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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'ESSENZA DEL POTERE

Pubblicato su 2 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Che cos’è il “potere” nella sua essenza di base? Rifletteteci un attimo, vi assicuro che non è facile dare una risposta secca e precisa a questa domanda. Capire che cos’è è però indispensabile per capire i modi e le finalità con le quali viene esercitato. Per comprendere bene il potere è necessario ragionare con un modello semplice di società.

Immaginate quindi una società nella quale il potere non venga esercitato da nessuno, una società nella quale ognuno dia un contributo attivo allo sviluppo delle attività comuni e lavori anche per il suo sacrosanto interesse personale. Una società utopistica, irreale, senza violenza e con la cultura dominante del benessere personale, ambientale e sociale come prima cosa. In questa società ognuno è invitato a “rimboccarsi le maniche” e a sporcarsi le mani per realizzare i beni materiali di cui tutti necessitiamo. Si perché, per quanto sia giusto coltivare interessi spirituali, umanistici o artistici, il mondo nel quale viviamo è un mondo composto essenzialmente di materia.

I nostri corpi sono di materia e la materia è indispensabile per alimentarci, vestirci, spostarci, sederci, lavorare, scaldarci ecc… In una società giusta ed equilibrata tutti, ripeto, TUTTI sono invitati a plasmare la materia che ci circonda per trasformarla in beni fruibili dall’uomo. Sembra un discorso banale, ma non lo è affatto… continuate a seguire il ragionamento e capirete meglio.

Ammettiamo che, in questa società utopistica, qualcuno inizi a pensare che il lavoro è faticoso, si suda e vengono i calli alle mani, e si metta in testa di far lavorare qualcun altro al posto suo.

Mister “Fannullone” inizia quindi a focalizzare tutta la sua energia mentale sul come poter vivere sfruttando il lavoro degli altri e a furia di ragionare arriva e ben 3 soluzioni possibili:

1) La prima soluzione consiste nello sfruttare un clamoroso buco di conoscenza che riguarda tutti gli uomini che lo circondano (e lui stesso, in verità): nessuno ha la più pallida idea del motivo per cui è venuto al mondo, dello scopo della sua esistenza, di quello che era prima di nascere e di quello che diventerà dopo la morte. “Fannullone” può quindi prendere la palla al balzo e iniziare a borbottare di misteriose presenze divine che, guarda caso, hanno scelto proprio lui come messaggero di verità assolute ed indiscutibili che valgono per tutta l’umanità. Sfruttando così la molla della “superstizione”, Fannullone comincia a chiedere agli uomini la costruzione di una grande chiesa (pena periodi di carestia e malattie) e di una agevole dimora per lui che si prenderà la briga di fare da “ponte” tra il divino e l’umano. Problema risolto: Fannullone ha una casa, ha il rispetto di tutti, viene servito e riverito e non deve più muovere un solo dito per plasmare quell’orribile materia! Si deve solo recare una volta alla settimana nella chiesa per dire alla gente ciò che la gente vuole sentirsi dire, ovvero che il misterioso Dio li ama, li adora e ha bisogno di qualche offerta per far girare tale messaggio anche nelle altre comunità. E’ la base per la creazione di uno Stato Ecclesiastico, basato sulla superstizione.

2) La seconda soluzione, attuabile solo se Fannullone è fisicamente prestante e verbalmente convincente, è l’uso della forza per imporre la sua volontà. Fannullone inizia ad individuare gli uomini più deboli e pavidi della società e comincia a minacciarli o a picchiarli se non rispettano i suoi dettami. Ben presto, per mera convenienza, molti uomini inizieranno a stare dalla sua parte e Fannullone potrà contare su un piccolo esercito di persone per imporsi su tutta la gente, con tasse, balzelli e quant’altro la sua Fannulloneria gli suggerisca. E’ la base per la creazione di una Dittatura basata sulla forza bruta.

3) La terza soluzione è impossessarsi della gestione delle regole, attuabile sono se Fannullone è un ottimo affabulatore, promettitore di mondi migliori, risolutore a parole di tutti i problemi del paese: in pratica un politico. In questo caso si organizzerà per diventare il gestore delle regole di vita della gente (colui che fa le leggi) e, cosa più importante, il gestore del denaro, ovvero del “sangue” dell’economia del paese. Si perché il denaro, essendo sostanzialmente il mezzo di scambio del lavoro materiale, consente, possedendone molto, di acquistare il lavoro altrui sottoforma di beni o di servizi. Impossessarsi del denaro, quindi, senza contribuire in alcun modo al miglioramento del benessere materiale della società è esattamente come impossessarsi del lavoro degli altri. Fannullone ha inventato la “Finta Democrazia” o il “Potere Burocratico” che, guarda caso, è quello che oggi muove gli schiavi occidentali.

A questo punto dare una definizione di potere diventa un gioco da ragazzi: “Il Potere è Ottenere e Fare tutto quello che si vuole, con il lavoro degli altri.” Semplice no? Con quest’ ottica il parroco del paese ha più potere di un dirigente aziendale (che è in realtà uno schiavo).

Il parroco, infatti, viene nutrito dagli altri, la sua dimora viene costruita e mantenuta dagli altri, le sue vesti vengono lavate e stirate dagli altri il tutto senza mai lavorare, se non parlare del contenuto di un certo libro alla domenica. Lo stesso dicasi per un banchiere o per un politico.

Ma ancora più su, c’è il vero Fannullone, che usa parroci, banchieri e politici per vivere alla stragrande con il lavoro del mondo! Troviamolo e mettiamolo a zappare i campi a vita, per la miseria!

Fonte: Stampa Libera

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