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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

L'ABITUDINE ALLO SCONTATO, L'INCAPACITA' DEL NUOVO E L'ACCONTENTARSI DEL POCO

Pubblicato su 23 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Con il solo scopo di chiarire, una volta per tutte, dei concetti ,per noi fondamentali, vi tediamo con questa conversazione scaturita dalla pubblicazione di un manifesto ( allegato ) da parte di Francesco Torriglia che un appartenente al gruppo internet " U.S.N.  Roma " Nicola Bombacci" ha ritenuto opportuno commentare per slogan e non articolando un discorso su basi culturali e storiche. La cosa non mi ha dato noia in se, sono abituato ai commenti degli affiliati alle varie parrocchie, ma ci offre l'occasione, oltre che per chiarire, per ribadire che con gli " accecati" dalle varie ideologie non vogliamo avere niente a che fare, preferiamo frequentare uomini liberi.
Claudio Marconi
 
Commento di Di Maio sotto il manifesto:
Secondo me chi ha scritto questa citazione è un Kazzaro abitante della Kazaria... se non esiste un centro non esistiamo neanche noi... e poi sto Claudio Marconi a chi vuole darla a bere se l'Europa ha etnocentrizzato il mondo per quasi un intero millennio... E' bello parlare a vanvera... hahhahahaha – Vincenzo Di Maio
 
Mie Considerazioni 
Questo signore, Vincenzo di Maio, ha ritenuto opportuno commentare il manifesto alla sua maniera. Ci sembra di capire che sia un razzista biologico e, se così è, dovrebbe essere un “ credente “ della “ supremazia “ della razza bianca. su tutte le altre. Problemi suoi. Gli possiamo consigliare di studiare di più.
L’Europa non ci sembra che abbia "etnocentrizzato" la tradizione cinese, la tradizione giapponese, la tradizione Inca – che sono i romani dell’America Latina e massacrati dagli “ etnocentrizzatori “ europei  con guerre di predazione molto simili a quelle che gli USA fanno oggi in Medio Oriente – continuando i loro massacri " etnocentrici" con i Pellerossa, e potremmo continuare.
Noi non crediamo che ci sia una razza superiore ad un’altra, crediamo, semplicemente, che ci siano razze che hanno loro specifiche identità culturali, che vanno conservate, tutte rispettabili nei loro luoghi di origine.
Oggi il pensiero “ etnocentrizzatore “ ci sembra proprio che faccia il paio con il pensiero unico dominante: omologare, uni-formare, distruggere le diversità.
Gli oltranzismi razziali non ci interessano e non fanno parte della nostra visone del mondo e della vita, la sola, chiara e ferma, opposizione e battaglia che portiamo avanti è contro la società multirazziale per la semplice ragione che rappresenta il primo attacco alla identità dei popoli ( o razze) volendo distruggere le differenze e le identità per amalgamarle in un unico, gigantesco frullatore che tutto trita ed amalgama per mezzo della mescolanza tra le varie razze ed etnie. Per questi motivi al razzismo becero e strisciante opponiamo la nostra visione plurietnica espressa da sempre dalla Civiltà Europea, partendo da Roma.
Come non ci appartiene il bieco anti-islamismo propugnato dal Front National di madame Le Pen, in quanto è una battaglia ideologica come un’altra, la mia ideologia contro la tua, la tua e la mia contro quella dell’altro, ma sempre schiavi di una visione parziale di un tutto organico. Queste guerre ideologiche sono create appositamente dai gestori del pensiero unico per meglio dividere quelli che dovrebbero essere i ribelli e gli antagonisti, ed i meno accorti beccano.
Non vogliamo razze, od etnie, svuotate della loro cultura e della loro identità, ma vogliamo popoli che siano artefici e protagonisti del proprio destino in netta antitesi alle teorie razziali biologiche fomentate dai poteri oggi egemoni.
L’argomento, comunque, va affrontato  a mente sgombra  da anatemi dottrinari od ideologici,  e credo sia improcrastinabile considerare tre aspetti.
Uno è quello della visone del mondo e della vita, sia in sè, che in rapporto alle altre etnie
Il secondo è quello storico, valutando l'opera svolta da suoi esponenti e da suoi operatori e sostenitori, di tutte e due le parti in causa, anche alla luce della stessa consonanza di intenti, da loro professata.
Il terzo è quello dei risultati conseguiti, sia sui chierici delle ideologie, sia sugli altri.
Nessuno potrà negare che ognuno dei detti ordini di considerazioni sia rilevante, per chi, come noi, cerca di tornare alla civiltà, dopo l' aberrazione "moderna" e "progressista", che non è stata certo un caso, e deve aver avuto ben precise cause.  543630 3991089024523 1499810449 3297194 842471329 n
 
 
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rossella 05/23/2012 20:34


E' un concetto troppo difficile per menti povere come lo sono anche le persone più sorprendentemente ben piazzate in fatto di prestigio culturale. Forse è un sentimento ? e quindi non tutto lo
provano?


Non so , sono terribilmente abbattuta dall'incapacità di capire che vedo intorno , dalle cose più banali e più concrete che ho visto addirittura  rinnegate nella riunione  sindacale di
soli 170 lavoratori da cui sono reduce. Ma se quando non fa comodo non si capisce , se non si capisce nemmeno quando è il tuo diretto interesse , se non si capisce perchè si è manifestatamente
pigri ed irritati dal dover seguire una successione filologica di motivazioni e si preferisce tagliar corto solo per sbrigarsi prima , ma , ALLORA , cosa perdiamo tempo a spiegare i principi
della libertà e della democrazia di un mondo futuro? Forse ha capito tutto chi ha capito che sulla gente si deve comandare e per comandare si deve solo fare presa mediatica : e lavorare e
comandare  per la giustizia è un'autocondanna o un evento raro e felice ma sempre più improbabile.

frontediliberazionedaibanchieri 05/24/2012 08:26


In parte condividiamo le tue perplessità ma se vogliamo avere una speranza di cambiare questo sistema dominato dai banksters dobbiamo caparbiamente insistere per cercare di creare consenso intorno
all'idea che un mondo possibile è migliore