Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL ' RAZZISMO' INIZIA QUANDO SI VUOL FARE ABBANDONARE LA PROPRIA TERRA

Pubblicato su 14 Agosto 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Da messaggi privati, arrivati al nostro blog, e da qualche commento inserito in alcuni articoli riguardanti la Kyenge, e la società multietinica in particolare, ci è sembrato che il messaggio che vogliamo far passare sia stato travisato, in buona o cattiva fede, e, soprattutto, non sia riuscito a far comprendere che a noi il razzismo biologico non interessa, anzi rappresenta il nostro peggior nemico.

 

Noi non abbiamo mai sostenuto che ci sia una razza superiore alle altre. Abbiamo sostenuto che ci sono diverse razze con loro caratteristiche peculiari, culturali, storiche, ect.

Quando un uomo abbandona la propria terra, abbandona i suoi riferimenti culturali, abbandona la propria anima e si va ad " inserire " in un " corpo " estraneo. Nel momento in cui cerca di inserirsi si accorge di essere un " estraneo",  diventa ostile e cerca di cacciarmi dal mio spazio per occuparlo lui.

Questo atteggiamento diventa " interiore" nella società multietnica che, in quanto tale, non ha più punti di riferimento.

 

La difesa del nostro popolo inizia con la lotta contro l’immigrazione che è il primo passo per far “ trionfare” in ogni dove il mondialismo.

 

Il primo passo verso l’espansione totale non solo e non tanto come globalizzazione intesa nel prendere ad esempio alcune nazioni anziché altre, ma della società globalizzata come sistema di vita  che passa per la perdita dell’identità di popolo e la società multietnica è lo strumento operativo per raggiungere questo obiettivo.

Per il sistema globalizzato i popoli non debbono più essere definiti come composti da persone che hanno nazionalità,razza,storia,cultura e tradizioni ma la loro definizione deve essere data dal modo di vita, dalla collocazione nella società, da come si vestono, comportano ed agiscono: in poche parole da come consumano.

Oggi si può benissimo andare in India e vedere delle persone sorseggiare una Coca Cola e si può vedere, in altra parte del mondo, un “ montanaro “ austriaco bere una birra: il primo si comporta secondo i canoni imposti dal sistema globale, il secondo no.

Un altro fattore importante sulla strada della globalizzazione è la perdita del concetto di territorio: si parla sempre più spesso di residenti e sempre meno di abitanti, l’abitare è una funzione fondamentale delle persone e – come ebbe a dire Lorenz – etologicamente indispensabile all’equilibrio degli individui.

L’abitare è ciò che fa amare la propria terra, è ciò che ci lega indissolubilmente al nostro popolo, è un legame di sangue e suolo, fa parte della nostra vita e della nostra storia.

Con l’immigrazione selvaggia – oltre alla tratta di nuovi schiavi da usare come bestie da soma – si vuole spersonalizzare un popolo, si vuole marciare verso una società multietnica dove la persona non ha più storia, cultura, radici, attaccamento alle tradizioni: diventa individuo.

Con la società multietnica si vuole imporre il concetto che la terra non è più parte integrante dell’uomo, suo naturale completamento, ma è un bene come tutti gli altri esclusivamente commerciale che si può comprare e vendere a proprio piacimento in qualsiasi momento.

La terra è il supporto della cultura come il corpo è il supporto dell’anima: distruggendo il primo valore conseguenzialmente si distrugge il secondo.

Non si deve più parlare di identità dei popoli,di popolo legato ad una terra e per questo amata, non si deve più parlare di nazionalismo, inteso come legame di sangue e suolo, ma si deve battere la grancassa del cosmopolitismo, niente più differenze, tutto deve essere uguale, non ci deve essere più spazio per la specificità, tutti uguali – magari a suon di clonazioni – amalgamati in un unico gigantesco frullatore.

 

Riteniamo che sia un dovere, nostro e di tutti i connazionali che amano la loro terra, il custodire in tutti i suoi possibili elementi la forma della nostra vita nazionale.

Siamo stufi di queste " iniziative umanitarie" di accoglienza in una nazione dove la stragrande maggioranza di pensionati percepisce cinquecento euro al mese, dove non si è risolto il problema del lavoro per gli italiani, dove esiste un serio problema di dare alloggi, e si potrebbe continuare a lungo.

Il nostro primo pensiero è di pensare ai poveri della nostra Nazione, ai nostri vecchi, ai nostri figli: altro che " pensare " agli immigrati i cui figli un giorno toglieranno posti di lavoro ai figli del nostra Paese.

Per noi, essere uomini non significa avere due braccia, una bocca, due gambe, ma comportarsi secondo i dettami e le leggi che ci sono stati tramandati dai nostri avi, dalla nostra cultura, dalla nostra storia, che sono i punti cardine che ci fanno essere un corpo unico con la nostra terra.

Perché la Kyenge e la Boldrini, queste de strenue paladine dei diritti dei diseredati della terra, non ci parlano mai, dico mai di Ken Saro-Wiwa che ha lottato e dato la sua vita per voler rendere ed indipendente il suo popolo e, soprattutto, farlo partecipe delle ricchezze naturali della propria terra.

Lui non è emigrato: è rimasto nella sua terra ed ha lottato, fino alla morte.

Ma queste paladine perché non lo ricordano mai ?.

« "...tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace,

di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio

popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo

 rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di

ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita

e a una vita decente.

Così ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali

a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso

essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa

vincerà e non importa quanti processi, quante tribolazioni io

e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare

 nel corso del nostro cammino. Né la prigione né la morte

 potranno impedire la nostra vittoria finale..." . »

(Ken Saro-Wiwa).

 

E che dire di Thomas Sankara che si scagliava contro i poteri

finanziari ed usurocratici in un memorabile discorso in quel club

di “ avvoltoi” chiamato ONU !

 

Perché, sempre queste due anime “ pie”, non ci dicono mai che

questo uomo lottava, ed è stato assassinato, per avere un lavoro,

una casa ed una famiglia per la sua gente, a casa loro, nella

loro terra. ( guarda il video sotto ).

 

L’Africa fino a qualche decennio fa era alimentarmente

Autosufficiente, poi sono arrivate le multinazionali con i mercenari

 cubani, li hanno e li stanno depredando ed i risultati sono

l’immigrazione selvaggia.

 

La difesa dei diseredati è una cosa troppo seria per lasciarla

ai soli “ umanitari”.

 

Claudio Marconi

 


Commenta il post

barbara 08/15/2013 15:09


INFATTI. Questi signori tanto aperti ai migranti, perché non chiedono a Monsanto e agli scienziati che sostenevano che modificare le sementi avrebbe sfamato l'Africa? Ma per carità. Come mai
questi signori che si professano antirazzisti e in modo strafottente ed arrogante affibbiano questa etichetta a chi non appartiene al loro clan, sono sempre a favore delle operazioni di
NEOCOLONIALISMO fatte da Usa, Francia ed Inghilterra? Ah si certo è per il bene degli africani. Ma si sono mai premurati di chiederlo a loro?


O si sono arrogati il diritto di rappresentarli senza manco interpellarli perché tanto è l'agenda di Washington che devono portare avanti non quella del bene degli africani?


Non ho capito poi come mai secondo questi pseudo antirazzisti tutti i popoli hanno diritto all'autodeterminazione tranne il proprio, che se aspira a tale proposito ovviamente è razzista. DI una
cosa sono esperti, del doppiopesismo e della doppia morale