Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA FRANCIA TASSA I RICCHI, ABBASSA L'ETA PENSIONABILE E AUMENTA I SALARI. ALLA FACCIA DELLA FORNERO.

Pubblicato su 18 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Ha aumentato il salario minimo del 2%. Ha abbassato la soglia per le pensioni di anzianità a 60 anni. Ha annunciato un’aliquota sui redditi dei ricchi al 75%, una tassa sui dividendi del 3% e sulle scorte petrolifere del 4%. Ha assicurato che aumenterà i contributi – già altissimi – e l’imposta di successione e che recupererà la vecchia patrimoniale. Infine, ha promesso 65mila assunzioni nel settore pubblico. Insomma, per i fautori del libero mercato e delle riforme strutturali, François Hollande è un incubo. Se Mario Monti avesse azzardato una sola di queste misure, il famigerato spread avrebbe toccato vette inarrivabili.

Eppure, tutto tace. Mentre sui quotidiani stranieri, in particolare su quelli anglosassoni, i titoli continuano a somigliarsi tutti (tra i più gettonati: «la luna di miele finirà presto» e «la vie en rose durerà poco»), sui mercati finanziari l’incantesimo regge. Anzi. Non più tardi di lunedì i rendimenti sui titoli di Stato francesi a tre e a sei mesi, per la prima volta nella storia, sono stati negativi. Segno che il mercato pensa che la Francia somigli molto più alla Germania che alle peccaminose Italia o Spagna. Segno che la “rossa” Parigi è diventato un porto sicuro, alla pari dei Paesi “falchi” guidati da austeri conservatori à la Merkel che anelano allo zero deficit come alla panacea di tutti i mali.

 

Certo, anche Hollande si è impegnato sul rigore. I numeri però sono numeri. Nel primo trimestre dell’anno il debito è salito all’89,3% del Pil e il deficit veleggia a fine anno verso il 4,5%. Il premier Jean-Marc Ayrault si è impegnato a ridurlo sotto il 3% l’anno prossimo e di azzerarlo quello dopo. Ma anche le stime sul Pil sono state riviste allo 0,4% quest’anno e all’1-1,3% per l’anno prossimo. E Hollande non ci pensa neanche, per dire, a rimandarsi le assunzioni nel pubblico o a toccare la legge sui licenziamenti come gli chiedono in molti.

Gli analisti, ovvio, avvertono che bisogna guardare ai rendimenti dei bond decennali e non a quelli a brevissimo termine. E che nei prossimi mesi sono destinati a risentire dell’«effetto Hollande», se non farà anche riforme strutturali. Però lo spread francese, intanto, è inchiodato a 110 punti, a distanze siderali dal nostro. Con tutto che in Francia, negli ultimi 5 anni sono spariti 400mila posti nel manufatturiero e il Pil pro capite è sceso negli ultimi 10 dal 95 al 90% di quello tedesco. E con tutto che una settimana fa i maggiori economisti e imprenditori hanno chiesto allarmati uno «shock per il rilancio della competitività», che è un noto punto debole dell’economia oltralpe. I mercati, per ora, se ne infischiano.



Tratto da: La Francia tassa i ricchi, abbassa età pensionabile e aumenta i salari. Alla faccia della Fornero | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/07/16/la-francia-tassa-i-ricchi-abbassa-eta-pensionabile-e-aumenta-i-salari-alla-faccia-della-fornero/#ixzz20xEsDi2M
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!  Francois-Hollande-400x287.jpg

Commenta il post

Osvaldo Forzini 07/18/2012 11:48


Pare che la (futura) tassa del 75% sui redditi sopra un milione di euro (a mio parere "oggettivamente" assurda: il passo successivo sarà la ghigliottina, immagino) abbia reso felice l'inglese
Cameron, che aspetta a braccia aperte i paperoni francesi... :-)


Inoltre, qualche giorno fa ho trovato questo commento del pre-ballottaggio:


http://www.borsainside.com/mercati_europei/maggio_2012/francia-i-mercati-temono-una-vittoria-di-hollande-06-05-2012.shtm


dove trovo scritto questo (interessante):


UBS ha avvertito che se la politica non affronterà seriamente il problema del debito ne potrebbe essere costretta dai mercati finanziari. Gli
analisti della banca svizzera hanno indicato che a causa del forte indebitamento dell'economia privata il debito francese ammonta, incluse le passività dello Stato, a circa il 250% del PIL e
supera in questo modo il livello di quello italiano.


Come finirà, lo scopriremo solo tassando...

frontediliberazionedaibanchieri 07/18/2012 16:55


Per quanto riguarda i ricchi francesi concordo con te a parte il fatto che se ne sono già andati, da tempo, a vivere in Inghilterra, Svizzera e via dicendo. Questa misura mi sembra palesemente
propagandistica. Per quanto riguarda l'indebitamento privato Bruxelles non lo prende in considerazione come parametro aggiuntivo in quanto tutti gli altri Stati, Italia esclusa, che hanno un
fortissimo indebitamento privato sarebbero fortemente penalizzati. Prova ne sia che Tremonti ci ha provato più volte a farlo inserire, ma senza successo. Chissà perchè ?. Claudio Marconi