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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA GERMANIA STAMPA MARCHI

Pubblicato su 18 Novembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

da Francesco Franco Polverino
Una notizia clamorosa e nello stesso tempo molto preoccupante, aleggia nelle ultime ore. Da ieri si è letto, infatti, su fonti aperte, che la Cancelliera tedesca ha avviato uno studio sulle “conseguenze dell’uscita di alcuni Paesi, Germania compresa, dall’Eurozona”. Fonti di intelligence internazionali sembrerebbero invece avere notizia che la Germania, su incarico della Banca tedesca e del ministero dell’Economia, avrebbe avviato alacremente la stampa di nuovi marchi. Ad occuparsi della tiratura del vecchio conio sarebbe una società tedesca di stanza in Svizzera. La mossa potrebbe rappresentare nuove munizioni per condurre la guerra commerciale che è in corso nel mondo senza i problemi e le angosce che provengono dagli squilibri finanziari che caratterizzano i paesi che si affacciano sul mediterraneo. Del resto la Germania rivestirebbe un ruolo guida all’interno dell’area mitteleuropea e non solo, estesa ed economicamente stabile, tradizionalmente sempre legata al marco. L’euro si trova ad affrontare giornalmente la speculazione internazionale senza difese e senza protezioni. La BCE fa quello che può senza un governo europeo cui far riferimento e senza nemmeno poter utilizzare, a seconda delle necessità e senza limitazioni, gli interventi per proteggere i paesi più fragili dagli attacchi della speculazione. Ed è stata la Germania a volere questa politica limitando l’azione della Banca al mero contenimento dell’inflazione, giammai a finanziare lo sviluppo. L’idea è quindi che la Germania stia predisponendo una sorta di ‘piano B’ da attuare in caso di una crisi dell’euro, salvando così la propria economia, ma affossando, al contempo, gli altri paesi dell’eurozona nonostante i loro sforzi e i loro sacrifici, ma anche quelli dei loro governi, per giungere ad un’unificazione transnazionale. Quest’atteggiamento è probabilmente figlio di una totale sfiducia nei paesi “mediterranei”, di cui si è avuto tempo fa la manifestazione più eclatante con le dimissioni di Juergen Stak da capo economista della BCE in totale disaccordo con l’iniziativa di difendere i titoli italiani e spagnoli dagli attacchi speculativi con operazioni di mercato libero, sia pure limitate e prudenti. Ecco perché si può pensare ad un piano di riserva dei tedeschi che ove gli sforzi per convincere i paesi” PIIGS” alla severa disciplina fiscale risultino vani, con conseguente crisi irreversibile della moneta unica, possa immediatamente entrare in attuazione. La Germania nuovo cuore pulsante e punto di riferimento e guida. C’è da sperare che lo scenario sia del tutto diverso: un’Europa con un Governo e una moneta unica con alle spalle una Banca con i poteri che ha la Federal Riserve. Certo la notizia della stampa di nuovi marchi è al momento un’indiscrezione, anche perché la nostra intelligence non ha reso noto ancora nulla in tal senso, ma è ovvio che superata l’attuale fase di impasse politica, il nuovo governo dovrà fare chiarezza e prendere le misure opportune.
euro eclate
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Massimo LR 11/20/2011 20:30


La moneta rappresenta la forza di uno Stato Sovrano e per questo motivo lo Stato SOvrano deve controllare l'emissione di moneta e di credito attraverso una propria Banca Nazionale sul modello di
quella di Hamilton;


Credito per lo sviluppo infrastrutturale, è il solo modo per creare ricchezza fisica, ricchezza vera e diffusa, il monetarismo è solo usura e speculazione, è la morte della repubblica e della
democrazia, come è evidente nel crollo della UE e dell'Euro, niente e nessuno potrà salvarli.

Alessandro Tesio 11/20/2011 00:08


Non ci sarebbe da stupirsi. Le speculazioni finanziarie stanno facendo a fettine la finanza degli Stati membri dell'Europa.


Il punto è che chi ha scritto l'articolo ha omesso le FONTI. Senza di esse è una chiaccherata da bar.


Pessimo l'augurio di un Governo Europeo. Manco morti. Ogni nazione ha il suo credo e le sue economie. E' impensabile un' unione reale. Gli Stati Uniti d'Europa vacillano dato che
le coscienze degli stessi popoli sono troppo diffrenti. Basta vedere come il teutonici e ei francesi han trattato l'Italia in questa fase di crisi offuscando il potere democratico del Popolo
Italiano. In passato, un'azione del genere, avrebbe comportato una guerra subito dopo.


No, no: questa Europa pronta a schiacciare la propria identità culturale (il multiculuralismo ha fallito), a definire con 5000 parole come si incartano le caramelle, a favorire uno Stato al posto
di un altro e a fare guerre inconcludenti in Africa (senza che nessuna bandiera della Pace sia stata sollevata) non piace. E funziona pure male.


Se si pensa che abbiamo perso il 40% del potere di acquisto con l'introduzione dell'euro tutto è detto.


alessandrotesio.blogspot.com/2011/09/identita-occidentale.html