse l’ente più grande ed assolutamente dominante del mondo di quel tempo, avrebbe semplicemente portato il vostro interlocutore a ridervi in faccia ed a ritenervi degli idioti.

Tutti erano consapevoli del fatto che loro rappresentassero la più potente e ricca organizzazione, nessuno escluso, fino a 100 anni fa. Oggigiorno le persone accettano tranquillamente il fatto che non siano neppure tra i principali 1000 enti economici del mondo.

Naturalmente una storia tanto fraudolenta e creativa funziona, e mantiene la sua credibilità, soltanto nel caso in cui si riesca a nascondere con successo quelle ricchezze un tempo imponenti della Chiesa Cattolica.

CONTABILITA’ CREATIVA

Per nascondere le grandi ricchezze della Chiesa Cattolica, è stato elaborato un sistema decentralizzato caratterizzato da sistemi di tutela e controlli. Nonostante fosse impensabile, anche appena 200 anni fa, collocare tutte queste ricchezze nelle mani dei vescovi, successivamente, grazie alla moderna comunicazione, all’odierna finanza ed alle regole contabili dei nostri giorni, tale compito si è dimostrato decisamente più agevole.

I maggiori investimenti in termini di proprietà e di beni immobili sono stati trasferiti sotto il controllo delle diocesi presenti in tutto il mondo. Inoltre, tutte le proprietà non appartenenti in maniera evidente alla Chiesa sono state occultate servendosi di complesse compagnie con strutture simili a ‘scatole cinesi’ e fiduciarie.

Le più importanti classi di beni quali titoli, lingotti d’oro, diamanti, ed altre risorse di valore sono state trasferite sotto il diretto controllo di banche possedute o controllate dal Vaticano.

Utilizzando la segretezza vigente in stati come la Svizzera e nell’ambito dello stesso Vaticano, l’effettiva proprietà e la quantità di tali enormi tesori è stata progressivamente occultata.

Il Vaticano dipende da tali leggi di segretezza per tenere nascosto l’ammontare della sua effettiva ricchezza. Senza le leggi sul segreto bancario e l’assenza di normative di contabilità finanziaria uniformi, eque e trasparenti in tutto il mondo, il grande inganno in base al quale la Chiesa Cattolica non sarebbe più la numero 1 in classifica non avrebbe mai potuto essere sostenuto.

Quindi, in definitiva, il singolo e più grande ente economico del mondo è da allora scomparso dal radar ‘consapevolezza’ delle persone trasformandosi in una chiesa povera e in miseria alla disperata ricerca di fondi.

QUAL’E’ IL QUADRO EFFETTIVO DELLE RICCHEZZE DELLA CHIESA?

La singola e maggiore classe di beni posseduta dal Vaticano è anche la più agevole da individuare, dato che non può essere completamente occultata.

Il Vaticano è il più grande possessore di beni immobili rispetto a qualunque altra organizzazione o governo del mondo, con proprietà ‘visibili’ per circa 316 miliardi di $ statunitensi (chiese, scuole, ospedali eccetera), e con circa 2623 miliardi di dollari statunitensi in investimenti immobiliari occultati tramite complesse reti costituite da centinaia di migliaia di fiduciarie e compagnie ‘schermo’ (di facciata).

Il valore corrente di mercato della proprietà relativa a Città del Vaticano, nel cuore di Roma, singolarmente considerata, vale tra 1 e 2 miliardi di dollari statunitensi. Tale cifra viene valutata escludendo le opere d’arte inestimabili e i beni di valore conservati tra quelle mura.

Le proprietà immobiliari di maggiore valore per la Chiesa Cattolica, con riferimento alle singole nazioni, sono rappresentate in primo luogo da quelle presenti negli Stati Uniti, con circa 50 miliardi di dollari in proprietà immobiliari ‘visibili’ e circa 507 miliardi di dollari in investimenti immobiliari occultati tramite una rete enormemente complessa di compagnie ‘schermo’ (di facciata) e fiduciarie.

Il paese successivo, in termini di valore riferito al possesso di beni immobili, è la Germania (297 miliardi di dollari dei quali soltanto 29 miliardi di dollari è costituita da proprietà immobiliari ‘visibili’), quindi la Francia (282 miliardi di dollari statunitensi, dei quali 28 miliardi di dollari riferibili a proprietà immobiliari ‘visibili’), l’Italia (230 miliardi di dollari statunitensi, dei quali circa 23 miliardi di dollari riferibili a proprietà immobiliari ‘visibili’), il Brasile (194 miliardi di dollari statunitensi, di cui circa 26 miliardi di dollari riferibili a proprietà immobiliari ‘visibili’), e la Spagna (158 miliardi di dollari statunitensi, dei quali circa 15 miliardi di dollari riferibili a proprietà immobiliari ‘visibili’).

Quali sono allora esattamente i suoi principali investimenti immobiliari per nazioni chiave? Come ha fatto quindi la Chiesa Cattolica ad accumulare un tale storico ed enorme portafoglio di investimenti immobiliari? Come può la Chiesa Cattolica riuscire ancora a nascondere investimenti di tale dimensione ad essa facenti capo e ancora pretendere di essere definita ‘povera’? Quanto affidabili sono tali cifre rispetto alla verità dei fatti?

I principali investimenti immobiliari che si stima siano posseduti dalla Chiesa Cattolica sono elencati nella tabella che segue. Si tratta del frutto di ricerche condotte da privati e portate avanti per numerosi anni. Se non vi fidate delle informazioni fornite, potrete testare la validità di queste cifre svolgendo da soli ricerche sui rapporti pubblicati dalle numerose fiduciarie della Chiesa Cattolica effettuando una valutazione relativa alle sue proprietà sulla base delle proprietà dichiarate in termini di beni immobili (terreni, edifici, aree assimilabili) ed estendendo tali valutazioni all’intero globo. Gli investimenti immobiliari ad essa facenti capo sono suddivisi in proprietà ‘visibili’ e proprietà ‘non visibili’ o occultate tramite le modalità di cui sopra.


Le proprietà ‘visibili’ sono quelle proprietà chiaramente ‘visibili’ ed innegabilmente facenti capo alla Chiesa Cattolica, mentre le proprietà ‘non visibili’ o occultate finiscono col rappresentare l’85% e il 90% del totale dei beni immobili di proprietà della Chiesa.

Come sottolineato, esistono principalmente due categorie di beni immobiliari di proprietà della Chiesa Cattolica, caratterizzate in generale dal grado in cui la proprietà stessa e il relativo valore possa essere occultato.

Per proprietà ‘visibili’ si intendono scuole, chiese, proprietà immobiliari dirette, eccetera. Per proprietà invisibili (occultate o occultabili) si intendono campi da golf, grattacieli e palazzi adibiti ad uffici, parchi industriali, appartamenti residenziali, eccetera.

Nonostante il valore totale globale delle proprietà immobiliari visibili della Chiesa Cattolica ammonti a circa 316 miliardi di dollari statunitensi, il Vaticano si è impegnato a sviluppare un’ingegnosa strategia negli ultimi 40 anni per modificare la percezione del pubblico in riferimento all’estensione della propria ricchezza.

STORIA DELLA GESTIONE DELLE PROPRIETA’ DELLA CHIESA CATTOLICA

La Chiesa Cattolica ha deliberatamente indirizzato su fronti più legati all’emotività i propri beni di ‘prima linea’ e di valore, in direzione dei più svantaggiati, per supportare la fasulla pretesa di non avere denaro a sufficienza. In effetti, la Chiesa Cattolica ha oltraggiosamente rinunciato a fornire servizi essenziali per i senzatetto o persone altrimenti svantaggiate spesso in risposta ad attacchi e a dichiarazioni che la accusavano di essere una ricchissima organizzazione.

Tale comportamento innovativo ed originale indirizzato a sacrificare beni per proteggere la propria immagine di ‘chiesa povera’ può essere descritto al meglio come ‘metodo del servizio all’ostaggio’.

Il ‘metodo del servizio all’ostaggio’ elaborato dal Vaticano si è dimostrato una strategia brillante e di grande successo caratterizzata dall’intenzione di sacrificare deliberatamente servizi chiave da fornire ai più svantaggiati e ai poveri delle comunità dell’Occidente al fine di enfatizzare la fasulla pretesa di non avere denaro a sufficienza.

In questo senso, la Chiesa Cattolica utilizza i propri beni per tenere in ‘ostaggio’ politici e leader sociali che fanno appello ad una maggiore chiarezza in riferimento alle sue effettive disponibilità o che avviano dibattiti a proposito delle condotte tenute dalla chiesa stessa.

In ogni occasione in cui qualcuno si permetta di affermare che la Chiesa abbia occultato ‘milioni’, la risposta che riceve è la semplice affermazione: “davvero credi che una chiesa dedicata alla carità Cristiana sarebbe così senza cuore e crudele da negare deliberatamente determinati servizi se avesse davvero il denaro necessario?”

LE PROPRIETA’ IN ORO DELLA CHIESA CATTOLICA

La seconda maggiore classe di beni posseduta dal Vaticano è rappresentata dai metalli preziosi, in primo luogo l’Oro.

Se si escludono le proprietà immobiliari, nessun’altra classe di beni ha tanto ossessionato la Chiesa Cattolica, nè è stata accumulata religiosamente dal Vaticano, quanto l’Oro. E’ la valuta utilizzata dalla Chiesa e lo è stata per oltre 1000 anni.

Quindi, qual è l’ammontare di Oro che la Chiesa in effetti controlla? Alcuni parlano di una cifra molto bassa, citando precedenti guerre e cattiva gestione. Altri affermano che il Vaticano controlli pochi ‘miliardi di dollari’ in oro, e che buona parte di quest’ultimo sia rappresentato da quello rubato dai regimi Fascisti Cattolici nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Prima di rispondere a questa domanda, è tuttavia importante stabilire esattamente quanto oro sia mai stato estratto sin dall’inizio dei tempi, anche perchè senza una breve ma chiara storia relativa alla produzione dell’oro, diviene difficile comprendere l’effettiva ricchezza del Vaticano.

DOMANDA TIPICA ED UTILIZZO DELL’ORO AI NOSTRI GIORNI

La produzione media totale globale di oro nel corso degli ultimi 10 anni si attesta attualmente intorno alle 2.300/2.500 tonnellate all’anno. Ad oggi i tre maggiori produttori di oro nel mondo sono il Sud Africa (24%), l’Australia (16%) e il Canada (8%).

Se facciamo riferimento alla domanda globale media, tale domanda globale si è attestata intorno ad una cifra tra le 3.800 alle 4.000 tonnellate all’anno, delle quali l’81% viene utilizzato nell’ambito del settore della gioielleria, il 10% dal settore industriale ed il 9% in forma di lingotti (settore dell’investimento al dettaglio).

Tale consumo più elevato di oro rispetto alla quantità prodotta ha portato alcuni analisti a ritenere che il prezzo dell’oro sia destinato a salire ulteriormente negli anni a venire.

QUANTO ORO E’ STATO MAI PRODOTTO (ESTRATTO)?

Potrebbe sorprendervi, o forse no, sapere come non vi sia accordo unanime in relazione ad esattamente quanto oro sia mai stato prodotto, e neppure su quello che in realtà esiste, nè su chi sia a ‘possederlo’ con riferimento all’intero pianeta Terra. Sappiamo che le riserve d’oro ufficiali (pubbliche) ammontino a 30.000 tonnellate di Oro, la singola e più grande struttura preposta al deposito di oro è rappresentata dalla Federal Reserve di New York con circa 5.000 in riserve d’oro ufficiali (pubbliche).

Ci sono poi riserve d’oro private, non dichiarate e non incluse nelle stime totali. La stima internazionalmente riconosciuta operata dalla Barclays Bank ammette come vi siano tra le 24.000 e le 26.000 tonnellate che sono immagazzinate in strutture di deposito private e che circa l’80% dell’oro nel tempo estratto esista in forma di lingotti (bar ingot). Di conseguenza stimano che l’Oro estratto nel suo complesso ammonti a sole 70.000 tonnellate.

In ogni caso, l’US Geological Survey Department, riconosciuto a livello internazionale, così come le pubblicazioni relative alla storia delle estrazioni stimano la produzione totale globale di oro, dal 1900 al 2006, in 128.075 tonnellate, per cui la cifra sarebbe di oltre 58.000 tonnellate più elevata, semplicemente nel corso dell’ultimo secolo, rispetto al totale stimato dalla Barclays Bank in qualità di cifra in grado di indicare tutto l’oro che sia mai stato estratto!

Al contrario del settore bancario che sembra sostanzialmente orientato ad abbassare tali stime, l’industria dell’estrazione sostiene che il totale dell’oro prodotto sia prossimo ad una cifra oscillante tra le 140.000 e le 150.000 tonnellate.

Comunque, se noi prendessimo in considerazione tanto le misurazioni accurate sull’effettiva produzione, quanto i dati storici, a partire dal 1600 fino ai nostri giorni, sarebbero oltre 150.000 tonnellate quelle che sono state prodotte, ciò ad indicare quanto anche l’apparentemente ‘elevata’ cifra di 150.000 tonnellate risulti eccessivamente cauta.

Ad esempio, oltre 3.000 tonnellate di oro sono state trafugate dalle civiltà Americane ad opera degli Spagnoli tra il 1492 e il 1600, quantità stimata in oltre il 40% della produzione totale globale relativa a quel periodo. Tra il 1600 e il 1800, i Gesuiti hanno controllato e gestito le enormi miniere di schiavi della Colombia e del Brasile che si stima abbiano prodotto 3 volte la quantità di Oro trafugata nel corso dei genocidi perpetrati ai danni delle civiltà Americane.

La stima più accurata, che tiene conto di tutte le documentazioni, di tutti i dati storici, e della storia delle tecniche di estrazione mineraria, e delle diverse aree minerarie, è che una cifra intorno ai 200.143 tonnellate sia la più vicina a quella dell’oro effettivamente mai prodotto/estratto.


PERCHE’ TALE DISCREPANZA?

E’ difficile ricostruire le ragioni per cui tali massicce ed ovvie discrepanze continuino a sussistere per ridurre deliberatamente la dimensione totale dell’ammontare totale di oro dalle 200.000 e oltre tonnellate, a meno di 70.000 tonnellate.

Una ragione ovvia è quella legata al tentativo di mantenere elevati i prezzi dell’oro. Fino a quando la produzione (offerta) sarà più bassa della domanda, e fino a quando i mercati forniranno una percezione legata ad una quantità di riserve limitata, gli operatori di mercato e i proprietari di oro potranno tranquillamente fare richiesta di prezzi esorbitanti.

Una seconda ragione, più difficile da provare, potrebbe essere rintracciata nell’esistenza di proprietari/possessori di enormi quantitativi d’oro, che si trovano in una posizione finanziaria talmente favorevole da avere tutta l’intenzione di mantenere tali enormi riserve private di oro lontane da qualsiasi possibilità di rendicontazione, per ottenere vantaggi di carattere strategico, politico e finanziario.

I Russi, ad esempio, si ritiene detengano numerose tonnellate di oro in termini di riserve private, che sono impossibili effettivamente da verificare. In ogni caso, quando facciamo riferimento alle stime ufficiali, stiamo parlando, in termini di discrepanza riferita alle stime sull’oro, di una cifra che ammonta a circa 50.000 tonnellate (quasi 1000 miliardi di $) che risultano semplicemente mancanti e non rendicontate.

1/4 dell’oro del mondo non è che semplicemente scompaia. Coloro che detengono riserve private possono sottrarne una porzione dalla circolazione, ma nel tempo quest’ultima tornerebbe in circolo e potrebbe essere tracciata. E neppure vi sono singoli dittatori in grado di avere il potere o gli apparati necessari per ricorrere a tali pratiche.

LE RISERVE IN ORO DETENUTE DAL VATICANO

Il maggiore e singolo detentore di lingotti (ingot/bullion) rispetto a qualsiasi altra organizzazione nel corso dei trascorsi 1.000 anni è, ed è sempre stato, il Culto Romano che controlla la Chiesa Cattolica.

La Chiesa Cattolica Romana controlla approssimativamente 60.350 tonnellate d’oro, due volte la dimensione delle riserve ufficiali totali di oro di tutto il mondo, o approssimativamente il 30,2% di tutto l’oro mai estratto/prodotto. A prezzi correnti, è possibile stimare il valore di tali beni che costituiscono il più grande tesoro della storia dell’umanità in oltre 1.245 miliardi di dollari statunitensi ($).


Ai nostri giorni, la Chiesa Cattolica Romana è tornata a numeri che l’hanno condotta nuovamente ad una posizione dominante nel settore dell’oro di cui non si era testimoni dalla caduta del Sacro Romano Impero (intorno al 1100), fase in cui Essa controllava poco meno del 30% dell’oro complessivamente presente nel mondo.

Per la maggior parte dei trascorsi 1.000 anni, la Chiesa Cattolica ha assunto una posizione dominante che gli ha permesso di controllare i mercati dell’oro a livello mondiale, in relazione al fatto di aver posseduto oltre il 50% di tutto l’oro, ed in una posizione talmente dominante, a partire dal XIV secolo fino a giungere al XVII secolo, da controllare oltre il 60% di tutto l’oro mai estratto.

Tale tesoro nella sua totalità è stato suddiviso tra numerose riserve dichiarate ed altrettanto numerose riserve non dichiarate. Soltanto il 20% delle riserve d’oro totali è immagazzinato tramite ‘partiti terzi’ in riserve ufficiali, la maggiore riserva dichiarata è rappresentata dalla Federal Reserve Bank, seguita dalle riserve presenti in Italia, Svizzera, Germania e Francia. Le più importanti riserve private non dichiarate sono sconosciute, ma paiono essere collocate anche in paesi dell’Occidente e a quanto pare risulterebbero associabili alle più importanti riserve private delle più antiche banche private e società finanziarie d’Europa. Potrebbero inoltre esistere riserve private gestite direttamente dal Vaticano, seppure quest’ultima resti un’ipotesi poco probabile.

IL VATICANO E I GESUITI – IL SISTEMA FINANZIARIO MONDIALE

La terza classe di beni in ordine di rilevanza posseduta dal Vaticano è costituita da capitale di fondazione e di controllo di banche, o più specificatamente del sistema finanziario globale nel suo complesso.

In qualità di più grande e dominante detentore di ‘capitale’ (metalli preziosi, terre ottenute in base alle Bolle Papali, oltre a schiavi/servi) per oltre 1600 anni, la storia della Chiesa Cattolica Romana e la storia dei suoi interventi orientati a permettere l’utilizzo delle proprie riserve di capitale per finanziare la crescita economica rappresentano in effetti l’essenza stessa della storia del sistema bancario e della finanza globale.

La ragione per cui tale ovvia relazione non è ben compresa, nè in generale molto discussa, ha due due giustificazioni principali: 1. la tradizionale relazione di ‘odio-amore’ del Vaticano nei confronti delle banche e delle attività riconducibili ai prestiti di denaro; 2. il deliberato occultamento dell’enorme ricchezza in conto capitale della Chiesa Cattolica, che è stato realizzato utilizzando il sistema bancario nel corso degli ultimi 200 anni.

La comprensione della relazione tra la Chiesa Cattolica e le banche permette di rendersi conto di una serie di ramificazioni che sono tanto storiche quanto politiche, ed è inoltre in grado di evidenziare la complicità delle banche in periodi di grande instabilità politica ed il loro impegno costante nell’opporsi a normative orientate alla trasparenza ed all’equità.

LA STORICA RELAZIONE ‘AMORE-ODIO’ TRA IL VATICANO E LE BANCHE

La Chiesa Cattolica Romana è sempre stata in una posizione tale da dominare il mercato globale e la finanza.

In ogni caso, la relazione tra il Vaticano e l’attività bancaria non è mai stata paragonabile a quelle sviluppate per altre classi di beni, almeno fino alla fase in cui prese il via il controllo Gesuita sulla finanza a partire dagli anni ’90 del Settecento. Per molti versi, la condotta storica della Chiesa Cattolica sino ad allora era stata invece quella di impegnarsi deliberatamente nel limitare la crescita dell’attività bancaria.

Una spiegazione apparentemente storica, eppure errata, è quella in base alla quale si afferma che la Chiesa Cattolica considerasse il ricorso alla pratica dell’applicazione degli interessi sul debito e l’usura stessa come un terribile peccato. Data la consistentemente ininterrotta linea di elevatissima immoralità e di atti abominevoli compiuti dai Papi e dai rappresentanti della chiesa, una spiegazione tanto fasulla appare assolutamente infondata.

Quando i Papi hanno permesso un limitato esercizio dell’attività bancaria, il risultato è sempre stato una quasi istantanea crescita economica in Europa e nel mondo, come quella verificatasi nel XIII e XIV secolo. Un’indicazione del fatto che la Chiesa aborrisse l’attività bancaria sarebbe inoltre indicata dallo smantellamento sistematico del Sistema Templare affermatosi tra il 1100 e il 1300, un sistema fondato sulla possibilità di scambiare la moneta locale con una promessa di pagamento che avrebbe potuto essere ‘incassata’ presso ognuno dei loro castelli. Fu soltanto con i trafficanti Gesuiti e Inglesi di schiavi, di droghe e di spezie del XVII secolo che tale sistema fece la sua ricomparsa.

Data la garanzia potenziale, per il Vaticano, di incrementare sostanzialmente la propria ricchezza agevolando l’utilizzo delle sue vaste risorse in conto capitale per favorire la crescita economica, è chiaro invece, alla luce della sua effettiva condotta, che al contrario di quanto avveniva per l’oro e il denaro in generale, la chiesa non vedesse la crescita economica in sè come un obiettivo politico rilevante.

In secondo luogo, la connessione Ebraica, spesso accusata del fasullo contenzioso relativo all’usura, è decisamente assai più ragionevole quando si fa riferimento alle antiche famiglie Sadducee che hanno contribuito alla creazione del Cristianesimo, trattandosi di banchieri all’opera sin dall’antichità, rappresentati come infidi anche nell’episodio che vede Gesù nel tempio alle prese con i ‘cambia-valute’.

Non sorprende quindi che le famiglie che hanno contribuito a creare il network bancario operativo a livello globale a partire dal XVII secolo, e che nel tempo hanno acquisito il controllo delle banche del Regno Unito e della finanza mondiale, siano state in massima parte famiglie ebraiche. Per molti aspetti, la menzogna relativa alla cosiddetta ‘usura’ ha rappresentato semplicemente una copertura per nascondere una relazione (Chiesa Cattolica Romana/Ebrei) piuttosto difficile da spiegare altrimenti.

I GESUITI E IL SISTEMA FIINANZIARIO GLOBALE

Dato che oggi l’effettiva ricchezza e la posizione dominante a livello globale della Chiesa Cattolica Romana è così ben occultata dietro una fittissima rete costituita da centinaia di migliaia di fiduciarie, compagnie, partecipazioni incrociate, normative e procedure segrete (segreto bancario), ogni approfondimento riguardante il controllo completo esercitato dalla Chiesa Cattolica sul sistema finanziario globale risulta difficile da affrontare senza rischiare la propria credibilità.

Automaticamente, la naturale reazione del pubblico è quella di classificare tali argomentazioni come ‘teorie cospiratorie’. In verità, il sistema finanziario che conosciamo oggi, e la stessa economia mondiale odierna, non esisterebbero se non fosse stato per gli eventi che hanno visto in un primo tempo la soppressione dei Gesuiti, e successivamente una guerra che ebbe come risultato l’omicidio di due Papi prima che i Gesuiti stessi ottenessero un trattato durevole dal 1814 in avanti, oltre che la ricostituzione del proprio ordine, il più potente della storia della chiesa.

Al contrario degli avari Papi, i Gesuiti vedevano nell’enorme ricchezza della chiesa un ‘asset’ strategico che poteva essere utilizzato fondamentalmente per fomentare rivoluzioni, finanziare guerre, manipolare governi e sconfiggere i propri eterni avversari non-Cattolici.

Quindi, al contrario dei Papi isolazionisti, i Gesuiti avevano compreso il potere ed il successo potenziale insito nell’utilizzo degli affari e della finanza per garantirsi influenza, anche grazie alle relazioni che con incredibile successo avevano sviluppato con il Giappone, e con altre aree dell’Asia, con la Russia e nell’ambito delle Americhe.

I Gesuiti ebbero esperienze dirette con i pionieri del moderno sistema finanziario, i Protestanti Inglesi del XVII secolo, che rappresentarono un caso di rilevanza storica assoluta in riferimento al potere della finanza nell’accelerare la rapida espansione di un Impero.

Le banche, ed in particolare le banche private, rappresentavano inoltre un potentissimo strumento utile a raggiungere obiettivi strategici, ed erano inoltre in grado di garantire un meccanismo efficace per occultare la ricchezza del Vaticano, tanto dal Papa (dal quale in un primo tempo fu sottratta) quanto da altre forze.

Nelle banche, e nella connessa creazione di una rete finanziaria globale, i Gesuiti individuarono per la prima volta un mezzo tramite il quale avrebbero potuto letteralmente giostrare utilizzando due o più schieramenti l’uno contro l’altro, senza che nessuno potesse dimostrarsi più saggio, ad esclusione dei banchieri naturalmente, ed allo stesso tempo guadagnare denaro finanziando i conflitti stessi.

In passato, i Gesuiti si erano concentrati soprattutto sull’assassinio e sull’influenza da esercitare all’interno delle corti, ambedue condotte con grande rischio per sè stessi a livello personale. Ma nella costruzione della rete finanziaria globale, ed alleati con famiglie a loro leali, furono loro stessi a porsi in lega con le antiche famiglie nobili Ebraiche che avevano contribuito alla creazione del Cristianesimo, da quel punto in avanti i Gesuiti hanno effettivamente dato il via ad una serie di terribili guerre senza mai rischiare una implicazione diretta.


La questione essenziale di cui rendersi conto è la successione delle date relative alla fondazione delle singole banche ed il senso da attribuire agli eventi che si verificarono in quelle specifiche fasi. La prima fase è caratterizzata dalla fondazione di banche ad opera dei Protestanti Inglesi nella fase finale del XVII secolo. Tale periodo storico denota un momento fondamentale nell’architettura economica della prima fase dell’Impero Britannico.

La seconda fase riguarda la serie di banche fondate in Olanda e in Svizzera appena prima dell’espulsione dei Gesuiti, intorno al 1767, da Portogallo, Francia, Italia e Spagna.

La terza fase è rappresentata dalla serie di banche fondate successivamente alla soppressione dei Gesuiti, nella fase delle guerre da loro condotte contro il Vaticano e i Papi dal 1773 al 1818. Si trattò di banche fondate negli Stati Uniti, in Svizzera, in Germania e nel Regno Unito.

Quest’ultimo gruppo di banche, creato nel corso della Guerra Vaticano-Gesuita, rappresenta probabilmente il novero di banche più storicamente influente, segreto e politicamente rilevante di tutta la storia umana. Nel tempo, ognuna di queste ultime è stata soggetta ad una serie infinita di accuse quali aver finanziato guerre, aver contribuito attivamente alla commissione di crimini contro l’umanità, essersi macchiata di alto tradimento e di essere impegnata nel riciclaggio di denaro sporco.

La Darier Hentsch & Cie Bank (1796, Svizzera) fu la banca che, guarda caso, finanziò Napoleone nelle sue Guerre Europee che videro gli Stati del Papa e l’influenza del Vaticano ridotti al minimo.

Il Gruppo Rothschild (1800, Germania) è ben noto per aver improvvisamente acquisito enormi ricchezze, quasi da un momento all’altro, per procedere successivamente al finanziamento di numerose Guerre Europee, di Guerre in Asia, oltre che al finanziamento della Prima Guerra Mondiale.

La Barings Bank (1802, Regno Unito) è ben nota per aver organizzato l’acquisto della Louisiana (dalla Francia) da parte degli Stati Uniti mentre Napoleone era impegnato nella sua guerra contro la Gran Bretagna.

La City Bank di New York (oggi Citibank) (1812) è ben nota per aver contribuito a finanziare il fronte Nordista nel corso della Guerra Civile, il coinvolgimento degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, gli affari degli Stati Uniti nella Germania Nazista e il coinvolgimento degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale.

La J. Henry Shroeder Bank (1818, Germania) è ben nota per essersi dimostrata in pratica l’unica banca di riferimento per i Nazisti.

Se consideriamo le principali 20 banche del mondo, oggi, più della metà hanno avuto origine nel periodo che va dal 1760 al 1860, fase che vide i Gesuiti impegnati ad utilizzare con profitto le enormi ricchezze della Chiesa Cattolica in tutte le parti del globo, con principali afflussi di denaro in direzione degli Stati Uniti.

In riferimento alle banche private, nel 1986, il valore complessivo delle attività da esse detenute veniva dichiarato in circa 4.300 miliardi di dollari statunitensi. Nel 1997, quella cifra si era più che raddoppiata fino ai 10.000 miliardi di dollari. Soltanto nel 2000, quella cifra ha raggiunto i 13.600 miliardi di dollari, e sta continuando a crescere ad un tasso del 30% all’anno. L’attuale stima riferita al valore complessivo delle attività in termini di depositi detenuti dalle banche private è intorno ai 17.000 miliardi di dollari.

LA FEDERAL RESERVE BANK E LA CHIESA CATTOLICA

Indirettamente, l’investimento nel settore bancario di maggior valore per la Chiesa Cattolica è rappresentato dal suo investimento nel capitale di controllo delle Banche del Sistema della Federal Reserve degli Stati Uniti.

Tramite un arrangiamento estremamente complesso di piccole holding diffuse, in alcuni casi, tra migliaia di banche, e partecipazioni incrociate in grado di occultare le proprietà facenti capo a enti stranieri, la Chiesa Cattolica ha effettivamente controllato la Federal Reserve, e di conseguenza il destino dell’economia degli Stati Uniti, già a partire dall’inizio del XX secolo.

La Chiesa Cattolica ha semplicemente ordinato si staccare completamente la spina dell’economia degli Stati Uniti una prima volta nel 1929 e nei primi anni ’30, distruggendo completamente quell’economia nel corso della Grande Depressione e agendo nella stessa maniera anche in Europa.

Sebbene sia stata una strategia ad elevatissimo rischio che avrebbe potuto condurre ad una nuova Guerra Civile negli Stati Uniti, l’intervento era necessario per generare le indispensabili condizioni sistemiche di miseria in Europa utili a favorire l’ascesa al potere di dittatori appoggiati dalla Chiesa Cattolica in Germania, Spagna, Italia così come in Sud America. Senza l’azione deliberata da parte delle banche controllate dalla Chiesa Cattolica, la Grande Depressione non avrebbe potuto verificarsi e di conseguenza la stessa Seconda Guerra Mondiale non avrebbe potuto avere luogo.

Dalla sua creazione, un solo Presidente degli Stati Uniti – egli stesso un Cattolico – ha tentato di opporsi al potere della Federal Reserve e della Chiesa Cattolico Romana ordinando al Tesoro degli Stati Uniti di stampare la propria moneta. Quella moneta fu distrutta il giorno dopo che egli cessò di essere Presidente. Il suo nome era John F. Kennedy.

COSTRUIRE UN QUADRO COMPLESSIVO

Costruendo un coerente quadro complessivo, ed utilizzando queste informazioni, potrete notare come ci sia assai di più da riferire a proposito di chi controlli effettivamente la ricchezza del mondo, e a proposito delle modalità di intervento che tali ‘controllori’ scelgono di volta in volta, quelle in grado di determinare se potremo in effetti avere un lavoro, una casa e del cibo a disposizione.

In definitiva, possiamo accusare la Federal Reserve degli Stati Uniti solo in parte – sempre tenendo presente che tale organizzazione sia costituita fondamentalmente da un ‘set’ di cartelli di proprietà privata che tengono in ostaggio il popolo degli Stati e i popoli del mondo intero con le proprie decisioni. A tutti gli effetti, si tratta di un’istituzione pesantemente influenzata dai suoi ‘padroni’ Cattolici.

Certo, collettivamente abbiamo preso in prestito una quantità eccessiva di denaro. Ma in effetti, ciò che abbiamo fatto è stato richiedere una parte minima dell’enorme ricchezza che ci è stata rubata nei secoli e che è ora detenuta da altri, in particolare dal Vaticano e dai Gesuiti, e che è fluita attraverso le loro banche finendo nelle nostre tasche. Noi non stavamo in effetti prendendo in prestito dei fondi, ma semplicemente tentando di ottenere indietro una parte anche minima di ciò che avrebbe dovuto essere già nostro in primo luogo.

La Crisi dei Sub-Prime non avrebbe dovuto verificarsi. La Federal Reserve avrebbe potuto tranquillamente contenere il problema e risolverlo agevolmente nel 2008. Invece, contro ogni logica, ha agito per renderlo ancora peggiore.

Bisognerebbe ora rispondere alla fatidica domanda, ‘perchè?’. Le ragioni per cui si è scelto di far precipitare il mondo in una nuova depressione dopo 70 anni richiedono un ulteriore articolo – un articolo in grado di spiegare la struttura del sistema bancario a livello globale controllata dal Vaticano e dai Gesuiti, e la maniera in cui questi ultimi hanno cominciato a staccare la spina del credito a partire dal Natale del 2008.

Parte 2

Fonte: http://www.one-evil.org
Traduzione: Heimskringla -

Tratto da: connessionecosciente.wordpress.com

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GIORGIO VITALI 12/18/2012 10:10


DA LETTURA DI MOLTI INTERVENTI RISULTA CHIARO CHE LE ELEZIONI SONO UNA CARTINA DI TORNASOLE SULLA QUALE VALUTARE GLI AVVENIMENTI E GLI UMORI DELLA MASSA. E NON SOLO. IN UN MONDO GLOBALIZZATO,
TUTTI I PAESI DELLA TERRA VALUTERANNO LA SITUAZIONE ITALIANA ANCHE DAL RISULTATO DELLE ELEZIONI. IN QUESTO QUADRO, L'ASTENSIONE POTRA' ESSE PRESA IN CONSIDERAZIONE SOLO SE ARRGIUNGERA' CIFRE
REKORD. TIPO SICILIA. POICHè CIò NON AVVERRA', DOVREMO NECESSARIAMENTE ENTRARE IN CAMPO. COME? CI SONO GRUPPI E ASSOCIAZIONI CHE SI MUOVONO CON PROPOSTE COERENTI CON QUANTO NOI SOSTENIAMO DA
TEMPO. SI TRATTA DI ASSECONDARLI E SOSTENERLI. GV

frontediliberazionedaibanchieri 12/18/2012 11:41



Noi rimaniamo della nostra idea, pur rispettando anche le altre, staremo ben lontani dalle urne.