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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL RUOLO DELLA NATO NELLA FINTA VITTORIA DI MONTI

Pubblicato su 6 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Il governo Monti sino a dieci giorni fa appariva in agonia, e già i fans del Buffone di Arcore pregustavano l'ora della rivincita. Invece il vertice europeo di Bruxelles, concluso giovedì scorso, ha conferito addirittura un alone eroico al Presidente del Consiglio, che sarebbe riuscito ad avere la meglio sulle obiezioni della cancelliera Merkel sullo "scudo salva-Stati". Sono fioccati i paragoni giornalistici con l'altro Mario, a sua volta trionfatore della partita contro la Germania; ma, ovviamente, ciò avveniva prima della finale contro la Spagna. Purtroppo gli attuali giornalisti sono quasi tutti laureati alla Luiss, perciò nessuno di loro ha potuto ricorrere a qualche reminiscenza classica, magari ricordandosi del console romano Gaio Mario, che nel 101 a.C. sconfisse le tribù germaniche dei Cimbri e dei Teutoni. Del resto neanche Gaio Mario scherzava con le tasse, dato che pare sia stato l'inventore della tassa Una Tantum.

In realtà da più parti si è levato il sospetto che l'esito del vertice di Bruxelles fosse già scontato in partenza, e che i media abbiano psicodrammatizzato delle questioni di dettaglio per dare l'impressione di uno scontro fra Titani, da cui Monti sarebbe uscito vincitore. Il sospetto che si sia trattato di una fiaba mediatica, è confermato da un documento sull'euro presentato al Consiglio Atlantico della NATO del 4 giugno scorso, un mese prima del vertice UE di Bruxelles. Sarà il caso di ricordare, per inciso, che anche Mario Monti era un advisor del Consiglio Atlantico sino a pochi mesi fa, come ci segnala il suo curriculum sul sito dello stesso Consiglio Atlantico.[1]

Il documento sull'euro a cui ci si riferisce, è una relazione del banchiere Josef Ackermann, appena dimessosi da Chief Executive Officer di Deutsche Bank. Forse a causa delle noie giudiziarie che ha in Germania, Ackermann se n'è tornato nella natia Svizzera a dirigere un'altra multinazionale, il Gruppo Assicurativo Zurigo, uno dei maggiori del mondo. Inoltre Ackermann è tuttora in forza al Consiglio Atlantico, perciò ha ancora tutte le carte in regola per continuare a far danni.


Nella sua relazione al Consiglio Atlantico, Ackermann dice chiaro e tondo che l'euro va salvato, che la Germania dovrà farsene carico, e che la Merkel dovrà farsene una ragione perché cresce l'impazienza degli Stati Uniti. Ackermann inizia e conclude dicendo: "Dobbiamo fare di tutto per mantenere la zona euro così com'è." Nella relazione non è che vi sia un grande respiro strategico, dato che Ackermann confessa che lo scopo è di "guadagnare tempo". Oltre che sul sito del Consiglio Atlantico, un resoconto della relazione di Ackermann è reperibile anche sul sito Market Watch del "Wall Street Journal". [2]


Che le sorti dell'Unione Europea vengano decise in sede NATO non è affatto strano, dato che le due organizzazioni sono del tutto speculari. Sul sito della NATO viene sottolineato il ruolo "complementare e sinergico" delle due organizzazioni. Ma l'aspetto interessante riguarda la composizione delle due organizzazioni illustrata in un prospetto, da cui risulta che l'allargamento a ventisette membri dell'Unione Europea è avvenuto esattamente in funzione dell'espansione della NATO verso Est. Ne consegue che anche l'allargamento della zona euro a dodici, comprendendovi Paesi finanziariamente troppo deboli per lo sforzo, sia stata fatta in funzione di interessi NATO. [3]

Di recente il segretario del PD, Bersani, ha ritenuto di liquidare le velleità di uscita dalla zona euro, prospettando un quadro, peraltro realistico, delle catastrofiche conseguenze finanziarie di una tale scelta, che vedrebbero un'Italia costretta a pagare i debiti in euro, dovendo invece contare su crediti in lire. Nel fare questa affermazione, Bersani ha però implicitamente ammesso che l'euro non tiene uniti gli Europei con la prospettiva di un luminoso futuro per i partecipanti, ma li tiene vincolati esclusivamente con la minaccia di un'iper-inflazione per i fuorusciti. Dunque l'euro è stato una trappola, un inganno per Paesi che si illudevano così di poter partecipare al business monetario di una nuova moneta di pagamento internazionale che facesse concorrenza al dollaro.

Sennonché il primo Paese che aveva deciso di farsi pagare il petrolio in euro, cioè l'Iraq di Saddam Hussein, è stato immediatamente invaso dagli Stati Uniti nel 2003. L'Unione Europea non è nata per essere autonoma dagli USA e per far loro concorrenza, bensì nel quadro dei vincoli imperialistici tracciati dagli stessi USA dopo la seconda guerra mondiale. Il progetto dell'Unione Europea era infatti già previsto nel Trattato Nord-Atlantico del 1949, all'articolo 2, in cui si promuove la collaborazione e l'integrazione economica tra i Paesi membri della NATO. Il testo integrale del Trattato si trova sul sito del Ministero della Difesa, e può costituire una lettura istruttiva per chi voglia spiegarsi le stranezze e i misteri di sessanta anni di storia italiana; compreso il fatto che il nostro governo debba tagliare sulla Pubblica Amministrazione, la Scuola e la Sanità pur di comprare dal Pentagono i caccia F-35 e i droni, con le annesse armi e munizioni. [4]

Quindi i vari De Gasperi, Adenauer e Schuman non hanno avuto all'epoca nessuna geniale intuizione nell'avviare la costruzione europea, ma si sono limitati ad eseguire gli ordini della NATO. Non è un caso che sia la NATO che l'Unione Europea abbiano la loro capitale a Bruxelles; proprio per facilitare la trasmissione degli ordini da un'istituzione all'altra. Insomma, non si può uscire dall'euro senza uscire dalla NATO.

La NATO infatti non è una "alleanza", ma un super-Stato imperialistico, con un ruolo egemone, quello degli USA, e con ruoli gregari; con colonie interne ed esterne e, all'interno degli stessi stati, con zone colonizzate e con strati sociali "colonizzabili", cioè oggetto di rapina. Persino l'Atlantico è ormai acqua passata per la NATO, che progetta un espansionismo planetario. Il maggio scorso si è svolto a Chigago un vertice della NATO il cui tema era come riuscire a trasformare la stessa NATO in una "rete globale", inglobando cioè il maggior numero di Stati possibile con vari accordi di cooperazione. [5]

[1] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.acus.org/
[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.acus.org/files
http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.marketwatch.com/People/Josef_Ackermann&
[3] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.nato.int/cps/en/natolive/
[4] http://www.difesa.it/SMD/CASD/Istituti_militari/ISSMI/Corsi/Corso_Consigliere_Giuridico/Documents/26122_Trattato_Nato.pdf
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-29/washington-vendera-armi-droni-122009.shtml?uuid=AbvPaBkF
[5] http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10127&ID_sezione=29 
Fonte: vocidallastrada  rasmussen_monti-nato.jpg
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