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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LA CRISI DELL'EURO. ALAN PARQUEZ e MAX OTTE

Pubblicato su 10 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

Sull'Euro mi sono espresso tante volte, sono contrario, è una moneta della criminalità finanziaria voluta per rafforzare certi paesi (Germania e Francia) e indebolire quelli del sud dell'Europa. Anche chi di economia non capisce nulla si rende conto i danni nel passare dalla lira all'euro. Pubblico quello che pensano dell'euro e dell'Europa ,Alain Parquez economista francese che era presente nella tre giorni del summit MMT a Rimini e il professore austriaco Max Otte.

ALAIN PARQUEZ

Sarà un Europa fatta di milioni di poveri cristi disposti ad accettare salari piu bassi di quelli cinesi,all'uso di una moneta senza patria,l'euro, che gli stati non possono piu stampare,ma che devono prendere in prestito dai mercati dei capitali privati,alle vere ragioni che hanno permesso l'esplosione delle bolle immobiliari e che hanno accellerato le privatizzazioni del settore pubblico occidentale e il crollo di intere economie.L'obiettivo principale era distruggere per sempre qualunque capacità industriale al di fuori di Germania e Francia,queste sono le parole di Jacques Attali".

"Vi hanno fatto credere che il debito pubblico fosse un problema,ma non era così.I debiti sovrani sono diversi dal debito pubblico prodotto dall'arma della moneta euro.Hanno distrutto la Grecia,ora devono distruggere gli altri stati del sud"

MAX OTTE

da FERMATE L'EURO DISASTRO!-Max Otte (Chiarelettere)

L'euro non ha unito l'Europa,ma l'ha divisa.Dall'introduzione della moneta unica le esportazioni tedesche nell'area dell'euro non sono per niente aumentate,come dichiara giustamente Hans-Olaf Henkel.
Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo,invece,hanno ottenuto improvvisamente tassi bassi garantiti dalla Germania.Tutto ciò ha causato in questi paesi delle insane bolle speculative:in Grecia l'esplosione dell'indebitamento statale e dei consumi ,in Spagna un crescente indebitamento privato e un enorme aumento dei prezzi delle case,in Irlanda un dissennato boom degli investimenti.
Con il sistema monetario europeo (Sme) di cambi flessibili ideato da Valery Giscard d'Estaing e Helmut Schmidt le cose andavano meglio sia per la Germania sia per l'Europa.I tassi di cambio fissi garantivano la stabilità,mentre i paesi potevano rivalutare o svalutare la loro moneta se si profilavano gravi problemi.Questo sistema rappresentava per l'Europa la migliore miscela di stabilità e flessibilità.Ancora oggi molti membri dell'Unione europea,per esempio Svezia, Danimarca, Polonia e Repubblica Ceca,fanno a meno dell'euro.Se la cavano anche così.

L'euro,non serve alle cittadine a ai cittadini,ma all'oligarchia finanziaria.Nel maggio 2010, Angela Merkel ha fatto la ragionevole proposta di stabilire regole generali da applicare nel caso di insolvenza di uno Stato sovrano.Di lì a poco però lasciò perdere la cosa,come già aveva fatto in precedenza sulla questione della crisi finanziaria.E cos' vennero concessi nuovi crediti e garanzie alla Grecia da parte della Ue,del FMI e dei paesi forti dell'Unione europea affinchè quello Stato di fatto insolvente potesse continuare a pagare gli interessi sui suoi debiti alle banche e alle società di servizi finanziari.In questo modo la Merkel sacrificò gli interessi delle cittadine e dei cittadini,e cioè dei tedeschi e dei greci,sull'altare della speculazione.

I CREDITORI PRIVATI,UNA CASTA DA SALVARE

In caso si insolvenza il debitore può impegnarsi per far fronte alla crisi tagliando le spese e mettendo in vendita proprie attività.
Quello di "creditore privato" è già diventato un concetto propagandistico dell'oligarchia finanziaria.Il termine "privato",infatti,lascia intendere che chi sta parlando di semplici cittadine e cittadini.Niente è piu lontano dalla verità.Creditori privati sono banche e società di servizi finanziari.Sopratutto istituti di credito,che sono spesso nelle mani di miliardari e oligarchi greci.E' questa la casta che adesso stiamo salvando:non l'euro,non la Grecia e neppure i greci.

MA L'EURO E' DAVVERO NECESSARIO?

Ancora una volta viene alimentata la paura di una crisi di enormi dimensioni per evitare che il sistema finanziario e i super ricchi debbano dare qualcosa in piu di un contributo simbolico per evitare il disastro da loro stessi innescato.Questa presunta "grande crisi" non è altro che una fiaba.Sicuramente alcune banche si troveranno in difficoltà se Grecia, Irlanda, Portogallo o Spagna non restituiranno una parte dei loro debiti o se li salderanno in ritardo.Tutto ciò non sarebbe però la fine del mondo.
Fortunatamente molti piccoli imprenditori che,diversamente dai dirigenti delle multinazionali,fanno fronte in prima persona alla situazione,hanno spiegato che la strada su cui ci siamo avviati conduce alla rovina e che dev'essere presa in considerazione la possibilità di uscire dall'euro.
Invece di alimentare la paura del crollo dell'euro,le nostre banche dovrebbero innanzitutto assumersi la responsabilità dei propri errori,ammettendo l'eventualità di una bancarotta pilotata degli Stati piu indebitati.
Un sistema in cui denaro e credito vengono creati dal nulla,in una struttura piramidale di obbligazioni a scadenza futura ma non coperte.Tutto questo,come sempre succede in casi simili,è destinato prima o poi a crollare.

ABBANDONARE L'EURO:L'UNICA VIA D'USCITA

Il ritorno di alcuni paesi dell'Unione europea alla propria moneta non porterebbe in nessun modo allo scioglimento dell'Unione,ma,al contrario,favorirebbe la loro ripresa.Gli Stati in crisi continuerebbero a far parte della UE e godrebbero di tutti i vantaggi del caso,così come è successo per i dieci paesi dell'Unione che fin da principio si sono pronunciati contro l'euro e hanno mantenuto le loro valute nazionali.
Allo stesso tempo questi Stati potrebbero tornare a decidere in autonomia la loro politica economica;potrebbero tornare competitivi attraverso la svalutazione della loro moneta e i governi eletti democraticamente non verrebbero piu ricattati dall'oligarchia finanziaria.
Finora ,infatti,la valuta unica non è riuscita a rendere piu coesa l'Europa proprio a causa della molteplicità delle condizioni economiche dei singoli Stati.Al contrario,secondo Hans-Olaf Henkel, l'euro "ha fatto in modo che i singoli partecipanti non si assumessero le proprie responsabilità" e ha messo i paesi europei l'uno contro l'altro.

Fonte: anglotedesco   126px-Euro_symbol_svg.png

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nando ioppolo 03/13/2012 15:36


1)Ho letto recentemente un diagramma che mostrava come la bilancia commerciale dei PIGS (senza l'Italia, cioè, che è in sostanziale pareggio) è in rosso di circa 150 mld l'anno verso la
germania. Ritengo credibile questo dato, anche perchè senza potere più svalutare la propria moneta a fronte di una inflazione interna più alta, i PIGS sono senza difesa verso la
Germania, mentre l'euro "forte" li penalizza molto verso il resto del mondo.


2)non esiste la inflazione "da moneta". Occorrerebbe ipotizzare che tutti si trovassero moltiplicati gli euro in tasca di un medesimo coefficiente perchè possa avvenire. Nella realtà, invece,
stando almeno agli addomesticati dati ISTAT, accade che alcuni se la vedono moltiplicare per 2,6 circa (l'1% più ricco)e altri solo per 1,2 (l'80% meno ricco). Di conseguenza, se si verifica
inflazione, dobbiamo ipotizzare che una ineguale distribuzione di moneta abbia fatto aumentare la domanda effettiva, il che è però poco credibile che sia avvenuto davvero, in quanto pare che la
rilevazione ISTAT del tasso effettivo di inflazione sia stata inferiore del 2-3% rispetto alla inflazione ufficiale, nascondendo la recessione da tutti "percepita" e, insieme, che
retribuzioni, pensioni e piccoli risparmi si sarebbero dimezzati nel giro di 10-15 anni. Ma se la domanda cala come fanno i prezzi a salire senza ipotizzare che i trust contraggano
volontariamente l'offerta ancor più della domanda, pur così rinunicando a parte dei loro extraprofitti da oligopolio, al fine espresso di fare salire ugualmente i prezzi? Se si, perchè lo
farebbero se non per giustificare gli interventivi operati dai governi nella "ignoranza" di questa volontarietà, avvitandoci così nella perversa spirale inflazione,deflazione, recessione,
inflazione che taglia le gambe alle maestranze organizzate e alle imprese indipendenti, permettendo di disegnare nel tempo la mappa della distribuione sociale più gtadita ai ceti possidenti e ai
reazionari?


A pensare male ci si azzecca spesso! nando.ioppolo@circolodegliscipioni.org