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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA DEMOCRAZIA: UNA COSA TROPPO SERIA PER LASCIARLA AI SOLI DEMOCRATICI

Pubblicato su 6 Febbraio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri

Dopo Grecia, Irlanda e Italia tocca alla Romania.

E’ notizia di oggi che si è dimesso il premier Boc  e, immediatamente, il Presidente Traian Basescu ha nominato Primo Ministro l’attuale reggente del Ministero della Giustizia, Catalin Predoiu.

Così un altro Stato sovrano è obbligato a cedere ai diktat del FMI e dell’Unione Europea. Uno Stato il cui PIL è dato in crescita del 2%, tra i più alti, se non il più alto, dell’intera Comunità Europea.

Per meglio capire i motivi delle dimissioni è necessario tornare  al 2009 quando il FMI e l’Europa concessero un prestito di 20 milioni di Euro alla Romania, in cambio di misure draconiane contro il popolo.

Innalzamento dell’IVA da 19 al 24%, diminuzione degli stipendi degli statali del 25% e diminuzione delle pensioni del 15% oltre a varie misure restrittive “ minori “.

Il film è sempre lo stesso: gli squali dell’alta finanza concedono prestiti ai governi che, in cambio, sono costretti e depredare i popoli per pagare gli interessi.

Si, per pagare gli interessi. Perché a questi affamatori non interessa tanto di rientrare del prestito, ma, il loro obiettivo prioritario, è che i Governi siano in grado di pagare gli interessi, interessi in cambio del nulla, perché la moneta prestata è stata “ stampata” dal nulla e non corrispondente a nessun valore reale.

Solita strategia: stampo moneta, che mi costa 30 centesimi, la cedo a valore nominale, lucro pesantemente sul differenziale tra valore nominale e costo di stampa, e mi arricchisco con gli interessi.

In attesa delle elezioni si nomina un Governo di transizione o tecnico per meglio assecondare gli speculatori.

La fulminea azione del Presidente Basescu ricorda, in maniera stupefacentemente analoga, quella del nostro Presidente Napolitano: tutti cantano la “democrazia” e la” democrazia” canta come il FMI vuole.

Credo che a questo punto parlare di democrazia, non è semplicemente inutile, ma grottesco. Ai popoli vengono imposti i Governi da “ club “ non eletti da nessuno, la volontà popolare non viene chiamata ad esprimere un proprio parere, si mettono al comando le persone gradite all’usurocrazia mondiale.

Queste manovre sono dettate dal fatto che, sia il FMI che la BCE, non si fidano più degli attuali governanti e che, per essere sicuri del risultato, vogliono imporre loro uomini alla guida dei Paesi.

Se si sono decisi a fare questo passo, ad uscire allo scoperto, è segno evidente che, ormai, sono sicuri del varo di quel Nuovo Ordine Mondiale profetizzato parecchi anni fa dai banchieri.

Nello stesso tempo si decantano le elezioni che verranno, nelle quali il popolo potrà “ scegliere” da chi farsi governare: niente di più falso.

Il tiranno, quando indice elezioni, sta molto attento a non farsi votare dal 100% del popolo, perché, in questo caso, dimostrerebbe realmente di essere quello che è: un tiranno, appunto.

Ma per far credere che il voto è libero fa in maniera che un 4,5 o 6% - non bisogna esagerare – voti contro di lui; in questo modo può gridare ai quattro venti che lui è lì perché il popolo lo ha democraticamente eletto.

E può agire come meglio crede perché le “ libere “ elezioni democratiche gli permettono di comportarsi come i suoi padroni gli chiedono: tutto è fatto secondo le regole, le “ libere “ elezioni si sono svolte, i risultati “certificati”, il popolo ha “ deciso”.

Se, invece, ci fosse una democrazia vera si permetterebbe a qualsiasi cittadino di presentarsi alle elezioni,- non è scritto da nessuna parte che i candidati debbano essere scelti dai partiti, partiti che non hanno “ libertà “ di azione, prova ne sia che lo stesso Berlusconi ebbe a dire che lui non avrebbe voluto fare la guerra alla Libia ma è stato “ costretto” ( e sarebbe ora che ci dicesse chi lo ha “ costretto” e perché? )- di enunciare un proprio programma da sottoporre al giudizio degli elettori ed allora sì che si potrebbe parlare di volontà popolare.

Anche se stiamo, drammaticamente, andando verso il tempo massimo, per mettere in piedi una ribellione popolare, non è ancora troppo tardi, l’importante è unire tutte le voci ribelli a questo stato di cose: ma bisogna fare in fretta.

Dopo il sangue, ci chiederanno il corpo e la dignità.

Claudio Marconi

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