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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IUS SOLI, REFERENDUM E RAZZISMO

Pubblicato su 11 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

La società multietnica che si vuole propagandare è, in realtà, un germe pericoloso per l’ “ organismo europeo”. Quando si presentano questi fattori che mettono in pericolo un organismo tutti i suoi elementi reagiscono, o dovrebbero reagire, in maniera concorde e univoca per difendere l’organismo stesso, ma questo non avviene quando si è in  preda alla dannazione ideologica.

La realtà dei flussi migratori non è il buonismo che porta all’accoglienza ma lo sfruttamento di una massa di sotto proletari come fanno i proprietari delle cave nel veronese o come i “ tondinari” del bresciano che assumono gli immigrati per sfruttarli meglio, o come i proprietari terrieri del sud Italia: per piacere finiamola una volta per tutte con la vostra “ pietà”.

La società multietnica che si vuole creare è la via maestra per distruggere l’identità dei popoli europei, intendendo per identità la cultura,le tradizioni,icostumi, la religiosità.

Tutti amalgamati da un unico gigantesco frullatore in maniera tale da uccidere i popoli e creare una umanità senza più Patria, Tradizioni, Storia e Suolo: il Nuovo Ordine Mondiale,appunto. Claudio Marconi

 

kyenge.jpg

Inserire lo Ius soli, per conferire la cittadinanza italiana ai figli di extracomunitari nati in Italia. Attualmente la costituzione prevede l'acquisizione della cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri al compimento del diciottesimo anno di età.

Nel frattempo, possono frequentare le scuole italiane ed usufruire dei servizi pubblici come la sanità,  alla stessa stregua di qualsiasi cittadino italiano.

Mi sorge il dubbio che il reale intento di questa operazione sia ben occultato dietro alle solite belle parole di facciata sulla solidarietà e sul rispetto delle minoranze. Come ha perfettamente chiarito Souad Sbai, ex parlamentare del Pdl, il risultato che ne deriverebbe sarebbero   congiungimenti a pioggia.

Condivido pienamente quanto ha detto Grillo: Si tratta di geopolitica e deve essere il popolo ospitante, un tempo definito sovrano, a scegliere per mezzo del referendum. Il

giornalista a mo' di maestrina fa notare come la Costituzione non preveda il referendum propositivo, bene, io al giornalista chiederei come mai solo i partiti possono modificare la Costituzione a piacimento, ad esempio facendo diventare legge la macelleria sociale passata sotto forma di fiscal compact/pareggio di bilancio, mentre quando c'è da concedere la parola ai cittadini si usa fare sempre orecchi da mercante se non peggio,  come difendere le posizioni antidemocratiche di un golpe "tecnico", detto anche di larghe intese. L'importante è che il cittadino sia estromesso da ogni scelta. 

 

Ho letto una lettera aperta al Ministro Cecile Kyenge di una mia connazionale, Lorella Presotto che condivido pienamente, ma vorrei aggiungere altre mie considerazioni:

 

Mi piacerebbe sapere se il Ministro Kyenge, ha un'idea della povertà dilagante in questa nazione, con opportunità di lavoro prossime allo zero e con la promessa in nome della troika di spremere ancora quanto rimane. La Presidente della Camera ha ammesso, in occasione dei funerali della famiglia marchigiana suicidatasi per indigenza, che non immaginava l'Italia fosse così povera. Sembra quasi pensarla come chi negava non poco tempo fa che vi fosse la crisi, deducendolo dalle prenotazioni nei ristoranti. 

 

Nel mondo vi sono 5,8 miliardi vittime dell'austerità. Lo afferma il FMI, molto solerte oltretutto a chiedere le cosiddette riforme che sono alla base del rigore. L'Italia ovviamente è anch'essa vittima, insieme ad altri paesi. 

Ritiene che la nostra nazione possa accogliere tutti i cittadini in fuga dai propri paesi che stanno applicando le stesse misure portate avanti anche qui?

Tanto per fornirle un'idea di come è stata trasformata una nazione tutto sommato benestante, solo qualche decennio fa (prima dell'entrata nell'eurozona), ecco i prodigiosi effetti della cura neoliberista/globalizzatrice:

 

- 8,2 milioni di poveri , quasi 4 milioni mangiano grazie ai pacchi alimentari, UN milione di famiglie è composta da persone che hanno perso il lavoro.

Mi sa dire cosa intende fare il governo di cui lei fa parte per costoro? Sono profumatamente pagati per risolverli i problemi, anche se vi è molto da dubitare dato che si tratta degli stessi individui che li hanno creati. La Cgil parla di 9 MILIONI di persone in difficoltà. Una nazione che spia ogni movimento/parola dei cittadini non è in grado di rilevare quante persone si trovino in stato di disagio. Ovvio che non importa a lor signori della casta.

 

- tasso di disoccupazione ufficiale ad ottobre 2012 era del 10,7% includendo gli inattivi  36,3% (sempre disoccupati, ma hanno smesso di inseguire illusioni) arriva al 47%. Quasi metà della popolazione italiana in età da lavoro NON HA LAVORO. Certo, ci sarà anche chi è casalinga per scelta o vive di rendita o magari lavora a nero, ma nessuno si è dato pena di volerlo sapere.  Si parla tanto di disoccupazione giovanile, forse come ha detto la sua ex collega Ministro Fornero gli italiani sono choosy, ed è per questo che non lavorano. Sono "schizzinosi". Ma coloro che sono oltre 35 anni (e che probabilmente hanno figli)  sono ben 4 su 5. 

Da aprile 2008 sono stati persi 480 posti di lavoro al GIORNO. Nel 2012 in questa nazione SONO STATI LICENZIATI UN MILIONE DI PERSONE.

Di tutti i disoccupati si stima che solo un 29% percepisca una qualche forma di tutela (Associazione Over 40).

Può verificare, in qualità di Ministro dato che nessuno dei suoi predecessori si è preso il disturbo, quanti disoccupati non hanno i requisiti per accedere all'indennità di disoccupazione, seppur misera e temporanea? Eh già, perché quando finisce c'è solo il cartone sotto al ponte.

 

- Il  53% degli italiani PUR LAVORANDO non riesce a mantenere la famiglia con il suo reddito

 

- il 77% dei pensionati percepisce meno di mille euro al mese. E' facile comprendere come  si vedano spesso ridotti a rovistare nella spazzatura. 200 mila pensionati si sono visti richiedere dall'Inps la restituzione della quattordicesima. Per il sollievo di quell'ente preposto alla tutela dei più fragili, sarà un sollievo sapere che il suicidio è una costrizione presa sempre più in considerazione da chi pensava di aver già dato abbastanza durante la sua vita. 

Deve sapere caro Ministro, che lei invita a far parte della nazione Italia persone ignare della crudeltà della sua classe dirigente, che governa in nome e per conto della finanza e dei mercati e non esita a condannare a morte persone di 70 anni, malate di tumore, REVOCANDO LORO L'ASSEGNO DI ACCOMPAGNAMENTO.

 

- A ottobre 2010 Mastrapasqua dichiara che i precari NON AVRANNO MAI LA PENSIONE e  auspica che tale dato venga taciuto per non creare sommossa popolare

- 9 milioni di italiani hanno smesso di curarsi e non hanno i soldi per il dentista, hanno ridotto drasticamente la spesa sul cibo:

I consumi degli italiani scendono ai livelli del 2000: a marzo -3% di spesa in generi alimentari e -5% per gli acquisti di carne, ormai bene di lusso - Il carrello ora si riempie negli hard discount e un terzo delle famiglie vive come nel dopoguerra… FONTE

Se si considera che l'inflazione in 7 anni è aumentata del 20%, l'italiano in pratica non mangia quasi più.

 

- Le aziende chiudono ad un ritmo di 1000 al giorno. 250mila aziende agricole sono a rischio imminente chiusura, corrispondenti a 650 MILA PERSONE CHE NON AVRANNO PIU' REDDITO. Spesso le aziende agricole sono di piccole dimensioni e coloro che possiedono partita iva non hanno accesso ad alcuna forma di sussidio di disoccupazione, così come i dipendenti qualora siano meno di 15. Imprenditori che si suicidano ormai è la norma, e con l'Imu sui capannoni, non oso pensare....

 

- l'emigrazione di italiani dall'Italia in un solo anno è aumentata del 30%. Questo la dice lunga su quanto questo paese sia in grado di garantire un futuro sereno e stabile.

Ministro Kyenge, con questi dati lei cosa si sente di promettere a coloro che cercano un futuro migliore in questo paese? Troveranno lavoro? Si sente di garantire a costoro che avranno modo di inserirsi e condurre una vita dignitosa, quella che gli italiani hanno perso?

Perché davvero mi riesce difficile pensare che si abbia a cuore le sorti delle persone che fuggono da situazioni di guerra e miseria, lo trovo di cattivo gusto giocare con la vita di soggetti spesso allo stremo, per illuderli che qui troveranno l'Eden.

 

Questa nazione considera un'offesa al dogma liberista dare un reddito di cittadinanza, diritto acquisito da oltre venti anni in tutta europa tranne italia e Grecia, L'Italia è una nazione che non trova i soldi per la cassa integrazione  in deroga ma non esita a stanziare ingenti risorse per gli F35, spese militari, oboli alle banche e grandi opere per la mafia. 

 

Ora, che futuro si sente di promettere a coloro che intendono recarsi qui? Quali prospettive si sente di garantire ai cittadini stranieri che intendono venire qui per lavorare, se lavoro non ve ne è ? Ritengo che sia una grossa responsabilità "invitare gente a cena" quando il frigo è vuoto. Direi che è un macabro scherzo. Non Le interessa sapere come dovrebbero campare, fosse anche di spaccio o rapinando pensionati?

 

Le sembra una prospettiva di integrazione salutare, sia per chi illuso da personaggi politically correct crede di poter accedere ad una vita dignitosa ed onesta, sia per gli indigeni che dovrebbero subirne le conseguenze?

Non si corre il rischio di peggiorare le condizioni di vita sia degli autoctoni che dei migranti?

Non si dovrebbe tenere conto che la patria della criminalità organizzata, dedita al traffico di droga, usura,  etc ha sempre sfruttato la miseria per reclutare gente che per necessità non ha potuto dire di no? Ha qualche progetto per tenere lontano da tale incubo chi vi cadrebbe facilmente?  Già prima che vi fosse tanta abbondanza di "manodopera" straniera la criminalità organizzata aveva facile presa nell'adescare giovani nel Sud Italia, dove, per mancanza di opportunità lavorative  non aveva problemi a procurarsi persone alla disperazione che, non vedendo altre prospettive di sopravvivenza, si univano alle cosche.

I migranti, data la situazione economica di questa nazione, non avendo altre possibilità, non rischiano, come tra l'altro molti filoni di indagine sulla criminalità organizzata rilevano, di finire preda di questi malfattori?

Non si sentirebbe responsabile per le loro vite? O è solo pubblicità quella che va cercando, o voti per il Pd dei futuri nuovi cittadini? Si lo sò, ogni contrarietà espressa all'immigrazione sempre meno regolamentata basta condannarla come atto di razzismo e la coscienza del buon samaritano può dormire sogni tranquilli. I media mainstream che fanno propaganda dei buoni sentimenti di accoglienza, riprendendo spesso le parole di persone come Napolitano  ed altri esponenti dell'élite, ripetono che gli immigrati rappresenterebbero no una risorsa.

Le consiglierei, caro Ministro, di chiedersi come personaggi tanto guerrafondai che non hanno esitato a bombardare i suoi fratelli in Libia, Costa d'Avorio, Mali, Iraq, che obbediscono a tutti i dettami neoliberisti che affamano i popoli europei, mostrino tanto interesse (davvero sincero?) verso i migranti.

Spesso i lavoratori e disoccupati stessi, nel neolinguaggio orwelliano dell'impero capitalista/finanziario vengono definiti, capitale umano, risorse, unità, addetti,  ed altri termini che fanno pensare più a pezzi di ricambio di una catena di montaggio che non ad esseri umani.

In cuor suo, caro Ministro, ritiene che la loro caritatevole attenzione sia davvero disinteressata? Magari, da bravi sostenitori dei dogmi liberisti, credo sia più facile supporre siano interessati ad alimentare lo spregevole dumping sociale per contenere i costi del lavoro.

Non è una novità che i salari siano tornati indietro ai livelli degli anni 60, purtroppo non il costo della vita. Valutare gli individui come mero capitale da usare ai fini mercantilistici come i nostri chicago boys al potere millantano di fare, la trovo una concezione decisamente sprezzante ed avvilente dell'essere umano in sé, sia esso italiano, europeo o africano. 

Lei che governa assieme a questi soggetti dovrebbe rendersene conto facilmente.

 

Riguardo alle sue proposte per i CIE, mi trova parzialmente d'accordo. Non ritengo giusto che una persona venga reclusa per mesi in tali centri, gestiti da ongs che assomigliano molto di più a cosche mafiose in cerca di facile lucro sulla pelle dei migranti. Non a caso anche loro ritengono i migranti una risorsa, basti controllare quando "incassano" per detenuto e quanto realmente spendono per lui, danneggiando tanto gli stranieri quanto gli italiani che a suon di tasse provvedono a tale giro d'affari.

 

Ma che fare? Perché ritengo giusto tutelare anche chi ospita, oltretutto involontariamente, i migranti. La cronaca purtroppo ci racconta di episodi di inaudita violenza ai danni di italiani e non solo, che, quando non assassinati subiscono traumi gravi, dallo stupro ai pestaggi per rapina. Certo, questi atti criminosi sono compiuti anche da italiani, in fondo, siamo pur sempre 60milioni, statisticamente parlando non c'è confronto. Questo evidenzia che già in Italia non vi è certezza della pena per i delinquenti indigeni, ma quando il soggetto è uno straniero la stampa tace per non alimentare il razzismo. Questo è decisamente razzista perché contribuisce ad alimentare l'idea che se a commettere un omicidio è un extracomunitario tutto sommato si tratta di un gesto trascurabile, quasi un diritto acquisito come "gesto di accoglienza". La stampa che semplicemente si limitava a riportare  fatti di cronaca delittuosi, è stata vittima di feroci attacchi dei benpensanti quando tra i vari episodi di cronaca, elencava anche quelli che vedevano  attori gli extracomunitari. E' stata ovviamente tacciata di essere razzista, una buona scusa per censurare i crimini compiuti da non italiani, arrivando ad avallare una discriminazione che mira a considerare lo stesso reato meno grave a seconda della nazionalità di chi lo commette. La giustificazione addotta per operare tali discriminazioni è quella di non alimentare il razzismo, ma non risulta assolutamente convincente. O piuttosto, l'intento   è di evitare di incrementare l'ostilità verso una politica di totale apertura delle frontiere? Sua sorella, caro Ministro, ha ben compreso il sottile gioco. Riporto la sua preziosa testimonianza che non sarà certo archiviabile con l'accusa di razzismo, anche se la stampa, ovviamente non si è degnata di ascoltarla.

Io non posso fare a meno di pensare al caso di Ilaria, la giovane donna di 19 anni uccisa per mano di una persona con precedenti che non si sarebbe più dovuta nemmeno trovare sul suolo italiano. Una vita, quella di Ilaria, che poteva essere salva.

Il brutale omicidio della ragazza di Castagneto Carducci è sparito velocemente dai telegiornali, onde non istigare odio razziale.

Ma questa non è discriminazione? Mi ricordo ancora quanti mesi e servizi sono stati fatti per Maricica, l'infermiera che morì dopo un alterco con un ragazzo italiano che sferrandole un pugno causò una caduta accidentale che le fu fatale. Una strategia mediatica tutt'altro che casuale. Trincerarsi dietro l'accusa di razzismo è un po' come parlare del disagio sociale come miccia per futuri disordini. Esternare una tale lapalissiana quanto giusta obiezione, come ha fatto il Sig. Becchi, è valsa la pubblica gogna per istigazione alla violenza.

Nominare i personaggi della casta in sé è diventato, nel mondo orwelliano, minaccia alla persona, violenza verbale etc. ed è altrettanto lapalissiano che questi editti del pensiero sono solo propedeutici alla censura. Non a caso è recente l'approvazione del ddl censura web.

Un cittadino del Ghana oggi aggredisce 5 persone e spedisce all'altro mondo un disoccupato italiano. E' stato definito un gesto di follia, un caso isolato, se fosse stato un cittadino italiano la sentenza sarebbe già stata emessa: razzismo.

Lei propone di cancellare il reato di clandestinità. Umanitariamente parlando, è giusto.

Ma come intende provvedere ai bisogni di chiunque approdi in Italia, senza che finisca preda della criminalità organizzata per necessità, e tutelare quindi anche gli abitanti italiani? Il presupposto dell'ingresso legale nel paese parte dal fatto che, il soggetto per poter restare debba essere in grado di provvedere onestamente alle proprie necessità.

Altrimenti, chi paga per costoro? Come si presume debbano sbarcare il lunario?

Non mi stupirebbe se venisse creata volutamente l'ennesima emergenza per procedere ancora più spediti verso il Nuovo Ordine Mondiale, magari un codice a barre tramite microchip sottocutaneo. 

 

Lei si è detta orgogliosa di essere nera e ne ha pieno diritto, ognuno deve essere fiero delle proprie radici e cultura, fin dalle caratteristiche esteriori. Purtroppo ad un bianco sarebbe impossibile esternare la propria fierezza, tale gesto comporta il finire in galera per incitamento all'odio razziale. Riguardo alla cultura, non se ne abbia a male quindi se qualche italiano intende preservare la propria che, spesso, deve subire in nome del politically correct una lenta e subdola cancellazione delle proprie tradizioni. Così, in molti asili è fatto divieto di festeggiare il natale. Non capisco perché una festa cristiana pacifica sia considerata offensiva e lesiva per i bimbi non cristiani. Ma tant'è. D'altronde, non mancano nemmeno gli attacchi all'Islam ed a vari credi in sé, spesso attacchi pretestuosi che la nuova religione dell'omologazione vuole cancellare per renderci "tutti uguali", non nei diritti (il potere ci vuole tutti schiavi) ma nell'identità culturale.

 

Barbara – Tratto da: dadietroilsipario.blogspot.it

 

 

 

La sorella della Kyenge: “Chiedere il rispetto delle regole non è razzismo”

5 magg . La sorella del nuovo ministro dell’integrazione italiano: “Chiedere il rispetto delle regole non è razzismo, ci sono tanti immigrati come me che hanno sempre fatto il massimo per integrarsi e hanno sempre seguito la legge”.

 

Cécile Kyenge, il nuovo ministro dell’integrazione italiano, vuole spalancare le frontiere, abolire il reato di clandestinità e tenere in Italia tutti gli immigrati, nonostante i loro precedenti penali. E gli esponenti della Lega Nord che hanno osato mettere in dubbio questa nomina sono stati immediatamente tacciati di razzismo e xenofobia.

 

Eppure… proprio la sorella di Cécile Kyenge, Kapya, ha chiesto e ottenuto aiuto dalla Lega Nord per sbrogliare una situazione complicata, per la quale non poteva vivere a casa sua.

 

A Kapya, da tutti chiamata Dora, era stata infatti assegnata una casa popolare nella periferia di Pesaro, dove lavora all’IperCoop e in una sartoria. Dora però non poteva entrare nella casa a lei assegnata perché occupata da alcuni immigrati marocchini illegali che erano entrati abusivamente nell’abitazione e non ne volevano sapere di levare le tende.

 

La sorella del ministro ha provato a chiedere aiuto, ma i burocrati italiani non sono riusciti a sbrogliare la matassa. Ecco allora che si rivolge al segretario provinciale della Lega Nord, il quale (incredibile ma vero, almeno per i moralizzatori…) le dà ascolto e riesce a coinvolgere i canali giusti per far sgombrare la casa e permettere a Dora di vivere nella casa a lei destinata.

 

Per il sentito ringraziamento di Kapya “Dora” Kyenge, che racconta: “Quando ho chiamato la Lega Nord per chiedere aiuto pensavo che mi avrebbero chiuso il telefono in faccia, partivo con il pregiudizio che i leghisti ce l’avessero con tutti gli extracomunitari. Invece mi sono dovuta ricredere: quello che abbiamo ottenuto va a favore di tutti coloro che in futuro avrebbero potuto trovarsi nella mia situazione se noi non avessimo vinto questa “battaglia” per la legalità”.

 

E, alla faccia di tutti quelli che si ostinano a dire che la Lega Nord critica il ministro Kyenge solo per il colore della pelle: “Chiedere il rispetto delle regole non è razzismo, ci sono tanti immigrati come me che hanno sempre fatto il massimo per integrarsi e hanno sempre seguito la legge”. (mattino.ch)

 

Imola oggi

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