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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

KYENGE: LA TERRA E' DI TUTTI

Pubblicato su 20 Agosto 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Questa ultima affermazione della Kyenge è, non solo, tendenziosa ma addirittura devastante per tutti i popoli, non solo il nostro.

“ La terra è di tutti”: no, cara ministra, la terra è dei popoli che la abitano da secoli, dei loro avi e dei loro figli; ma se è di tutti perché esistono le proprietà terriere ? aboliamole; perché si continua a comprare e vendere la terra come un qualsiasi prodotto?

Ma l’esempio “ classico “ che ci viene in mente è la storia dei Pellerossa: siccome la terra è di tutti gli allora “ immigrati”, molto più “ attrezzati” di quelli odierni, hanno pensato bene di andare nel Nuovo Mondo, massacrare le popolazioni originarie e confinarle nelle riserve, perdendo tutte le tradizioni che da millenni quei popoli orgogliosi si tramandavano. E va tutto bene, secondo la Kyenge, tanto la terra è di tutti.

Lo stesso dicasi delle multinazionali che stanno massacrando il Congo, terra d’origine della ministra, perché non andare a sfruttare quei popoli e le loro ricchezze, tanto la terra è di tutti ?

Lo stesso dicasi della Nigeria, del Mozambico e via dicendo.

Anche quando si assassina un “ dittatore”, Gheddafi, Saddam, c’è una sua solida “giustificazione”: la terra è di tutti, anche della Total, della Shell, della Exxon.

Cara ministra noi la pensiamo differentemente: “ A ciscun popolo: la propria terra, le proprie risorse, la propria dignità etnica”.

Claudio Marconi

 per chi lavora la kyenge

(ANSA) - RIACE (REGGIO CALABRIA), 20 AGO - ''L'obiettivo è costruire un mondo dove nessuno deve sentirsi escluso perché la terra non ci appartiene ma è di tutti''. Lo ha detto il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, oggi a Riace, dove da anni è in atto una politica di accoglienza. ''Il modello Riace - ha aggiunto - e' un modello di buona pratica. Bisognerebbe esportarlo in altre zone dell'Italia del centro nord''. Il ministro è stato accolto da bambini stranieri che hanno cantato l'inno di Mameli.

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roberto 10/12/2013 21:43

mi sembra una grossa forzatura la tua interpretazione delle parole della ministra

Durga 08/21/2013 05:03


1-Mi spiace per la fine fatta dai Pellerossa, che erano esseri umani, ma non credo che avessero grandi tradizioni da tramandare, almeno paragonabili a quelle dei popoli europei.


2-I dittatori come Gheddafi eccetera  sono stati assassinati, e i loro popoli bombardati, non a causa della Shell o Total (che poi avranno naturalmente sfruttato l'occasione), ma per
motivi geopolitici legati alla volonta' delle grandi Potenze (soprattutto degli USA) di dominare il mondo.

barbara 08/21/2013 02:04


un delirio dietro ad un altro. Un ministro che gode dell'immunità alla critica può sparare a raffica corbellerie a iosa che nessuno, pena attivazione della magistratura, potrà replicare.


Ovviamente non posso che essere d'accordo pienamente con le tue considerazioni.


Se è di tutti, le tasse sulla terra e possedimenti devono essere abolite, non esistendo più la proprietà privata. O solo quando conviene agli dèi della casta?

frontediliberazionedaibanchieri 08/21/2013 07:47



Per quanto mi riguarda la terra, specialmente quella agricola, dovrebbe rimanere di proprietà dello Stato che la da in gestione a chi la vuole lavorare, e quest'ultilmo la gestisce come se fosse
sua, praticamente ne è " proprietario " pro-tempore, ma se i suoi figli vorranno continuare a coltivarla la può lasciare a loro, altrimenti la ritorna allo Stato che re-inizia il giro. La terra
agricola dovrebbe essere un bene inalienabile. Claudio