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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'Europa bloccata dai banchieri: al comando Goldman Sachs

Pubblicato su 6 Dicembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri



Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte] – di Paul Craig Roberts

 
 

 

Il 25 novembre, due giorni dopo un’asta fallimentare asta dei titoli di stato emessi dal governo tedesco in cui la Germania non è riuscita a vendere il 35% dell’offerta di titoli decennali, il Ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha detto che la Germania potrebbe ritirare la richiesta avanzata alle banche private detentrici del debito sovrano di Grecia, Italia e Spagna di accettare parte del costo del piano di salvataggio con l’estinzione di parte del valore dei titoli. Le banche private vogliono evitare perdite costringendo il governo greco, italiano e spagnolo a onorare le loro obbligazioni con l’imposizione di un’estrema austerità, oppure ottenendo dalla BCE l’emissione di Euro con cui acquistare il debito pubblico dalle banche private. Emettere valuta per risanare il debito è in contrasto con lo statuto della BCE e spaventa soprattutto i tedeschi, per l’esperienza di iperinflazione subìta durante la repubblica di Weimar.

Ovviamente il governo tedesco ha recepito il messaggio dall’architettato fallimento dell’asta dei titoli di stato. Come ho scritto a suo tempo, per la Germania, con il suo rapporto debito/PIL relativamente basso rispetto ai paesi in fase critica, non esiste alcun motivo per non essere in grado di vendere i propri titoli di stato.

Se la solvibilità della Germania è messa in dubbio, come si può presumere che possa salvare gli altri paesi? La prova che il fallimento dell’asta dei titoli tedeschi è stata architettata, ci viene fornita dalla riuscita asta dei titoli statali della squinternata Italia, due giorni dopo.

Non è strano. L’Italia, il più grande paese dell’Unione Europea a necessitare di un piano di salvataggio per il proprio debito, riesce ancora a vendere i suoi titoli, eppure la Germania, che non ha bisogno di interventi e dovrebbe pure farsi carico dello sproporzionato costo del salvataggio di Italia, Grecia e Spagna, non è riuscita a farlo.

A mio parere, il fiasco dell’asta tedesca è stato architettato dal Ministero del Tesoro americano, dalla BCE assieme alle istituzioni europee e dalle banche private che posseggono il debito sovrano dei paesi in difficoltà.

La mia opinione si basa sui seguenti fatti. Goldman Sachs e le banche degli Stati Uniti hanno garantito probabilmente 1000 miliardi o più di dollari del debito pubblico europeo, vendendo swap e assicurazioni per cui non hanno copertura. Le commissioni che hanno ricevuto le banche statunitensi per garantire il valore degli strumenti di debito sovrano dei paesi europei è finito negli utili e nei premi destinati ai dirigenti. Naturalmente è stato questo a mandare in rovina il gigante delle assicurazioni americano AIG, che ha portato al TARP [piano di soccorso per le attività in dissesto, a seguito delle leggi ‘salvabanche ‘. NdT] a spese dei contribuenti americani e agli enormi utili di Goldman Sachs.

Se uno qualsiasi dei debiti sovrani europei dovesse andare in fallimento, gli istituti finanziari americani che hanno emesso swap o garanzie a fronte del debito senza copertura sarebbero nei guai per dover sborsare un’enormità di somme che non hanno. La reputazione del sistema finanziario statunitense probabilmente non potrebbe sopravvivere all’insolvenza per gli swap emessi. Pertanto il naufragio del debito pubblico europeo risveglierebbe la crisi finanziaria negli USA, con l’esigenza di una nuova serie di piani di salvataggio e/o di “alleggerimenti quantitativi”, ossia iniezione di valuta per rimediare a strumenti finanziari scriteriati, la cui emissione ha arricchito un esiguo numero di dirigenti.

Certamente il presidente Obama non vuole entrare nell’anno elettorale affrontando l’esaltante prospettiva del fallimento finanziario americano. Così, senza alcun dubbio il Tesoro degli Stati Uniti vuole la Germania alla larga dal piano di salvataggio europeo.

Le banche private francesi, tedesche e olandesi, che sembrano possedere la maggior parte del debito dei paesi in crisi, non vogliono sostenere perdite. I loro bilanci, già dissestati dai fraudolenti derivati di Wall Street, non riusciranno a sopportare ulteriori perdite, altrimenti subiranno un ulteriore calo delle loro azioni, come conseguenza della contrazione degli utili dovuta alla svalutazione dei titoli del debito pubblico. In altri termini, per queste banche ci sono di mezzi i grandi poteri finanziari, che offrono loro un enorme impulso a togliere di mezzo il governo tedesco dai loro bilanci.

Alla BCE non piace essere un soggetto inferiore alla Federal Reserve o alla Banca d’Inghilterra. La BCE vuole i poteri per procedere con propri “alleggerimenti quantitativi”. La BCE è frustrata dai limiti posti ai suoi poteri dalle condizioni volute dalla Germania per privarsi della propria valuta e del controllo della Banca Centrale tedesca sulla massa monetaria del paese. Le autorità dell’UE vogliono più “unità”, ossia una minore sovranità dei paesi membri dell’UE. La Germania, essendo il più forte membro, si trova sulla strada di quei poteri che le istituzioni europee vogliono esercitare.

Per questo si è verificato il fallimetno dell’asta dei titoli tedeschi, un evento pianificato per punire la Germania e avvertire il suo governo di non ostacolare l’“unità”. In caso contrario potrebbe perdere la propria sovranità.

La Germania, intimidita sin dalla propria sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, è stata resa costituzionalmente incapace di una forte leadership. Ogni segno di leadership tedesca è stato subito soffocato, rievocando il ricordo del Terzo Reich. Di conseguenza la Germania è stata spinta in un’Unione Europea che vuole distruggere la sovranità politica dei governi membri, proprio come Abraham Lincoln distrusse la sovranità degli stati americani.

Chi governerà la nuova Europa? Ovviamente le banche private europee e Goldman Sachs.

Il nuovo presidente della Banca Centrale Europea è Mario Draghi. Questa persona è stata vicepresidente e amministratore delegato di Goldman Sachs International e membro del Comitato Amministrativo di Goldman Sachs. Draghi è stato anche direttore esecutivo italiano della Banca Mondiale, governatore della Banca d’Italia, membro del consiglio direttivo della BCE, membro dei consigli d’amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS) e dell’Asian Development Bank (AsDB), come pure presidente del Financial Stability Board (FSB).

Ovvio che Draghi tutelerà i poteri dei banchieri.

Il nuovo Presidente del Consiglio italiano, nominato senza elezioni, è stato membro del Collegio dei Consulenti Internazionali di Goldman Sachs. Mario Monti è stato designato alla Commissione Europea, uno degli organi direttivi dell’UE. Monti è presidente europeo della Commissione Trilaterale, un’organizzazione americana che promuove l’egemonia americana nel mondo. Monti è membro del gruppo Bilderberg e membro fondatore del gruppo Spinelli, un organo creato nel settembre 2010 per agevolare l’integrazione all’interno dell’ UE.

Nello stesso modo in cui un banchiere non eletto è diventato Presidente del Consiglio in Italia, un’altro banchiere non eletto è stato nominato Primo Ministro in Grecia. Evidentemente sono incaricati di mettere a punto la soluzione delle banche alla crisi del debito pubblico.

Il Primo Ministro della Grecia appena insediato, Lucas Papademos, è stato governatore della Banca di Grecia. Dal 2002 al 2010. È stato vicepresidente della BCE. Anche lui è membro della Commissione Trilaterale americana.

Jacques Delors, uno dei fondatori dell’UE, nel 1988 promise alla Federazione Sindacale inglese che la Commissione Europea avrebbe preteso dai governi l’introduzione di leggi a favore dei lavoratori. Al contrario, sappiamo che questa Commissione Europea controllata dai banchieri esige dai lavoratori europei il salvataggio delle banche private, accettando stipendi più bassi, minori politiche sociali e un pensionamento ritardato.

L’Unione Europea, proprio come ogni altro gruppo, è semplicemente un altro disegno creato per concentrare la ricchezza nelle mani dei pochi, a scapito dei cittadini europei, che sono destinati, come gli americani, a diventare i servi della gleba del XXI secolo.

 

Goldman Sachs
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