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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA DIABOLICA TRUFFA DEL SISTEMA BANCARIO

Pubblicato su 26 Agosto 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Secondo la nostra Costituzione, lo Stato, come emanazione politica del

Popolo, ha il potere e il dovere costituzionale di esercitare la sovranità

politica e monetaria nell'interesse supremo dei cittadini dai quali ha

ricevuto il mandato popolare.

L’articolo 1 della Costituzione al comma 2 stabilisce che “La Sovranità

appartiene al Popolo, (anche se) la esercita nelle forme e nei limiti

stabiliti dalla costituzione.”

Allora è del tutto evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe

esercitare la sua sovranità anche e sopratutto sulla emissione della

propria moneta!

Infatti la maggior parte delle persone è convinta che il nostro denaro

sia emesso per decreto dal governo o dalla zecca dello Stato.

Purtroppo però le cose non stanno assolutamente così.

In realtà lo Stato ha consentito alla Banca Centrale, controllata da

privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e

gestire il credito, di conseguenza le banche hanno acquisito il

monopolio sull’emissione della moneta e attraverso la gestione

“privatistica” del credito e il controllo del debito pubblico, determinano

e condizionano il sistema monetario e quindi: il destino economico del

nostro paese.

Attualmente il nostro sistema bancario è in mano a un ristretto gruppo

di banchieri privati che, in perfetta sintonia e complicità con la classe

politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è riuscito ad

assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo di

fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione.

Questo colossale inganno ha permesso al sistema bancario privato di

acquisire il monopolio sulla creazione della moneta trasformando il

Popolo da Sovrano in eterno “debitore” e schiavo di questo sistema

bancario fondato sulla truffa monetaria del Signoraggio primario e

secondario.

È fondamentale capire che il Signoraggio è lo strumento utilizzato dai

banchieri per imporre ai popoli il proprio dominio ed è praticamente

sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone che a causa di

questa “ignoranza”, voluta e programmata dallo stesso potere

bancario, lo subisce passivamente.

Uno Stato, defraudato della propria Sovranità monetaria, non può dirsi

davvero Indipendente e Sovrano e un Popolo, privato della sua

moneta, automaticamente cessa di essere libero e diventa schiavo di

chiunque, al di fuori del popolo stesso, detenga il monopolio

dell'emissione monetaria.

Il meccanismo del Signoraggio è maledettamente geniale proprio per

la sua diabolica semplicità.

La B.C.E. (Banca Centrale Europea), per conto della Banca d'Italia,

mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero

“prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T)

ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati

sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al

valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al

tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza

alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.

Tutti possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca

Centrale di emissione poiché non ne ha la proprietà.

Alla banca centrale, infatti, appartiene solamente il valore intrinseco

della banconota che è pari al suo costo di produzione (carta e

inchiostro).

Le banche però sono autorizzate a mettere in circolazione denaro

senza valore in virtù di leggi e provvedimenti di comodo approvati in

parlamento dai politici compiacenti se non direttamente coinvolti nella

colossale truffa del Signoraggio.

Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal

famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato

sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993.

La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque

banconota, sostiene un costo materiale di soli 0.3 centesimi di euro.

La differenza tra il costo di stampa e il valore facciale delle banconote

viene comunemente definito “Reddito da Signoraggio”e viene

attribuito alla Banca Centrale per la sua funzione di emissione.

Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100

euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione

di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da Signoraggio per la banca è

pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito

pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa

Banca Centrale.

Ora non rimane che moltiplicare questa semplice operazione contabile

per il valore totale delle banconote in circolazione e si avrà l’entità

reale della truffa monetaria che la B.C.E./Banca d'Italia realizza

frodando lo Stato “consenziente” e truffando tutti i cittadini pressoché

ignari dell’inganno.

In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima

“tipografia” ma si comporta e trae cospiqui benefici dalla stampa delle

banconote come se fosse “proprietaria della moneta” !!!

Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale e ai suoi

azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal

fisco!

Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso semplici e collaudati

artifici contabili.

In effetti si falsificano i bilanci, iscrivendo nelle poste passive il “valore

nominale” delle banconote in circolazione e nell’attivo il controvalore

dei titoli di stato avuti in cambio dal Ministero del Tesoro, ottenendo

così un finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della

maggior parte del reddito da Signoraggio.

La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività solo il costo di

produzione delle banconote in circolazione e non il valore nominale,

così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività di

0,3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività si registra giustamente

il valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal Tesoro cioè 100 euro

perché questo è l'introito effettivo a fronte dei titoli che la banca

realizza (più gli interessi).

Ecco come si occultano gli utili di bilancio.

In altri termini, un credito cioè il titolo di stato del valore di 100 euro

viene pareggiato con il controvalore nominale della banconota da 100

euro che in realtà è costato alla banca solo 0,3 centesimi perciò: 100

(banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di bilancio.

Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo di stato) meno

0,3 cent. (costo banconota) = guadagno 99,70 più interessi.

Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come reddito solo gli

interessi, che sono decine di miliardi di euro all’anno, ma allora come

andrebbero contabilizzati in bilancio i 1.900 miliardi di debito pubblico

che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca

Centrale e più in generale col sistema bancario nazionale e

internazionale?

Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati dal fisco i 99,70

euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le spese) e, visto

che gli importi occultati sono davvero notevoli, la Banca Centrale,

falsificando il proprio bilancio, ottiene enormi e illeciti profitti anche

dalla conseguente evasione fiscale.

Quanto poi alle banconote in circolazione, non si possono considerare

un debito per la Banca Centrale, lo sarebbero se la stessa emettesse

moneta a fronte di una riserva aurea, ma così non è dal 1971 con

l’abolizione degli accordi di Breton Wood, da allora infatti tutte le

Banche Centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza

riserva, insomma…cartastraccia.

In Italia la Banca Centrale di emissione è denominata “Banca d’Italia”

ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è

indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma

ingannevole definizione di “

Istituto di diritto pubblico” contenuta nel

suo statuto.

La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è

gestita da privati e anche se continua ad apparire a tutti come “la

Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto

privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”, dalle

maggiori banche private italiane e da alcune grandi Assicurazioni come

“Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come

“ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.).

Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di

Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “

in ogni caso dovrà essere assicurata

la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte

di Enti pubblici”

.

Il 16 dicembre 2006 il Governo Prodi approva una modifica dell’Art. 3

dello Statuto, che ora recita così:

“il trasferimento delle quote avviene,

su proposta del Direttorio, nel rispetto dell’autonomia e

dell’indipendenza dell’Istituto”

. Cioè la Banca stessa decide chi può

detenere le quote/azioni, sia esso pubblico o privato, senza dover

rendere conto di nulla a nessuno.

Se la Banca Centrale non fosse stata di fatto “privatizzata” e fosse lo

Stato ad emettere la “nostra moneta”, il cosiddetto “reddito da

Signoraggio” tornerebbe allo Stato e non sarebbe sottratto al Popolo

sotto forma di interessi sul tristemente famoso “debito pubblico”.

Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito pubblico che ormai

supera 1.900 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso

indebitamento statale in larga parte nei confronti della Banca Centrale

e per pagare gli interessi sul debito pubblico, il governo tassa

impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò

che è tassabile.

La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su

questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 80

miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con

l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli

tasse e odiose gabelle.

In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la

nostra moneta.

Se fossimo Cittadini e non sudditi, dovremmo opporci attivamente

contro lo strapotere delle banche e questa classe politica corrotta, il

paese avrà pure diritto a un Governo in cui il cittadino si riconosca

pienamente e non lo avverta invece come una “minaccia”, come una

presenza aliena, ostile ed estranea. Sarebbe troppo pretendere un

governo in grado di esercitare la propria Sovranità politica e monetaria

nell'interesse sovrano del Popolo ?

Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10% della massa

monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse dalla

B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato.

Il restante 90% della moneta viene messo in circolazione dalle banche

ordinarie o commerciali, sotto forma di “credito”, ovvero “denaro

virtuale”: assegni, carte di credito e cifre sulla memoria informatica di

un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché senza copertura, che

non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini, solo perché

obbligati a spendere questa moneta “privata”, in eterni schiavi del

debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del

dio denaro.

Ora è chiaro che il denaro viene letteralmente creato dal nulla dalle

banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di Basilea 2, le

suddette banche “ordinarie” o “commerciali” si sono date come regola

quella di detenere come riserva obbligatoria “a garanzia” soltanto il

2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si

badi bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì

“inventandolo” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro

creditizio ovvero nuovo credito, “sulla base” del deposito iniziale

moltiplicato quasi all’infinito. Facciamo un esempio: se depositiamo,

1.000 euro in una banca, il “sistema bancario” nel suo insieme, sulla

base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro dal nulla

sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei depositi,

fino a 50.000 euro per ogni 1.000 depositati, (questo meccanismo in

gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”).

Così il sistema bancario, indebitando i cittadini, incassa interessi, non

sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno suoi ma del

correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica e a costo zero.

Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura

terminologia bancaria, viene definita “Riserva frazionaria” o

Signoraggio secondario.

Non tragga in inganno il termine “secondario” poiché in quanto a danni

e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente secondario

ma anzi è ben maggiore del Signoraggio primario sulle banconote che

fa capo alla B.C.E./Bankitalia.

La banca concede prestiti con denaro che non possiede e che inventa

sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore reale,

ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato

lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del

pignoramento dei beni dati a garanzia in caso di “insolvenza”.

Infatti, come se non bastasse, la banca concede il prestito solamente

se esso è “garantito” dai beni materiali dei cittadini. La banca stampa

denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti

sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.

La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, la moneta è stata

inventata per “agevolare” gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col

lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli stessi

cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di

scambio dei beni.

Le banche non producono nessuna “vera ricchezza” ma solo “l’unità di

misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla il nostro

denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi ce lo prestano

lucrando enormi profitti con l'applicazione di un interesse !

Perché lo permettiamo?

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