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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL SILENZIO DELLA " VOCE DEL PADRONE " !

Pubblicato su 2 Novembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Non è più un segreto e rischiamo di scoprre l'acqua calda, ma non possiamo esimerci dallo stigmatizzare l'atteggiamento di disinformazione continua e perpetuata dei media. Tutti. Talk compresi. Ma dove sono i Santoro, i Del Debbio, i Floris, le Gruber e compagnia cantando ? Ci trattano da imbecilli, e fanno bene, fintanto che nessuno si ribella. C.M.

 

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Si dice che il silenzio è d'oro.

 

Lo è indubbiamente, ma non solo nel senso del proverbio.

 

È prezioso soprattutto come strumento di  manipolazione dell'opinione pubblica: se sui giornali, nei Tg e nei  talk show non si parla di un atto di guerra, esso non esiste nella mente di chi è stato convinto che esista solo ciò di cui parlano i  media.  

 

Ad esempio, quanti sanno che una settimana fa è stata  bombardata la capitale del Sudan Khartum?

 

L'attacco è stato effettuato  da cacciabombardieri, che hanno colpito di notte una fabbrica di  munizioni.

 

Quella che secondo Tel Aviv, rifornirebbe i palestinesi di Gaza.

 

Solo Israele possiede nella regione aerei capaci di colpire a 1900 km di distanza, di sfuggire ai radar e provocare il blackout delle telecomunicazioni, capaci di lanciare missili e bombe a guida di precisione da decine di km dall'obiettivo.

 

Foto satellitari mostrano, in un raggio di 700 metri dall'epicentro, sei enormi crateri aperti da potentissime testate esplosive, che hanno provocato morti e feriti.

 

Il governo israeliano mantiene il silenzio ufficiale, limitandosi a ribadire che il Sudan è «un pericoloso stato terrorista, sostenuto dall'Iran».

 

Parlano invece gli analisti di strategia, che danno per scontata la matrice dell'attacco, sottolineando che potrebbe essere una prova di quello agli impianti nucleari iraniani.  

 

La richiesta sudanese che  l'Onu condanni l'attacco israeliano e la dichiarazione del Parlamento arabo, che accusa Israele di violazione della sovranità sudanese e del  diritto internazionale, sono state ignorate dai grandi media.

 

Il bombardamento israeliano di Khartum è così sparito sotto la cappa del silenzio mediatico.

 

Come la strage di Bani Walid, la città libica attaccata dalle milizie «governative» di Misurata.

 

Video e foto, diffusi via Internet, mostrano impressionanti immagini della strage di civili, bambini compresi.

 

In una drammatica testimonianza video dall'ospedale di Bani Walid sotto assedio, il Dr. Meleshe Shandoly parla dei sintomi che presentano i feriti, tipici degli effetti del fosforo bianco e dei gas asfissianti.

 

Subito dopo è giunta notizia che il medico è stato sgozzato.  

 

Vi sono però altre  testimonianze, come quella dell'avvocato Afaf Yusef, che molti sono  morti senza essere colpiti da proiettili o esplosioni.

 

Corpi intatti, come mummificati, simili a quelli di Falluja, la città irachena attaccata nel 2004 dalle forze Usa con proiettili al fosforo bianco e nuove armi all'uranio.

 

Altri testimoni riferiscono di una nave con armi e munizioni, giunta a Misurata poco prima dell'attacco a Bani Walid.

 

Altri ancora parlano di bombardamenti aerei, di assassinii e stupri, di case demolite con i bulldozer. Ma anche le loro voci sono state soffocate sotto la cappa del silenzio mediatico.  

 

Così la notizia che gli Stati uniti, durante l'assedio a Bani Walid, hanno bloccato al Consiglio di sicurezza dell'Onu la proposta russa di risolvere il conflitto con mezzi pacifici.

 

Notizie che non arrivano, e sempre meno arriveranno, nelle nostre case.

 

La rete satellitare globale Intelsat, il cui quartier generale è a Washington, ha appena bloccato le trasmissioni iraniane in Europa, e lo stesso ha fatto la rete satellitare europea Eutelsat. Nell'epoca dell'«informazione globale», dobbiamo ascoltare solo la Voce del  Padrone

 

 di Manlio Dinucci - 31/10/2012 

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