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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA DEMOCRAZIA E' DEI PREDATORI

Pubblicato su 29 Ottobre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Mentre il regime dei banchieri stringe i suoi tentacoli sempre di più attorno alla vita dei popoli europei, come ben illustra Michele Paris nell'articolo pubblicato più in basso, gli italiani sono stati derubati del 97% del Pil nominale dal 2005 ad oggi, come reso noto da Chicago Blog (vedi art sotto riportato). La piovra bancaria inoltre dispone delle FFOO che, invece di "prelevare" i signori nella Lista Lagarde usa la forza brutale sui cittadini che protestano contro l'espropio dei loro diritti e dei beni necessari alla sopravvivenza, al solo scopo di salvare la finanza.

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 Perfino Amnesty si lamenta che in troppi paesi UE i manifestanti vengono picchiati senza motivo. Non in Cina, o Corea. Nella Ue premio nobel per la pace. Mi piacerebbe tanto sapere cosa ne pensa l'Onu, tanto attenta ai diritti umani, della decisione del regime bancario imposto in Italia di condannare a morte i disabili. In fondo, sono un "costo". Meglio se crepano di stenti. Il debito pubblico ne gioverà, pensano sicuramente i tecnici. I pennivendoli italioti intanto, svolgono la loro parte, lasciando cadere nell'oblio mediatico lo sciopero della fame messo in atto dalle persone colpite dall'infame provvedimento.

Pagati con i nostri soldi per rappresentare gli interesi dei comitati d'affari massonici. I nostri parassiti seduti nei palazzi sono i più pagati d'Europa, mentre, grazie a loro, gli italiani sono i più poveri in Europa. I loro stipendi non saranno la causa del debito pubblico, d'accordo, ma non hanno alcuna ragione di esistere, soprattutto considerato che lavorano contro il popolo. Sono decenni che funziona in questo modo, non si sarebbe potuti giungere fin qui se non avessero a disposizione un esercito di tirapiedi nella cosiddetta società civile, megafono di tanti "filantropi", quella che sostiene di lottare in favore delle classi deboli. Beh i risultati di tale impegno sono sotto gli occhi di tutti.

Barbara

PUBBLICATA IN GRECIA LISTA DI 2059 EVASORI COL CONTO IN SVIZZERA. LA NOSTRA LISTA DI EVASORI FISCALI È SEPOLTA A TORINO. PARCE SEPULTA.

Il 10 ottobre scorso raccontavo nel post ” Tragedia Greca per la lista Lagarde” la storia di una lista di evasori fiscali in Grecia fornita dalla attuale Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale ( FMI) nel 2010 al governo greco e a quello italiano, mentre era ministro dell’economia francese .
La lista era stata ottenuta ” disinvoltamente” dal servizio segreto francese per stanare i propri evasori.
La Lagarde i nominativi degli italiani e dei greci li aveva dati agli interessati per dimostrare che per pagare i debiti , potevano ancora raschiare la botte e dove.
La lista data ai greci, in due anni, è comparsa e scomparsa un paio di volte.
Notavo, nel post del 10 ottobre, sul ” corrieredellacollera.com ” che la lista data agli italiani, era stata messa in fuori gioco dalla magistratura piemontese, con motivazioni che susciterebbero ilarità se solo ci fosse ancora qualcosa da ridere sull’argomento ” insabbiature” .
La magistratura greca attende di interrogare, con comodo, l’ex ministro della Difesa Evangelos Venizelos che ricordando il proprio nome, ha evitato per due anni di dare la cattiva notizia.
L’altro ” indagabile” per la scomparsa della lista, è Giorgios Papacostantineu ex delle Finanze.
Di indagare sull’elenco degli evasori , neanche a parlarne, poichè in due anni, la magistratura non l’ha ottenuta.
OGGI SONO IN GRADO DI DARE NOTIZIA CHE GIUSTIZIA È FINALMENTE FATTA !
Il giornalista Kostas Vaxevanis del settimanale ” Hot Doc” è stato colpito da mandato di cattura , prontamente eseguito, per aver pubblicato sul suo giornale la famosa lista contenente 2059 nominativi, tra cui quello del portavoce del Parlamento, alcuni dirigenti del Ministero delle Finanze e numerosi influenti uomini d’affari .
Secondo il documento pubblicato, i duemila e dispari sono tutti correntisti della Banca HSBC .
La Francia ha comprato l’elenco a un dipendente infedele della Banca ed ha dato i nominativi stranieri ai paesi interessati , credendo ingenuamente che volessero conoscerli.
Il tribunale di Torino, reduce da poco dal seppellimento della notizia del conto svizzero nero di Gianni Agnelli – sottratto all’asse ereditario – con saldo di due miliardi e mezzo di euro, denunziato dalla figlia , si è tolto d’imbarazzo sentenziando che potrebbe trattarsi di materiale datato e di conti aperti in periodi ” consentiti”. Chiuso.
I Greci, si sono invece visti tirare addosso la patata bollente dal giornalista inopportuno.
Yannis Stournaras, attuale ministro delle Finanze, continuava a farsi intervistare annunziando che avrebbe chiesto copia della ” Lista Lagarde ” al collega francese dell’Economia .
Il giornalista, stanco di aspettare, l’ha pubblicata. L’hanno arrestato.
Da noi queste cose non succedono. L’unica cosa certa è che nella nostra lista, il nome di Berlusconi non c’è, altrimenti avremmo letto già due anni fa l’estratto conto con il numero di telefono e di scarpe delle beneficate.
 Il fisco si è preso il 97% del maggior Pil (nominale) dal 2005 ad oggi

  

  Di Ugo Arrigo

 

 Mentre il 100% degli italiani è dell'opinione che almeno il 99% degli italiani ci perda dal disegno di legge di stabilità, il Ministro dell'Economia Grilli ha dichiarato martedì scorso in audizione parlamentare, come riportato dall'Ansa: «Il 99% dei nostri contribuenti ha effetti positivi» dalla legge di stabilità, (.). Esiste, spiega Grilli, una diversità a seconda delle fasce di reddito e comunque sono maggiormente favorite le «più basse».

 

Come è possibile questa opposta interpretazione? Il Ministro valuta lo specifico provvedimento presentato alle Camere, isolato dal resto delle norme fiscali e dalle precedenti manovre. Per Grilli e il governo l'aumento di un punto delle aliquote Iva è in realtà una riduzione dato che nelle norme e nei numeri contabilizzati nel bilancio era già stato incorporato l'aumento di due punti percentuali. A tutti gli italiani che non sono membri del governo non interessa invece il singolo provvedimento, e quanto per sua causa ci troveremo a pagare in più o in meno. Interessa invece l'effetto di tutti i provvedimenti fiscali in vigore e quanto a causa loro ci troveremo a pagare (e se esso sia di più o di meno di quanto ci è toccato pagare nella precedente occasione). Per noi l'Iva aumenta di un punto, non diminuisce.

 

 Con questo equivoco sulla valutazione degli effetti della legge di stabilità Grilli ci ha tuttavia confermato, ammesso che ve ne fosse bisogno, che i governi guardano solo al loro bilancio e non si curano invece dei bilanci delle famiglie italiane; non valutano, come peraltro la Costituzione chiede loro di fare attraverso il concetto di capacità contributiva, se sono effettivamente in grado di pagare le tasse richieste e dopo averlo fatto anche di continuare normalmente a consumare, produrre e investire. Questa indifferenza apparente per le sorti economiche dei cittadini-contribuenti (peraltro azionisti dello stato) sembra notevolmente accentuata nel caso del governo tecnico (che non ha bisogno dei loro voti).

 

Come ho scritto in altre occasioni questo governo sembra confondere (forse per miopia 'tecnica') l'Italia col suo settore pubblico, il settore pubblico col suo bilancio e il bilancio col suo pareggio.

 

Conviene allora svolgere un breve esercizio per far vedere quanto complessivamente gli italiani hanno dovuto sborsare in più nel tempo per effetto di tutti i provvedimenti fiscali che si sono susseguiti. E per non prendere di mira solo il governo in carica consideriamo un periodo più ampio, dalla metà dello scorso decennio ad oggi, nel quale si sono susseguiti governi di tutte le tipologie sinora sperimentate in Italia: centrosinistra, centrodestra e governo tecnico. Includiamo in tal modo le scelte del governo Prodi (2006-08), del governo Berlusconi (2008-11) e del governo tecnico Monti (2011-13).

 

L'esercizio consiste semplicemente nel mettere a confronto la variazione nel tempo del Pil nominale con la variazione nello stesso tempo del gettito fiscale. Mettendo a rapporto la seconda variazione con la prima otteniamo una misura inconsueta ma significativa della pressione fiscale che possiamo chiamarepressione fiscale 'incrementale': per ogni 100 euro in più di Pil quanti sono finiti nelle casse del fisco?

 

Il Graf. 1 ci fa vedere la variazione da un anno all'altro, in miliardi di euro, del Pil nominale e del gettito fiscale. Ad esempio tra il 2004 e il 2005 il Pil nominale è salito di 39 miliardi e il gettito fiscale di 11 miliardi mentre nell'anno di recessione 2009 il Pil nominale è sceso di 56 miliardi e il gettito fiscale è diminuito di 18 miliardi. Nell'anno di recessione 2012, invece, il Pil nominale è atteso diminuire di 16 miliardi ma il governo Monti ci chiede di versargli 28 miliardi di tasse in più. Non andrà molto meglio nel 2013: il Pil nominale è atteso crescere solo di 18 miliardi (previsioni del documento di aggiornamento al DEF) e il governo Monti ci chiederà 17 miliardi di tasse in più rispetto al 2012 e 45 in più rispetto al 2011 (con un Pil nominale praticamente invariato e reale in calo di circa tre punti percentuali complessivi nel biennio).

 

Si tratta ora di svolgere la parte più interessante dell'esercizio, considerando le variazioni cumulate delle due grandezze dal 2005. Si osserva da un lato quanto è cresciuto complessivamente dal 2005 il Pil nominale e dall'altro quanto complessivamente il gettito fiscale. Si mette poi a rapporto l'incremento di gettito con l'incremento di Pil.

 

Ecco i risultati:

 

  1. Dal 2005 al 2008 (governo politico Prodi) il Pil nominale è aumentato di 139 miliardi e il gettito fiscale di 96 miliardi. Il maggior gettito ha quindi assorbito il 69% del maggior Pil.
  2. Dal 2005 al 2011 (governi politici Prodi e Berlusconi) il Pil nominale è aumentato di 144 miliardi e il gettito fiscale di 96 miliardi. Il maggior gettito ha quindi assorbito il 67% del maggior Pil.
  3. Dal 2005 al 2012 (governi politici Prodi e Berlusconi e governo tecnico Monti) il Pil nominale risulterà essere aumentato di128 miliardi e il gettito fiscale di 124 miliardi. Il maggior gettito avrà quindi assorbito il 97% del maggior Pil.

 

A questo punto però una domanda al governo Monti bisogna porla: come si può pensare che gli italiani siano disponibili a impegnarsi per produrre più Pil se hanno sperimentato che il governo è disponibile a sottrarglielo tutto al fine di cercare di aggiustare il suo bilancio?

 

In assenza di un cambiamento radicale di politica economica il Pil potrà forse smettere di calare in termini reali (quando il governo smetterà di aumentare le tasse) ma non si vede tuttavia alcuna ragione per la quale possa riprendere a crescere.

 

Chicago Blog - Tratto da: dadietroilsipario
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