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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL CRAK DI CIPRO HA CONSEGUENZE IMPREVISTE

Pubblicato su 19 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Hanno scelto Cipro come modello di “Austerity – fase 2”. Rappresenta appena lo 0,2% del Pil europeo e non conta quindi un beneamato nulla, dal punto d'osservazione del Reichstag, da cui la signora Merkel sta “guidando” l'Unione europea in funzione della propria rielezione, a settembre.

 

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Moody's boccia il "prelievo forzoso" sui conti correnti: "mina la fiducia" sulle banche di tutta l'Eurozona e pone le condizioni per fuga dei capitali e turbolenze sui mercati. Governo di Nicosia senza maggioranza.



Hanno scelto Cipro come modello di “Austerity – fase 2”. Rappresenta appena lo 0,2% del Pil europeo e non conta quindi un beneamato nulla, dal punto d'osservazione del Reichstag, da cui la signora Merkel sta “guidando” l'Unione europea in funzione della propria rielezione, a settembre.

La scelta di imporre il prelievo forzoso sui conti correnti è davvero una “misura shock”, come hanno titolato tutti i media. Perché cancella l'ultima trincea del risparmiatore comune – la sicurezza dei soldi messi in banca – e quindi prepara possibili espropri di massa in qualsiasi altro paese che si trovi a soffrire problemi simili.

Del resto, imporre “riforme strutturali” a Nicosia sarebbe stato inutile. L'economia isolana si fonda sul turismo e poco altro. Le forme contrattuali sono già abbastanza liberiste, il welfare era stato già abbastanza sforbiciato nel precedente giro di “rigorismo”. Soprattutto, se ne sarebbe cavato ben poco, in termini di denaro cash.

C'erano insomma le condizioni chiave per tentare un esperimento.

Ma gli apprendisti stregoni della Troika, appesantiti anche dalle necessità di breve respiro della Merkel, non sono proprio in grado di concepire “piani” che non abbiano buchi mostruosi. Il più serio, e seriale, è la sottovalutazione sistematica della difficoltà politica. Che per loro - “tecnici” - non esiste mai come variabile nelle previsioni, ma che si presenta sempre alla verifica empirica.

Il Parlamento cipriota è stato costretto a rinviare l'approvazione delle misure presentate dal governo conservatore del neopresidente Nikos Anastasiades, considerato l'alleato rigorista di Angela Merkel nel Mediterraneo. Un clima di rissa continua, l'esplosione del partito del premier, riunioni notturne, tentativi di accordo sottobanco, compravendita di gruppi parlamentari... insomma, tutto l'armamentario esibito da forme democratiche sotto stress a Nicosia come in tutto l'Occidente. Il voto era stato fissato per oggi alle 16. Ma il presidente cipriota Nicos Anastasiades non ha i numeri per ottenere in Parlamento il sì al prelievo forzoso sui depositi bancari proposto dall'Ue. La conferma è arrivata stamattina dal portavoce del governo cipriota.

Eppure bisognava “chiudere” entro oggi, a tutti i costi. Era stata infatti decretata la chiusura delle banche fino a mercoledì, in modo da impedire ai correntisti di precipitarsi a svuotare i conti. Data che è così slittata a giovedì, in attesa del voto.

Ma anche sul piano “tecnico”, dall'Eurogruppo sono state date indicazioni contraddittorie, con cambi repentini di impostazione. Prima l'ordine di decurtare del 6,75% i conti fino a 100.000 euro, e del 9,9% quelli con cifre superiori. Poi l'idea di “moderare” al 3% il colpo di falce sui conti “poveri” e aumentare fino al 15% quelli sopra i 500.000. All'ultimo minuto, ieri sera, un comunicato forse “definitivo”: «L'Eurogruppo ritiene che i piccoli depositi devono essere trattati diversamente dai grandi depositi e riafferma l'importanza di garantire quelli sotto i 100mila euro. Le autorità cipriote introdurranno una maggiore progressività nella tassa una tantum rispetto a quanto deciso il 16 marzo, fermo restando il tetto degli introiti stabilito».

L'obiettivo resta fermo: per “garantire” il pacchetto di “aiuti” Da 10 miliardi varato dai ministri delle finanze e dal Fmi servono i soldi depositati nelle banche cipriote. L'assalto alle banche era previsto, ma hanno sbagliato anche i dettagli su questa parte: i soldi verranno infatti tolti in proporzione alle cifre risultanti sui conti alla chiusura di venerdì 15 marzo. Ma se i correntisti riescono a svuotarli prima che scatti la mannaia il prelievo non si può materialmente effettuare. E mentre sui piccoli risparmiatori locali lo Stato potrebbe comunque rivaleersi in qualche modo, successivamente, i grandi evasori russi e di altri paesi – titolari pressoché in esclusiva dei conti davvero ricchi – possono far sparire per via telematica le proprie risorse al primo secondo utile. E far perdere subito dopo le proprie tracce.

Anche questa possibilità, comunque, è causa di possibili tensioni sui mercati finanziari. Masse consistenti di denaro in fuga verso porti più sicuri, infatti, provocano turbolenze potenzialmente pericolose. Specie se – una volta stabilito il precedente che i soldi in banca possono essere “sequestrati” dagli Stati – viene messa in pericolo la “fiducia”, ovvero la certezza di poter disporre in ogni istante del proprio denaro. Un incubo esistenziale per i “piccoli”, un dramma operativo per gli speculatori, evasori, investitori, ecc.

Dove andiamo a finire, signora mia, se nemmeno le banche sono più un approdo sicuro?

Ecco quindi che persino Cipro – inesistente sul piano macroeconomico – rischia di avere “effetti sistemici” in un mercato globale senza più tante certezze.

Le reazioni politiche sono in qualche misura prevedibili. I russi, come già resocontato ieri, si sono subito mobilitati facendo il viso dell'arme, da Putin a Nedvedev 

Ma persino in Germania non sono mancate le voce critiche. «Perché non prelelevare il 15% dai conti dei ricchi ed escludere tutti gli altri correntisti con depositi fino a 25mila euro?», si è chiesto Juergen Trittin, leader dei Verdi tedeschi, spalleggiato dal numero due dei socialdemocratici (SPD), Joachim Poss. Stessa posizione anche del ministro delle finanze francese, Pierre Moscovici, che ha fra l'altro “rivelato” come nell'Eurogruppo di venerdì si siano manifestate anche “posizioni molto più dure” (Germania, Olanda e Finlandia, presumibilmente).

Mentre da Berlino si attende con tutta calma. Il Parlamento tedesco voterà sul piano di salvataggio per Cipro nella seconda metà di aprile (parola del portavoce del ministero delle finanze tedesco, Martin Kotthaus), quando i ciprioti avranno messo nero su bianco i loro impegni con la Troika.

Ma le reazioni dei mercati sono molto più rapide, incisive e devastanti. Per Moody's, agenzia di rating pronta ad aggredire ogni nuovo “squilibrio”, la scelta del prelievo forzoso potrebbe avere conseguenze negative per i rating delle banche europee. La decisione, infatti, ha comunque «pesanti conseguenze» anche per i creditori di banche in altri Paesi europei. Il ragionamento è semplice: se si può fare a Cipro, paese dell'eurozona, si potrà fare in tutti e sedici gli altri paesi. Dunque, le banche del Continente non sono più “sicure” come prima, specie quelle dei Piigs (Italia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Grecia); dunque, è probabile la fuga di una quantità sostanziosa di denaro verso altre aree che dànno maggiori garanzie di intangibilità dei depositi.

Per Moody's, si tratta di un punto di svolta a livello di politiche europee: «con la decisione si é avviato un passo importante per limitare, o addirittura eliminare, la tutela sistemica dei creditori bancari in tutta Europa». Operando in questo modo, i responsabili politici europei «dimostrano di essere disponibili a rischiare turbolenze più consistenti sui mercati finanziari, nel perseguimento di obiettivi politici».

E quindi ciao, Europa! I “salvatori rigorosi dell'euro” si dimostrano i primi affossatori...

Fonte: contropiano.org

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