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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IN ITALIA I CONTI CORRENTI BANCARI SONO CONTROLLATI DA SERPICO

Pubblicato su 21 Gennaio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Benvenuti nel Paese dei soviet bancari e fiscali. Claudio Marconi

 

04007 redditometro 

 

Basta un movimento incongruo per far scattare il sequestro e l'eventuale denuncia penale

Redditometro senza orizzonte: laddove non è (ancora) arrivato il fisco, arrivano i giudici. Secondo i quali basta un piccolo dubbio rintracciato sui conti correnti bancari per rischiare una confisca o addirittura una denuncia penale.

Mentre i contribuenti italiani cercano di capire come difendersi da Serpico e dai nuovi super accertamenti tributari messi a punto dal Governo di Mario Monti, la Corte di cassazione mette in mano agli 007 dell’agenzia delle Entrate un altro, potentissimo strumento.

Basterebbe un banale movimento sospetto sul conto corrente - questo il senso della pronuncia dei giudici di piazza Cavour - per giustificare non solo l’accertamento fiscale (che da aprile sarà la «regola» del redditometro), ma anche per aprire le porte al sequestro e quindi alla confisca per evasione tributaria. Di qui l’eventuale denuncia penale.

È l’ultimo, assurdo elemento che porta dritti alla nascita dello Stato di polizia tributaria. Temuto soprattutto da chi paga le tasse regolarmente, sopportando una pressione fiscale destinata ad arrivare vicina al 45% del prodotto interno lordo. E proprio gli onesti studiano il redditometro, con l’obiettivo di evitare di finire nella trappola del fisco senza avere la possibilità di difendersi ad armi pari. Rischio non improbabile in particolare per quanto riguarda i controlli che saranno effettuati dalle Entrate per il quadriennio 2009-2012. Certo c’è la «franchigia» da 12mila euro che l’amministrazione finanziaria ha informalmente promesso di attivare, almeno in una prima fase di controlli. Tuttavia, non è da escludere del tutto qualche errore. Per esempio potrebbero essere stati tanti ad attingere a risparmi in contanti (chi vieta di conservare banconote «sotto il mattone»?), negli scorsi anni, per far fronte anche a spese importanti. Del resto, fino al dicembre 2011 il limite all’utilizzo del cash, poi portato a 1.000 euro, era di 12.500 euro. Tra le spese destinate a far scattare l’allarme «evasore», ci sono anche alcune voci discutibili. Come le polizze assicurative, la spesa per scuole private, i contributi per lavori domestici.

Serpico, dunque, fa sempre più paura. Prova a placare l’ira dei contribuenti la Cgia di Mestre. «Il redditometro non sarà quello spauracchio che qualcuno vuole farci credere. I contribuenti onesti non devono temere nulla: non sarà nè feroce nè repressivo» ha spiegato ieri il segretario dell’associazione.

La Cgia ha realizzato alcune, utili simulazioni. Il risultato è che - calcolando la franchigia di 12 mila euro l’anno che l’amministrazione finanziaria applicherà, almeno in via ufficiosa - per essere convocata dal fisco a giustificare la propria posizione una coppia tra i 35 e i 64 anni e senza figli dovrà scendere sotto una soglia di reddito complessivo annuo che nel Nordest è di 7.642 euro. Livello che scende a 6.923 euro per un nucleo del Nordovest e si abbassa ulteriormente nel Centro (4.643 euro) nel Sud (2.324 euro) e nelle Isole (270 euro).

Se invece si tratta di una coppia di anziani over 64 senza figli abitante nel Nordest la posizione di rischio scatterà sotto i 4.184 euro che salgono nel Nordovest a 4.412 euro, mentre nel Centro l’asticella non dovrà andare sotto quota 2.018 euro. Nel Sud e nelle Isole tutti i nuclei famigliari di questo tipo non avranno nessun problema.

Stesso scenario tranquillizzante anche per gli altri nuclei familiari studiati dalla Cgia. Secondo cui saranno colpiti solo i falsi poveri. Col risultato che gli sceriffi delle tasse porteranno a casa un bottino magro. Del resto, per il 2013 il gettito previsto dall’applicazione del redditometro, come ricorda la stessa Cgia, si attesterà attorno agli 815 milioni di euro, 715 attraverso l’autotassazione e gli altri 100 dall’attività accertativa. Calcolatrice alla mano vuol dire lo 0,7% dell’evasione totale, stimata a quota 115-120 miliardi di euro. «Il fisco - spiega Bortolussi - recupererà solo le briciole».

Autore: Francesco De Dominicis / Fonte: liberoquotidiano.it -

Tratto da: ecplanet.com

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