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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL LIBERISMO RELATIVISTA - LA QUINTESSENZA DEL MALIGNO

Pubblicato su 16 Maggio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

“Quel giorno colonne di demoni si incamminarono sulla terra poiché qualcuno aveva aperto i sigilli..” da – Il mattino dei maghi -

Cos’è il liberismo se non l’espressione più evidente del maligno! Inquinamento, rifiuti, deforestazione, armi e centrali nucleari, estinzioni sistematica di infinite specie animali/vegetali, deriva etica e morale, e tutto quel luna park di tecnologia invadente e invalidante che ha trasfigurato la nostra esistenza in un inferno quotidiano, non sono gli effetti meramente tecnici dell’azione umana, ma la manifestazione dell’incombente presenza di un’entità demoniaca.

Gli uomini sulla terra, oggi, sono come le cellule di un tumore che moltiplicandosi e ingrossandosi a dismisura (ipertrofia e iperplasia), compromettono irrimediabilmente il funzionamento di un organo o di una qualsiasi parte, del corpo.


Per tanto, quello che sta succedendo oggi sul nostro pianeta, è lo stesso meccanismo che origina il cancro. Il Sistema Liberista Relativista è il grande cancro e noi, le cellule cancerogene.
Ritenere un fattore tecnico la causa di tutto ciò, imputabile alla sola azione dell’uomo, è estremamente riduttivo, poiché sottintende la possibilità di una soluzione altrettanto tecnica, in grado di riconvertire la situazione.
In verità, c’è qualcosa di più, di molto più serio e inquietante: l’intervento del maligno.
Il maligno è un’entità astratta, occupante, fatta della stessa sostanza del nulla che, subdolamente, si insinua e dimora nella mente dell’uomo, e che oggi, diversamente da un tempo, possiede il suo cuore e la sua anima. Non è una differenza da poco, ma direi che, in maniera netta, si pone come spartiacque fra il mondo contadino e la rivoluzione industriale, terreno di cultura del suo progetto mefistofelico. Ad un certo livello di malvagità e crudeltà, poi, corrispondono effetti più o meno devastanti. Nell’Apocalisse, raggiungono il loro apice, coronando il progetto demoniaco, e nello sterminio di ogni forma umana e umanoide, consacrano la sua vittoria.

In un passato (e neanche troppo lontano), il maligno era dunque circoscritto all’individuo e le possibilità di contagio erano inesistenti se non improbabili eccezioni, relegate all’interno di un gruppo.

Tutto ha avuto inizio con la rivoluzione industriale: le prime scoperte, le macchine, la tecnologia e la scienza più in generale. Un tale mutazione e degenerazione socio-culturale, ha rimosso ogni preesistente regola, parametro e impianto etico, azzerando ogni individualità, personalismo e slancio rivoluzionario. E’ stato facile, in questa condizione, commercializzare, mercificare e imporre la nuova dottrina del male!
Tutto questo, in breve tempo, ha prodotto omologazione, appiattimento e immobilità, relativizzando le scelte dell’individuo e i suoi comportamenti.
E’ a questo punto che, il maligno, trova terreno fertile per attuare il suo progetto necrofilo, occupando quello spazio vuoto, un tempo destinato alla ragionevolezza e al libero arbitrio.
La prima e seconda guerra mondiale sono state le prove prima del debutto ma, per il momento, neppure il piano demoniaco del nazismo era stato in grado di piegare l’ultimo avamposto etico e i suoi irriducibili anticorpi.

Tutto però si é rivelato inutile. Le metastasi del maligno avevano già intaccato i gangli vitali della società occidentale. Con l’avvento, poi, dei mezzi di comunicazione mediatici (radio, televisione e seducente propaganda), e con la loro capacità invasiva e di plagio, si è prodotto quello che, oggi, é il Capital Liberismo Relativista, coronamento di una vittoria senza precedenti nella storia del male.
Non esistono, oggi, efficaci tecniche e strategie (vista la sua virulenza e la moltitudine di seguaci, potenti e dominanti), in grado di combatterlo e contrastarlo.
Dobbiamo per tanto sapere riconvertire il maligno, in benigno, rinunciando al Sistema, alle sue dipendenze e seduzioni, alle sue invitanti ed effimere promesse di libertà, felicità e di immortalità – recuperare la perduta consapevolezza, l’auto sufficienza e la primitiva autonomia.

In breve, dobbiamo fare un passo indietro, e riassorbire tutti quei valori e principi etici che abbiamo svenduto e barattato con il maligno rinunciando così per sempre al vero senso della vita, alla spiritualità e alle sue ragioni.
Non ci sono domande, perché, sulle cause di un di un tale scempio umano, ne attenuanti tese a giustificarne le responsabilità comuni.
Ogni capacità di giudizio obiettivo, è stata definitivamente rimossa o azzerata, tanto da non sapere più distinguere fra il giusto e l’iniquo, la verità e la menzogna, e l’ambrosia dal veleno. Tutto questo é potuto accadere dopo avere rimosso dentro di noi quell’impianto etico connaturato (spirito di autoconservazione) in assenza del quale, ogni parametro di giudizio e di comparazione é stato per sempre cancellato dal nostro DNA e dal nostro cuore. La perdita di autonomia, materiale e psicologica, ci ha relegato dentro una schiavitù senza catene, svuotandoci di ogni oggettiva responsabilità, personalismo e slancio di ribellione.

Questi ultimi cento anni di storia sono stati caratterizzati da una crescita esponenziale della violenza, della paura e della crudeltà. Una escalation sistematica dell’orrore che non ha eguali nella storia dell’umanità e che, nel Liberismo Relativista, incarna la quintessenza del maligno al potere. Un potere di morte che ha tradotto ogni bellezza in carne da macello, e la nostra anima, in un desolato deserto dello spirito – e che oggi si appresta a sferrare l’attacco finale.

Fonte: stampalibera - Scritto da Gianni Tirelli  consumismo

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