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Blog di POPOLI LIBERI e COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

KEALTON: BILANCI SETTORIALI, DEFICIT PUBBLICO E RISPARMIO PRIVATO ( 15/18)

Pubblicato su 28 Aprile 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MMT - BARNARD

Ringraziamo Caterina Disco che ha pubblicato questo intevento della Kealton sul gruppo facebook di Paolo Barnard dal quale lo abbiamo tratto. C.M.

 

Ora vorrei esporvi alcune tematiche nuove, tornando anche ad parlare brevemente di alcuni concetti molto importanti dell’MMT che Paolo mi ha chiesto di approfondire perché forse sono andata troppo veloce in una delle precedenti presentazioni. Quindi parliamo di MMT e perché pensiamo che sia una modalità così rivoluzionaria di pensare a tante questioni economiche importanti. Uno o due giorni fa il Finantial Time ha scritto un articolo sulla MMT, un articolo che noi reputiamo piuttosto importante relativamente alla diffusione della stessa. L’articolo diceva che vedere la MMT è come vedere un audiostereotipo, o meglio una di quelle immagini nebulose che si chiarisce a poco a poco, man mano che la si osserva. Quindi sono idee a cui bisogna applicarsi perché sono così diverse rispetto a tutto ciò che sapevamo e pensavamo di capire bene sul denaro e sul deficit governativo, sul debito,ecc…Vorrei perciò tornare a parlarvi di alcuni concetti molto importanti.

 

La maggioranza delle persone pensa che il governo riscuota delle tasse da noi e raccolga anche dei fondi vendendo titoli per poi finanziare la propria spesa. Il governo avrebbe bisogno dei nostri soldi per spendere. La MMT respinge tutto questo; la MMT dice che uno Stato che emette una moneta sovrana non ha bisogno di farsi dare soldi dagli utenti, la valuta sovrana è presente e perciò lo Stato può spendere i propri soldi, i propri IO TI DEVO, crea la propria valuta. E non è tutto: le tasse che vengono riscosse dai cittadini NON possono finanziare assolutamente nulla e i bond che vengono venduti per avere degli introiti per lo Stato in uno Stato sovrano non servono per pagare la spesa dello Stato.

 

Due aspetti da considerare:

un canale verticale. la mmt dice che lo Stato spende emettendo quello che noi definiamo denaro ad alto potere; è una parola abbastanza strana che serve per descrivere la valuta centrale e anche le responsabilità della Banca Centrale cioè le riserve della banca. Se noi facciamo un assegno allo Stato per pagare le tasse secondo un procedimento complesso il denaro viene accreditato allo Stato e quindi conteggiato. Ma le responsabilità dello Stato sono distrutte da tale processo, ossia eliminate dai bilanci e questo denaro sparisce, va giù per lo scarico e non serve a finanziare niente.

Un canale orizzontale: in qualunque sistema monetario moderno, la maggior parte delle transazioni nel mercato privato non implicano il governo. Si tratta di denaro emesso dal credito privato. Lo si può pensare come leva della moneta di stato.

 

Il denaro ad alta potenza rappresenta quindi la responsabilità del governo. Si trova esattamente in cima alla piramide. Il settore privato usa il denaro dello stato per far leva rispetto alla creazione del proprio denaro, della propria moneta, del proprio IO TI DEVO, del proprio debito. In tutti i sistemi moderni la Banca Centrale ha un tasso di interesse che viene stabilito e fornisce denaro alle riserve su richiesta, orizzontamente al tasso d’interesse prestabilito; inoltre assorbe riserve in eccesso utilizzando le operazioni sul mercato aperto acquisendo e vendendo titoli governativi per riuscire a raggiungere gli obiettivi dei tassi d’interesse prestabiliti. I titoli non sono perciò strumento di finanziamento bensì strumento di politica monetaria. Aiutano a coordinare la riserva creata dalla spesa governativa con il drenaggio della riserva che avviene con la riscossione delle tasse. Negli USA, il tesoro e la FED hanno una modalità molto complessa di coordinare le operazioni fiscali del governo. Noi della MMT abbiamo scritto molto a riguardo. Il procedimento è davvero complesso e comprende una serie di passaggi che non è possibile approfondire oggi in maniera dettagliata. Se vi interessa sapere come funziona tutto questo in maniera dettagliata potete cercare pubblicazioni su new economic perspectives blog o un articolo da me pubblicato nel 2000 sul Journal of Economic Issues, che si intitola 'Do Taxes and Bonds Finance Government Spending?' o il libro di R.Wray, “understanding modern money” .

 

Quando il governo spende aggiunge nuovo denaro al circuito, se tassa toglie denaro al sistema bancario. Se il governo spende più di quanto preleva allora diciamo che incorre in un deficit. Il deficit lascia riserve nel sistema bancario e questo avvia risposte dalla BC. Le riserve supplementari sospingono verso il basso i tassi d’interesse. E questo non è uguale a ciò che noi abbiamo imparato in economia. L’economia tradizionale ci dice che un deficit governativo fa salire i tassi d’interesse perché il governo deve competere per un pool di risparmio limitato e se si vuole pagare il deficit si deve pagare un prezzo superiore per acquisire tali risparmi. Ma secondo la MMT lo stato crea denaro, il denaro non è scarso e il governo non prende a prestito il denaro dalla gente per finanziare il proprio deficit ma spende per primo creando le riserve che poi utulizza vendendo i titoli; quindi il settore privato perde le riserve e guadagna i titoli governativi. Ed è così che vengono usati i titoli: per mantenere i tassi d’interesse in uno stato a moneta sovrana.

 

Vedete questo grafico che spero vi possa servire:

 

La componente verticale: vedete che la spesa del tesoro aggiunge denaro ad alto potere HPN che si accumula nelle banche fino a quando noi paghiamo le tasse e quindi parte di questo denaro scompare oppure le banche usano il denaro dello stato per creare il proprio denaro da prestare i cittadini facendo leva sul denaro dello stato. Questo è il canale verticale e orizzontale della nostra spiegazione sulla MMT.

 

Ovviamente abbiamo la teoria del credito, la teoria endogena del denaro e il denaro dello stato.

 

Questo ci riporta alla teoria di Lerner della finanza funzionale; nella parte intitolata “functional finance: the federal death”. Lerner ci spiega che le tasse non finanziano assolutamente niente. Lo Stato non può spendere i soldi che riscuote: vengono eliminati e si capisce che le vendite dei titoli servono per condurre la politica monetaria. L’economia convenzionale ci dice invece che servono per la politica fiscale, per finanziare invece la MMT li utilizza in maniera diversa!

 

I bond sono molto importanti perché permettono alla banca centrale di vendere e comprare titoli aggiungendo o riducendo risorse del sistema bancario per raggiungere i propri obiettivi di tassi d’interesse. Per cui è da respingere la visione ortodossa perché è sbagliata. Secondo la teoria convenzionale sulla finanza governativa le tasse e i titoli sono sbagliati; la teoria convenzionale sostiene che se lo stato dovesse spendere per finanziare questo porterebbe inflazione. Ma la MMT dice che tutta la spesa governativa è per definizione finanziata dalla creazione di nuova moneta. A volte si pensa che noi proponiamo al governo di fare qualcosa di diverso. In realtà descriviamo semplicemente come funzionano le cose adesso per cui questa non è una proposta politica, perché le cose funzionano proprio così, ora, e non c’è un impatto inflazionistico! Secondo la teoria convenzionale inoltre, i governi vendono titoli e debbono competere per avere un quantitativo molto limitato di risorse finanziarie disponibili sul mercato. Se il governo vuole una parte di questo pool, le aziende ne vogliono, le famiglie ne vogliono alla fine questo conduce a scontrarci gli uni con gli altri e il prezzo di questi risparmi aumenta. Nei libri di testo troviamo che se il prezzo aumenta aumentano i tassi d’interesse e quindi tutto questo avvia una serie di altre forme di spesa. Il governo si prende queste riserve e dice “io voglio questa parte”. Per questo aumentano i tassi d’interesse per tutti quelli che vogliono questo denaro e quindi si avvia una modalità più efficiente di spesa del settore privato per riuscire a compensare le modalità inefficienti di spesa del governo. Ovviamente tutto ciò è sbagliato: in realtà i titoli vengono venduti per riprendere il denaro del governo che è stato prodotto dalla gestione del deficit stesso: è il deficit che crea il denaro che poi viene messo a disposizione per l’acquisto dei titoli. Quindi le riserve non sono illimitate, aumentano con la spesa a deficit. Quindi tutto quello che ci dice la teoria convenzionale, tutto ciò che imparano gli studenti di economia, espone questi ultimi ad una visione ortodossa neoclassica che non si applica ai governi che emettono una valuta sovrana.

La MMT sottolinea il rapporto tra la capacità dello stato di emettere moneta e il suo potere di fare cose reali per condurre la propria politica liberamente, senza vincoli. Grazie al suo potere sul denaro lo Stato può controllare le risorse all’interno dell’economia. Lo Stato impone le tasse e questo gli permette di forzare le persone a lavorare e produrre, a fornirgli delle cose per poter avere i soldi necessari per pagare le tasse. In questo modo lo Stato detiene un controllo su come utilizzare le risorse per gestire la società- Non è una cosa che risulti ovvia a prima vista ma è fondamentale. Dobbiamo cercare di sollevare questo velo, che nasconde le potenzialità dello Stato di utilizzare il sistema monetario nell’interesse pubblico.

 

Abbiamo parlato brevemente ieri di come gli economisti valutano il problema della disoccupazione. Abbiamo fondamentalmente 3 opzioni quando si parla di inevitabilità della disoccupazione in un’economia di mercato.

1. La disoccupazione pura in cui i disoccupati sono una sorta di riserva tampone che non percepiscono reddito e non hanno compiti da svolgere. Nella maggioranza dei sistemi c’è un rete per sostenere la disoccupazione (cassa integrazione, sussidi, ecc..): questo tipo di ammortizzatore può andare avanti mesi o anni per cui la persona può percepire un reddito pur non lavorando.

2.L’altra possibilità riguarda una riserva di soggetti occupati: questa la chiamiamo programma di datori di lavoro di ultima istanza. In un programma così quando una persona perde il lavoro, ha un altro lavoro da svolgere. Il governo non permette che la persona rimanga inerte ma le affida un compito utile alla società: la persona percepisce un reddito e ha qualcosa da fare. L’Argentina ha applicato un programma di questo tipo (programma Heffes): forniva lavoro ai capi famiglia disoccupati con un salario di base. Questo programma ha avuto successo. Si tratta di un lavoro di transizione. Con l’operatività normale ciclica dell’economia (licenziamenti, riassunzioni da parte delle aziende..) le persone hanno qualcosa da fare sempre, sono sempre occupate. Questo programma di garanzia dell’occupazione serve da ammortizzatore automatico. Nessun burocrate del governo deve decidere se spendere quando aumenta la disoccupazione e quindi nessun burocrate deve prendere decisioni in merito. Questo meccanismo si deve avviare automaticamente. Appena si perde il lavoro e si desidera partecipare ad un programma di garanzia dell’occupazione, ci si presenta e ci viene assegnato un posto di lavoro, un compito. Ovviamente può essere previsto un periodo di formazione all’interno del programma.

 

Quando il settore privato si riprende e comincia a riassumere, i lavoratori passano da questo programma ad altre occupazioni. E’ una sorta di polmone, una riserva di manodopera in attesa di ripresa economica; pertanto la società può avere delle persone che svolgano dei compiti utili e garantisce il senso di appartenenza dei cittadini alla società; i cittadini percepiscono un reddito e hanno dei compiti da svolgere.

Negli USA non abbiamo mai avuto un programma del genere, ma abbiamo un programma molto interessante che serve ad assolvere molti di questi obiettivi. Ieri uno di voi ha fatto una domanda sul New Deal di Roosvelt. Quando Roosvelt era presidente e l’economia statunitense si trovava nel mezzo della grande depressione, quest’ultimo institui un’ampia gamma di programmi per l’occupazione, la West Progress Administration (WPA). Mio nonno per esempio aveva lavorato all’interno della WPA. C’era poi la CCC (Civilian Conservation Corps). Alcuni di voi hanno posto domande relative a problemi ambientali e se la MMT abbia qualcosa da dire anche relativamente alla politica ambientale ed energetica. La CCC si occupava di tematiche ambientali. L’NYA (National Youth Administration), era un programma che si occupava specificatamente di disoccupazione giovanile che sappiamo essere molto serio in molte parti d’Europa oggi. I programmi di roosvelt assumevano disoccupati e davano loro qualcosa di utile da fare : costruirono ospedali, scuole, ponti, stadi, areoporti e molto altro: ricostruirono l’America. I programmi davano lavoro a milioni di americani in attività produttive socialmente utili, persino poeti, pittori attori trovavano una collocazione in questi programmi. Però questa è una modalità su larga scala che richiede la capacità di gestire grandi deficit pubblici e quindi è necessaria una moneta sovrana. Con una moneta sovrana è possibile costruire una democrazia che funzioni veramente per la gente. Capire questo importante, se la gente lo capisce i politici non possono più trovare giustificazioni, non possono dire non abbiamo soldi per farlo. Tutto quello che è fisicamente possibile, è finanziariamente possibile.

L’unica limitazione da considerare nell’ambito della MMT riguarda i vincoli reali che esistono. Abbiamo già superato nella nostra testa tanti pregiudizi sulla moneta, ecc… abbiamo già superato i vincoli finanziari, non esistono più. Lo Stato che emette moneta è in grado di mobilizzare risorse per l’interesse pubblico. Finchè c’è disponibilità di risorse reali (terra, acciaio,ecc..) ossia tutto ciò di cui c’è bisogno per costruire ponti, aeroporti, scuole, cose tangibili di cui abbiamo bisogno, il governo con i propri poteri di riscossione fiscale ecc è in grado di mobilitare queste risorse a beneficio di tutti. Determinate attività sono semplicemente troppo importanti per essere lasciate in balia dei mercati e delle motivazioni unicamente mirate agli utili, al profitto (ambiente, sicurezza energetica, sanità, reddito anziani, ecc..). MMT ci fa capire che è possibile un mondo nuovo e migliore.

Ora mi interrompo un attimo. Parliamo della T della MMT. Ieri sera mi è arrivato un tweet di una persona che era d’accordo con me sul fatto che non mi piaccia la “T” di MMT. Ma ho pensato che la T ci vuole. Perché noi siamo economisti e abbiamo una nostra interpretazione del modo in cui funziona la macroeconomia per cui è necessariamente un ‘interpretazione teorica che è diversa dalla visione teorica neoliberista in cui le restrizioni, i tagli salariali, i licenziamenti servono a creare una buona economia. Noi pensiamo che questo sia sbagliato, abbiamo modelli diversi che sono basati sulla teoria ma la nostra interpretazione teorica si basa su principi della teoria keynesiana. Comprendiamo anche principi di Marx e di altri. Ma esiste una componente teorica molto forte del nostro pensiero. Quando le banche centrali cominciano a comprare titoli in grande quantità (negli USA questo viene definito “quantitative easing”), molti economisti cominciano ad urlare “ecco iperinflazione! Questo distruggerà il mondo!” Noi abbiamo detto no perché abbiamo un’interpretazione teorica diversa dei canali attraverso i quali opera la politica monetaria e perciò tutte le cose che loro hanno interpretato in maniera erronea noi l’abbiamo interpretata in maniera corretta proprio in virtù della nostra diversa interpretazione teorica. La MMT quindi deve avere una T bella grande!

 

Ora passiamo a parlare di qualcosa che di T non ne ha, un concetto molto importante della MMT: l’utilizzo dei bilanci settoriali per analizzare quello che avviene nella posizione finanziaria dei diversi settori macroeconomici.

Dobbiamo innanzitutto riconoscere che i deficit sono una cosa normale, molte economie capitaliste hanno deficit permanenti, le eccedenze sono rare, fuggevoli, effimere in molti paesi in tutto il mondo. Per alcuni paesi i deficit si manifestano perché l’economia è nei guai. Ad es la recessione causa un aumento della disoccupazione, una caduta dei redditi e di conseguenza cala anche il gettito fiscale, esplode il deficit e questo lo avete visto tutti. Ma il deficit può essere gestito in maniera ancora peggiore ad esempio quando si attua l’austerità fiscale. Poi ci sono i buoni deficit , che non sono preoccupanti, quelli che l’MMT avvalla e sostiene: il governo può gestire un deficit permettendo al proprio bilancio di espandersi e contrarsi senza vincoli arbitrari sia temporalmente che spazialmente. Ad esempio se si fanno politiche di occupazione e diversi tipi di programmi; questo può richiedere una situazione in cui i governi si trovano a gestire un deficit nella maggior parte del tempo. Secondo voi questa è buona economia?

 

  • Un FALCO del deficit è persona che si oppone al deficit per principio. E’ molto spesso a favore di quello che definisce una “moneta sana” (standard aureo, moneta unitaria). Un falco del deficit stabilisce regole che obbligano al pareggio in bilancio in qualsiasi momento. Pensa che non esista ciò che si possa definire “deficit buono” ed è a favore di una immediata austerità.
  • COLOMBA del deficit è invece favorevole ad una spesa più limitata a deficit nei paesi negativi ma vuole che ci sia un pareggio in bilancio in tutto il ciclo economico (deficit ed eccedenze ciclicamente). Una colomba è a favore di regole che limitino la spesa governativa. Pensiamo ad esempio al patto di crescita e stabilità che permette che vi siano piccoli deficit ma si attende anche che si presentino delle eccedenze nel corso del ciclo. Una colomba del deficit riconosce che il deficit è importante quando c’è una deflessione economica ma al tempo stesso vuole austerità dopo il recupero economico.

 

Sia i falchi che le colombe si preoccupano delle conseguenze negative della gestione del deficit. Sono convinti che ad un certo punto i mercati si rifiuteranno di prestare denaro a tassi ragionevoli. I tassi d’interesse andranno alle stelle e il deficit diventerà insostenibile; pensano inoltre che gestire grandi deficit porti in ultima analisi ad una grave INFLAZIONE. Paul Krugman è una colomba del deficit.

 

Ma la MMT ha una migliore versione dei fatti: se il governo si avvantaggia della propria posizione perché può emettere la moneta, potrebbe finanziare il proprio deficit senza ricorrere a prestiti, quindi senza vendita dei titoli. Questo significa niente disciplina da parte del mercato dei titoli, niente vigilantes del mercato dei bond, nessun problema di insolvenza. I tassi d’interesse saranno inferiori non superiori come direbbe invece Krugman. Ma cosa dire dell’inflazione? La MMT non consiglia di gestire l’economia a livelli troppo elevati ma consiglia di utilizzare il deficit per portare alla piena occupazione, senza spingersi oltre. E’ una critica rivoltaci da molto che dicono che noi vogliamo grandi deficit al di là della piena occupazione, che vogliamo spingere troppo e dobbiamo essere pazzi. Hanno fornito un’interpretazione sbagliata della nostra teoria allo scopo di ridicolizzarci. La finanza funzionale richiede al governo di mantenere la piena occupazione e la stabilità dei prezzi. Noi siamo preoccupati per l’inflazione come gli altri ma non la consideriamo come un grave problema quando l’economia funziona al di sotto della piena occupazione e quindi con tante risorse inutilizzate e disponibili. Il governo ha quindi tanto spazio per spingere l’economia prima che l’inflazione diventi una vera preoccupazione.

 

A questo punto l’MMT sottolinea questo: non si può prendere in considerazione e giudicare e fare dichiarazioni sull’entità del deficit e del bilancio pubblico isolatamente né concentrarsi su un unico settore dell’economia. L’economia è multisettoriale. Dobbiamo quindi capire come il bilancio pubblico può raccordarsi al resto dell’economia. Dobbiamo comprendere i bilanci settoriali.

 

In qualunque periodo considerato il bilancio settoriale ci mostra se un certo settore spende più di quanto guadagna ( e quindi c’è un deficit), meno di quanto guadagna (e quindi c’è un’eccedenza) o spende quanto guadagna (e quindi c’è un pareggio di bilancio=.

Dobbiamo considerare 2 settori interni e uno esterno. Un settore interno privato (famiglie + aziende accorpate per fini analitici) e il settore interno pubblico (locale, statale, provinciale, nazionale). Al di fuori della sfera interna c’è il settore esterno ossia il resto del mondo( estero: governi, famiglie e aziende estere). Possiamo definirlo settore estero.

 

 

Abbiamo inoltre due regole:

1 non possono essere in ECCEDENZA tutti e tre i settori al tempo stesso.

2 non possono essere in DEFICIT tutti e tre contemporaneamente.

Queste sono le regole della contabilità .L’eccedenza di una persona significa il deficit di un ‘altra. L’unico modo per cui un settore possa avere un bilancio positivo è che almeno un altro abbia un bilancio negativo. Non possiamo quindi trovarci tutti in eccedenza contemporaneamente quindi almeno almeno un settore deve essere in deficit.

Il settore pubblico governativo e il settore non governativo hanno questa situazione: in presenza di un’eccedenza del settore non governativo (nuclei familiari, aziende, estero), c’è un deficit nel settore governativo. Se il settore governativo è in deficit allora per definizione il settore non governativo è in eccedenza. Il settore privato DEVE quasi sempre essere in eccedenza perché non può sopravvivere a lungo in condizioni di deficit. Le famiglie e le aziende, essendo utenti della moneta, non possono continuare a spendere all’infinito al di sopra dei loro mezzi perché si arriva ad un punto in cui anche i maghi della finanza di wall street non avranno più persone disposte a spendere a credito. I prezzi vanno alle stelle, le vendite calano, aumenta la disoccupazione e l’economia si contrae. Quindi il bilancio dello stato comincia a spostarsi verso il deficit. Il settore privato quindi non può creare ricchezza NETTA per sé stesso. Le aziende, le banche, le famiglie, nel loro complesso possono prendere a prestito e prestare denaro ma ogni positivo deve essere controbilanciato da una passività nell’altro settore. Gli attivi e i passivi si annullano l’uno con l’altro. Non possiamo creare un patrimonio netto al nostro interno, come settore privato. Una ricchezza finanziaria netta deve venire dall’esterno del settore. privato. Da dove derivano le eccedenze? Ricordate che eccedenza signifca questo, e cioè che il proprio reddito è superiore alla propria spesa, il deficit significa che si spende di più di quanto si guadagna. Tutti questi settori (privato e pubblico e estero), ciascuno di questi può essere in deficit o in eccedenza ma non possono essere tutti in deficit o in eccedenza contemporaneamente. Se il settore. pubblico è in deficit questo significa che vi saranno ripercussioni in termini di eccedenza nel settore privato. Se l’estero è in deficit rispetto all’italia l’italia sarà in eccedenza. O un deficit governativo o un’eccedenza commerciale contribuirà a creare il patrimonio, la ricchezza netta nel settore privato.

 

Y: National income

 

Sources (fonti del reddito) Uses (utilizzi del reddito)

Y= C + I + G + X Y= C +S + T +M

 

Vedete che da una parte dell’equazione la fonte del reddito e dall’altra gli utilizzi del reddito, come noi lo utilizziamo. Fonti e utilizzi debbono essere uguali. In modo da bilanciare le due equazioni. Si può quindi riscrivere l’equazione in questo modo:

 

(S – I)= (G-T) + (X-M) ossia Private surplus = gov’t deficit + current account surplus, dove:

 

(S- I)= private sector surplus (differenza tra quello che il set private risparmia e spende)

 

(G – T) = settore pubblico (differenza tra quello che risparmia e spende)

 

(X- M)= differenza tra quello che il resto del mondo compra da noi e quello che noi compriamo da loro ossia tra esport e import.

 

 

Abbiamo detto che se il settore privato è in eccedenza almeno un altro settore deve essere in deficit.

 

Vediamo:

 

  • i dati italiani*: In rosso, la curva in basso, vediamo il pareggio di bilancio pubblico. Dal 96 in poi il governo italiano è stato in deficit ogni anno. Vediamo però che maggiore è il deficit pubblico maggiore è l’eccedenza del settore privato. Sembra che le due curve procedano in maniera opposta l’una rispetto all’altra; si potrebbe dire che man mano che il governo cala il settore privato aumenta. Ecco, questo è un modo diverso di interpretare il problema del decifit pubblico.

 

  • I dati irlandesi*: sembra simile, vedete che con l’esplosione del deficit pubblico irlandese è esploso anche l’accumulo di beni finanziari quindi i risparmi del settore privato.

 

  • I dati greci: andamento simile.

 

  • La Spagna: con l’aumento del deficit (maggiore del 10% sul PIL) vedete che il settore privato è in eccedenza.

 

  • La Germania: a volte ha delle eccedenze. Ma cosa succede al settore privato con il passaggio del bilancio pubblico in attivo (intorno ai primi anni 2000) ossia cosa è successo con il surplus di bilancio pubblico? Il settore privato piomba nel deficit, condizione inusitata in cui il settore privato non è in grado di sopravvivere a lungo.

 

  • Il Regno Unito, il Giappone, gli USA.

 

 

* per i grafici si veda: (.http://www.slideshare.net/MitchGreen/adding-the-domestic-private-sector-financial-balance.

 

I grandi deficit che hanno terrorizzato i falchi hanno aiutato allo stesso tempo il settore privato a ricostituire i propri bilanci con impatto positivo sul risparmio. Questo ovviamente è un buon deficit. Il fatto che due curve negli ultimi grafici non fossero esattamente speculari è dovuto al fatto che non era compreso il settore estero. Volevo farvi concentrare soprattutto tra settore pubblico e privato. Vediamo il quadro completo degli USA (si veda http://www.slideshare.net/MitchGreen/mmt-basics-you-cannot-consider-the-deficit-in-isolation ). Ogni settore in rosso vi mostra la posizione del bilancio degli USA. Tutto ciò che ricade al di sotto dello zero indica un deficit del settore pubblico. Vedete che il governo statunitense è quasi sempre in deficit e che il settore privato è quasi sempre in eccedenza. In verde vediamo indicato il bilancio estero: gli USA avevano un’eccedenza commerciale e ora abbiamo un deficit in tal senso, a volte anche sostanziale e questo porta ad una riduzione dell’eccedenza del settore privato. Concentriamoci ora su un periodo specifico di tempo: dalla fine anni 90 e inizio 2000: per la prima volta gli USA avevano un’eccedenza di bilancio. Molti penserebbero ad una cosa buona in quanto dimostrazione di responsabilità fiscale. Ma il deficit dei conti correnti era enorme e il resto del mondo era in eccedenza rispetto agli Stati Uniti: il settore privato veniva sospinto in deficit senza precedenti e si indebitava con bolle economiche che hanno portato alla recessione.

L’ultima parte che volevo illustrarvi riguarda il modello del bilancio finanziario: nel mondo MMT siamo interessati a questo modello proposto da Rob Parento. Anche lui scrive su neweconomicsperspectives blog e ha sviluppato un modello che è una struttura di riferimento per confrontare il bilancio dei tre settori in forma grafica ( si veda http://www.slideshare.net/MitchGreen/adding-the-domestic-private-sector-financial-balance, prima slide). L’asse verticale misura la posizione di bilancio nel settore pubblico; se lo stato è in eccedenza allora si troverà nella metà superiore del grafico, viceversa se è in deficit, si troverà nella metà inferiore. L’asse orizzontale misura i conti correnti, il bilancio estero. Alla destra del grafico i conti correnti sono in positivo, a sinistra in negativo. La linea tratteggiata mostra il bilancio finanziario del settore privato, a zero. La linea tratteggiata mostra il bilancio finanziario del settore privato a zero. Ogni puntino indica un punto in cui il settore privato non ha né un attivo né un passivo cioè spende quanto guadagna. Al di sopra della linea tratteggiata è in deficit (ricordate che non può sopravvivere in questo territorio). Al di sotto è in attivo. In una sovranità monetaria, la moneta FIAT, ossia legale senza tasso di cambio fisso, il mondo è il tuo nido, ci si può quindi trovare in qualsiasi punto del grafico. Non ci sono regole né motivazioni per posizionarsi in un punto particolare. Dovete ricordare che il territorio al di sopra della linea trasversale è insostenibile per il settore privato, l’unico spazio sostenibile si trova al di sotto di questa linea. I paesi che usano l’euro, se usano le regole, non devono avere un deficit che superi il 3% del PIL. Vediamo però i paesi dell’eurozona hanno un deficit dei conti correnti ( il deficit dei conti correnti si situa a sinistra dell’asse verticale, ma non potendo andare al di sopra del 3%). I paesi che hanno un’eccedenza dei conti correnti occupano uno spazio diverso. Possono posizionare il proprio settore con un minor deficit del settore privato. Vediamo la situazione di un paese che utilizzi l’euro e abbia anche un deficit dei conti correnti: occupa uno spazio piccolissimo e questo è lo spazio di manovra che viene concesso a voi. Tutto ciò che c’è al di sopra della linea tratteggiata significa deficit del settore privato, e quindi non è uno spazio sostenibile. Bisogna collocarsi al di sotto della linea tratteggiata ma dobbiamo stare anche al di sopra della linea rossa ma avendo un deficit commerciale ci troviamo a sinistra della linea verticale quindi il vostro spazio di manovra è limitato a quel piccolo triangolo.

E adesso vediamo che cosa è successo all’Italia: la Germania ha schiacciato molti altri paesi dell’eurozona attraverso le proprie politiche del lavoro varate all’inizio degli anni 2000. Marshal Auerbach ieri ha parlato della commissione Hertz e anche dell’agenda 2010 che è stata praticamente il miracolo economico del cancelliere Schroeder in base al quale la Germania ha riformato il proprio mercato del lavoro limitando i poteri dei sindacati e dei loro rappresentanti, e quindi facilitando il licenziamento da parte delle imprese e riducendo i sussidi di disoccupazione che ora in Germania durano la metà del tempo rispetto agli USA. Quando furono introdotte la disoccupazione in Germania subì unì impennata, e questo ebbe un impatto negativo per l’economia tedesca, ma non per molto perché si trasferì ben presto ad altri. Se vediamo questo grafico (http://www.slideshare.net/MitchGreen/how-germanys-labor-market-reforms-crushed-the-french-and-the-piigs), l’Italia nel 1996 aveva un’eccedenza nella bilancia commerciale di più del 3% del PIL. Anche l’Irlanda si trovava nella stessa situazione di eccedenza. La Spagna aveva un piccolissimo deficit commerciale, Portogallo e Grecia avevano deficit commerciali relativamente contenuti dal 3 al 3.5 % , la Francia era in eccedenza, la Germania era in deficit. Passiamo alle prossime diapositive: guardate cos’è successo alla Germania e cos’è successo agli altri paesi…

Chi ha vinto?

Avevate più spazio fiscale prima dell’avvento delle politiche tedesche e ora siete confinati in quel triangolino, non avete abbastanza spazio di manovra senza infrangere le regole del patto di crescita e stabilità. Ora per voi è impossibile mantenere in attivo il settore privato in un’economia sana, praticamente è impossibile. Vediamo qui lo stesso grafico con i dati effettivi (http://www.slideshare.net/MitchGreen/adding-the-domestic-private-sector-financial-balance seconda slide); ricordate ora che il Portogallo ha un deficit commerciale e deve seguire il patto di crescità e stabilità, per cui il suo spazio di sostenibilità è questo piccolo triangolo tra la curva grigia e quella gialla. Noterete che praticamente non ci arrivano mai e che tutti i punti del grafico si trovano al di sopra della linea verde, in cui appunto il settore privato è in deficit.

L’Italia (http://www.slideshare.net/MitchGreen/adding-the-domestic-private-sector-financial-balance , quarta slide), riesce anche se non spesso a rientrare nel triangolino anche se non ci riesce spesso.

Comunque per la maggior parte del tempo i vostri deficit sono stati abbastanza ampi da compensare i deficit della bilancia commerciale esistenti e siete riusciti a mantenere in attivo il settore privato, ma ciò è dovuto al fatto che le regole non sono state rispettate..Se aveste rispettato le regole negli ultimi 14 anni avreste avuto successo 3 volte. L’Irlanda non ha mai avuto successo, lo spazio è troppo piccolo e non potrebbe mai succedere. Guardate la Grecia: non riescono nemmeno loro a rispettare queste regole così restrittive. Idem per la Spagna. La Germania però sta andando benissimo: tutti i punti sono alla destra della retta verde e questo indica un settore privato in attivo anche se la Germania non ha rispettato le regole del patto di crescita e stabilità come gli altri; comunque ha il più grande surplus di conti correnti, questo grazie a tutti voi, è il segreto del loro successo ed è per questo che riescono a lavorare con minimi margini di deficit:, stando fuori dai guai, perché voi li finanziate!

Vi ringrazio.

 

 

S.Kelton: Finanza Funzionale, moneta sovrana e piena occupazione [8/18]

 

Vorrei parlarvi di FINANZA FUNZIONALE. Non è un argomento a prima vista molto interessante. Comunque in inglese l’opposto di finanza funzionale è finanza disfunzionale. Ed è di questo che vorrei parlare; di fatti oggi molti paesi in tutto il mondo si trovano a gestire proprio questo problema; penso che il motivo sia che nessuno dei paesi che ha una moneta sovrana abbia compreso cosa significhi esattamente e ci comportiamo come se ci trovassimo di fronte allo stesso tipo di vincoli che ha ad esempio una famiglia. Ce lo dicono continuamente: il governo deve avere una buona gestione delle proprie finanze ossia esercitare una buona disciplina fiscale come una famiglia. Spero però che voi a questo punto abbiate compreso che in un paese che lavora o opera con la propria valuta FIAT, legale, non convertibile (né in oro né nella valuta di un altro paese), il governo non si deve necessariamente comportare come una famiglia, può usare il proprio potere in maniera diversa, ed è questo appunto che viene definito finanza funzionale.

Stamattina ho parlato di Abba Lerner, il quale scrisse molti articoli e libri importanti che hanno ampiamente influenzato il lavoro degli economisti che ora si occupano di MMT. I lavori di Lerner furono scritti proprio quando il mondo si trovava a combattere i problemi della grande depressione. Lerner come anche Keynes, comprese che la disoccupazione era caratteristica normale di qualunque economia capitalista che utilizza la moneta e non era un qualcosa che i paesi devono gestire soltanto in periodi di depressione ma anche in periodi di normalità in quanto l’economia opera sempre con un certo livello di disoccupazione. Come economista, Lerner si avvaleva dell’operatività del sistema economico in maniera molto diversa dagli economisti tradizionali i quali ritengono che l’offerta crea una sua propria domanda, che i mercati tendono naturalmente ad avere disoccupazione e che i governi tuttavia si frappongono alla piena occupazione. L’intervento del governo perciò non sarebbe necessario ma destabilizzante. Quando si verifica qualcosa di negativo in ambito economico la migliore scelta da parte del governo è farsi da parte, lasciar correre, lasciar fare, in quanto i mercati sarebbero “auto correttivi”. Ne Lerner né Keynes accettavano questa posizione: entrambi infatti capivano che le economie di mercato sono complesse e le decisioni prese dai produttori sono diverse e non coordinate rispetto alle decisioni prese dai consumatori, dagli stranieri, da altre aziende e dai governi.

Lerner non pensava che ci fosse un meccanismo che potesse coordinare le decisioni relative alla spesa di tutti noi con le decisioni relative alla produzione dell’industria e delle aziende in maniera tale da far funzionare l’economia in maniera sana, in maniera da portare alla piena occupazione per tutti. Le aziende devono operare oggi senza sapere quale sarà la domanda futura per i loro prodotti. Forse hanno prodotto troppo poco e la domanda invece è più elevata: in questo caso c’è un calo delle scorte e questo è un buon segno perché la gente vuole più produzione e quindi le aziende producono di più. Ma se le aziende producono e la domanda cala, che fare? Secondo l’economia tradizionale questo non sarebbe un problema perchè se si accumulano le scorte calano i prezzi fino a che non c’è una domanda adeguata per tutto ciò che è stato prodotto. Nel mondo reale però le cose vanno in un altro modo. Sappiamo come rispondono le aziende quando cala la domanda dei loro prodotti: rispondono riducendo la produzione e licenziando parte della forza lavoro; la disoccupazione è perciò una conseguenza naturale. E’ così che funzionano tutte le economie di mercato Non esiste una economia capitalista nel mondo che riesca a raggiungere la piena occupazione e a mantenerla. Tutte le economie di mercato seguono una ciclicità cioè quando i tempi sono buoni e la disoccupazione è bassa, si sa che poi ci saranno delle flessioni con una disoccupazione maggiore e a questo punto i governi devono rispondere alla situazione in un determinato modo. L’opinione convenzionale è che in presenza di disoccupazione le aziende non vogliono assumere i lavoratori a salari troppo alti e quindi la soluzione alla disoccupazione per la gran parte degli economisti accademici di tutto il mondo non può essere che abbassare i salari. Troppa offerta di manodopera quindi porterà a disoccupazione. Il costo della manodopera è troppo elevato e la soluzione non può essere che ridurre i salari. Se c’è qualcosa che non va sui mercati è meglio che i governi se ne tengano alla larga, e i mercati risolveranno da soli. A volte gli economisti parlano anche di problemi strutturali sul mercato del lavoro. La disoccupazione esiste perché i posti di lavoro disponibili richiedono determinate competenze che i disoccupati non possiedono. E quindi offrono per esempio dei programmi di formazione ai disoccupati per dar loro una miglior formazione, una migliore qualificazione e permettere loro di trovare un posto di lavoro. I problemi però sono quasi sempre fatti ricadere sui lavoratori. Lerner, Keynes e la scuola MMT rifiutano la nozione in base alla quale tutti i problemi sono causati dai lavoratori. Il problema è che non ci sono abbastanza posti di lavoro. Prendiamo ad esempio cento cani e seppelliamo 95 ossa in un campo e diciamo ai cani che il loro compito è trovare le ossa. Lo scenario migliore possibile è che 90 cani trovino le ossa e 5 no, E’più probabile che alcuni cani però siano stati fortunati e ne abbiano trovate di più e quindi il numero di cani che torna senza ossa potrebbe essere per esempio di dieci o quindici. L’economista tradizionale prenderebbe i cani senza ossa e li formerebbe per permettere loro di trovare le ossa in maniera più efficiente. Il problema è che non ci sono abbastanza ossa- posti di lavoro. Gli economisti pensano che la disoccupazione sia inevitabile e addirittura benefica perché serve a disciplinare il lavoratore in quanto se si ha paura di perdere il posto di lavoro si lavora di più e meglio. Pensano inoltre che vi sia una contropartita, che il calo della disoccupazione può cioè portare ad un rischio di inflazione e quindi è meglio mantenere un certo numero di persone non occupate per impedire che l’economia operi a livelli troppo elevati e riuscire a evitare che i prezzi aumentino troppo rapidamente. E quindi si definisce la disoccupazione il livello di occupazione che permette di non aumentare i prezzi. Noi abbiamo definito e accettato la disoccupazione in questo modello che ci fornisce una scusa per non lottare, fa parte delle nostre politiche. Il trattato di Maastricht per esempio, non include la piena occupazione fra i propri obiettivi, fra gli obbiettivi della Banca Centrale Europea: c’è un unico, pessimo nemico al mondo ed è l’inflazione. Invece la Federal Reserve (FED) negli USA ha un duplice mandato, perlomeno in teoria: dovrebbe usare il mezzo politico per mantenere la stabilità dei prezzi ma anche per cercare di incoraggiare altri livelli di crescita e occupazione. Comunque in ultima analisi la FED pensa che la stabilità sia l’obiettivo principale riconoscendo probabilmente che c’è ben poco che una Banca Centrale possa fare per l’occupazione. Le politiche sull’occupazione dunque non sono compito della Banca Centrale ma dei governi nazionali, fanno parte delle loro politiche fiscali ed è lì che le posiziona Lerner.

La disoccupazione comunque è dannosa tanto quanto l’inflazione per la società. Comporta costi tremendi, l’abbiamo visto stamattina: ci sono costi diretti che sono ovvii perché tutti coloro che non lavorano, che non producono, rappresentano uno spreco dal punto di vista economico, una perdita di produzione per tutta la società, e quindi un reddito che non viene prodotto. Comunque ci sono anche altri costi, probabilmente anche più importanti, quelli indiretti: se si è disoccupati ci si sente esclusi dalla società, si tende a perdere le proprie capacità, le proprie competenze, più dura la disoccupazione meno impiegabili si diventa. Le aziende non vogliono assumere persone disoccupate già da mesi o nel caso degli USA, da anni. La disoccupazione crea un danno psicologico, la depressione, l’ansia, il numero dei suicidi aumenta (un buon segnale per le case farmaceutiche che producono antidepressivi guadagnando tantissimo da questa situazione). La disoccupazione è estremamente dannosa per la società: peggiorano i rapporti familiari, si perde la motivazione, aumentano le violenze domestiche, i divorzi, ecc…ed è difficile misurare questo tipo di costi, ma è possibile farlo. Quest’anno la Casa Bianca ha realizzato uno studio per capire quali fossero i costi della disoccupazione di un giovane che non lavora e non studia; quali sono i costi indiretti? Aumenta il tasso di criminalità, si perde l’assistenza sanitaria e quindi non si va dal medico fino a che non si sta molto male, aumenta la spesa anche per i servizi sociali perché la gente non ha un reddito con cui sostentarsi. La Casa Bianca ha valutato che i costi di un ragazzo disoccupato che non studia in America sono di 38000 dollari/anno. E vediamo i costi diretti, ossia la perdita di produzione di reddito derivante dalla disoccupazione delle persone che non producono niente ossia non sono produttive su un posto di lavoro: Vedete nella curva in alto vediamo quella che era la tendenza del PIL statunitense prima della crisi finanziaria e della recessione; se non fosse mai avvenuta, la stima avrebbe seguito l’andamento di questa curva, ma a causa della crisi e della recessione, il PIL statunitense è calato in maniera brusca. La differenza tra la curva rossa e quella verde è il divario del PIL che rappresenta la perdita di reddito e di produzione derivante da questo incremento di disoccupazione. A quanto ammonta esattamente? Bill Mitchell ha valutato il costo giornaliero della disoccupazione negli USA, la differenza tra gli istogrammi blu e grigi su base giornaliera e ha concluso che gli USA sta sacrificando l’equivalente di un importo che va da 6 a 11 miliardi di dollaro/giorno che noi perdiamo a causa dell’elevato livello di disoccupazione. E Bill dice : dite a voi stessi: quotidianamente che il governo USA permette che tutti i giorni 9,7 miliardi di dollari se ne vadano giù per lo scarico sottoforma di reddito perduto proprio perché sono troppo stupidi per implementare valide misure di creazione di posti di lavoro! Ma cosa sono le misure sensate di creazione di posti di lavoro? Se chiediamo ad un tecnocrate o ad un esponente del partito conservatore statunitense la risposta sarà la creazione di un ambiente migliore per le aziende. Ma questo per loro significa ridurre le tasse, significa meno regolamentazione, sono queste le cose che veramente contano per le aziende e per questo gli imprenditori non investono e non assumono e per questo non aumenta l’occupazione. MA chiedete ad un imprenditore quali sono gli ostacoli che DAVVERO incontra; sondaggio dopo sondaggio negli USA: abbiamo visto che non sono i livelli di tassazione elevati o l’eccessiva regolamentazione che trattengono gli imprenditori dall’assumere e investire di più ma il basso livello di vendite: mancano i clienti! Questo perché ci troviamo in una crisi finanziaria alimentata da un’enorme bolla del debito che è scoppiata lasciando un’ampia fascia di popolazione statunitense senza reddito, senza soldi per andare nei negozi! L’economia di base per persone come Lerner, Keynes o l’MMT è molto semplice: le vendite creano posti di lavoro, le aziende assumono quando hanno tanta domanda, non quando hanno gli sgravi fiscali, non quando viene fatta la deregulation! Sono i clienti a creare le vendite, ma devono avere dei soldi da spendere, un reddito , quindi il reddito crea spese e le spese creano reddito della persona che riceve quei soldi. Se pensiamo che vogliamo ricchezza dobbiamo capire che l’austerità fiscale o la buona finanza come viene definita, significa tagliare la spesa, e quindi tagliare i redditi e quindi tagliare le vendite e di conseguenza tagliare i posti di lavoro. Che cosa suggerisce Lerner? La disoccupazione esiste perché non c’è abbastanza spesa nell’economia. In qualunque economia del mondo la spesa deriva da 4 fonti diverse:

  • settore famiglie: fonte principale di domanda nell’economia
  • aziende
  • settore pubblico
  • resto del mondo ossia tutto quello che i paesi vogliono comprare da noi

Oggi il problema è che la spesa per i consumi è calata con la diminuzione dei redditi. Se la gente non consuma, le aziende non hanno clienti e quindi diminuiscono gli investimenti, per cui ci sono due componenti importanti della domanda in economia che vengono ad essere fortemente depresse come accade ora. Il consiglio di Lerner è controbilanciare questa situazione con la spesa governativa. La finanza funzionale è il termine che ha forgiato per la sua proposta di come il governo debba gestire la propria politica fiscale macroeconomica. Dobbiamo prima di tutto avere una moneta sovrana per poter gestire la finanza funzionale, non lo si può fare con uno standard aureo o con cambi di tasso fissi o con l’Euro. Gli USA hanno moneta sovrana ma le loro finanze sono disfunzionali. Infatti solo per il fatto che possiamo fare certe cose non significa che poi le facciamo.. Non basta creare il sistema di controllo adatto, bisogna anche creare la macropolitica corretta. Abba Lerner ha scritto un articolo molto colorito che si intitola “l’economia del volante” e tratta di un pianeta immaginario in cui i marziani volano con vetture planetarie su un sistema di autostrade; le vetture non hanno il volante, li marciapiedi delle strade sono alti e le vetture sbattono da una parte all’altra, quindi Lerner dice: se un terrestre visitasse questo pianeta, vedendo questo sistema autostradale direbbe che è pazzesco e che noi sulla terra abbiamo il volante e riusciamo a controllare meglio il nostro destino! Ma perché non siamo altrettanto intelligenti quando si parla di economia? Molliamo il volante, ci lasciamo sbattere qua e là dal mercato dicendo, non possiamo farci niente, ma sì… lasciamo fare!

Lerner vuole la finanza funzionale. Il compito del governo è duplice:

  • mantenere il livello di spesa dell’economia abbastanza elevato da mantenere una piena occupazione.
  • il governo deve usare i suoi poteri per adeguare le tasse, la spesa, in maniera da raggiungere il primo obiettivo.

 

Non si mira ad un determinato livello arbitrario di deficit, il governo deve sapere dove va in rapporto a ciò che succede in economia. Le tasse non servono a finanziare il governo ma a far andare avanti il sistema monetario, fanno in modo che la valuta del governo venga accettata, gli danno valore ma il valore non ha bisogno di farsi dare soldi da spendere dal settore privato. Il governo spende emettendo la propria valuta. Il governo non ha nemmeno bisogno di prendere a prestito per farlo. Fra l’altro Lerner dice che non dovrebbe farlo. Il prestito consiste nel prendere soldi da quelli che li hanno quando l’obiettivo è quello di far spendere la gente il più possibile per conto loro, per avere piena occupazione. Con una valuta sovrana i governi spendono indirizzando le loro banche ad accreditare sul conto di qualcun altro e questo avviene senza che il governo debba firmare neanche un assegno. Nell’era moderna i governi spendono pigiando sui tasti di un computer e questi colpetti sul computer non si esauriscono mai! Non ci sono vincoli finanziari per un governo che emetta la propria moneta, l’unico vero limite è un limite di risorse cioè se si vuole usare più risorse di quante siano disponibili il prezzo di queste risorse aumenta e vi sarà inflazione. Il governo allora deve usare i propri poteri per tassare e mantenere l’economia operante alla temperatura giusta. Lerner pensa che i bond non siano strumenti di finanziamento ma “termostati”: se l’economia non funziona ad alto livello allora si riducono le tasse e si aumenta la spesa, se l’economia invece opera a livelli troppo poco elevati si aumentano le tasse e si taglia la spesa. Questi sono strumenti da utilizzare per raggiungere gli obiettivi dell’economia macroeconomica. Lerner dice che il deficit è normale, che il governo sarà sempre in deficit, è uno stato di cose normale. Ma quando si parla del tipo di deficit, su che cosa dovrebbe spendere il governo? se il governo riduce chi ne dovrebbe trarre beneficio? L’MMT propone un’ampia gamma di programmi, probabilmente il più importante è la garanzia del posto di lavoro che permette di raggiungere qualcosa che non è mai stato raggiunto in nessuna economia di mercato. L’idea è che il governo proponga un pacchetto di benefit a tutti i disoccupati disposti a lavorare. Praticamente il governo attinge ad una riserva di sicurezza, di scorta, assorbe i lavoratori quando l’economia è debole e li lascia andare e li rende disponibili quando è forte. Permette l’attuazione del programma governativo nonostante la ciclicità naturale dell’economia, anzi assecondandola. I benefici di un programma di questo tipo sono molteplici e ne parleremo nel corso della serata.

 

 

Auerback: banchieri tedeschi a caccia di rendite finanziarie nel sud Europa (15/18)

 

Avrei anch’io qualcosa da dire sui signori Monti e Draghi…

Però prima di arrivarci vorrei chiarire un punto già discusso a più riprese oggi: qualcosa che è emerso a pranzo quando ho parlato con Paolo, ed è un argomento di cui parlerò domani quando si discuterà della differenza tra un emettitore ed un utilizzatore della valuta.

 

I paesi che emettono valuta possono spendere senza vincoli finanziari. Possono esservi dei vincoli di risorse reali ma non ci sarebbe impossibilità di pagare in senso finanziario. E questo valeva anche per l’Italia quando c’era la Lira.

Voi usate denaro altrui e perciò per sostenere la vostra crescita dovete poggiare sul gettito fiscale o su finanziamenti dai mercati esterni, specificatamente dei titoli di stato. Siete a rischio di essere dichiarati insolvibili dai mercati e potrebbero schiacciarvi con tassi d’interesse tali da portarvi al default. Questa è per esempio la situazione attuale della Grecia, e il Portogallo si sta avvicinando.

Abbiamo parlato prima dell’analogia del volante che Stephanie ha utilizzato rispetto a Lerner. In America abbiamo il controllo del volante, anche se ci comportiamo come se non ce l’avessimo, in Italia è il mercato dei titoli di stato che tiene in mano il volante. E non importa che tipo di macchina sia, potrebbe essere una vecchia Ford oppure una Ferrari di lusso, Ma se noi non abbiamo controllo sul volante… non possiamo guidarla questa macchina!

 

L’altra cosa di cui vorrei parlare è questo trend che vedo nei miei amici italiani i quali continuano a rimproverarsi per la crisi attuale. C’è come una percezione per cui voi siete diventati le pecore nere dell’UE, spendaccioni, pigri, e quindi meritate di essere puniti. Ora non sono un prete ma comunque sono qui per assolvervi dei vostri peccati!

Vorrei parlarvi della variazione di una vecchia favola greca, quella della spendacciona cicala e dell’operosa formica. Conoscerete senz’altro la storia. Negli ultimi due anni in particolare, i greci si sono guadagnati la reputazione internazionale di cicala mentre i tedeschi sono le brave formichine. Ora la reputazione greca sta cominciando a contagiare anche l’Italia, il Portogallo, la Spagna ma anche l’Irlanda, insomma tutti quelli che ora hanno dei problemi sono appunto delle cicale pigre e spendaccione. Il pacchetto di salvataggio della Grecia è stato associato a questa propaganda per cui l’UE è divisa in due regioni: le operose formiche del NORD e le cicale del SUD. E ora, con i giorni dell’estate mediterranea alle nostre spalle, ora che sono scomparsi tutti i nostri sostegni e supporti, abbiamo l’inverno del nostro scontento, dovuto alla pigrizia di queste cicale.

Questa è ormai l’immagine che si sente divulgare in Europa: voi, le cicale povere, state bussando alla porta delle formiche con il cappello in mano, pregandole di aiutarle e le formiche lesinano i loro aiuti in cambio della vostra promessa di “cambiare”. E cosa ci dicono in realtà? I semi che le formiche hanno messo da parte per i giorni invernali sono messi a repentaglio dalle cicale, che hanno goduto per tanto tempo.

Questa storia, per quanto interessante, non aiuta a comprendere! Causa più problemi che soluzioni. Perché dico questo? Perché le formiche e le cicale sono dappertutto, in Germania, Italia, Olanda, ecc…eppure abbiamo pensato che tutte le cicale fossero nel SUD e le formiche nel NORD e abbiamo introdotto dei rimedi assolutamente tossici per ovviare a tale problema. E’ vero che la crisi ha posto oneri eccessivi sulle spalle delle formiche europee che però non sono tutte necessariamente tedesche, ma possono essere anche italiane, greche, ecc..tutte hanno lavorato alacremente per arrivare alla fine del mese. Le cicale, altrimenti note come i banchieri e i tecnocrati del NORD e del SUD hanno sempre fatto una bella vita e tuttora la stanno vivendo, e sono desiderose di privatizzare qualunque vantaggio possano avere e socializzare le perdite per distribuirle sulle formiche che lavorano. Vi è stato detto che siete un mucchio di cicale che vivono al di là dei loro mezzi. Questa è la narrazione che si è vista prevalere negli ultimi 2 anni. E questo è ciò che in particolare i tedeschi continuano a dire. E ci sono riusciti al punto che anche in questo orgoglioso paese molti ci credono. Avete questa idea molto bizzarra che siete stati cattivi e perciò dovete essere puniti. Una sorta di sindrome di Stoccolma o meglio..di Berlino! Ma non è vero, e non appena lo capiremo potremo mettere in piedi delle riforme in cui la smetteremo di fare gli interessi di banchieri corrotti e tecnocrati completamente separati dalla realtà italiana ed europea.

In Italia, così come in Germania, ci sono tante persone che lavorano sodo, spesso hanno due o più lavori e fanno fatica ad arrivare alla fine del mese anche a causa di retribuzioni basse, di uno sfruttamento scandaloso, e dell’inflazione che è molto superiore a quella ufficiale, specie dopo l’ introduzione dell’euro: per esempio i prezzi degli alimenti, dei prodotti base sono aumentati; la popolazione si è quindi indebitata di più. E ha contratto mutui e debiti per sé e per i propri figli. Queste sono cose che creano enormi difficoltà. Con la crisi poi, diversi tra di noi e tra di voi hanno perso il lavoro, eppure le tasse sono aumentate, e in alcuni casi alcuni hanno pensato all’ipotesi di vivere per esempio senza la luce non riuscendo più a pagare nemmeno le bollette, le prospettive di queste famiglie sono crollate; eppure vengono dipinte come i cattivi della favola, le cause dei problemi dell’euro. Anche in Germania ci sono senz’altro le formiche, ma anche qui ci sono persone che lavorano, ci sono tante persone sia in Germania che in Italia, la cui produttività è aumentata prima e dopo la crisi della zona Euro, ma le cui retribuzioni non sono aumentate perché c’è stato un trasferimento di capitale enorme dai lavoratori ai produttori; negli ultimi anni in Germania, gli utili delle aziende sono saliti alle stelle e questo ha portato a delle eccedenze la cui dimensione è aumentata in seguito alla redistribuzione del reddito, che si è allontanato dalle formiche tedesche verso i loro datori di lavoro, grazie soprattutto alle ESPORTAZIONI tedesche che hanno garantito questo tipo di guadagni. Queste eccedenze commerciali una volta create hanno cercato di ottenere rendite più alte perché in Germania in effetti i tassi d’interesse erano bassi. A questo punto le cicale tedesche, cioè i banchieri che volevano massimizzare i guadagni a costo zero, si sono rivolti verso il SUD e verso l’irlanda. Noi siamo tutti nella zona Euro e abbiamo il problema dell’arbitraggio dei tassi d’interesse e il problema dei mutui garantiti da carte di credito, dei debiti. Abbiamo capitale tedesco prodotto dai lavoratori a basso costo tedeschi, e comunque gestito dalle cicale tedesche irresponsabili, che vola verso il SUD alla ricerca di remunerazioni superiori. Questo capitale quando vola verso il SUD, crea bolle (In spagna questo ha assunto l’aspetto di bolle immobiliari. In Grecia ha assunto la forma di debito pubblico perché le cicale greche ossia gli investitori immobiliari greci sono stati ben contenti di prendersi i capitali tedeschi e hanno in realtà goduto di contratti favolosi grazie ai finanziamenti). La forma che le bolle hanno assunto nei paesi meridionali non ha molta importanza perché sono comunque destinate ad esplodere quando le UBERcicale di wall street scoppieranno anch’esse. La cosa importante è che le formiche tedesche capiranno che il loro lavoro duro non si trasformerà in un futuro migliore ma in un minor potere d’acquisto. Poi è arrivata la crisi e le formiche tedesche si sono sentite dire che devono stringere la cinghia in un momento in cui cadono sempre più nella trappola della povertà . A loro è stato detto che il loro governo inviava migliaia di miliardi ai cosiddetti PIIGS (la sigla sta a significare “maiale” in inglese, e sono la Grecia, L’Italia, il Portogallo, l’irlanda e la Spagna, che secondo le formiche tedesche sono le pigre cicale). Ma non è mai stato detto loro che in realtà il governo greco o spagnolo per esempio, non può usare il suo fondo a scopo benefico ma solo per pagare i debiti in modo tale da ridurre le sofferenze delle cicale. Quindi le formiche tedesche si sono chieste: perché lavoriamo tanto a stipendi minori e il nostro governo manda soldi alle cicale del SUD e non a noi?

Allo stesso tempo qui in Italia, così come in Grecia o in Portogallo, i lavoratori si sono trovati in una fase di disperazione e rabbia perché le cicale di questi paesi, che comprendono i banchieri e i tecnici, li hanno insultati unendosi alla narrazione dominante. In effetti nel Wall Street Journal di ieri, Draghi ha lanciato un attacco straordinario al Welfare dicendo che è il problema principale dell’eurozona! Quindi abbiamo avuto un cambiamento assoluto nella narrazione oggi predominante: I colpevoli non sono più i banchieri, come accadeva dopo il 2008 quando prestavano a tutti e sbagliavano e creavano dei prodotti assolutamente improbabili come i Swaps per il default del credito: grazie a Draghi, Merkel, e il presidente Monti praticamente tutti i cosiddetti esperti dell’occidente dicono che la crisi è dovuta ad un eccesso di spesa pubblica e che l’incapacità di risolvere questo problema farà crollare la civiltà per come la conosciamo oggi. Probabilmente vi starete grattando la testa pensando che ci debba essere un errore..

Voi avete lavorato a lungo e lottate ora in condizioni peggiore. Per quanto riguarda i salvataggi, i bail out, voi e i greci NON li vedete. Nessuno vi dice che le migliaia di miliardi sono finite nelle banche non solventi europee che hanno gettato il denaro in un pozzo nero e in più i tedeschi vi chiamano ladri e corrotti! Difficile non tornare alla memoria collettiva che ci farebbe diventare antitedeschi. Ma quando l’Euro è stato instituito, in Germania i governi i datori di lavoro i sindacati hanno cercato di ripristinare la competitività riducendo i salari e l’inflazione tedesca al di sotto della media europea. Nel frattempo governi italiani, greci, ecc..hanno fatto la stessa cosa, riducendo le retribuzioni e si sono avvantaggiati con la manodopera extracomunitaria per ridurle ulteriormente. In Italia prof Pica, un vostro connazionale, afferma che i nostri conti pubblici erano stati sottostimati con l’uso di una serie di derivati di wall street che avevano mascherato la vera entità del debito pubblico. L’uso di questi prodotti era stato approvato sia dall’EUROSTAT che dal tesoro. E chi era il principale funzionario della gestione dei debiti al tesoro all’epoca? Mario Draghi, che poi è passato alla Goldman Sachs dove ha aiutato a privatizzare, a favorire le rendite delle banche privatizzando i beni nazionali italiani. In Germania, l’esperimento di ridurre i benefit e la retribuzione con le riforme che avevano preso il nome del precedente capo della Wolkswagen: ha avuto gran successo ed è andato oltre le sue aspettative: hanno ottenuto una riduzione delle retribuzione e della disoccupazione. I lavoratori guadagnavano sempre meno e non riuscivano nemmeno a comprare quei meravigliosi e scintillanti beni che producevano nelle loro fabbriche. I beni tedeschi invadevano peraltro altri mercati europei e allo stesso tempo il successo tedesco ha reso il denaro meno costoso e quindi rendendo il ricorso al credito sempre più facile anche nei paesi del SUD che lo usavano per comprare merci tedesche. La nostra tendenza alla spesa eccessiva ha aiutato le finanze tedesche, ma le formiche tedesche lavoravano per essere pagate sempre meno a differenza invece delle loro banche. E per un po’ tutto questo ha funzionato. Una volta che la quantità di denaro a basso tasso d’interesse proveniente dalla Germania e da Wall Street ha permesso agli italiani, ai greci, agli spagnolo di spendere questi l’hanno fatto, come non ci fosse alcun domani e chi può rimproverarli? La tentazione è enorme! Ma il problema è che ogni volta che gli italiani, i greci, i portoghesi chiedevano qual era il vantaggio di essere nell’Euro veniva risposto che bisognava andare avanti così e anche chiedere dei prestiti alle banche per mantenere il proprio tenore di vita perché di più non possiamo permetterci. E così le cicale italiane ma anche quelle tedesche sono ingrassate sempre di più mentre le formiche lavoravano e vivevano in condizioni sempre più precarie. Poi c’è stato il crollo di wall street nel 2008 che arrivato in Europa, prima ha colpito le banche e poi le finanze pubbliche dell’Eurozona. Bisogna riconoscere che le banche sono state colpite per prima e che questa crisi non è causata da un eccesso di spesa pubblica da parte degli Stati. Quindi quando poi questo finanziamento si è venuto a ridurre, il mercato dei titoli ha cominciato a farsi domande sulla solvibilità della zona euro, la prima a essere coinvolta è stata la Grecia. Ora le forze speculative del capitale si stanno dirigendo verso Lisbona. E dopo che si saranno occupate di Lisbona credo che arriveranno in Spagna e in Italia. L’euro non doveva funzionare così, però qualcuno dovrebbe essere rimproverato perché non si può ammettere un fallimento di questo tipo. Molte persone come Monti e Draghi si sono assunte il merito del successo dell’euro e hanno trovato qualcuno a cui dare la colpa fomentando il nazionalismo. Improvvisamente c’è stata come una guerra fra NORD e SUD, fra i greci e i tedeschi. Ora nessuno dice di voler salvare qualcun altro e nessuno dice di voler essere salvato. In tutto questo ovviamente i profitti delle banche non vengono presi in considerazione.

Ora come tutti sapete tutte le favole di Esopo hanno una morale. Molti pensano alle favole di Esopo come racconti morali rivolti contro l’accidia e l’incuria del futuro. Esopo in realtà lanciava un allarme contro l’eccessivo atteggiamento di cicale e formiche. Un commento ulteriore rispetto alla morale di Esopo: le cicale e le formiche sono assolutamente diffuse in tutti i paesi che condividono un pessimo sistema monetario, che mette tutti gli uni contro gli altri. Un sistema da cui possono emergere solo perdenti. Dobbiamo sovvertire perciò questa narrazione dominante, e ammettere la coesistenza di formiche trascurate in Italia, in Germania e di cicale viziatissime in Italia e in Germania. Se riconosciamo questo avremo già un buon punto di partenza e a quel punto potremo cominciare a lavorare per un sistema che promuova la crescita e l’occupazione e non salvataggi continui a favore delle banche.

Vi ringrazio per l’attenzione   Stephanie-Kelton-illustra-i-principi-della-Modern--copia-1

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