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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL SISTEMA PER AFFAMARE I POPOLI

Pubblicato su 29 Marzo 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Dopo quella monetaria si sta marciando, a tappe forzate, verso una ancora più terribile e disumana dittatura: quella alimentare.
Se ne parla poco ma la politica degli OGM rappresenta un altro tassello del mosaico del Nuovo Ordine Mondiale.
I semi OGM non sono presenti in natura, vengono prodotti nei laboratori ,quelli delle multinazionali, bisogna comprarli.
Una prima serie di semi OGM aveva la capacità, anche se limitata, di riprodursi e questo non piaceva ai produttori che, per difendere i  loro interessi e quelli  dei loro padroni, volevano un impegno, da parte degli acquirenti, i contadini, a non usare quei semi riprodotti, ma ad acquistarne di nuovi.
Ma questo impegno era altamente disatteso dai contadini.
Non c’è problema ,ne sanno una più del diavolo. Nel 2000, l’americana Delta Pine and Land Seed Company, annuncia la commercializzazione di un nuovo seme OGM, prodotto con la tecnologia “ Terminator”, che impediva alla pianta di riprodursi, costringendo, di fatto, i contadini a continuare ad acquistare.
Ma, come dicevamo prima, questi semi non si trovano in natura, bisogna acquistarli, e così facendo ci si consegna mani e piedi alla volontà delle multinazionali, che possono liberamente decidere se venderli o meno, affamando, di fatto, tutte quelle nazioni che non sono di loro gradimento e che non agiscono secondo i loro dettami distruggi popoli.
Questa è una vera e propria minaccia di colonizzazione, molto più pericolosa e devastante di quella economica, in base alla quale non solo i contadini, ma l’intero paese, perde i propri diritti e la dignità di poter vivere con i proventi del proprio lavoro e con i frutti della propria terra.
Vogliono avere una terribile arma di ricatto per distruggerci nella volontà di ribellione contro questa dittatura, o fai come dico io, ci ammoniscono, o ti faccio morire di fame.
Capito l’andazzo ? E nessuno ne parla, non si fanno dibattiti televisivi, non ci sono interrogazioni parlamentari,  non ci sono scioperi, non ci sono proteste sindacali, neanche la Chiesa che, a parole, ha tanto a cuore le sorti dell’umanità, interviene decisamente su questo terribile delirio.
Sono tutti complici, sono tutti d’accordo, sono tutti nemici dell’Uomo. Ci vogliono far vedere un speranza di avvenire aggrappandoci all’ “ ultimo uomo”, quello di nietzshciana memoria, ma non ci dicono che questo “ ultimo uomo” non è portatore di avvenire, ma solo il personaggio finale di questa tragedia. Non è colui che ci “ salva”, ma è colui che ci distrugge.
Ma cosa sono gli OGM ? La Direttiva 2001/18/CE  definisce così un OGM:
« un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale. »
La prima volta che la UE si occupa di OGM è nel 1990 con la Direttiva 90/220/CEE, secondo la quale vengono autorizzati per scopi sperimentali 17 organismi diversi, tra cui 14 piante come mais, colza e soia, oltre a 2 vaccini: uno per la rabbia ed uno per la malattia di Aujeszky, usata prevalentemente in ambito veterinario. Nel 1997 diversi Stati europei hanno iniziato una battaglia contro gli OGM facendo di fatto naufragare la Direttiva sopra citata. Nel 1998 la Francia si fa promotore di una iniziativa che vieta gli OGM in Europa, praticamente viene messa in atto una moratoria. Neanche a fare apposta gli USA, in quanto maggiori produttori di piante OGM, insieme alle multinazionali agrobiotecnologiche denunciano questa moratoria che, secondo loro, non è supportata da nessuna ragione scientifica. L’Europa, sempre sensibile ai richiami di oltre oceano, corre ai ripari e riscrive le norme: La Direttiva 2001/18/CE, che di fatto sostituisce la 90/220/CEE riapprova gli OGM e con due regolamenti, 1829 e 1830/2003/CE cerca di normalizzare sia l’etichettatura che la tracciabilità degli alimenti e dei mangimi, non soddisfatta di questo emana una “ raccomandazione “ la 556/2003 che di fatto regola la convivenza tra le colture originale e quelle OGM, naturalmente gli Stati dovrebbero allinearsi a queste direttive e raccomandazioni.
Così che la commissione autorizza cinque varietà di mais e due di colza OGM per la produzione di alimenti e/o mangimi.
L’Italia, naturalmente, deve rispettare le Direttive europee ma due Ministri, Pecoraro Scanio e Alemanno provano a contrastare questo rispetto.
Pecoraro Scanio varò un provvedimento che vietava tutte le sperimentazioni in campo agrobiotecnologico ma sollevò la protesta di parecchi scienziati italiani: Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini, Edoardo Boncinelli, Silvio Garattini, Tullio Regge, Angelo Spena ed altri 1150 che si indignarono ( chissà perché ? ) per la presa di posizione del Ministro in quanto, secondo il loro parere ( interessato ? ) si voleva impedire la ricerca sugli OGM.
Alemanno provò nel 2003, con un decreto legge, ad introdurre standard più restrittivi di quelli europei alle coltivazioni OGM, ma il decreto fu bloccato in seguito a vibranti proteste e pressioni  USA ( a proposito di Sovranità Nazionale ), in quanto preoccupati delle loro esportazioni verso l’Europa.
Praticamente oggi, in Italia, non possiamo vietare le coltivazioni OGM in quanto potrebbero aprire, gli oligarchi di Bruxelles, verso di noi, una procedura di infrazione delle normative europee.
La menzogna che ci vanno raccontando è che siamo un Paese “ OGM Free “ ed è un falso: è vero che non ci sono colture OGM, ma è anche vero che si usano moltissimi mangimi, a base di soia e mais, ottenuti con prodotti OGM  che importiamo in quantità massicce da Stati Uniti, Canada e America Latina.
 Ma alcune considerazioni dovremo pur trarle da questo ennesimo  attentato alla sopravvivenza dei popoli.
Chiariamo subito che questo sistema, fondato sul mondialismo , deve indebolire, fino a farli scomparire, gli Stati indipendenti, non ci debbono più essere le patrie. Patrie intese come terra dei padri e delle tradizioni.
Ed è lampante perché, in questa ottica, il nemico pubblico numero uno è il contadino, perché si è formato nel corso dei secoli e costituisce la pietra miliare sulla quale si sono edificate le Nazioni europee.
L’agricoltura è nata per nutrire i popoli con i prodotti autoctoni, il ruolo del contadino è quello di nutrire la Nazione, arricchirla con i risparmi che questo crea e rigenerarla nello spirito e nel fisico dei suoi cittadini.
Le aperture sempre più grandi alle importazioni massicce da altri Stati e continenti non sono altro che un atto volontario della UE, con il beneplacito dei cialtroni che siedono sui banchi del Parlamento Europeo, per distruggere l’attività economica del contadino ed attendere la sua scomparsa.
Scriveva J.C. Martinez, parecchi anni fa, e per questo lungimirante: “  Bisogna svincolare la sorte dell’agricoltura europea da tutti gli altri settori delle relazioni tra Europa e America. Bisogna comprendere che l’essenziale dell’agricoltura non è fatto di prodotti che si scambiano ma di contadini che si difendono. La sopravvivenza delle popolazioni agricole europee non dipende da un accordo generale sulle tariffe doganali……..Commerciare non è la ragione d’essere del contadinato, la sua missione è di fondare, di stabilizzare. Per fare ciò non c’è bisogno di negoziati, è sufficiente continuare e perpetuare”.
Possiamo serenamente concludere che il ruolo principale e fondamentale del contadino è quello di conservare le tradizioni e , di conseguenza, la Civiltà, ed è proprio questo che non vogliono, e che combattono con ogni mezzo, lecito e meno lecito, le oligarchie mondialiste.
Si vogliono uccidere i popoli, dobbiamo essere tutti uguali, senza tradizioni, senza storia, senza patria, magari amalgamati da un unico gigantesco frullatore, in maniera tale da distruggere le residue capacità di ribellione a questo “ mondo” bestiale e nemico dell’uomo.
Mala tempora currunt.

Claudio Marconi    pagliaiotrebbia.jpg

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