Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I PM CONTESTANO A MARCHIONNE LA " DISCRIMINAZIONE DEGLI ISCRITTI FIOM "

Pubblicato su 30 Marzo 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Non avevamo mai avuto dubbi circa la posizione della UIL e della UGL ( manca la Cisl, ma vedrete che arriverà presto ): dalla parte di Marchionne e della Fiat, naturalmente. La Fiom, che ne ha fatte di cotte e di crude, in questa occasione ha ragione da vendere: si sta opponendo alla mentalità padronale di far ritornare le fabbriche in un clima di terrore perpetrato dai loro capi reparto cresciuti in un clima di sottocultura operaia dove il buono è il padrone e le sue angherie ed il cattivo è chi, a fronte del proprio dovere, reclama i propri diritti.

Uno Stato serio caccerebbe Marchionne dall'Italia, e gli toglierebbe i passaporto, così è sicuro che non torna più. Claudio Marconi

 

marchionne--620x420.jpg

 

Pomigliano, conclusione delle indagini preliminari

NAPOLI - Pomigliano e iscritti alla Fiom, la storia infinita. Il Lingotto rende noto che la procura di Nola, a conclusione delle indagini preliminari, contesta all'ad di Fiat Sergio Marchionne e all'ad di Fabbrica Italia Pomigliano Sebastiano Garofalo la «discriminazione degli iscritti Fiom nel trasferimento dei dipendenti di Fiat Group Automobiles a Fabbrica Italia Pomigliano».
«Sconcertante e paradossale»: così l'anzieda definisce l'iniziativa della Procura: «Tale iniziativa è l'ennesima espressione dell'inusitata offensiva giudiziaria avviata dalla Fiom nei confronti di Fiat da più di due anni».

LA SENTENZA - Nel giugno 2012 una sentenza del Tribunale di Roma aveva imposto all'azienda torinese di assumere nella newco di Pomigliano gli operai iscritti al sindacatometalmeccanici della Cgil. Nel febbraio scorso 19 iscritti alla Fiom sono stati riassunti ma a marzo sono tornati in cassa integrazione per effetto del trasferimento di ramo d'azienda della newco, poi sciolta, in Fiat group automobiles.

UILM: MAZZATA AL SUD - «È un'ulteriore mazzata al Sud e all'industria metalmeccanica. Un'iniziativa del genere non aiuta in una situazione così difficile». Lo dice il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, commenta l'iniziativa della Procura di Nola che contesta all'ad di Fiat Sergio Marchionne e all'ad di Fabbrica Italia Pomigliano Sebastiano Garofalo la discriminazione degli iscritti Fiom. «La storia dei ricorsi e delle denunce continua a mietere vittime, così non si va da nessuna parte», conclude Palombella. E il segretario della Uilm Campania, Giovanni Sgambati aggiunge: «La Fiom, purtroppo, è ostinatamente orientata a non capire che il modo migliore di tutelare i lavoratori, è quello delle relazioni sindacali. Purtroppo è annosa la controversia giudiziaria che vede la Fiom autoesclusasi dal fare sindacato. La via giudiziaria non è sicuramente la strada migliore per fare sindacato. Ci saranno sentenze che danno ragione alla Fiom, ed altre sonore che gli danno torto. Ma per noi della Uilm la via maestra è quella delle relazioni sindacali che è il modo migliore per tutelare i lavoratori. La Fiom, però, è ostinatamente orientata a non capirlo».

SLAI COBAS: MANCA LA MOBILITAZIONE - Per Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, invece, quello che manca, oltre alle cause giudiziarie, è la «mobilitazione». «Il piano Marchionne è fallimentare - ha aggiunto l'esponente del sindacato di base - ma non può finire sempre e solo sugli iscritti alla Fiom. Oltre alle cause serve la mobilitazione, che mi pare la Fiom non stia mettendo in atto». E nelle aule di tribunale la Fiat sarà chiamata anche il prossimo 19 maggio, per la causa d'appello del ricorso avanzato proprio dallo Slai Cobas contro il Lingotto, per reinserire nello stabilimento di Pomigliano 316 lavoratori spostati negli anni scorsi nel polo logistico di Nola. «La Fiat vinse la prima causa - spiega Granillo - perché disse che erano parte integrante di Pomigliano. Oggi non è più così, in quanto Nola fa storia a sè ed i lavoratori sono in cig senza alcuna richiesta di proroghe».

LANDINI: FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA - «Prendo atto che la Procura, di fronte a un nostro esposto, ha fatto le sue indagini e prendo atto di quanto ha deciso. Da tempo denunciamo la violazione dei diritti sindacali e la discriminazione contro i nostri iscritti. Se arriveremo al rinvio a giudizio faremo tutto quello che possiamo compresa la costituzione parte civile». Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commenta così l'iniziativa della Procura di Nola. «Ho fiducia - conclude - nel lavoro delle Procure e nella giustizia. La Fiat sta discriminando i lavoratori iscritti alla Fiom e ha fatto di tutto per impedire che abbiano le libertà sindacali riconosciute nel Paese».

CENTRELLA (UGL): ERRORE DELLA MAGISTRATURA - Per il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella pur «nel pieno rispetto del ruolo di qualsiasi istituzione, non si può fare a meno di considerare l'esito delle indagini della Procura della Repubblica di Nola» sullo stabilimento Fiat di Pomigliano «come un ennesimo errore della magistratura, che probabilmente non ha compreso bene quanto accaduto in questi anni in Fiat». «Ciò che temiamo di più - aggiunge, in una nota - è che non solo gli esiti, alcuni dei quali ingiusti, ma anche la mole del contenzioso voluto da un sindacato contro una multinazionale italiana, peraltro in grave affanno per l'andamento negativo del mercato, possano scaricarsi negativamente sui lavoratori». 

Tratto da: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Commenta il post