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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL DESTINO DI CHI CERCA SE STESSO

Pubblicato su 4 Giugno 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in COMUNITA

Acquisire terra e curarla. Coltivare, allevare animali. Tenere lontani, per quanto possibile, i veleni, e conquistare quanta più indipendenza rispetto al mondo nemico. Vivere costantemente tra il mondo “occupato” e le cittadelle consacrate, evitando la sindrome da turris eburnea. Essere fisicamente presenti nel mondo culturale e metapolitico con cellule controllate, influenzandolo positivamente ed introducendo in esso quanti più valori e significati riconducibili alla Tradizione.
Crescere e formare generazioni di guerrieri e sacerdoti. Abbandonare ogni forma di infezione borghese: le posizioni sociali, il possesso, l’accumulo di ricchezza, la vita “privata”. Lauree, professioni, rispettabilità sociale, non esistono, sono “mundus imaginalis”, il recinto delle illusioni, dei freni, dell’ipnosi, che il nostro nemico ha creato per controllare le nostre menti. Nella realtà esistono solo sacerdoti, guerrieri e uomini d’arte.
Rimuovete concetti instillati nelle nostre cellule cerebrali da chi odia il nostro mondo e teme che ritorni ad essere l’unico scenario dell’esistenza umana. Non esistono le vacanze, i risparmi, le carriere, la pensione… Non esiste la cappa di ansia ed angoscia che ha bisogno di certezza. Vivete ispirandovi al suo esatto contrario: l’incertezza è l’anticamera delle azioni eroiche. Dismettere simboli logori e sconfitti: il nemico usa la magia degli amuleti contro di noi, e con molta efficacia. Abbandonare nostalgismi e retoriche ormai vuote di significato e di potere.

Noi siamo arii ed italici, questo è il centro di tutto. Il resto passa, e se degno di essere ricordato, occupa un posto d’onore nei ricordi della stirpe e nei culti degli antenati e degli eroi patrii.
Abbeveriamoci alla fonte, alla foce del fiume del nostro mondo, piuttosto che alle acque ultime ormai placide nel lago della storia. Lasciamo indifferenti il pantano delle religioni rivelate, dei tradizionalismi diffusi, delle filosofie, delle regolari vie iniziatiche di libresca origine. Giano Padre guarda per noi verso il remoto passato, che vibra nel nostro sangue, e posa contemporanemente lo sguardo sul futuro che appartiene a noi, solo a noi, a dispetto di ogni tristezza, scoramento, depressione, che il nostro nemico ci trasmette anche attraverso i presunti soloni del pensiero tradizionale, i vermilinguo dell’evolianesimo e della “tradizione”.

Adoperatevi per creare e moltiplicare le cittadelle ideali. Uomini così ritrovati e ricentrati avranno il potere di favorire “sottilmente” la fine di questo incubo cancerogeno e radioattivo chiamato mondo moderno. Oltre ogni distruzione, quando crollerà questo mondo di cartapesta, tornerà la realtà luminosa ed emozionante che il Brahma dei nostri Padri antichi volle concepire per la nostra felicità. Folle di affamati e disperati, senza più nessuna bussola che gli indichi la strada, cercheranno una guida e chiederanno aiuto. Troveranno uomini saldi e centrati, consapevoli, rinsaldati col Cielo e con le forze invisibili, che, benevolmente, indicheranno loro la strada per ritornare ad essere uomini e non più “pecore matte”.
Evitare i “fanatismi” e gli irrigidimenti. Questa epopea eroica si dovrà vivere in sprezzo ad ogni forma di cupezza o tristezza. Sorridendo e ridendo, così come ci ha insegnato il nostro Maestro.

Vincitori in Terra e vincitori in Cielo.

 Fonte: ilsolco  castello-300x225-copia-1.jpg

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