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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

I MILIARDARI A CACCIA DI CLANDESTINI

Pubblicato su 24 Gennaio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in USA E AMERICA LATINA

Prendi la vedova miliardaria di un mito, annoiata e con tanto – troppo – tempo da perdere. Una miliardaria che vive nel lusso con decine di schiavi al suo servizio e un’eredità che potrebbe sfamare milioni di persone. Mettici i “poveri” clandestini messicani e avrai una storiella strappalacrime e mielosa – quasi diabetica – dal titolo “SILICON VALLEY SOLIDALE”.

 

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SILICON VALLEY SOLIDALE
La vedova di Steve Jobs si batte per
i clandestini Usa
Laurene Powell lancia The Dream is Now, piattaforma di storie
di giovani immigrati di F. Cella

E’ come sempre un articolo del corrierino, dove pensare è a quanto pare raro, che si lancia in questi patetici peana di miliardari annoiati che producono in Cina e vendono in Occidente. Ma sono tanto solidali. Non con i loro compatrioti però.

Facciamo un’ipotesi – solo un’ipotesi, nulla di reale – mettiamo che io sia il proprietario/a o azionista di una megamultinazionale di pc/tablet/cellulari, qual è il mio interesse rispetto ai clandestini? Regolarizzarli tutti, così da avere manodopera low-cost. E quale sarebbe invece l’interesse degli operai/tecnici americani/europei? Rispedirli in Messico/Africa così da poter ottenere aumenti di stipendio.
Ergo: i miliardari di SILICON VALLEY sono solidali, ma con se stessi.

Del resto basterebbe un minimo esercizio mentale per comprendere come, gli interessi dei ricchissimi, siano in evidente contrasto con quelli della classe medio/bassa della propria popolazione e invece siano complementari con quelli del sottoproletariato d’importazione: a loro servono braccia a basso costo per le loro multinazionali, per curare i loro giardini e le loro mega-ville, per fare gli sguatteri su i loro yachts e la servitù. A loro servono autisti, servitori, colf, lacchè, prostitute. In breve: a loro servono “schiavi”, non lavoratori. E allora si inventano “la solidarietà”, e la fanno propagandare da queli che, ma guarda un pò, sono poi i media di loro proprietà. E qualche americano/europeo/italiano delle classi medio/basse cade nel tranello e “venera” il miliardario/a.

Quinta regola di sopravvivenza: quello che conviene al miliardario, non conviene al popolo.

Fonte: identita.com

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