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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA FORZA DI UN'ELITE ANTICA, LA DEBOLEZZA DI UNA DEMOCRAZIA MODERNA

Pubblicato su 16 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Senza una forza seria e responsabile che lo sorregga, nessun modello sta in piedi per inerzia, o perché è democratico.

 

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Una classe dirigente è nei momenti di crisi delle sue strutture che dimostra tempra e capacità di reazione. Lo spessore di chi compone un gruppo di potere, l’élite, viene posto alla prova del fuoco di quei nodi da sciogliere in modo chiaro e netto, senza reticenze, pena la dissoluzione del modello politico cui fa riferimento. La capacità di reazione, o l’incapacità di reazione, sono il segno evidente del valore dell’élite. I principi e i valori possono anche essere teoricamente solidi, gli strumenti anche, ma senza la dimostrazione tangibile della loro forza una crisi di sistema può metterne a nudo l’inadeguatezza dei suoi rappresentanti, ponendo una seria ipoteca sulla loro esistenza e il loro ruolo.

L’elezione a Pontefice di Francesco I ha dimostrato come la Chiesa Cattolica Apostolica Romana sia una struttura ancora in grado di reagire prontamente ad una crisi ai suoi vertici, che stava minando anche le sue stesse fondamenta. Per la Chiesa l’ultima fase del regno di Benedetto XVI, e la sua improvvisa uscita di scena, hanno rappresentato una prova di stabilità molto importante, di cui poco è trasparito pubblicamente ma dal riverbero sotterraneo sicuramente non da sottovalutare. Il tempo lo dimostrerà.

Si potrebbe fare molta dietrologia e complottismo, in assenza di prove tangibili, così come potremmo sprecare le supposizioni. Tuttavia non è questo che vogliamo.

Non ci interessa, infatti, quello che è stato lo scontro di potere interno alle gerarchie ecclesiastiche, in quanto lo si è potuto intuire nella sua portata e gravità. Ciò che intendiamo porre in risalto, invece, è stata la capacità di questa struttura millenaria di superare una stagione di torbidi, ponendo sul trono di Pietro una figura in netta discontinuità sia con Benedetto XVI, sia con Giovanni Paolo II.

La fede non centra nulla con l’avvento del Cardinale Bergoglio, argentino e gesuita, agli onori del conclave. Questioni di natura geopolitica e strategica hanno fatto prevalere questo alto prelato, rispetto a nomi e personalità alla vigilia più quotate e potenti. I Principi della Chiesa hanno deciso che fosse giunto il tempo di avere una guida forte, dopo l’agonia dell’ultimo Wojtyla e l’inadeguatezza dimostrata dal teologo Ratzinger, per poter far recuperare terreno al cattolicesimo.

Una dimostrazione di vitalità politica, e di ampiezza nelle prospettive storiche, in stridente contrasto con quanto assistiamo nella Repubblica Italiana.

La nostra classe dirigente è rappresentativa del fallimento di una nazione, l’Italia, che non è stata in grado di strutturarsi in maniera adeguata lungo il suo recente cammino, vivendo di compromessi nei decenni buoni, ed entrando in stallo appena è venuto meno il fattore stabilizzante portato dallo sviluppo economico occidentale. La cronica mancanza di determinazione degli uomini posti alla guida dell’Italia, specie gli ultimi, il loro non essere mai stati all’altezza dei ruoli ricoperti, e l’attuale surreale condizione di paralisi istituzionale, non sono altro che la manifestazione più plateale di quanto la nostra giovane repubblica non sia altro che un aborto politico, se paragonato alla tempra dimostrata dal ben più antico sistema di potere della Chiesa.

Senza una forza seria e responsabile che lo sorregga, nessun modello sta in piedi per inerzia, o perché è democratico.

Gabriele Gruppo - Fonte: worldpress.thule-italia.net

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