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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL DALAI LAMA: SPONSOR ROCKFELLER

Pubblicato su 16 Luglio 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

E’ una storia illuminata di guru del guru del guru del guru… Proprio così. E non si temono smentite di sorta. Andiamo al sodo con una premessa: non ho simpatie per l’imperialismo della Cina che - come noto - ha invaso ed occupato il Tibet. Però santificare certi umani al soldo dei padroni illuminati. Signor Dalai Lama quanti soldi a tutt’oggi ha intascato direttamente o indirettamente da David Rockfeller? Passiamo alla commediola italiota. Avete sentito l’ultima farsa del “grillo parlante”? Il ragioniere tanto di moda - intimo dello scopiazzatore a buon mercato, meglio noto come Marco Travaglio - se la prende ancora una volta con Pisapia, il sindaco di Milano. Il seguace di Casaleggio Associati spara su “Pisapippa” che non ha concesso la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Ma da quale pulpito pontifica il comico eterodiretto? Egregio Beppe Grillo: l’Aspen le dice niente? Esimio Dalai Lama, il suo amico nazista Heirinch Harrer come se la passa? Insomma: non esistono santi in terra. Prima di venerare qualcuno pensateci almeno tre volte.

Verbo Ansa - «Il Comune di Milano, una volta capitale morale, in seguito Milano da bere, e oggi senza neppure una qualunque identità, ha rifiutato la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Gli era stata promessa». Beppe Grillo sul suo blog attacca il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, in un post dal titolo eloquente: «Pisapippa e il Dalai Lama». Grillo ci va giù pesante: parla di «ragioni di bottega» dietro la decisione (alla quale la Cina si era opposta), di «solito teatrino all'italiana» e insulta il sindaco definendolo «la nuova maschera lombarda a far la figura di m...: il facondo Pisapippa, una via di mezzo tra Balanzone e Arlecchino, il "vorrei ma non posso" di piazza della Scala, il dimissionario dall'Expo, ma anche no». Secondo Grillo, la Cina «oltre ad aver occupato il Tibet, ha occupato anche Palazzo Marino».
Verbo Ap - «Ho avuto l'onore di incontrare il Dalai Lama nella sua ultima visita a Milano - racconta Grillo -. Mi concesse mezz'ora del suo prezioso tempo e, alla fine del colloquio, mi donò una sciarpa bianca e un forte abbraccio. Gli promisi il mio appoggio». Grillo poi aggiunge: «Mi è arrivata notizia di una telefonata direttamente al presidente del Consiglio Comunale di Milano da alte autorità cinesi perché dissuadesse Pisapia dalla cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Spero che non sia vero e che, nel caso, si sia risposto con un vaff... in cinese. Ma senza dubbio mi illudo. In Tibet sta avvenendo qualcosa di inaudito, contro l'occupazione cinese si stanno dando fuoco le giovani madri. Finora era successo solo per gli uomini. Il Tibet è circondato da un muro di omertà alla cui costruzione partecipa anche l'Italia. Buttiamo giù il muro. I muri sono da sempre impastati con il sangue dei popoli».
Sergio Romano - L’editorialista di punta del Corsera la spara grossa, ma passano inosservate le boiate prezzolate. «Bilderberg è andato più in là. Nato nel 1954 per iniziativa del principe Bernardo di Olanda, marito della regina Giuliana, il gruppo è in realtà un club costituito da soci che vengono periodicamente rinnovati con il criterio della cooptazione. Coloro che ne fanno parte hanno generalmente un importante profilo pubblico e accettano l’invito tanto più volentieri quanto più sanno di potere contare sulla discrezione dei loro interlocutori. Nemmeno a Bilderberg, ne sono certo, tutti rivelano interamente il loro pensiero. Ma in queste riunioni vi è probabilmente più franchezza di quanta ve ne sia quando tutti parlano sotto gli occhi delle telecamere. So che questo può spiacere a chi pensa che tutto debba essere fatto alla luce del sole. Ma vi sono circostanze in cui la trasparenza e le pareti di vetro favoriscono dichiarazioni generiche, reticenti e inutili, se non addirittura dannose. La Open Diplomacy (la diplomazia alla luce del sole), predicata dal presidente americano Woodrow Wilson dopo la Grande guerra, si dimostrò nella realtà un’idea difficilmente praticabile; e i primi a farne un uso molto modesto furono proprio gli americani. È certamente vero, tuttavia, che Bilderberg è un club elitario, composto da persone che possono rafforzare, grazie a questi incontri, i loro legami personali e fare magari, con l’occasione, qualche affare. Non giovò al club, per esempio, il fatto che il principe Bernardo, negli anni Settanta, apparisse coinvolto in uno scandalo di tangenti pagate da Lockheed per la vendita dei suoi aerei in Europa. Ma gli errori di un socio non possono giustificare la condanna dell’associazione. Soprattutto in una parte del mondo che è orgogliosa della sua democrazia liberale».
Popolo italiota: non lo avete ancora capito? Fanno tutti parte tutti della stessa associazione affaristica che vuole imporre un nuovo ordine mondiale sulla pelle dell’umanità. Un consiglio al pluriomicida (con sentenza passata in giudicato): Beppe Grillo, ma vatte curc’. 
Fonte:  sulatestagiannilannes dalai-harrer1.jpg
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