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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

INGHILTERRA, IL LAVORO: PRIMA AGLI INGLESI

Pubblicato su 28 Luglio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

In Inghilterra si preoccupano di dare un lavoro prima agli inglesi e, poi, se c'è ne è in abbondanza, ai non inglesi. E da noi ? Claudio Marconi

stabilimento.jpg

LONDRA  - A sette anni dalla crociata contro gli idraulici polacchi, Londra torna in trincea per l’”invasione”, come la definiscono molti deputati conservatori, dei lavoratori stranieri. A riaccendere la polemica sono in queste ore i dati delle offerte di contratto pubblicate su Eures, il “collocamento” informatico gestito dall'Unione europea. Su 1,49 milioni di proposte di impiego – hanno calcolato i parlamentari del centrodestra – ben 800mila arrivano dalla Gran Bretagna. La Germania, la vera locomotiva continentale, è ferma (si fa per dire) a 267mila mentre dall’Italia, dove di lavoro ce n’è poco per tutti, ne arrivano appena 7.596. “Sono numeri inaccettabili – ha attaccato il leader del Partito indipendentista Nigel Farage -. Discriminare 2,5 milioni di disoccupati inglesi a favore di 500 milioni di europei è inammissibile”. A protestare non sono solo gli infiammabilissimi rappresentanti delle formazioni contrarie alla Ue. Anche tra i deputati della maggioranza, alle prese con la strisciante fronda anti-Bruxelles nel Paese e con l’imminente apertura (dal prossimo anno) delle frontiere ai lavoratori dalla Romania e dalla Bulgaria, si sono levate molte voci di protesta. “Le aziende inglesi hanno l’obbligo morale di dare lavoro ai nostri concittadini – ha detto Matthew Hanckock, sottosegretario al ministero dell’Economia e dell’Educazione -. Si tratta di un dovere sociale verso le comunità in cui operano”. Il programma di Eures, altro motivo di pesanti polemiche oltremanica, è finanziato dalla comunità e garantisce mille euro di aiuti – destinati ai costi per i corsi di lingua e per l’inserimento – per ogni dipendente “straniero” assunto da un’azienda dell’area euro.

Lo scontro politico di queste ore è ancor più specioso alla luce degli ultimi dati più che positivi sull’economia britannica. Il Pil è cresciuto dello 0,6% nel secondo trimestre e a Londra la ripresa è accompagnata da segnali incoraggianti pure sul fronte del lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso a maggio dello 0,2% al 7,8%. Siamo lontani dal 5% del 2008, ma in condizioni molto migliori rispetto a fine 2011, quando con l’Europa e gli Stati Uniti al colmo della recessione, 2,7 milioni di inglesi non ricevevano uno stipendio a fine mese. Il rapporto con Bruxelles è però sempre un nervo scoperto lungo il Tamigi e notizie come la chiusura dell’ultimo impianto di produzione inglese (a Southampton) dello storico furgone Ford Transit, spostato per risparmiare in Turchia con la perdita di 500 posti, non aiutano a calmare le acque. La crisi dei debiti sovrani, del resto, ha di nuovo polarizzato il mercato del lavoro europeo, costringendo molti giovani – spesso laureati – dei Paesi più in crisi della Ue a cercarsi un posto oltrefrontiera, molto spesso a Londra e dintorni. Le nuove iscrizioni al registro degli italiani residenti nella capitale Gb viaggiano da inizio anno al ritmo di 1.500 al mese, calcola il blog di Marco Niada, ex-corrispondente de Il Sole 24 Ore nella città britannica.   

Tratto da: repubblica.it - Visto su: investire-informati

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Marco 10/22/2014 11:33

Peccato che in Italia non funziona così...

barbara 07/31/2013 13:10


una scelta che dovrebbe essere considerata logica e naturale.


Ma per i globalizzatori con il pallino della destabilizzazione su base etnica ecco che diventa una scelta dettada solo ed esclusivamente dal razzismo che loro vedono ovunque. L'acqua è
trasparente e chiara? E' razzista.