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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

HO VISTO UNA SCENA IERI di PAOLO BARNARD

Pubblicato su 25 Dicembre 2012 da frontediliberazionedaibanchieri in MMT - BARNARD

La " scena " raccontata da Barnard è angosciante. Non esiste più l'uomo, non esiste più umanità, non esiste più niente. Una civiltà, se ancora si può chiamare tale, ma ne dubito, che ha totalmente perso il senso della solidarietà , deve essere distrutta, cancellata, annientata. Oggi è Natale, dovremmo essere tutti più buoni e bravi, anche quel Dio che Barnard ha provato a cercare e non ha trovato. Claudio Marconi

 

io a cattolica

 

Ho visto una scena in piscina ieri che ha fermato il mondo. Ha fermato il mio mondo e, per me, tutto il resto del mondo. In piscina vengono anche i disabili, fisici e mentali. Ci sono gli accompagnatori, o più raramente i familiari che li portano. Le carrozzine, l’argano per calarli in acqua, ecc. Nella piscina dove vado io c’è un corridoio in piastrelle azzurre che porta dagli spogliatoi alle vasche, e che fa un angolo retto vicino ai bagni. Lo si percorre per forza, ma il segmento più lungo è quello che parte dagli spogliatoi, così chi si spoglia davanti agli armadietti lo vede tutto.

Ieri ero appena arrivato, non c’era quasi nessuno, molto silenzio, ma quel silenzio che comunque fa rimbombo in piscina, non so se mi capite. Ero in piedi davanti a un armadietto e mi ero appena tolto la felpa, quando noto un ragazzo su una carrozzina fermo a metà del corridoio, come parcheggiato lì, da solo, rasente alla parete destra. Era in costume ed era non solo fisicamente disabile, braccia e gambe distorte, ma anche mentalmente disabile, lo sguardo non lasciava dubbi. Era fermo lì, leggermente ricurvo in avanti coi gomiti appoggiati ai braccioli.

Io ho continuato a spogliarmi, di tanto in tanto lo intravvedevo con la coda dell’occhio, poi non ho potuto non notare che la sua testa si era piegata ancor di più, non tanto, un poco, e dava dei piccoli sobbalzi. In un attimo mi è apparso chiaro, piangeva. Ma piano. Piano. Piangeva. Il mondo ha smesso di girare per me.

Non c’era nessuno, un corridoio di venti metri di piastrelle blu e quel ragazzo solo lì, che piangeva, da solo. Io immobile in pantaloni e torso nudo a fissarlo. Gli sono entrato dentro, tutto, in lui, nel suo pianto di solitudine. E non ho mai, mai nella mia vita toccato così tanta solitudine.

Non c’è nulla di più solo, di più abbandonato, di una mente schiacciata dall’impossibilità di elaborare ma che sente dolore. Di una mente e di un’anima soffocate dall’impossibilità di muoversi, di fare qualcosa per darsi sollievo, e che cedono alla disperazione. Tutto quell’essere stava così male da dover piangere, e io mi sono chiesto dove poteva quell’anima trovare aiuto, sollievo, soccorso in quei momenti della vita, così da solo. Mi sono chiesto quante volte gli sarà capitato di piangere così totalmente solo. Ho sentito un'incontenibile pietà per quel ragazzo. E lì mi è tornata in mente la favola dei libri del catechismo, con le illustrazioni dove il derelitto abbandonato da tutti piange, ma ignaro che dal cielo la mano di Gesù lo sta avvolgendo. Gesù lo ama. “Gli umili erediteranno la Terra”. E io so che non è vero, che non c’era uno straccio di nessuno ad amare dal cielo quel ragazzo piantato a metà di un corridoio di piastrelle, non c’è mai stato né ci sarà. E’ così orribilmente crudele. Lo è dall’inizio dei tempi, con l’aggiunta disperante che nessuno di noi mai capisce che l’unica mano di Gesù capace di dare salvezza è quella che creiamo noi, qui sulla nostra materiale Terra, quando sappiamo amare e consolare, e che se noi non lo faremo non ci sarà nessun Dio a farlo al posto nostro, né qui né dopo.

Lo dico ai pochissimi di voi che forse capiranno: tutto il mio lavoro vorrebbe arrivare a quel mondo migliore dove ci sia più tempo e benessere per darci di più gli uni agli altri sempre, che nessuno sia solo, lasciato, povero, torturato, angosciato, mai, mai a piangere da solo, anzi, che tutti i mezzi siano per lui.

Di fronte a una solitudine come quella che ho visto ieri il mondo mi si ferma. Diventa meno di niente, tutto il nostro fare e dire e dare importanza a questo e quello. Niente. Non conta più niente. Finché ci sarà una solitudine così, null’altro conterà niente per me.

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Sergio 12/31/2012 18:00


Grazie, Paolo.

aldo 12/26/2012 11:18


Monti napolitano dalemma casini fini ecc. ecc. sicuramente hanno fatto un buon natale. Noi nò, solo privazioni , niente regali ai figli e nipoti. Monti si diverte a far soffrire i poveri.
Napolitano è abituato alla bella vita dei gerarchi comunisti sovietici dove loro sguazzavano e il popolo schiavo soffriva. Ladroni patentati.

noce 12/26/2012 00:16


E' la prima volta che apro questo blog e mi ha fatto molto piacere, pur nell'amarezza dell'episodio toccante, leggere qualcosa che sgorga dal profondo di un'umanità che è quasi sempre soffocata
in ogni modo possibile da questo Nemico presente ormai ovunque. Ma sopratutto dentro ognuno di noi, quando ci lasciamo condizionare. Solo questi sforzi intimi ci potranno liberare dal giogo. Buon
Natale a tutti.

frontediliberazionedaibanchieri 12/26/2012 08:35


Ci rallegriamo che ti sia piaciuto. C.M.


Anselmo 12/25/2012 14:59


"Qualsiasi cosa avete fatto a questo uomo l'avete fatto a me." cito a memoria. Non ci sarà mai una prova  a favore dell'esistenza di Dio e mai ci sarà una prova nettamente contraria.Quelle
lacrime erano  solo le lacrime di un ragazzo ? O Cristo piangeva con lui, in lui? Gesù è venuto come segno di contraddizione per confondere. Noi siamo confusi. Noi abbiamo edificato una
babele che non sa fare molto per quel ragazzo che piangeva da solo e forse morirà da solo. Ma se esiste il paradiso forse avrà un posto .La durezza del nosro cuore è immensa? si è immensa : forse
pari o superiore miliardi di volte al dolore di quel ragazzo. Di una cosa sono sicuro : lui si salverà , noi non è sicuro.