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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL VENTOTTESIMO STATO MEMBRO

Pubblicato su 12 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

La notizia è interessante, annuncia un suicido. Tra i tanti danni e tragedie che ha creato l'euro, questo sembra essere tra i maggiori, il signoraggio, gli interessi,insomma l'"usura", stanno spingendo 10 paesi europei nelle braccia della Cina. Questa " meravigliosa" politica economica e monetaria ci costringe, oltre che alla fame e povertà, alla " prostituzione".

Se siete d'accordo ad andare avanti così, continuate a votare tranquillamente, se non siete d'accordo, organizzatevi nei luoghi dove vivete, tra singoli cittadini, e date vita a gruppi territoriali di resistenza. Claudio Marconi

 

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L’Ue ha un “membro segreto”: la Cina. Secondo Die Welt “il più importante partner commerciale dell’Ue dopo gli Stati Uniti” punta sempre di più sulle relazioni bilaterali con i 27, a tutto svantaggio di Bruxelles.
 
All’inizio di settembre il ministero degli affari esteri cinesi ha invitato a Pechino 16 paesi dell’Europa centrale e orientale per una “conferenza europea”, con lo scopo di celebrare la creazione di una nuova associazione tra gli stati dell’Europa centrale e orientale, chiamata “Cee” dal quotidiano. La nuova associazione, che sullo slancio si è dotata di un segretariato, conta 16 paesi di cui 10 fanno parte dell’Ue. Alla conferenza sono stati invitati gli ambasciatori di Albania e Polonia, ma non quello dell’Unione europea.

I rappresentanti di Bruxelles erano preoccupati: la notizia sembrava rivelare una svolta della politica europea della Cina verso il principio del “divide et impera”.
 
Fino a quando Bruxelles non si pronuncerà su questioni considerate importanti dalla Cina, come il riconoscimento dello status di economia di mercato o la fine dell’embargo sulle vendite di armamenti, Pechino continuerà a sviluppare in maniera sottile relazioni di dipendenza con alcuni stati europei, spiega al quotidiano berlinese il politologo Jonas Parello-Plesner. In Grecia, per esempio, la Cina ha acquisito una parte del Pireo. In Ungheria ha offerto un “credito speciale” da un miliardo di euro.
 
I diplomatici cinesi sostengono di voler soltanto “rafforzare le relazioni con l’Ue” attraverso questi atti di cooperazione economica, ma secondo Die Welt Bruxelles resta molto scettica:

I suoi rappresentanti vogliono capire se Pechino intende trasformare i paesi della Cee in una lobby sfruttando il suo potere economico.

Fonte: Die Welt - Tratto da: presseurop.eu

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