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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I PRODOTTI FINANZIARI AFFAMANO IL MONDO

Pubblicato su 8 Dicembre 2011 da frontediliberazionedaibanchieri

Ormai si specula su tutto. Il prodotto interno lordo mondiale ammonta a 70 mila miliardi di dollari ed i prodotti finanziari a 550 mila miliardi, ciò significa che ci sono in circolazione 480 mila miliardi di dollari di

“ valore “ basato sul nulla, su pezzi di carta, ancora peggio della stampa della moneta da parte dei banchieri privati.

Alcuni di questi pezzi di carta sono emessi facendo speculazioni finanziarie sul cibo, sui beni di prima necessità, e nessuno, dico nessuno, fa una campagna stampa su questo argomento, e nessuno interviene per fermare questo inumano mercato della fame, non ci stancheremo mai di dire che questi sono dei veri e propri delinquenti.

Esiste una interessante ricerca dell’Unctad nella quale emerge che gli operatori finanziari, che speculano sul cibo e sulle materie prime e ci ragguaglia sull’argomento “ spingono i prezzi delle materie prime molto oltre i livelli giustificati dai dati fondamentali del mercato”.

Una volta, prima dell’avvento di questi veri e propri avvoltoi, il commercio dei beni di prima necessità era rimasto nei canono tradizionali: c’era un produttore che vendeva e c’era un compratore che acquistava. Ora hanno inventato un mercato dei “ future”, vere e proprie quotazioni di borsa, che aggirano i produttori acquistando prima i loro raccolti, facendo credere ai produttori stessi di garantirsi un prezzo fisso e remunerativo, naturalmente ad un valore inferiore a quello stabilito dal mercato vecchia maniera. Un esempio, ma ce ne sono tanti altri, di questa operazione è il grano che viene acquistato dai produttori ad 11 euro al quintale e, se va bene, viene rivenduto, dopo diversi passaggi borsistici dei future, a non meno di 35 euro il quintale.

Il sistema è di una semplicità raccapricciante: gli speculatori non ritirano mai i prodotti che hanno acquistato, li trasformano in prodotti finanziari, li quotano in borsa e li vendono prima della scadenza. Così facendo incassano quanto pagato, naturalmente a prezzi maggiorati, e con quei soldi ci comprano altri future. In poche parole hanno creato una specie di moto perpetuo che ha l’aggravante di non vendere più a prezzi di mercato, ma di innescare una continua speculazione sulle materie prime.

La FAO ha stimato che solamente il 2% di questi future va a scadenza naturale, cioè con il ritiro di quanto acquistato; il 98% viene venduto in anticipo da speculatori interessati ad un facile guadagno e sicuramente molto poco interessati al prezzo, reale, del grano.

Se andiamo ad analizzare il fenomeno scopriamo, ma guarda un po’ !, che uno dei maggiori speculatori,in questo settore, è la Goldman Sachs che nel 2009 ha incassato, come guadagno netto, oltre 5 miliardi di dollari, praticamente oltre un terzo del suo utile netto.

Meditate gente, meditate: è uno dei tanti sistemi inventati da questi rapaci per affamare il mondo e continuare a lucrare sulla pelle dei popoli.

Ma quando finirà?

Fronte di Liberazione dai Banchieri

grano

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AstroTime 08/16/2012 20:38


"Ma quando finirà?"

Presto, a quanto dicono...
http://bit.ly/Oli12

comunque vada, non rimane molto tempo;
del resto, qualcuno immagina forse come si possa andare avanti di questo passo per degli anni?
grava il fatto che quasi tutti continuino a tenere gli occhi chiusi, dando credito ad una realtà che è solo un film dell'orrore.
occorre svegliarsi, nel profondo; modificare i parametri di giudizio della nostra stessa vita; forse la crisi serve solo a sgretolare abitudini e certezze erratiche.
siamo tutti in default; i banchieri li teniamo in piedi noi!