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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I ' PACIFISTI INTERVENTISTI' SBAVANO SULLA SIRIA

Pubblicato su 3 Settembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Su quanto sia stato funzionale, Cohn-Bendit, al sistema per convogliare il '68 nelle spire dello stesso abbiamo già detto in un nostro precedente articolo. Questi personaggi sono stati gli " utili idioti" del capitalisìmo e dell'imperialismo, non sono qualificabili come leader di gruppi di " rottura" con il sistema ma solamente come bottegai che hanno contribuito a fissare la contestazione nel sistema imperante, hanno attinto a piene mani dal supermercato politico, insieme alla destra ,per garantirgli una stabilità.

L'arco si poteva tendere benissimo, ma queste due categorie "zoologiche", la fascisteria e l'ultra sinistra, hanno contribuito ad alimentare i grossi interessi dei borghesi ed hanno fatto la guardia affinchè la contestazione non disturbasse i " bisogni" dei bottegai dabbene.

E' talmente vero che basta vedere come si sono " sistemati" e gozzovigliano nel sistema usurocratico messo in atto dai banchieri contro i popoli.

Claudio Marconi

lerner.jpg

Daniel Cohn-Bendit, ex bandiera del ’68, non ha dubbi nello schierarsi completamente affianco agli Stati Uniti nella crociata punitiva contro la Siria. Ecco che il corto circuito del “pacifismo” messo a disposizione del sistema dominante raggiunge la sua vetta più alta. 

Pacifisti atipici gli ex sessantottini. In prima fila ovunque si parli di diritti violati, questi personaggi escono fuori ogni volta che si tratta di giustificare una guerra contro un presunto dittatore sanguinario, ma tacciono in modo miserabile quando si tratta di criticare il sistema vigente che produce, letteralmente, guerre e ingiustizie. Purtroppo si tratta di gente che conosciamo molto bene anche in Italia, Gad Lerner e Saviano, solo per citare i primi due che ci vengono in mente, sono due esempi calzanti. In Europa abbiamo Daniel Cohn-Bendit, ex icona del ’68 (e anche sul Sessantotto ce ne sarebbe da dire) e oggi storico leader dell’ecologismo europeo. Cohn-Bendit come prevedibile sulla Siria si è allineato completamente sulle posizioni di Barack Obama, anzi, sembra quasi sorpassarlo a destra giudicando un errore fatale  un’azione solitaria degli Stati Uniti, sostenendo che l’Occidente dovrebbe rispondere in modo coeso al presunto attacco chimico da parte di Assad. Per il parlamentare europeo dei Verdi l’utilizzo delle armi chimiche da parte di Assad deve essere punito, ma la strategia dell’Occidente non può essere limitata ad un mero intervento sanzionatorio. Insomma lanciare missili contro un Paese sovrano e senza alcuna prova per l’ex leader del Sessantotto è troppo poco. “Una punizione senza una strategia politica complessiva sarebbe un errore. Le nazioni occidentali si devono però mobilitare militarmente, come presupposto per un intervento militare oppure per ottenere un armistizio che fermi lo spargimento di sangue in Siria”, ha detto Cohn-Bendit mettendosi, letteralmente l’elmetto, ai giornalisti del Der Spiegel. Non solo, l’ex guru ha anche esortato la Germania e gli altri paesi europei recalcitranti, vedi l’Italia, a partecipare alla guerra. L’europarlamentare ecologista illustra così la sua strategia per risolvere la crisi siriana. “Sono per un intervento militare, a condizione che l’Occidente sia compatto. Un’azione solitaria degli Stati Uniti sarebbe sbagliata. L’obiettivo deve essere il raggiungimento di un armistizio in Siria sotto controllo Onu. Allo stesso tempo gli Usa o l’Unione Europa devono portare una risoluzione all’interno dell’assemblea delle Nazioni Unite, che condanni in modo chiaro l’utilizzo delle armi chimiche. Questo sarebbe l’inizio della legittimazione dell’intervento. Se ci saranno le prove della responsabilità del regime di Assad nell’uccisione dei suoi concittadini con le armi chimiche, anche per la Russia sarebbe difficile rimanere al suo fianco nel Consiglio di Sicurezza”. Inutile dire che nessuno sa ancora chi abbia utilizzato le armi chimiche il 21 agosto, nessuno ha fornito prove schiaccianti e soprattutto nessuno parla del fatto che, a oggi, le uniche prove trovate in Siria accusano i ribelli di aver usato in passato armi chimiche, e non Damasco. Ma Cohn-Bendit si è mostrato deciso, e ha persino ritenuto assurdo sostenere che l’intervento della comunità internazionale contro Assad estenda il conflitto: “Dobbiamo essere politicamente e moralmente contro il presidente siriano. Assad sta perpetrando la pulizia etnica nel suo paese. Gli attacchi chimici hanno lo scopo di costringere sempre più sunniti alla fuga. Questa strategia destabilizza l’intera regione”. Frasi, quelle di Cohn Bendit, che sembrano uscite dalla bocca di Kerry o di altri inverventisti della prima ora, ma che non ci sorprendono. Una certa “sinistra” ha da tempo completamente rinunciato al cambiamento della società, accettando ormai completamente e in modo prono il sistema di valori del capitalismo. Coerentemente con quanto cominciato nel Sessantotto dunque, Cohn-Bendit e altri ex leader della sinistra rinunciano all’analisi della società e accettano in toto la necessità di portare avanti l’imperialismo e giustificarlo. Così, di fronte a presunti abusi dei diritti umani, si giustifica il diritto a bombardare e invadere un altro Paese, rinunciando a vedere gli interessi geopolitici ed economici che sono il vero motivo che spinge l’Occidente alla guerra. Un pacifismo armato quello di Cohn-Bendit perfettamente coerente con la dottrina Usa dei “poliziotti del mondo”, anche perchè, inutile nascondercelo, probabilmente l’imperialismo statunitense e Occidentale difende interessi che, indirettamente o meno, giovano agli stessi ex pasdaran Sessantottini. Gli stessi che in casa nostra, vedi Gad Lerner, prima parlano di difesa dei diritti e di pace, e poi invocano la democrazia delle bombe disposti anche a parteggiare per gli estremisti islamici, gli stessi che volevano mettere al muro nemmeno dieci anni prima.

Gracchus Babeuf

Tratto da: iltribunodelpopolo.it

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barbara 09/04/2013 21:42


per i pacifisti in divisa è razzismo negare gli interventi pro democrazia laddove LORO, ossia il CFR o Trilateral o Bilerderg dice che manca la libertà